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WorKnow di Dario Raffaele
il blog sul lavoro, i beni culturali e la pubblica istruzione


Tag Aidone

Apr
07
2011
La Venere di Morgantina è tornata a casa il 19 marzo scorso. Presumibilmente tra il 6 e il 12 maggio verrà esposta al pubblico ma ancora c’è tanto da fare per preparare l’evento. Ne abbiamo parlato mercoledì scorso in un’inchiesta sul Quotidiano di Sicilia.
 
Ora vogliamo sottolineare quello che la Venere potrebbe rappresentare per l’occupazione in Sicilia. Considerato l’elevato flusso di turisti atteso ad Aidone e comunque nella provincia ennese (150.000 il primo anno,secondo l’assessore ai BB.CC. Sebastiano Missineo) dovrebbero fiorire B&B, attività ricettive in genere, botteghe artigianali, attività di ristorazione, locande…
 
Ma si prevede lavoro anche per altre categorie che graviterebbero attorno alla Venere: guide turistiche, addetti alla sicurezza. Certo, bisogna sperare che anche la Regione e gli enti locali in genere facciano la loro parte. Durante la nostra visita ad Aidone e Morgantina abbiamo parlato con alcuni venditori di suvenir piazzati nell’area antistante l’ingresso del sito archeologico dove fu trafugata la Dea nel lontano 1979. Tutti abusivi.
 
Il Comune e la Soprintendenza da anni si rimbalzano la pratica che dovrebbe permettere loro di stanziare delle piccole botteghe (regolari) e poter programmare e organizzare al meglio la loro attività di vendita. Ad oggi invece queste persone (ne abbiamo incontrate due, che avevano allestito dei tavolini di plastica dove erano state adagiate delle statuine in terracotta della Venere) si
trovano abbandonati dalle Istituzioni.
 
“Nel mese di marzo – ci diceva uno di questi - ho guadagnato solo 10 euro… sono disoccupato, non ho un lavoro regolare e le istituzioni non mi hanno dato le autorizzazioni necessarie per impiantare una bottega artigianale”.
 
Ma ad oggi c’è poco di pronto attorno alla Venere: mancano strade, segnaletica, di B&B ad Aidone ce n’è solo 4, un solo hotel. Il servizio turistico è chiuso dal lunedì al venerdì. L’adeguamento di strade e la costruzione/ristrutturazione degli edifici storici del piccolo centro ennese potrebbe permettere di aprire diversi cantieri, di dare lavoro. Sempre che le istituzioni se ne accorgano. O non resterà che aspettare il miracolo… della Dea.