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Quotidiano di Sicilia
 
Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag Internet

Feb
08
2010
Ingiustamente vessato durante tutta la formazione scolastica, seppure nell'intento di far apprendere la "lingua nazionale", il dialetto s'arricria sul Web, dove ha la sua rivincita.
 
Il dialetto (nel nostro caso il siciliano, articolato come una vera e propria lingua), concordano non pochi linguisti, è una ricchezza culturale e storica (57%) ma anche sinonimo di identità (41%) che, nel "villaggio globale" della Rete riscopre la propria forza.
 
Sul Web sono infatti circa 2 milioni i siti e le pagine che parlano siciliano, nell'intento di riscoprire le radici della propria terra. Seguono, a ruota, calabrese e toscano. Lo studio, condotto da BocconiTrovato&Partners, sottolinea anche l'enorme varietà dei contenuti in dialetto, come dizionario italiano-siciliano, poesie, aforismi, proverbi e addirittura corsi di lingua.
 
Insomma, la rete globale ci offre uno spaccato di quel dialetto (o meglio lingua) che è il siciliano, coacervo di termini provenienti da diverse culture. Piccola curiosità finale: persino Wikipedia, l'enciclopedia libera, annovera fra le sue versioni in lingua, un'edizione interamente in siciliano.
Nov
30
2009
L'Italia, e il Sud in particolare, avrebbe un gran bisogno di rimodernare le infrastrutture telematiche per dare slancio all'economia, alle imprese, e farne nascere di nuove nel post-crisi (apocalittico?). Credo che metta tutti d'accordo la previsione che i nuovi posti di lavoro si creano soprattutto nell'alveo dei servizi.
 
Nonostante l'importante apporto che potrebbe dare il Web,  e nonostante le sue potenzialità di creare ipertestualità non tanto astratta quanto concretamente lavorativa, continua il valzer dei 500 milioni "bloccati" che servirebbero per rinnovare queste benedette infrastrutture. Il ministro Scajola si è fatto carico di uscire dall'impasse e, Isola Telematica compresa, chiunque tenga a cuore la questione telematica, il Digital Divide e le opportunità nuove per i giovani e le imprese del Sud, incrocia le dita nella speranza che la mission del ministro vada a buon fine.
 
Alle ultime elezioni europee, a sorpresa spuntò il Pirat Partiet (Partito Pirata) svedese con un rappresentante eletto, che aveva come programma unicamente temi quali il superamento del diritto d'autore, la libertà della Rete e il diritto alla stessa. Ed è notizia di oggi la nascita di un Partito di Internet in Spagna che, sebbene difficilmente emulerà gli svedesi, ha la particolarità di essere nato grazie all'apporto dei social network e del modello "senza centri nevralgici" che la democrazia partecipata 2.0 comporta.
 
E qui Internet stenta a partire come dovrebbe, senza infrastrutture che sono il punto di partenza per iniziare a costruire una "impalcatura mentale" alle opportunità della Rete. Questa è una occasione che non può essere sprecata.
Nov
23
2009
Qualche giorno fa è uscito il rapporto annuale sui consumi mediatici del Censis e, senza troppo danzare sul valzer delle cifre, risulta lampante un dato: i social network spopolano (contagiando 19 milioni di italiani), Internet è in crescita (anche se in modo meno strepitoso: dal 45,7% al 47%) e il mondo cartaceo conferma la propria regressione (per i quotidiani dal 67% al 54% dei lettori che comprano il giornale almeno una volta a settimana).
 
Dopo qualche giorno passato a rimurginarci sopra viene da dire "c'era da aspettarselo", ma non senza articolare ciò che la tendenza porta. In fondo, i lettori di quotidiani appartengono abitualmente a una fascia di età maggiore, rispetto ai giovani, vero e proprio motore di successo dei social network. Eppure anche i più scafati hanno iniziato a vedere il lato "social" della Rete come un'opportunità di crescita professionale e personale; insieme all'uso, sempre più diffuso (ma minore rispetto ai Paesi del Nord Europa), di Internet, come fonte di informazione.
 
Il tutto a scapito del mondo dei giornali cartacei che, escono dalla crociata (sostenuta, in alcuni casi, da certa stampa) contro il mondo telematico con le ossa decisamente rotte: dai dati pare emergere una disaffezione anche da parte dei lettori più assidui (almeno tre volte a settimana), che passano dal 51,1% al 34,5%.
 
Forse, per la stampa, conviene dare inizio, seppure con colpevole ritardo, a quell'era di complementarietà telematica che tanto successo ha avuto negli Stati Uniti, dove i due mondi (e modi) di fare informazione si sono quasi subito configurati come necessari l'un l'altro e non, come da noi, "avversari".
 
In questo, qui al QdS, si cerca di essere all'avanguardia: cartaceo e digitale coesistono e si rafforzarano. L'uno non può prescindere dall'altro. Per chiudere, una domanda, rivolta agli utenti: è questo il modello vincente, a parer vostro, per l'informazione siciliana, o non ci sono ancora i presupposti?
Ago
25
2009
Sirena d'allarme per l'ICT siciliano; secondo uno studio Telecom, infatti, solo il 18,4% degli addetti in aziende siciliane (con più di 10 dipendenti) è connesso a Internet (media nazionale del  29,1%) e solo il 43% (media del  46%) delle imprese ha un sito Web. Ancora, pochissime imprese utilizzano la Rete per agevolare le pratiche burocratiche attraverso i servizi offerti (e pagati migliaia di euro dai contribuenti) dalla Pubblica Amministrazione.
 
Insomma, peggio di così difficilmente poteva andare. Nonostante si parli di realizzare nuove reti, con investimenti importanti, è proprio la domanda di banda larga a difettare. Mancanza di interesse che rivela la pochezza della formazione culturale informatica e scarsa attitudine alle nuove tecnologie.
 
Non basta, quindi, evidenziare la riduzione dei costi a carico della propria azienda con l'utilizzo intensivo della Rete. Se si segnala poi che solo il 24% (contro il 35% del dato nazionale) delle famiglie siciliane utilizza Internet e che spesso (considerazione personale) l'uso che se ne fa è tutto improntato al divertissement, si potrebbe dire che "tre indizi fanno una prova" a carico della questione telematica siciliana, dovuta alla base da un fattore di mentalità, ancor prima di mancanze infrastrutturali.
 
A proposito di queste ultime, Gabriele Galatieri, presidente Telecom ha dichiarato che la banda larga dovrebbe raggiungere in Sicilia una copertura del 97%, entro la fine dell'anno.
 
Insomma, paiono non esserci scusanti, è necessario colmare il gap con il resto d'Italia.
 
Lug
15
2009
Va bene che siamo ancora a metà luglio, ma per Isola Telematica di oggi abbiamo parafrasato il titolo dello storico film del 1974 di Lina Wertmüller. 
 
Tempo di ferie, tempo di mare e tuttavia pare proprio che per i geek staccarsi da Facebook, Twitter, forum e compagnia bella sia arduo. Se il solleone ci spinge fuori di casa e la necessità a portarci dietro il fido notebook; vengono in soccorso le offerte UMTS delle principali compagnie di telefonia mobile: TIM, Vodafone, Wind e Tre.
 
Nello specifico, consigliamo di visionare i siti del "poker d'assi" delle telecomunicazioni, qui ci limiteremo a delle considerazioni generali, ovvero: per quanto avremo bisogno della connessione? Con quale urgenza? Quanto siamo disposti a spendere?
 
Per quanto le tariffe offerte si presentino tutte come vantagiosissime, c'è da dire che sono del tutto spariti i profili flat (navigazione senza limiti ad un fisso mensile) per quanto riguarda la navigazione mobile.
 
Proprio nel momento in cui navigare con l'iPhone o l'HTC è un'esperienza non troppo dissimile all'uso di Internet con un normale PC. Mi ricordo che qualche anno fa, una delle "fantastiche quattro" permetteva di navigare a 20 euro al mese senza limiti di tempo tuttavia alla "velocità" di un 56k.
 
La velocità di connessione è molto migliorata, ma con la presenza di offerte limitate nel tempo c'è farsi prima un piccolo calcolo rispetto al consumo che intendiamo farne.
 
In alternativa possiamo sempre cercare dei punti wireless gratuiti o recarci nei cari e vecchi Internet Point. O anche, per una volta, finito di leggere questo post, provare a completare l'ennesimo sudoku!