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WorKnow di Dario Raffaele
il blog sul lavoro, i beni culturali e la pubblica istruzione


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Ott
15
2009
L'assessore regionale al bilancio prima ne depenna il capitolo di bilancio (194 milioni) per il 2010, lasciando intendere che debba essere finanziata esclusivamente con i fondi europei. Poi ci ripensa e, in seguito alle pressioni dell'assessore al lavoro e dei sindacati, riduce (dimezza?) il taglio pensato. Ancora non è arrivata la comunicazione ufficiale ma l'orientamento sembra quello di venire incontro alle esigenze degli enti.

Intanto il mondo della formazione si è riunito nei giorni scorsi, con in testa due enti di formazione, Forma-Sicilia e Cenfop, per lamentare l'accanimento mediatico contro di loro. "Non tutta la formazione è da buttare, è vero – hanno detto in conferenza stampa – che il 20% è legata a logiche clientelari, ma il restante 80% è virtuosa, dà lavoro ai tanti corsisti che la frequentano". Ci sembra fin troppo generoso l'80% segnalato, anche perché è smentito da tutte le statistiche che ci dicono come l’occupazione non sia affatto aumentata, anzi….

In ogni caso bisogna partire da quel "generoso" 20%, facendo di tutto per azzerarlo. Necessaria una riforma drastica. Necessaria una rivoluzione.
 
Anche a costo di lasciare fermi per un anno i formatori (continuando a pagarli, per carità. Ma pagarli per fare a loro volta formazione e riconvertirsi in materie più in linea con quello che il mercato del lavoro esige). I partecipanti ai corsi di formazione non se ne dorranno. La formazione così com'è non serve a nulla. E' una presa in giro e una perdita di tempo. Ovviamente parliamo sempre di quel 20%...
Ott
08
2009
Si è riaccesa in questi giorni la polemica intorno alla formazione professionale siciliana. L'assessore Di Mauro vorrebbe tagliare i 194 milioni appostati in bilancio per il settore e far confluire per formatori e formandi esclusivamente i fondi europei.

Dall'altra parte arriva la difesa a spada tratta da parte dell'assessore al ramo Luigi Gentile e dei sindacati che rischiano (nonostante le rassicurazioni del "titolare" del Bilancio) di veder toccati i "privilegi" di tutto il personale (circa 7.000 unità) che gravita attorno alla formazione professionale in Sicilia.

Ad oggi la formazione professionale si è dimostrata una rendita vitalizia per queste persone e a nulla è valsa invece per collocare sul mercato i tanti corsisti che in essa fanno affidamento. Questo è il punto. La formazione professionale non guarda al mercato del lavoro ma esclusivamente allo status quo dei formatori. Se c'è un formatore esperto in "tecniche del ricamo" si deve fare un corso di formazione in "tecniche del ricamo".
 
E' giunta l'ora di cambiare questo stato di cose per dare ai tanti partecipanti ai corsi una vera opportunità di lavoro. A poco serve la diaria di 4 euro al giorno prevista per questi corsi. Se è il caso si fermi la formazione per un anno. Si riconvertano le professionalità dei formatori con i soldi stanziati e si riparta l'anno successivo con una formazione professionale proiettata al futuro.
Giu
11
2009
La formazione professionale in Sicilia cucita su misura per i formatori. Corsi lontani dalle reali esigenze delle imprese e del mercato. La Regione punta tutto su parrucchieri, shampisti ed estetisti. E’ questo per l’assessorato regionale alla Formazione il futuro del mercato del lavoro in Sicilia.

I numeri dell’ultimo Piano regionale della formazione (quello del 2008) sono davvero impressionanti: 250 milioni di euro di investimenti, quasi 1500 enti di formazione finanziati per un totale di circa 11 mila unità di personale docente e non docente (tra contratti a tempo indeterminato e precari) interessato da questa mega manovra.

Risultati? Disoccupazione in continua crescita e imprese costrette a chiudere perché non hanno le professionalità necessarie per competere sul mercato.

Per il 2009, dopo i proclami di rinnovamento dell’assessore al ramo Incardona, la storia sembra ripetersi. Ad aprile manca ancora il Piano 2009 (ritirato tra le polemiche dopo che la ragioneria generale e il dirigente generale Monterosso ne hanno denunciato alcune irregolarità).

Le preoccupazioni di tutti sono rivolte al mantenimento dello status quo, ovvero salvaguardare i docenti. E la formazione professionale continua ad essere inutile per i corsisti (50.000 ogni anno), che dovrebbero essere i veri fruitori di un servizio costosissimo per la Regione.