Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app
WorKnow di Dario Raffaele
il blog sul lavoro, i beni culturali e la pubblica istruzione


Tag Tagli

Set
25
2009
Riceviamo molte email di precari della scuola, i cui toni sono risentiti perché a loro avviso noi abbiamo riportato sotto una luce diversa la questione di cui sono, loro malgrado, protagonisti. Vedrò di spiegare meglio il mio pensiero. 
 
Nel corso di decenni, negli enti pubblici siciliani e nella scuola, un ceto politico di scarso livello ha fatto entrare decine di migliaia di persone  seppur con contratti a tempo determinato. Nella scuola in particolare, a parte le supplenze per le quali vigeva il principio delle raccomandazioni, molti giovani hanno cominciato a racimolare punti e ad approfittare di leggi clientelari approvate dai diversi governi sulla spinta del sindacato, venendo così incontro alle aspettative di chi voleva entrare in questa branca della Pa.

Ma dall'Umbria in su non c'è un solo precario, né nelle Pa, né nella scuola. Anzi, in quest'ultima vi sono vistosi buchi nell'organico perché non c'è convenienza economica ad andare ad insegnare.

Fra i giovani che volevano entrare a scuola per insegnare, tantissimi avevano una naturale inclinazione, ma altrettanti pensavano di sistemarsi con uno stipendio, seppur modesto, indipendentemente dal lavoro e dalla sua qualità. La questione quindi deve essere  spostata sui mancati controlli della qualità dell'insegnamento e della sua efficacia. Solo nel nostro Paese, chi entra nella Pa ne esce solo per andare in pensione.
 
In tutti gli altri Paesi, quando non si raggiungono i risultati si viene cacciati. E' ovvio che selezionando il personale in base al merito, chi rimane dentro debba essere pagato di più. Ma rimane dentro solo il personale necessario e non di più. Nella scuola italiana invece, a forza di far entrare precari, pur con i concorsi bloccati, al 2008 vi era un esubero di 100.000 buste paga, cioè persone che non servono al piano organizzativo di produzione dei servizi della scuola.

Un ex professore ci scrive lamentando la situazione del figliolo che oggi, dopo anni di sacrifici e punteggi accumulati si trova senza un lavoro. Convenendo con noi sulla necessità di selezioni (concorsi) che troppo spesso sono mancate, scrive: "Che doveva fare mio figlio se i politici stessi se ne sono infischiati della Carta Costituzionale inventandosi escamotage per succhiare soldi con questi fantomatici corsi?".

Ebbene, non mi sembra una motivazione valida per continuare a sbagliare. Ad un errore non si può sopperire con un altro errore. Convengo con lui però che lo Stato dovrebbe trovare delle soluzioni idonee per garantire a queste persone "sedotte e ingannate" una nuova sistemazione dignitosa seppur in tutt'altro settore.
 
Una adeguata formazione volta alla riconversione potrebbe essere la soluzione. Vedremo quale coniglio sarà in grado di far uscire dal suo cilindro il governo centrale e regionale.
Set
14
2009
Ma che stagione si appresta a vivere la scuola, dopo le polemiche (ancora in fieri) legate ai tagli degli organici? Una cosa è certa, chi fino ad oggi è stato precario (perché entrato dalla porta di servizio, senza passare dal concorso così come previsto dalla Costituzione) e oggi è "tagliato", non può piangersi addosso. Costoro sono stati dei "privilegiati", era prevedibile il taglio (a norma di legge Costituzionale) e sarebbe stato ragionevole cercarsi un Piano B per tempo.

Lasciamo ai lettori spazio per commenti e opinioni e ricordiamo di seguito le principali novità dell'anno scolastico 2009/10:
 
  • Maestro unico prevalente: Da quest'anno nelle classi prime della scuola primaria si passerà a un'unica figura di riferimento per i bambini. Successivamente questo modello coinvolgerà le altre classi in modo graduale. Abolite, dunque, le compresenze e confermato il tempo pieno;
  • aumento del tempo pieno: attivate 2191 classi di tempo pieno in più rispetto all'anno scolastico precedente, 1505 solo in prima elementare, grazie all'introduzione del maestro unico e all' eliminazione delle compresenze. 50.000 bambini (35 mila in prima e 15 mila nelle altre classi) in più avranno il tempo pieno. Saranno 36.508 in tutto le classi a tempo pieno (+8%). Incrementi si registrano in Sicilia, Puglia, Sardegna, regioni in cui il tempo pieno era meno diffuso rispetto a realtà come la Lombardia, l'Emilia Romagna e il Piemonte dove il servizio è storicamente più richiesto;
  • riformulazione dell'orario delle lezioni: l'orario sarà di 30 ore settimanali, consentendo una distribuzione razionale delle lezioni, eliminando insegnamenti facoltativi e opzionali che avevano allungato l'orario senza però garantire alle famiglie il rispetto delle scelte formative presentate;
  • esami di terza media: Il voto finale dell'esame di terza media sarà calcolato tramite la media aritmetica delle prove orali, di quelle scritte (inclusa la prova nazionale Invalsi) e del voto di ammissione.

Con riferimento alla scuola secondaria di secondo grado, saranno ammessi all'esame di Stato tutti gli studenti che conseguiranno la sufficienza in tutte le materie e in condotta.

Le pagelle potranno essere consultate online e le scuole potranno organizzare sistemi di avviso via sms i genitori per le assenze dei figli.