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Voci dai Palazzi di Lucia Russo
il blog sull'Assemblea regionale siciliana, il governo e la pubblica amministrazione


Tag Stipendi

Mar
03
2014

In questi giorni la dichiarazione di protesta dell’assessore regionale al Lavoro, Ester Bonafede, è rimbombata nelle orecchie dei siciliani più per la lamentela che per il confronto con gli esagerati stipendi dei dipendenti dell’amministrazione parlamentare.

 L’assessore Bonafede ha sbagliato il modo. Se, invece, avesse agito  con un’iniziativa legislativa volta ad eliminare l’equiparazione al Senato degli stipendi dei dipendenti dell’amministrazione parlamentare, accompagnandola a dichiarazioni da rilasciare ai giornali per spiegarla, avrebbe raccolto il plauso dell’opinione pubblica.

Una tale notizia avrebbe avuto un diverso significato: l’assessore Bonafede sarebbe stata l’unico assessore a prendere l’iniziativa volta a fare abbassare le spese correnti del Parlamento siciliano. Da notare che dal Bilancio interno 2014 dell’Ars spendiamo 34 milioni di euro per il personale dipendente formato da circa 250 unità, in media uno stipendio da 136 mila euro lordi ciascuno. Un’assurdità in una regione con il 44 per cento dei giovani disoccupati.

 L’assessore Bonafede, comunque, è ancora in tempo per presentare questo disegno di legge che miri ad abbassare la spesa corrente per il personale del Palazzo dei Normanni. Sul QdS avrebbe ampio riscontro, noi lo proponiamo da anni.

Lug
15
2009
Le imprese siciliane sono in difficoltà per la crisi generale del mercato ma anche perché molte hanno effettuato delle forniture per gli enti pubblici che non sono state corrisposte. Pare che gli enti pubblici non si preoccupino affatto degli interessi di mora che maturano in base alla legge, cioè la circolare n. 1/2003 sui ritardi nei pagamenti.

Risultato? Le imprese accumulano crediti e rimangono senza liquidità. Questo non solo impedisce di fare investimenti, ma anche rende difficile l’ordinario, tra cui il pagamento degli stipendi degli stessi dipendenti.

In Sicilia, la Confindustria ha certificato ben 1,6 miliardi di crediti delle imprese. Il Governo e il Parlamento non possono rimanere indifferenti rispetto a questa situazione. Soprattutto non devono perdere l’occasione del disegno di legge 119 cosiddetta norma di “sostegno alle imprese”.

Ma una soluzione ci sarebbe: convenzioni tra la Regione e le banche operanti in Sicilia affinché quest’ultime si facciano carico dei pagamenti, ricevendo come vantaggio  gli interessi di mora di cui alla circolare n. 1/03. Le imprese sarebbero sgravate, salvando l’economia dell’Isola, e la Regione non avrebbe nessun costo in più.