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Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag Brunetta

Giu
15
2010
Nuova puntata per IT Chiede. Questa volta il nostro "Virgilinux" ha dovuto affrontare lo scarso interesse delle istituzioni in materia di software libero e conseguente risparmio. In tempo di crisi e in virtù di una martellante campagna mediatica per il rinnovamento della Pubblica Amministrazione, ci si aspetta una risposta da parte del ministero competente e del ministro Brunetta, che il prof. Cantaro sta ancora attendendo.
 
1) Premiamo i risultati, concorso fortemente voluto dal ministro Brunetta, ha premiato te e l'Istituto Majorana con un riconoscimento per l'impegno profuso a migliorare le performance, in questo caso tramite l'uso del software libero. Ma c'è un ma.. puoi spiegarlo brevemente?
 
Dopo avere fatto risparmiare all'Italia, in un solo anno e a costo zero, oltre 3.500.000 euro, con la diffusione del software libero, ci viene data la medaglietta. Ci aspettavamo qualcosa di più, non in termini economici ma in aiuto per la diffusione del software libero. Mi chiedo: ma l'Italia ha così tanti soldi da sprecare? La crisi è, forse, solo una favola?
 
Non dico una leggina di un solo articolo con la quale imporre alla pubblica amministrazione l'adozione del software libero (quasi tutte le nazioni del mondo stanno migrando verso tale tipo di software), ma almeno una circolare o una lettera di divulgazione a tutti gli enti pubblici.
 
Ossia diffondere la notizia che abbiamo messo a disposizione di tutti, delle semplici ed efficaci videoguide per facilitare al massimo il passaggio al software libero, per il definitivo abbandono del costoso software commerciale e per la liberazione dalla "dipendenza informatica". 
 
Che pensare? Forse che in questi momenti di crisi economica mondiale, l'Italia ha soldi da sprecare? Forse vogliamo continuare a sottostare agli umori delle multinazionale del software? Ma allora perché si chiedono sacrifici agli italiani, quando col passaggio al software libero si risparmierebbero cifre a nove zeri?  
 
Di certo l'Italia è il paese che più di tutti gli altri utilizza il software commerciale e mi chiedo: perchè? Di sicuro oggi il software libero è arrivato ad una maturità tale da non avere nulla da invidiare al software a pagamento! Io non voglio crederci ma ... diversi utenti del sito del Majorana mi hanno scritto: in Italia una cosa è offrire milioni di euro di risparmio e ben altra cosa è offrire contratti da milioni di euro. Sarà vero?
 
Se una piccola scuola da sola può fare tanto, figuriamoci cosa potrebbe fare un ministero se seguisse la stessa strada. Ma non credo interessi loro, hanno altro da fare. Quello di cui sono veramente sicuro è che non perderò più il mio tempo con concorsi di questo genere.
 
2) Passando alla Fase4 del progetto, ovvero la sua realizzazione, come si concretizzerà?
 
La Fase4 si è già concretizzata in data 31-12-2009, con la relazione finale. Nelle previsioni iniziali si leggeva:
 
"Il prodotto finale dell'intervento consiste nell'ottenimento della indipendenza informatica dalle multinazionali straniere del software sia per il sistema operativo, quanto per gli applicativi e non ultimo per i formati utilizzati."
 
3) Se dico bene, non è la prima volta che le istituzioni ti giocano un "brutto tiro" diciamo così..
 
Già avevo rifiutato un precedente premio a causa del comportamento non certo cristallino degli organizzatori: questa volta il concorso non era organizzato da ForumPA e quindi avevo partecipato. Illusione! La finale, ho notato, è stata gestita ancora una volta da ForumPA. Pazienza, altro tempo perso, purtroppo a discapito del mio lavoro dedicato alla diffusione del software libero.
[continua]
Apr
27
2010
L'inizio di questa settimana è stato segnato dall'entrata in campo (era ora!) della Posta Elettronica Certificata per i rapporti con la Pubblica Amministrazione. A partire da ieri, infatti, i cittadini italiani possono dotarsi della propria casella di PEC per comunicare agilmente e con valore legale con le P.A.
 
Un risultato fortemente voluto dal ministro Brunetta, che ha parlato di "un mondo nuovo". L'iniziativa è stata accolta benissimo dalla cittadinanza, tant'è che l'attivazione gratuita della propria PEC (realizzata in collaborazione con Poste Italiane, Telecom Italia e Postecom) sta incappando in queste ore in qualche problema tecnico dovuto all'intasamento dei server del sito www.postacertificata.gov.it.
 
Per informazioni circa il momentaneo disservizio è possibile rivolgersi al numero verde 800104464. In attesa che la situazione torni alla normalità, la procedura per ottenere la propria casella PEC: una volta giunti sul sito, cliccare su "richiedila ora" e compilare il form con i propri dati personali. Entro i tre mesi successivi, sarà poi necessario recarsi in uno dei 6.1000 uffici postali abilitati con carta di identità e codice fiscale, al fine di compilare il modulo di adesione. Dopo quest'iter la casella sarà attivata.
 
E se i cittadini corrono ad attivare la propria PEC, secondo l'inchiesta pubblicata dal Quotidiano di Sicilia qualche giorno fa, su 399 Comuni e Province della Regione ancora 366 non sono dotati della Posta Elettronica Certificata. Una mancanza che andrà sopperita in fretta, a prescindere dagli impedimenti tirati in ballo dai "negligenti". 
 
La modernizzazione dell'apparato pubblico, in questo momento storico, ha la precedenza, per non perdere l'ennesimo treno, un superveloce che corre sulle linee della Rete.
Nov
16
2009
Chi legge il Quotidiano di Sicilia sa quanto teniamo all'innovazione e alla formazione della nostra Isola e, quanto crediamo che l'offerta di una cattiva formazione sia peggio della mancanza, in quanto una formazione "a misura di formatori" (come usiamo chiamarla) è fuorviante e fa perdere tempo e soldi e crea false speranze.
 
In Italia, e di rimando in Sicilia, si vive una stagione in cui vi è una percezione diffusa di un passaggio da una metodologia di lavoro analogica, cartacea, farraginosa a una digitale, telematica, interconnessa. Qui ha un suo peso il digital divide, l'ennesima frattura fra Nord e Sud, sia in termini infrastrutturali che culturali.
 
Il ministro Brunetta (veneziano) crede molto nelle potenzialità del Web per la P.A. e sta attuando un progetto di riforma che mira a smuovere le acque stantie della burocrazia italiana. Carte d'identità digitali, pagelle elettroniche a scuola, siti-sportello per le operazioni quotidiane sono realtà già affermate nel Nord Europa e che in Italia si sta cercando di introdurre, forse con colpevole ritardo.
 
La domanda è: quanto è possibile informatizzare l'apparato burocratico del nostro Paese, dall'età media elevata e dalla cultura telematica pressocché assente? Il quesito poi si fa più pressante, in una realtà come quella meridionale, dove il posto pubblico è tradizionalmente il riparo dei fannulloni (purtuttavia con numerose eccezioni).
 
In una realtà come quella della nostra Isola, dove vi è il "mestierante della formazione", non sarebbe meglio dirottare le risorse impiegate per formare persone in grado di colmare il digital divide e, in soldoni, dare del "tu" al computer?
 
Poi si potrà iniziare a parlare di scartoffie finalmente digitali.
 
p.s. A proposito, il nuovo sito sulla riforma del ministro Brunetta è stato, nella giornata di oggi, vittima di un attacco cracker: qualche buontempone ha pensato di "buttare giù" il portale istituzionale a poche ore dalla presentazione. Non me ne vogliano i tecnici del ministero, ma uno svarione così evidente vorrà pur dire qualcosa in termini di preparazione...
Ago
07
2009
Dopo la pagina degli eventi dell'Assessorato al Turismo ferma a Natale, la pagina della giunta Lombardo-bis non ancora aggiornata con i volti "nuovi" scelti dal Presidente della Regione.
 
Mancano, inoltre, le deleghe per singolo assessore e solo lo stesso Raffaele Lombardo, cliccando sul nome, ha una propria mini-pagina personale con informazioni generiche ridotte all'osso. (Comunque va segnalata la presenza dei compensi ricevuti dai consulenti ed esperti).
 
Ora, possiamo anche immaginare il periodo di ferie che porta a procrastinare certi, seppur importanti, aggiornamenti...tuttavia viene da chiedersi come sia possibile la mancanza di informazioni tanto basilari per il cittadino siciliano che come vetrina telematica si trova un portale deficitario, in non pochi contenuti.
 
In tal modo si fa un cattivo servizio oltre che gettare alle ortiche i progetti di trasparenza e innovazione delle P.A. del ministro Renato Brunetta: con queste premesse, esigere un'anagrafe pubblica degli eletti è utopico.
 
Nel frattanto ci accontenteremmo anche soltanto di un portale aggiornato e dotato di una maggiore profondità di contenuti, come ad esempio, le suddette deleghe per singolo assessore.
 
Ripasseremo a settembre..
Lug
01
2009
Il ministro Brunetta è stato di parola. Come previsto dalla Finanziaria 2008 infatti, sono state rese pubbliche le retribuzioni per 23 mila manager di circa 5.000 consorzi e società pubbliche con partecipazione degli enti territoriali.
 
Operazione Trasparenza, questo il nome dell'iniziativa, segna una svolta nel rapporto fra il cittadino e le istituzioni, avvicinando quelli che rischiavano di divenire due estremi, grazie alla filosofia del Web 2.0.
 
In Sicilia poi, la "rivoluzione telematica" ha una valenza ancora maggiore, avendo concretamente la possibilità di evitare gli sperperi di una mentalità di gestione dei fondi pubblici troppo spesso scellerata. I dati sono visibili alla pagina dove sono divisi, per Regione, in file pdf.
 
Il primo passo è compiuto: al cittadino è stato dato uno dei nuovi strumenti per potersi informare e decidere di conseguenza.
 
"Conoscere per deliberare"  diceva Luigi Einaudi. Il prossimo potrebbe essere l'anagrafe pubblica degli eletti, promossa dai radicali, che hanno ripreso la massima dell'economista e presidente della Repubblica?
Giu
12
2009
Accessibilità, trasparenza, e-govermment: il Web è destinato a essere il grimaldello per scardinare la farraginosa porta di accesso alla burocrazia regionale. O forse no. Emerge un quadro impietoso dall'inchiesta, pubblicata dal QdS a pagina 21 dell'11 giugno, sulla condizione dei portali delle Amministrazioni comunali del Siracusano.

Di colpo le belle parole sull'usabilità della Rete si tramutano in altra ruggine. Pure costosa. Siti poco funzionali e mal progettati con sperpero di denaro pubblico oscurano le poche punte di un embrionale "decenza digitale".

Nel mondo del lavoro ICT siciliano ci sono comunque ottime professionalità. Il dubbio suggerisce che sia la classe dirigente regionale a non comprendere la svolta epocale che il Web, se sfruttato a dovere, porterebbe nella PA.

Il piano e-gov 2012 voluto dal ministro Brunetta auspica un miglior servizio per il cittadino. Ma finché la "questione telematica" non verrà affrontata in sede politica con serietà e competenza e grande apertura mentale, prepariamoci ad affrontare ancora una volta le fantozziane pile di carte burocratiche.