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Quotidiano di Sicilia

WorKnow di Dario Raffaele
il blog sul lavoro, i beni culturali e la pubblica istruzione


Tag Turismo Sicilia

Mag
12
2011
Nell’ultimo anno sono stati 1.518.000 gli stranieri che – per motivi di lavoro o vacanza - hanno visitato la Sicilia contro gli oltre 18 milioni che hanno raggiunto la Lombardia. Ma la nostra isola non regge il confronto nemmeno con le regioni più a propensione turistica (e quindi meno coinvolte dai flussi dei “viaggiatori per lavoro”) come la Valle D’Aosta che ha accolto quasi un milione di stranieri in un territorio 8 volte più piccolo. Anche la Liguria si è arricchita nel 2010 della presenza di 6.715.000 turisti stranieri, la Toscana di 7.000.000, l’Emilia Romagna di 3.774.000.
 
Nelle Marche sono giunti 1.124.000 stranieri, poco meno di quelli arrivati in Sicilia (ma anche in questo caso in un territorio tre volte più piccolo del nostro).
 
I visitatori stranieri hanno portato in dote alla Sicilia una spesa di 810 milioni di euro nel 2010. La Toscana si è arricchita di 3,3 miliardi di euro grazie ai viaggiatori stranieri, la Liguria di 1,22 miliardi di euro, il Trentino di 1,25 miliardi, il Veneto di oltre 4 miliardi. Si capisce come, valorizzando al massimo le risorse turistiche della Sicilia, e quindi attraendo visitatori, nascerebbero tutta una serie di opportunità di lavoro nel settore ricettivo, della ristorazione, dell’artigianato, della cultura che potrebbero assorbire in parte i 236.000 disoccupati siciliani.
 
Fa rabbia poi, pensare che solo 8 degli 829 borghi presenti in Sicilia siano entrati nel novero del club dei Borghi più belli d’Italia, nato nel 2001 su impulso della Consulta del Turismo dell’Associazione dei Comuni Italiani (Anci). Più di 800 borghi restano abbandonati a se stessi, a rischio crolli e lontani da qualsiasi circuito turistico. La ristrutturazione degli stessi (finanziata da fondi Ue) porterebbe ad aprire migliaia di cantieri, centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Il lavoro (potenzialmente) c’è. Manca la programmazione dei vertici istituzionali che possa valorizzare le immense ricchezze di cui disponiamo….
Apr
07
2011
La Venere di Morgantina è tornata a casa il 19 marzo scorso. Presumibilmente tra il 6 e il 12 maggio verrà esposta al pubblico ma ancora c’è tanto da fare per preparare l’evento. Ne abbiamo parlato mercoledì scorso in un’inchiesta sul Quotidiano di Sicilia.
 
Ora vogliamo sottolineare quello che la Venere potrebbe rappresentare per l’occupazione in Sicilia. Considerato l’elevato flusso di turisti atteso ad Aidone e comunque nella provincia ennese (150.000 il primo anno,secondo l’assessore ai BB.CC. Sebastiano Missineo) dovrebbero fiorire B&B, attività ricettive in genere, botteghe artigianali, attività di ristorazione, locande…
 
Ma si prevede lavoro anche per altre categorie che graviterebbero attorno alla Venere: guide turistiche, addetti alla sicurezza. Certo, bisogna sperare che anche la Regione e gli enti locali in genere facciano la loro parte. Durante la nostra visita ad Aidone e Morgantina abbiamo parlato con alcuni venditori di suvenir piazzati nell’area antistante l’ingresso del sito archeologico dove fu trafugata la Dea nel lontano 1979. Tutti abusivi.
 
Il Comune e la Soprintendenza da anni si rimbalzano la pratica che dovrebbe permettere loro di stanziare delle piccole botteghe (regolari) e poter programmare e organizzare al meglio la loro attività di vendita. Ad oggi invece queste persone (ne abbiamo incontrate due, che avevano allestito dei tavolini di plastica dove erano state adagiate delle statuine in terracotta della Venere) si
trovano abbandonati dalle Istituzioni.
 
“Nel mese di marzo – ci diceva uno di questi - ho guadagnato solo 10 euro… sono disoccupato, non ho un lavoro regolare e le istituzioni non mi hanno dato le autorizzazioni necessarie per impiantare una bottega artigianale”.
 
Ma ad oggi c’è poco di pronto attorno alla Venere: mancano strade, segnaletica, di B&B ad Aidone ce n’è solo 4, un solo hotel. Il servizio turistico è chiuso dal lunedì al venerdì. L’adeguamento di strade e la costruzione/ristrutturazione degli edifici storici del piccolo centro ennese potrebbe permettere di aprire diversi cantieri, di dare lavoro. Sempre che le istituzioni se ne accorgano. O non resterà che aspettare il miracolo… della Dea.
Mar
24
2010
Novità in arrivo per la gestione dei beni culturali a Siracusa e a Trapani. Grazie a un'intesa tra Regione siciliana e Istituto nazionale per il dramma antico (Inda), con una maggiorazione del 10 per cento del costo del biglietto che si paga per assistere alle rappresentazioni classiche di Siracusa si potranno visitare il museo “Paolo Orsi”, il museo “Bellomo” e il castello di Maniace. Iniziativa simile anche nel trapanese dove, con un unico biglietto, sarà possibile visitare le zone archeologiche di Segesta e Selinunte.
 
La Regione sembra svegliarsi, comincia ad adottare dei sistemi, ampiamente collaudati in altre parti d’Italia e d’Europa, che possono dare nuovo slancio al settore del turismo. Dopo l’ennesima stagione (quella invernale) vissuta in chiaroscuro (più scuro che chiaro), con poche presenze e soprattutto poche iniziative culturali, si comincia a pensare alla stagione estiva. Spesso però anche una programmazione di eventi se non coordinata e ben studiata per essere fruita adeguatamente dal pubblico, può risultare insufficiente. 
 
Senza strade, senza la manutenzione delle stesse, senza servizi, senza controlli sul territorio, senza pulizia… qualsiasi tipo di programmazione risulterà improduttiva. Oltre che convincere il turista a visitarci bisogna essere altrettanto bravi a far nascere in lui il desiderio di ritornare nella nostra Isola. Troppo spesso però questo non accade, a causa di un sistema scollegato dalla realtà in cui mancano i servizi o sono scadenti. 
 
Un invito dunque a tutti i vertici istituzionali affinché dialoghino per programmare insieme il futuro della Sicilia.