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Isola Telematica di Benedetto Motisi il blog sull'ICT e il Web siciliano Tag Aziende Lug 06 2009 Sicilia isola dei "pirati"
Lo scenario emerso dalla conferenza stampa di Microsoft sulla pirateria informatica, svolta presso l'Agenzia Consolare Americana, presenta la Sicilia come una delle regioni con il più alto tasso di penetrazione del fenomeno.
Quasi una persona su due, il 47%, utilizza software piratato o con licenze contraffatte. Tuttavia, negli ultimi tre anni la percentuale è stimata sia scesa al 30% grazie anche al mistery shopper, un addetto al controllo dell'autenticità dei prodotti acquistati nei vari punti vendita.
Comunque, c'è da chiedersi se solo con il controllo e la repressione sia possibile frenare un fenomeno ormai "casalingo": chiunque disponga di una connessione ADSL e un minimo di dimestichezza con la Rete, può attingere a un'enorme quantità di software non originale.
Sarebbe auspicabile una politica di prezzi al ribasso, considerando che, nel libero mercato telematico, non sono poche le aziende produttrici di software che non hanno nulla da invidiare ai colossi del settore.
E che dire dell'Open Source, ovvero del software libero dal diritto di autore (copyright), totalmente utilizzabile e ri-programmabile al solo "costo" dell'indicazione della paternità del prodotto originale (copyleft)?
Insomma, le frecce dell'arco sono tante, certo è ovvio che le grandi aziende scelgano quelle che possano far recuperare loro profitto (in fondo i programmi Open Source si prospettano come loro concorrenti, sia come linea di pensiero che sul mercato).
Ma l'utente finale ha un più ampio ventaglio di scelte a sua disposizione, per poter usare programmi di ottima fattura senza incorrere nell'illegalità.
Tags: Microsoft - Pirateria Informatica - Sicilia - Software - Licenze - Mistery Shopper - Prezzi - Aziende - Software Libero - Open Source - Copyright - Copyleft Permalink | Commenti: (1) | Scrivi un commentoAgo 25 2009 L'Isola delle imprese non è telematica
Sirena d'allarme per l'ICT siciliano; secondo uno studio Telecom, infatti, solo il 18,4% degli addetti in aziende siciliane (con più di 10 dipendenti) è connesso a Internet (media nazionale del 29,1%) e solo il 43% (media del 46%) delle imprese ha un sito Web. Ancora, pochissime imprese utilizzano la Rete per agevolare le pratiche burocratiche attraverso i servizi offerti (e pagati migliaia di euro dai contribuenti) dalla Pubblica Amministrazione.
Insomma, peggio di così difficilmente poteva andare. Nonostante si parli di realizzare nuove reti, con investimenti importanti, è proprio la domanda di banda larga a difettare. Mancanza di interesse che rivela la pochezza della formazione culturale informatica e scarsa attitudine alle nuove tecnologie.
Non basta, quindi, evidenziare la riduzione dei costi a carico della propria azienda con l'utilizzo intensivo della Rete. Se si segnala poi che solo il 24% (contro il 35% del dato nazionale) delle famiglie siciliane utilizza Internet e che spesso (considerazione personale) l'uso che se ne fa è tutto improntato al divertissement, si potrebbe dire che "tre indizi fanno una prova" a carico della questione telematica siciliana, dovuta alla base da un fattore di mentalità, ancor prima di mancanze infrastrutturali.
A proposito di queste ultime, Gabriele Galatieri, presidente Telecom ha dichiarato che la banda larga dovrebbe raggiungere in Sicilia una copertura del 97%, entro la fine dell'anno.
Insomma, paiono non esserci scusanti, è necessario colmare il gap con il resto d'Italia.
Tags: Ict - Sicilia - Aziende - Imprese - Internet - Rete - Pubblica Amministrazione - Banda Larga - Questione Telematica Permalink | Commenti: (1) | Scrivi un commentoGen 05 2010 Ci vorrebbe del SOUL
Fra la formazione universitaria e il lavoro dei giovani siciliani, come segnalato dal QdS, si tenterà di gettare un ponte con un forum delle università del Mezzogiorno, composto dai rettori degli atenei meridionali, per promuovere ricerche economiche e sociali sul territorio.
A ciò si aggiunge il bando Fit (Fondo per l'innovazione tecnologica), promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico per provare a creare una rete fra le aziende e le università. Insomma, per chi studia e si prepara a entrare nel mondo del lavoro, pare che il 2010 sia un anno propizio grazie all'apporto della Rete.
Quello che ancora manca è, forse, un sistema di placement pubblico e gratuito, condiviso dagli atenei siciliani, sulla falsariga di SOUL, un portale per i giovani che cercano lavoro, frutto della collaborazione fra le maggiori università romane e le Istituzioni locali.
Il Sistema Orientamento Università Lavoro promuove tirocini, stage, offerte di lavoro in base agli studi affrontati, e non sono rari i bandi di concorso per le migliori tesi. Il tutto, facilmente accessibile in pochi click grazie a una interfaccia semplice e pulita.
Navigando sul Web, in ambito siciliano, è presente un progetto non dissimile, ovvero il N.I.L.O. (Network of Industrial Liason Office).
"...una rete di collegamento tra le strutture che si occupano di traghettare all’e sterno, verso il mondo del lavoro e dell’impresa, le ricerche, i progetti, le scoperte, le innovazioni, le giovane idee, i talenti, i brevetti maturati negli atenei. Un ponte tra l’Università e il territorio che adesso diventa, grazie a Nilo, sistema regionale, punto di riferimento unico per i ricercatori che vogliono mettere “in vetrina” i propri risultati scientifici, per le associazioni di industriali che vogliano attingere al patrimonio di idee e di creatività delle Università siciliane, per gli enti e le imprese che hanno bisogno di giovani cervelli, per i ragazzi che cercano opportunità di stage, di formazione, di inserimento nel mondo del lavoro."
Così si presenta il portale, che però, non viene aggiornato da ottobre 2008. Un peccato, dato che per intenti, scopi e funzionalità poteva proporsi per essere il SOUL siciliano, pur mancando di una interfaccia altrettanto semplice e interattiva. Si può ipotizzare che a causa dell'intrinseca istituzionalità del progetto, sia stato progressivamente abbandonato, ma, se qualcuno degli amministratori c'è, battesse un colpo.
In Sicilia, per i giovani, serve come (e per procurarsi) il pane, un portale magari più "easy" per trovare lavoro, magari costituendosi come un ponte fra il mondo accademico e quello lavorativo che, purtroppo, sembrano sempre più distanti e slacciati l'uno dall'altro.
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