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Quotidiano di Sicilia

E-cologia di Antonio Casa
il blog sull'ambiente e il consumo


Tag Termovalorizzatori

Lug
07
2010
L'applicazione della legge regionale 9 del 2010 rimane ai blocchi di partenza. Mi riferisco alla riforma della gestione del sistema dei rifiuti. Atteso il fallimento della gestione precedente, le Ato Spa continuano ad accusare circa 1 miliardo di debiti, mentre è in corso la loro liquidazione. Stessa cosa per le società a cui negli ultimi anni è stato affidato il servizio di raccolta e smeltimento dei rifiuti, che ha portato al loro commissariamento.
 
Le discariche rimaste in esercizio sono 14, l'ipotesi di realizzare i termovalorizzatori (a patto che siano di ultima generazione) è remota, nonostante le "minacce" d'intervento del Governo nazionale, come avvenne più di un anno fa in Campania.
 
Lombardo chiede pieni poteri, cioè che venga nominato commissario per l'emergenza, in modo di avere mani libere per realizzare nuovi impianti in tempi brevi, senza esclusione dei termovalorizzatori.
 
Su una civile gestione dei rifiuti la Sicilia è ferma da tre anni, da quando è esploso il debito delle Ato e la gara degli inceneritori è stata bloccata dalla Corte di giustizia europea di Lussemburgo. Il 90% dell'immondizia continua ad ingolfare discariche sempre più in via di esaurimento, mentre la differenziata nell'ultimo anno è salita soltanto dello 0,9%. Risultati che stanno conducendo l'Isola verso un abisso. Di rifiuti.
 
Mag
25
2010
Sembravano sepolti. E nonostante la legge di riforma del settore approvata di recente dall'Ars non ne prevede l'esistenza, la loro realizzazione è tornata di moda. Sui termovalorizzatori in Sicilia è stato detto tutto e il suo contrario. Voluti da Cuffaro, bloccati dalla Corte di giustizia europea, rinviati, quindi bocciati da Lombardo perché le gare avevano attirato gli interessi di aziende legate alla criminalità organizzata (lo scriveva già la Corte dei Conti nel 2008).
 
Ora che a Palermo l'immondizia fa paura perché Bellolampo non riesce a smaltirla tutta quanta, il percolato della discarica è arrivato ad alti livelli e gli impianti di smaltimento in tutta l'isola cominciano a scarseggiare, il loro nome viene rievocato come l'unica vera soluzione. La pensa così il ministro dell'Ambiente, Prestigiacomo, e il premier Berlusconi in persona. Lombardo risponde: "Sediamoci e parliamone".
 
Come se costruire un termovalorizzatore, anche solo ad esclusivo interesse del capoluogo, sia robetta e non questione di 1-2 anni. A meno che non si lavori di giorno e di notte, sabati e domeniche compresi.
 
Viene rievocato il "modello Acerra", omettendo però che le cronache continuano ad occuparsi della sporcizia delle strade dentro e fuori Napoli. Laddove viene attuata, la raccolta differenziata funziona. Alcuni piccoli centri siciliani fanno registrare addirittura l'80 e passa per cento di differenziata, così da impedire un rapido riempimento delle discariche esistenti e recuperare il possibile. 
 
Che si aspetta ad "esportare" questi modelli virtuosi nel resto della Sicilia, soprattutto nelle grandi città?
Ott
02
2009
"Attorno al problema dei rifiuti ho la sensazione che ci sia qualcosa di molto grande che non va", dice il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo. "Da quando è saltata la gara sui termovalorizzatori per l'illegalità del bando riscontrata dall'Unione europea, con impianti che tra l'altro avrebbero avuto una capacità ben al di sopra della spazzatura prodotta nell'isola e senza raccolta differenziata - ha proseguito Lombardo - all'improvviso è esplosa l'emergenza rifiuti e il presidente della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti Gaetano Pecorella s'é di fatto trasferito in Sicilia".

Dichiara Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia: "Il presidente Lombardo ha ragione quando sostiene di temere che dietro le continue richieste di dichiarazione d'emergenza, ci siano degli interessi precisi. Interessi che secondo noi  possono essere individuati nella lobby che da anni lavora nel nostro Paese proponendo la diffusione degli inceneritori come unico strumento per la gestione dei rifiuti. La dichiarazione di emergenza in Sicilia - aggiunge - sarebbe una sciagura e servirebbe a far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, come è avvenuto di recente in Campania, dove si è approfittato dell'emergenza per autorizzare ben cinque inceneritori".

Sostiene Ermete Realacci, responsabile ambiente del Pd: "Come era prevedibile la crisi dei rifiuti in Sicilia sta emergendo con allarmanti analogie con quella della Campania. Inclusa l'esasperazione che spinge i cittadini ad azioni gravi e sbagliate come quella di incendiare i cassonetti. Da tempo segnaliamo il crescente allarme che arriva dalla Sicilia - osserva - figlio della pessima politica di gestione dei rifiuti portata avanti dalla regione, che a tutt'oggi vanta il primato negativo di regione con la più bassa percentuale di raccolta differenziata di tutto il paese. Con percentuali che non arrivano al 6% di raccolta differenziata, ben al di sotto non solo degli obiettivi di legge, ma anche della stessa Campania prima del picco dell'emergenza".
 
Insomma: dalla situazione rifiuti come e quando se ne esce?
Set
18
2009
La Commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e gli illeciti ad esso connessi è stata tre giorni a Palermo.
 
Ha preso atto che il sistema in Sicilia non funziona - e non c'era bisogno di venire fin qui per averne contezza - e ha confermato, tra l'altro, che fra circa 20 mesi scoppierà in Sicilia un'emergenza rifiuti simile a quella che ha tenuto banco in Campania fino a pochi mesi fa.
 
Le nostre discariche - ne sono rimaste dodici - si stanno esaurendo, e nel frattempo non potranno essere costruiti i termovalorizzatori, almeno in così poco tempo e ammesso che il Governo Lombardo decida di realizzarli, magari non quattro ma almeno uno. La Sicilia non lo sa o non lo ha capito: è al bivio-rifiuti.
 
La politica deve scegliere se affidarsi a discariche, termovalorizzatori, dissociatori molecolari e/o raccolta differenziata. Mai, come adesso, occorre fare qualcosa e, per giunta, farla bene.
 
Auguri, Sicilia.  
Set
10
2009
Nel giorno in cui viene resa pubblica - nove giorni dopo - la notizia che la Regione Sicilia deve rimettere mano al bando per la costruzione dei quattro termovalorizzatori perché anche la procedura negoziata è andata deserta, si apprende che due delle cinque procedure d'infrazione aperte negli ultimi anni dalla Commissione europea contro l'Italia su casi che coinvolgono sempre la Regione, sono state archiviate.
 
Si tratta, rispettivamente, della procedura 2006/4808 sull’inquinamento atmosferico nel conmprensorio del Mela e la procedura 2007/2182 inerente la cattiva applicazione della direttiva 1999/30/CE relativa ai valori limite di qualità dell'aria per il biossido di zolfo. Anche in questo caso le decisioni sono state prese in precedenza, addirittura tra maggio e luglio scorsi, ma se n'è saputo soltanto ieri.

Con l'archiviazione delle due procedure, lo Stato e, per interposta Istituzione, la Regione Sicilia, hanno evitato le pesanti sanzioni economiche previste in simili circostanze, che prevedono una contravvenzione per ogni giorno di ritardo circa gli adempimenti ai quali devono attenersi gli Stati membri rispetto agli obblighi dell'Unione Europea.
 
Non sarà così per i termovalorizzatori. Nel luglio del 2007 la Corte di giustizia europea costrinse l'Agenzia regionale per i rifiuti (Arra) a rifare la gara, girata poi a vuoto per due volte in altrettanti mesi.
 
Per i soldi a cui la Regione dovrà rinunciare o addirittura versare alle società dei gruppi Falck e Waste Italia dopo l'inevitabile contenzioso, per i rifiuti che tra meno di due anni non sapremo dove smaltire: questa storia la pagheremo cara.