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Quotidiano di Sicilia
 
Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag Ict

Mar
28
2011
Chi segue Isola Telematica da un po' di tempo probabilmente è interessato, o si è appassionato nel frattanto (sarebbe motivo di orgoglio!) ai temi dell'ICT, dell'Open Source e in generale del Web in Sicilia. Il tono è sempre stato divulgativo, "entry level" per permettere anche a chi subisce il digital divide, i, non per colpa sua, di poter masticare le tematiche 2.0.
 
Ci si accorge però che la Sicilia non ha bisogno di "evangelist" o presunti tali in campo di Internet. Le menti, le idee, ci sono. Ne ho conosciute non poche grazie proprio al blog e chissà quante ancora intrecceranno il cammino in queste righe. Insomma, nonostante l'immobilismo generale e generalizzato, eppur si muove qualcosa.
 
Le istituzioni dovrebbero incoraggiare le "spedizioni" nella frontiera del futuro di questi pionieri, dato che in campo italiano (e siciliano in particolare) il Web è ancora come le distese dell'Ovest americano: ricche di opportunità. Incoraggiare, attenzione, e non incanalare.
 
Per una volta, si vogliano fare guidare da chi queste strade le batte come corridore dei boschi, e ha solo bisogno di un carro con le provviste (do you know venture capital?). Ma non a fondo perduto: le menti siciliane 2.0 sapranno ricompensare come prodi cercatori d'oro.
 
Ago
25
2009
Sirena d'allarme per l'ICT siciliano; secondo uno studio Telecom, infatti, solo il 18,4% degli addetti in aziende siciliane (con più di 10 dipendenti) è connesso a Internet (media nazionale del  29,1%) e solo il 43% (media del  46%) delle imprese ha un sito Web. Ancora, pochissime imprese utilizzano la Rete per agevolare le pratiche burocratiche attraverso i servizi offerti (e pagati migliaia di euro dai contribuenti) dalla Pubblica Amministrazione.
 
Insomma, peggio di così difficilmente poteva andare. Nonostante si parli di realizzare nuove reti, con investimenti importanti, è proprio la domanda di banda larga a difettare. Mancanza di interesse che rivela la pochezza della formazione culturale informatica e scarsa attitudine alle nuove tecnologie.
 
Non basta, quindi, evidenziare la riduzione dei costi a carico della propria azienda con l'utilizzo intensivo della Rete. Se si segnala poi che solo il 24% (contro il 35% del dato nazionale) delle famiglie siciliane utilizza Internet e che spesso (considerazione personale) l'uso che se ne fa è tutto improntato al divertissement, si potrebbe dire che "tre indizi fanno una prova" a carico della questione telematica siciliana, dovuta alla base da un fattore di mentalità, ancor prima di mancanze infrastrutturali.
 
A proposito di queste ultime, Gabriele Galatieri, presidente Telecom ha dichiarato che la banda larga dovrebbe raggiungere in Sicilia una copertura del 97%, entro la fine dell'anno.
 
Insomma, paiono non esserci scusanti, è necessario colmare il gap con il resto d'Italia.
 
Ago
05
2009
Le imprese dell'Isola puntano poco sull'ICT e "vincono" ancora meno: con il progetto Made in Italy del Ministero per lo sviluppo economico raccolti solo 90 milioni di euro. Contro i 470 della Lombardia e i 320 dell'Emilia, riportando i dati delle prime due regioni.
 
Scarso quindi il numero di imprese siciliane che ha superato la prima fase di valutazione del bando del Progetto di Innovazione Industriale. Al momento di fare "cash", si è rimasti con in mano poco più di una bazzecola, se raffrontato a quanto messo sul tavolo.
 
Un insuccesso scaturito dalla bassa propensione delle industrie isolane a puntare sull'innovazione tecnologica, un gap di mentalità ancor prima che economico rispetto ad altre regioni, specie quelle del Nord. Svantaggio culturale che rende la Sicilia il fanalino di coda d'Italia quando si tratta di utilizzo del computer e impiego delle già scarse risorse umane nell'ICT.
 
Poi andiamo a vedere che l'Isola è la terza regione con più giocatori di poker online. Solo nel maggio scorso, secondo Lottomatica, gli italiani in generale hanno puntato sui tavoli verdi virtuali 197,6 milioni di euro.
 
Facendo un raffronto tra due situazioni che sembrano così discordanti verrebbe da citare, a proposito di poker, Matt Damon nel film Il giocatore: "Se nella prima mezz'ora non capisci chi è il pollo, allora il pollo sei tu".
Giu
29
2009
Chi segue Isola Telematica sa che ci sta a cuore l'informatizzazione dei servizi nella Pubblica Amministrazione siciliana. In particolare, dal rinnovamento del suo Cda, abbiamo seguito l'operato di Sicilia e-servizi, la società che ha il compito di gestire le soluzioni ICT della Regione Siciliana.
 
La buona nuova riguarda Fidiweb, la piattaforma che consentirà di gestire l'iter procedurale dell'accesso al credito e alle agevolazioni a favore delle Piccole e Medie Imprese siciliane che aderiscono ai Confidi.
 
Il nuovo sistema informatico è stato presentato qualche giorno fa da Giuliano Ferrera di Sicilia e-servizi, insieme a Rino Giglione e Roberto Rizzo, rispettivamente dirigente generale del dipartimento Finanze e responsabile servizio Confidi.
 
Fidiweb sarà attivato in settimana e si presenta come un ulteriore passo verso la diffusione di servizi telematici al cittadino e, in questo caso, all'imprenditore; nell'ottica di favorire il paperless office ovvero la riduzione della documentazione cartacea.
 
L'assessorato al Bilancio e Finanze, dopo il "verde" Si-vvi per quanto concerne Ambiente e Territorio, è quindi nel giro di poco tempo, il secondo "palazzo" a trovare la propria dimensione telematica. Sono buoni segnali per il rinnovamento di un sistema burocratico sempre più ripiegato su sé stesso e che fanno sperare in una inversione di tendenza.
 
Giu
23
2009
Pochi giorni fa, si è tenuta la conferenza "Un'opportunità per lo sviluppo di imprese innovative" promossa dall'Associazione Amici dell'Università di Catania. Gli studiosi di Economia, introdotti dal preside di facoltà Carmelo Buttà, si sono interrogati sui finanziamenti alla ricerca nell'attuale periodo di crisi economica. Le conclusioni portano a una sinergia fra imprese ad alto potenziale di crescita e le giovani risorse umane universitarie.
 
Il mercato insegna che nel lungo periodo viene premiato chi ha saputo utilizzare e tenere le risorse umane meglio formate. A questo riguardo la Commissione Europea punta sull'ICT, seguendo direttive che aspirano a migliorare il rapporto fra la tecnologia e la vita delle persone.
 
A conferma della bontà della direzione, uno studio dell'Harvard Business School ha snocciolato cifre confortanti sull'ultimo decennio del settore: 1.2 milioni di posti di lavoro negli USA.
 
Chiudendo il cerchio: il prof. Amedeo Giurazza, nell'ambito della conferenza catanese ha dichiarato: "c'è spazio nel Mezzogiorno per operazioni di venture capital condotte su imprese del territorio, purchè innovative e operanti nei settori a rapida crescita".
 
Sembra l'identikit tracciato dai dati americani e dalle direttive europee. Per innovarsi e sfruttare la crisi come un'opportunità, anche la Sicilia deve guardare allo sviluppo dell'ICT?
 
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