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Quotidiano di Sicilia

 
Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag Intervista

Feb
17
2010
C'è chi pensa che l'Italia non sia terra fertile per "tirar su" dei protagonisti attivi dell'industria del gaming, punta di diamante di tutto quel settore che è l'entertainment, l'unico a non soffrire grossi patemi durante questo lungo periodo di crisi. E c'è chi pensa che in Sicilia, a dispetto di tutte le pessimistiche previsioni, il videogioco (che ormai trascende il suo status di svago, diventando vero e proprio medium culturale) può essere protagonista.
 
Salvo Mica, developer di E-Ludo Interactive è fra questi ultimi. La neonata azienda crede e scommette nel videogioco in Sicilia.Insomma, crede davvero nell'Isola Telematica. Ho scambiato con Salvo due chiacchiere su Mafia Connection, il primo progetto della E-Ludo, un social game sulla mafia che pone fortemente l'accento sull'aspetto sociale e culturale del fenomeno. MC è stato finalista all'ultimo Kublai Camp e ha riscontrato un ottimo interesse. 
 
 
1) E-Ludo Interactive. Una casa videoludica nel cuore della Sicilia. Considerato il mercato nostrano, che al contrario dei cugini d'oltralpe, restando vicini all'Italia, non ha colossi come Ubisoft; come vi collocate?
 
La E-Ludo Interactive nasce come azienda siciliana, composta da talenti siciliani, crede fortemente nell’importanza del radicarsi nel territorio. Per noi è di primaria importanza intessere fitte reti di collaborazione con le altre aziende sviluppatrici, con le Istituzioni e con i centri di formazione presenti sul territorio, in primis ovviamente ci riferiamo alle Università. Il nostro territorio è ricco di ricchezze e persone valide ed entrambe le risorse sono spesso sprecate. Un nostro obiettivo è coltivare, far crescere e valorizzare queste risorse.
 
Per quanto riguarda l’annosa questione sulla mancanza di publisher nostrani – non abbiamo complessi di inferiorità: i publisher italiani ci sono (basta pensare alla Digital Bros fondata da due Italiani: i fratelli Galante), ma anche se non ci fossero, a nostro parere un buon prodotto può trovare nazionalità ovunque vada, non sentiamo la necessità di avere un publisher sotto casa per avere la possibilità di creare bellezza tramite i videogiochi.
 
 
2) Mafia Connection sarà il vostro progetto d'esordio. Ha già avuto buoni riconoscimenti come la "nomination" ai Kublai Awards. Come nasce l'idea, e con esso l'idea di "serious game"?
 
E’ una domanda complessa. Io ho una formazione prettamente umanistica, ho studiato e continuo a studiare il videogioco come nuovo media: forma comunicativa e pervasiva dalle innumerevoli possibilità. Avendo questo background di riferimento non potevo non partorire soggetti ibridi: info - tainment edu – tainment. Ad aiutare questa mia inclinazione ci ha pensato la mia carissima Prof.ssa Sampugnaro (D.A.P.S.I. Uni Ct) che l’anno scorso mi ha chiesto una mano per una tesista che aveva approfondito il rapporto tra comunicazione politica e serious game, a seguito di ciò è nata con lei l’idea di creare una pubblicazione universitaria sui serious game – le letture e gli studi per iniziare questo progetto mi hanno sicuramente influenzato nella scelta del format di riferimento per “Mafia Connection”.
 
L’approdo come finalista del nostro progetto ai Kublai Awards ci ha riempito di orgoglio e soddisfazione, i molti contatti presi durante il (lungo e frastagliato) cammino che ci ha portati alla stesura del progetto finale, saranno molto utili per realizzare effettivamente ciò che adesso è solo un progetto in fase embrionale. A questo proposito vorrei ringraziare lo Staff Kublai che ci ha dato veramente gli input giusti per sviluppare il nostro concept.
 
 
3) Scendiamo nei particolari: che genere di gioco troveremo? Un browser-game o un eseguibile? Di sicuro, a leggere il documento preparato per il Kublai Camp, sembra in tutto e per tutto un RPG, quindi ben lontano da titoli affini per "ambientazione" ma lontani come genere, scopo e soprattutto intenti come la serie di Grand Theft Auto.
 
Sicuramente sarà un social game, ovvero un gioco utilizzato all’interno dei social network (Facebook, my space, Netlog, ecc…) con una forte propensione alla collaborazione ed alla cosidetta “comunicazione virale”. Non ci sarà roba da scaricare ed installare quindi. Sarà del tutto differente dai giochi presenti attualmente sui social network, mi riferisco alla profondità narrativa, al comparto contenutistico, alla meccanica di gioco, ecc … L’utente proverà un’esperienza di gioco decisamente diversa da ciò che ha provato sinora.
 
[continua]
Ott
12
2009
Continua il ciclo delle interviste di Isola Telematica: è il turno di Maria Clara Ocera. Maria, che ho conosciuto fra le pagine del social network 40xCatania di Simone di Stefano (il primo con il quale abbiamo fatto una chiaccherata), usando le sue parole voleva "solo aprire un teatro".
Si tratta del Teatro dell'Infinito, sito nel Parco Archeologico di Occhiolà a Grammichele (CT). I progetti di una persona con forti ideali come Maria, portano a fare sogni a occhi aperti: il richiamo di un "terzo polo" teatrale in Sicilia era troppo forte. Ma ancora più forti, sono state le resistenze contro le quali la Freeway Castings, la cooperativa di cui è titolare Maria, si è dovuta scontrare.
 
Di seguito, le domande che le abbiamo posto, per capire meglio questo piccolo grande caso, venuto alla luce grazie al Web:
 
1) Come è nato il progetto del Teatro dell'Infinito?

Il progetto nasce nel 2004 quando uscì il bando della misura 2.03. Io volevo per forza realizzare qualcosa di bello e avevo tre o quattro progetti che però, dietro una attenta analisi da parte di una società di di progettazione europea non potevano essere realizzati. La stessa società dopo una settimana venne da noi con l'allora assessore ai beni culturali del comune di Grammichele che ci presentò l'idea e ci chiese se potevamo portarla avanti.
Andammo a vedere il parco archeologico e rimanemmo esterrefatti davanti alla bellezza naturalistica e misteriosa di quel posto!
 
2) Qual è stato l'iter che ti ha portato fino a qui?

L'iter delle società in Sicilia e forse in Italia: il progetto era finanziabile, i documenti erano a posto, ma i soldi del capitolo... erano spariti!!! Solo una parte di progetti fu finanziato e gli altri furono messi in stand by senza dire nulla del loro destino. Abbiamo atteso fino al 2008 (quattro anni) per poter sapere che eravamo entrati nella graduatoria dei progetti da finanziare... ma la differenza era che ci sarebbe stata una corsa a chi si salvi si può.
Pensa un pò: il progetto valeva 600.000 euro, la Regione ci avrebbe dato la metà sempre se  si fosse  dimostrato ufficialmente di aver realizzato tutte le strutture presenti nel progetto, acquistato i macchinari necessari, prodotto la giusta comunicazione e messo in pratica un progetto di marketing integrato, per la durata degli anni di gestione che avrebbe portato a regime (cioè quattro anni dopo, nel 2012) ad avere guadagni ed utili atti ad un autofinanziamento delle attivita' grazie alle presenze del pubblico agli eventi, e al conseguente pagamento del biglietto (il teatro ha una capienza di 700 posti a sedere).
Ma il problema era che, mentre precedentemente la società cooperativa avrebbe potuto usufruire della normativa con i quattro stadi di avanzamento, che avrebbero permesso di fare le opere a poco a poco con la ricerca dei capitali oltre quello preventivamente messo da parte, e la conseguente realizzazione con i contributi a tranche della regione dietro rendicontazione del programma realizzato; abbiamo dovuto fare tutto in pochi mesi, usufruendo solo di una parte (20% del contributo) per iniziare
i lavori e tutto il resto dovendolo mettere di tasca nostra.
Non ti pare un pò anomalo? Comunque prendere o lasciare. E avremmo perso tutto se non accettavano: adesso abbiamo un bellissimo teatro e un sacco di debiti.
Anzi il teatro non è neanche nostro: siamo i gestori per circa 20 anni!
 
3) Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato?

La maggiore difficoltà in assoluto, quella di reperire soldi di finanziatori che mi dessero aiuto. Infatti devi sapere che nei quattro anni in cui siamo stati fermi senza sapere nulla del nostro progetto, sono successe delle cose poco piacevoli: il mio primo socio della coooperativa è morto due anni fa, e gli attuali soci non hanno voluto saperne di seguirmi in questa sfida. Si sono tirati indietro.
Forse hanno avuto ragione! Avrei dovuto fare così anche io e spegnere quella voglia di fare del bene alla mia terra ed alla sua  cultura. Pensa che per reperire i primi soldi per cominciare a finanziare i lavori, ho dovuto metterli di tasca mia e ho anche venduto la mia casa andando a vivere in affitto.
Poi a settembre dell'anno scorso la crisi è stata una mannaia sulla testa.
Non abbiamo avuto nenche l'aiuto di quella società che aveva stipulato un contratto con noi, perchè è fallita,  e siamo dovuti andare a cercarne un'altra. Sai che cosa vuol dire questo..- se non sono folle io!

4) Secondo te, quali sono le cause che hanno determinato questa fase di stallo?

Adesso i soldi sono finiti. Abbiamo dovuto realizzare una stagione teatrale estiva prendendo spettacoli e compagnie non nazionali ma dignitose,  che sono costate abbastanza e che in parte devono essere pagate. Abbiamo avuto così poco tempo che non si è potuto prendere neanche uno staff di persone che si dividessero i compiti, sia perchè non c'erano soldi, sia perchè la programmazione è avvenuta a Giugno.
Nell'insieme dei problemi io per un incidente ho avuto una gamba quasi immobile, e ho dovuto avere a che fare con ospedali e interventi.
Solo la voglia di fare, e di non lasciare in tredici delle persone che mi hanno sempre coadiuvata a fare il progetto, spronandomi ad andare avanti, mi ha dato la forza di completare questa prima programmazione estiva, per la quale abbiamo notato varie difficoltà da superare.
 
5) L'idea di sfruttare il tam-tam mediatico della Rete per trovare nuovi partner o anche solo fare conoscere la tua storia ha finora prodotto risultati?

Per adesso pochi. Ma io confido nella sensibilità pubblica e sopratutto la storia sta girando per tutto il globo arrivando anche a Los Angeles e Miami, dove  ci sono due amiche importanti nel mondo del jet-set internzionale e stanno aiutandomi a cercare un mecenate finanziatore. Nel frattempo voglio coinvolgere Gianni Bella e Michele Cucuzza nella qualità di direttore artistico e direttore della comunicazione sui media per far smuovere ancora le acque.

6) Hai segnalato la tua storia ai media tradizionali? Hai avuto riscontri?

Come ti dicevo, sto facendo tutto io da sola, e questo mi limita molto! Faccio il lavoro di 8 ore la sera quando torno a casa fino a notte e rispondo ai miei amici e fan sui vari network.
Ho il tempo adesso di trovare gli sponsor che non abbiamo avuto quest'anno, sia perchè la crisi sta facendo sentire ancora la sua morsa sia perchè le banche non hanno voluto aiutarci.
Altro che aiuti alle PMI: siamo sull'orlo del tracollo e dobbiamo trovare un aiuto a tutti i costi.
 
7) Tirando le somme, in un raffronto fra media trazionali e new media, quali dei due finora ti è stato più d'aiuto?

Sicuramente i New Media! In pochissimo tempo la mia lettera aperta è stata letta e condivisa con lettere vere da centinaia di persone. Mentre ringraziando la libertà di stampa che c'è qui a Catania, ho potuto constatare che pur avendo mandato varie volte la stessa lettera alle cronache del nostro quotidiano maggiore, purtroppo non e' stata inserita: che sia risultata troppo irriverente per qualcuno?
 
 
Ringrazio ancora Maria per il tempo concesso, e chiudo segnalandovi foto e video del Teatro dell'Infinito, per farvi un'idea più... multimediale. Seguiremo, con Isola Telematica, ancora il caso se ci saranno novità, e augurandoci che siano positive.
 
Ott
01
2009
Come anticipato nel post precedente, Isola Telematica ha preso parte all'incontro con Antonio Presti, il 29 settembre, sull'isola di Kublai in Second Life. Un'occasione per discutere di arte, rigorosamente militante, idee per il territorio ed etica, insieme all'artista e ai creativi del social network kublaiano: un evento che spero in molti abbiano seguito anche via streaming, dal sito di Kublai, sebbene la presa diretta renda meglio la portata dell'esperimento di comunicazione che è stato attuato.

Il mio avatar (trasposizione in 3D) è stato ben accolto nella sala di Neo-Kublai, gremita di persone in attesa di assistere alla conferenza di Antonio Presti.

L'artista ha iniziato parlando del nostro sistema mediocre, frutto di una dittatura economica che non guarda al bello ma unicamente al reddito. Affetto da una crisi di valori, ancor prima che finanziaria. L'unica via d'uscita dalla mediocrità che ci circonda è, per Antonio Presti, l'Arte.

È con grande spirito di resistenza, che l'artista ha, quindi, dovuto affrontare l'amministrazione di Catania, città nella quale si è trasferito per realizzare uno dei suoi capolavori: la Porta della bellezza di Librino.

Cinquecento metri di muro che, ogni giorno, vengono ora attraversati dai turisti con una visione diversa, nuova della città: ora società del fare e non più del dire, metamorfosi che, per Antonio Presti, è la vera opera d'arte.

Così come tale è stato il gesto dei residenti di Librino, uno dei quartieri più degradati di Catania, che si sono ribellati a quella politica che aveva imbrattato la Porta della bellezza con i soliti manifesti del periodo elettorale. Un appello, proveniente da persone spesso con situazioni familiari difficili o con problemi di malavita, che non è rimasto inascoltato, segnando la prima vittoria della Porta e del suo spirito etico.
 
Spazio è stato dato anche a una nuova idea del nostro: realizzare, sulla facciate cieche dei palazzi di Librino, la rappresentazione della bellezza spirituale dei residenti, grazie al loro contributo e a quello di vari artisti, in modo tale da poter rendere le abitazioni "specchi del proprio animo capaci di farci dire: io sono bello".

Ho approfittato dell'occasione per porre alcune domande al mecenate originario di Messina, il quale è stato molto preciso e puntuale nel rispondere:

1) Da buon artista poliedrico, come il bello può essere trasmesso dal Web? La Rete ti ha agevolato nel tuo lavoro? E ancora, è uno strumento di cui si può avvalere Librino?

Credo molto al valore della Rete per Librino, una sezione del Museo è intitolata "Internet, pro-motore di Bellezza" ed è possibile avere più informazioni sul sito, contenitore inoltre di contenuti poetici, artistici, di colori, segni di luce...

La Rete riprende quindi un valore di Rete civile, etica, perchè è intrisa di comunicazione. Un'opera che non rimane virtuale ma diventa reale con l'impegno civile.

Mi piacerebbe creare opere d'arte avvalendomi della Rete, nonostante non abbia le basi degli strumenti.

2) Catania è detta "la Milano del Sud" per via della sua attività imprenditoriale, il carattere "milanese" della città vale solo per questo versante, o ci sono i margini per costruire quell'ambiente comunicativo, quindi veicolatore di bellezza che è proprio della capitale della comunicazione italiana?

L'unica movida a Catania, l'unico movimento è quello della birra da un bar all'altro. Non è il movimento che ha smosso le coscienze, le quali hanno scelto quella politica che, ricordiamolo, ha spento la luce per sei mesi, e ancora di più le coscienze stesse.

I catanesi hanno accettato i 146 milioni di buco, per questo non si può parlare di Catania come Milano, ma anche perchè la città deve avere la forza di risvegliare una sua personale coscienza.


Ringraziando gli amici di Kublai per la bella serata, e Antonio Presti per averla animata con la sua presenza, chiudo con una carrellata di immagini dell'evento, postate sulla pagina Flickr del QdS.
Ago
31
2009
Dopo l'intervista a Simone di Stefano, ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con l'ideatore di Infopatti, Antonino Galante; un esperto delle piattaforme sociali che animano il Web, come avrete modo di leggere dalle sue risposte.
Dalle stesse emerge inoltre la proposta di un 40xSicilia, un network in grado di raggruppare tutte quelle realtà glocali in una piattaforma a vocazione regionale.
 
Vi lascio, dunque, all'intervista augurandovi una buona lettura!

1) Com'è nata l'idea di 40XPatti?

40xPatti, anzi Infopatti, è nata nell'Aprile del 2008 con l’obiettivo di costituire una comunità digitale locale, per aggregare e far discutere tra di loro i cittadini pattesi su temi di interesse per la città o, come recitano le finalità pubblicate sull’home page, per “favorire lo sviluppo e la diffusione a livello locale della cultura digitale e promuovere, in tal modo, la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica”.
 
Da un punto di vista tecnico, scelsi la piattaforma per social network Ning le cui caratteristiche avevo avuto modo di apprezzare su unAcademy e alcuni altri social network di cui facevo già parte; il nome 40xPatti è stato aggiunto ad Infopatti successivamente, in seguito alla scoperta, un paio di mesi dopo, di 40xVenezia durante una conferenza promossa su Second Life da Kublai dove invitai alla realizzazione di un network nazionale di 40x da sviluppare con il supporto e la collaborazione di Emanuele Dal Carlo fondatore e animatore del social network veneziano, che già all’epoca contava circa 1500 iscritti; da qui quindi, grazie ad un’idea maturata su Kublai, possiamo dire che è nato 40xNetwork i cui primi aderenti, oltre 40xVenezia, sono stati 40xCatania, fondato e promosso da Simone Di Stefano, e 40xPatti, cui successivamente si è aggiunto 40xCagliari.

2) Quali sono i rapporti con gli altri portali "40x"? Pensi ci siano i margini per un coordinamento con altri social network come il vostro?

In effetti, come dicevo prima, i 40x nascono dalla volontà di alcuni di estendere e diffondere l’esperienza di successo veneziana ad altre città; ovviamente ogni città vive problematiche diverse e se per 40xVenezia il tentativo di trasformare Venezia in città albergo, sottraendo case ai veneziani per destinarle ai turisti, viene vissuta e temuta dai veneziani come una minaccia alla propria città e comunità, per realtà come Patti o anche Catania, dove la crescita turistica andrebbe sostenuta, trovare e destinare alloggi, magari abbandonati ed inutilizzati nei rispettivi centri storici, per recuperarli e valorizzarli destinandoli ad arricchire la ricettività turistica, rappresenterebbe un’opportunità di sviluppo.
 
Ma la differenza di problematiche da una città all’altra non esclude tuttavia che ve ne siano di comuni da affrontate insieme in appositi eventi come in realtà ci siamo ripromessi di fare in occasione dell’ingresso di 40xPatti nella rete dei 40xNetwork, quando, collegandoci da Patti via Skype, con Simone di Stefano a Catania, e con Emanuele Dal Carlo a Venezia, abbiamo ipotizzato eventi di questo genere che potrebbero essere realizzati grazie all’uso di ambienti quali Second Life anche se ad oggi non si è presentata ancora l’occasione di farlo; ad ogni modo, la presenza contemporanea di molti iscritti sui vari social network che fanno parte della rete 40x, permette spesso di sviluppare dibattiti in cui il contributo degli iscritti non locali è consistente e determinante e costituisce quell’importantissimo canale e mezzo di scambio di idee, competenze ed esperienze che può venire utile a realtà, ad esempio come Patti, che per molteplici ragioni, storiche, geografiche, ambientali, sono a corto di idee; competenze ed esperienze fondamentali per la soluzione anche di problemi apparentemente banali.
 
Si rivela anche importante l’apporto dei locali che non vivono più nel loro luogo di origine e che entrando a far parte del 40x della città di origine riescono a portare un importante contributo frutto delle esperienze maturate altrove, come ad esempio sta succedendo proprio in questi giorni per 40xPatti.
 
Comunque, chiunque abbia interesse a creare un nuovo 40x, può farlo, entrando in contatto con qualcuno degli animatori di una delle reti 40x esistenti, purché segua alcune regole comuni e adatti il manifesto di 40xVenezia alla propria realtà locale come è già stato fatto dagli altri 40x.

3) Qual è stato e quale sarà il contributo di 40xPatti a iniziative "offline"?

Proprio in questi giorni 40xPatti esce per la prima volta dal proprio ambito digitale per passare a quello fisico, del faccia a faccia; e lo fa proprio per dar luogo ad un dibattito proposto durante lo svolgimento di una discussione sviluppatasi sul social network nei mesi precedenti e dopo essere riuscito ad assicurarsi la presenza degli amministratori comunali senza il coinvolgimento dei quali il dibattito sarebbe stato privato degli interlocutori naturali della comunità.
 
Patti è una piccola cittadina e per di più meridionale, quindi oltre che trovarsi ad affrontare i comuni problemi di tipo ambientale (abitudini e mentalità prevalentemente riscontrabili presso i siciliani) cui anche gli amici di 40xCatania fanno fronte nella continua ricerca di azioni volte a sensibilizzare la coscienza civica dei cittadini, ha anche il problema, appunto, di essere un piccolo centro dove non è facile fare i numeri delle medie e grandi città.
 
Il nostro social network deve crescere ancora presso i pattesi e se non ha ancora dato vita ad associazioni (come è successo a Venezia) o ad azioni quale quella dei manichini a Catania, continuerà a proporsi come mezzo e occasione di crescita civile per Patti perseguendo l’obiettivo di abituare i pattesi al confronto costruttivo sia sulla rete come anche de visu; l’obiettivo non è certo internet fine a se stessa, ma la rete come formidabile strumento in più di cui disporre per favorire la crescita della comunità pattese a tutti i livelli, culturale, civile, economico.

4) "Il sottosviluppo esiste laddove vi è sfiducia nel cambiamento" (A. Cottica) è la frase di apertura di 40xPatti. Come pensi si traduca nella realtà pattese e siciliana nei confronti del mondo perennemente in rivoluzione del Web?

La frase di Alberto Cottica, fondatore e animatore di Kublai, che lessi in una sua intervista, mi colpì davvero per come sintetizzava e descriveva l’aborrito immobilismo pattese e siciliano in genere, che vivo, che viviamo purtroppo ancora, e questo potrebbe già essere sufficiente per risponderti; per me, quella frase rappresenta chiaramente il punto di partenza per convincere i miei concittadini a cercare il cambiamento, a far di tutto per uscire dalla condizione di sottosviluppo sociale, culturale, economico in cui ci troviamo, nel rispetto, ovviamente, dei principi etici.
 
E’ da tempo che penso a un 40xSicilia, ma non potrei assumermi l’impegno di animarlo da solo, e questo per rispondere alla seconda parte della domanda, per dire come dal web mi aspetti finalmente quelle aggregazioni e quelle azioni di democrazia dal basso che possono, potrebbero, lasciare il segno, fare la differenza nel favorire la crescita dei cittadini rispetto a quanto è avvenuto finora.

5) Dal tuo profilo emerge che sei "dentro" il mondo informatico da un bel po' di tempo e che nel recente passato ti sei attivato per coniugare questa passionelavoro all'impegno sociale. Alla luce della tua esperienza come pensi si sia evoluto il ruolo mediatico del Web e in che direzione sta andando?

Diciamo che una mia sensibilità verso le problematiche sociali mi accompagna sin dall’adolescenza e che, nel momento in cui sono entrato in contatto con la cosiddetta dimensione sociale della rete, è stato del tutto naturale esprimere anche lì questa mia sensibilità; è così che, entrato in un mondo come Second Life, mi è sembrato del tutto naturale portarci un protagonista della lotta al racket come Tano Grasso a testimoniare della sua esperienza in uno spazio non più limitato ai presenti raccolti nella sala di un edificio, ma in uno spazio aperto a persone variamente sparse per l’Italia, e che, come per incanto, si trovano tutte in contatto tra di loro come se fossero appunto in una stessa stanza; per i politici, invero, mi aspettavo che l’intervento della Finocchiaro in Second Life, che aveva avuto il solo precedente di Di Pietro, potesse inaugurare un modo nuovo per i politici di confrontarsi direttamente con i cittadini.
 
Comunque, il tentativo di utilizzare la rete nelle sue molteplici espressioni come mezzo per testimoniare, diffondere cultura, ricercare occasioni di confronto e di sviluppo, per me, per chi usa la rete per creare tali occasioni e per chiunque abbia il desiderio di crescere ed ampliare i propri orizzonti, rimane un’incredibile opportunità che gli sviluppi della tecnologia e una maggiore disponibilità della banda larga accresceranno ancora.

6) Nello specifico, pensi che in futuro i social network, possano essere usati per iniziative partecipate "glocali" come la vostra, o la tendenza è sempre un maggiore appiattimento verso le piattaforme di moda e poco impegnate?

Tutto dipende certamente dagli interessi specifici dell’individuo che usa la Rete; il suo uso intelligente è ad ogni modo già oggi una realtà, basti pensare ad esempio a iniziative come Kublai, dove gli individui si aggregano per r
itrovarsi in un incubatore di progetti di sviluppo locale e dove ciascuno dei partecipanti può agire per fornire consigli ed esperienze agli altri partecipanti o riceverne a sua volta per il proprio specifico progetto.
 
Sono entrato su Facebook due anni fa, quando ancora lo conoscevano in pochi, con una foto in giacca e cravatta perché credevo potesse essere un mezzo per sviluppare contatti professionali e scambi di conoscenze ed esperienze con i miei colleghi d’oltreoceano, successivamente ho smesso giacca e cravatta per indossare una maglietta (oggi, ad esempio, un social network più indicato per quelle finalità, dove continuo a portare giacca e cravatta, è Linkedin); in Second Life la maggior parte di quelli che entrano lo fanno per curiosità, per provare nuove emozioni, per gioco, poi magari si stancano e non vi tornano più, ma esistono anche coloro che usano o continuano a usare Second Life, i social network e i vari strumenti che il Web 2.0 ci offre per finalità diciamo più “serie” o se si preferisce, come formidabili strumenti di comunicazione.
 
Le persone avranno sempre più dimestichezza con la rete e la utilizzeranno sempre meglio, per le frivolezze come per le cose che non lo sono. Mi aspetto certamente che crescano le pressioni dal basso, una maggiore consapevolezza civica nei cittadini, una maggiore diffusione dell’e-lerning e dell’e-democracy, così come anche della remote collaboration, nella speranza che questo possa avere anche un impatto positivo sulla riduzione dei viaggi di lavoro e sull’inquinamento.

7) Cosa ne pensi dell'informazione siciliana e come questa può essere migliorata dal citizen journalism e dalla partecipazione 2.0?

Mi aspetto tanto di buono, ovviamente; la presenza on-line di una testata come la vostra nel panorama dell’informazione siciliana, impegnata da anni nelle denunce delle inefficienze e a promuovere la modernizzazione della società siciliana per me è incoraggiante, ma c’e’ ancora parecchia strada da fare; i commenti che mi capita talvolta di leggere su alcuni giornali on-line, improntati a sterili nostalgie addirittura borboniche o a presunti primati campanilistici, mi prostrano davvero e mi fanno capire che siamo ancora lontani soprattutto dall’affrancarci da certa mentalità feudale e dalla comprensione dei problemi veri cui bisognerebbe metter mano urgentemente, affrontandoli con un atteggiamento etico opposto a quello prevalente con cui sono o non sono stati affrontati finora.
 
Mi preoccupano infine i vari tentativi di porre dei bavagli alla rete, e che queste iniziative siano promosse da politici siciliani (D’Alia, Alfano) mi deprime ulteriormente e mi da la misura della nostra arretratezza culturale e delle mai dismesse abitudini gattopardesche dei “prìncipi” dei giorni nostri.
 
L’idea di lanciare un 40xSicilia potrebbe essere un modo per aggregare coscienze a livello regionale utilizzando il web 2.0; chissà che quest’intervista non possa essere l’occasione per farlo.
 
 
Ringrazio ancora Antonino per averci concesso il suo tempo; appuntando che i pareri espressi sono personali. Isola Telematica continuerà a seguire Infopatti, il network della comunità pattese.
Lug
22
2009
Ho avuto il piacere di intervistare l'ideatore di 40xCatania, Simone Di Stefano, un ragazzo che ha ben chiaro il lato "social" dei network e che, con la sua iniziativa, auspica l'inizio, a livello glocale (unendo il globale del Web alla località del capoluogo etneo) di una nuova stagione di presa di coscienza da parte dei catanesi.
 
Così riassunto può sembrare riduttivo, quindi lascio la parola alle sue risposte, molto interessanti e articolate. Buona lettura!
 
1) Come è nata l'idea di 40xCatania?

40xCatania nasce sulla falsa riga di 40xVenezia, su mia iniziativa (ma ciò è poco importante, io ho creato il contenitore, il contenuto è creato da tutti) in poco tempo diventa un progetto corale e condiviso da molti. In una città dinamica come Catania, dove sembra che tutto cambi ma alla fine non cambia niente, viviamo in un "sistema" che ha fallito obiettivi di  progresso sostenibile; serviva innescare un processo di conoscenza e informazione contributiva e documentaristica tale da permettere al cittadino di esprimere il proprio senso civico ed alle componenti della città, di instaurare un dialogo costruttivo e propositivo, il tutto con particolare attenzione alla costruzione di un think tank "serbatoio di pensiero".

La sfida è stata quella di creare una coscienza collettiva che vada oltre lo spazio e il tempo, una memoria utile produttrice di cambiamenti sia nel Web che nel reale attraverso un flusso informativo che passa in continuazione tra Web e realtà e viceversa, che si esprime nel "reale" con "azioni" (esempio: azione manichini) e "microazioni" (esempio: aperitivi nei quartieri e frozen manifesti)  e nel Web con la forza aggregante del social network sfruttando la capacità dello stesso di "congelare" il pensiero intellettuale e di rendere le emozioni vive attraverso foto, video, blog e tanto altro.

Tì riporto il manifesto (in continua fase di elaborazione) che sin ora ha guidato il nostro lavoro.

2) Quali sono i rapporti con gli altri portali di "40x"? Sono in progetto nuovi social network per le altre città siciliane?

Non esistono allo stato attuale dei legami particolari tra le realtà dei 40x se non la condivisione del mezzo; in ogni modo tra alcuni membri esiste un confronto e lo scambio di opinioni ed idee, alcuni membri di 40x sono iscritti in più network, ciò crea una rete sociale utile alla condivisione di valori di democrazia partecipata ma non esiste un progetto per altre città siciliane. Siamo comunque pronti a fornire consigli a chi desidera intraprendere iniziative simili.

3) Che iniziative "off-line" avete in mente per il futuro?

Pianificheremo le nuove azioni in funzione alle richieste pervenute dai feed del Web e in parte in funzione del question-time con il sindaco, ciò avverra nella seconda metà di Agosto.
Sino ad ora, stiamo dividendo le iniziative in due tronconi.

Azioni: Grossi eventi che devono essere condivisi, pianificati, programmati e approvati (la scelta delle tematiche viene fatta tutti assieme) con l'obiettivo del "risveglio" e della sensibilizzazione, con performance emozionali e coinvolgimento di più gente possibile.

Microazioni (formula ancora in sperimentazione): Create per lasciare margini di creatività e iniziativa ai membri, che con delle linee guida possono professionalmente spendere idee e iniziative per la città.

4) Il passaggio dall' "on-line" all' "off-line" si è finora tradotto bene?

E' complesso gestire (stiamo lavorando su metodo e modalità) il passaggio tra le due dimensioni, il reale e l'irreale ora coincidono nel Web e fuori dal Web, molti non percepiscono ciò e quindi l'opportunità che il palcoscenico mediatico creato dal Web ci concede. Comunque è fondamentale e importante ribadire che il movimento nasce PER CATANIA e quindi deve necessariamente andare al di là, spingersi oltre il proprio brand, organi, statuto e regolamento. I 40XCatania devono essere strumento del cambiamento e non il fine.

5) Pensi che in futuro i social network, possano essere usati per iniziative partecipate "glocali" come la vostra, o la tendenza è sempre un maggiore appiattimento verso le piattaforme di moda e poco impegnate?

Il social network è espressione del desiderio di aggregazione dell'uomo, l'operatività e l'uso diffuso di questi mezzi indirizza gli individui ad esprimere se stessi amplificandoli, con nuovi modi e strumenti di retorica visuale (video foto ed altro).

Mia opinione è che i social network orizzontali e generalisti come Facebook, adesso in una sorta di "bolla mediatica",  verranno affiancati da social network verticali e tematici dove gli utenti esperti (anche grazie allo stess Facebook e all'apprendimento sociale) sapranno gestire e personalizzare maggiormente le ambizioni e i desideri, siano essi di svago, di conoscenza o di cultura.

6) Cosa si tratterà esattamente nei question-time video?

L'idea e quella di produrre "conoscenza" e di mettere il sindaco di fronte ad un compromesso di efficienza ed efficacia per ciò che riguardo il suo operato e quello di tutta l'amministrazione.

I mezzi saranno i video, cortometraggi, gli special e le denunce raccolte e prodotte dai membri del social network; presentate con cadenza mensile saranno dibattute con risposte dal sindaco e reinserite nel Web per accendere discussioni, dibattiti e eventuali soluzioni.
 
7) Cosa ne pensi dell'informazione siciliana e come questa può essere migliorata dal citizen journalism e dalla partecipazione 2.0?

Sono divertito e al tempo stesso perplesso dall'informazione siciliana, e non aggiungo altro....

Il mestiere del giornalista sta cambiando, l'informazione è esplosa atomicamente e non si riconosce più la fonte. Il telegiornale delle 20.00 degli anni 70-80, un sacro appuntamento familiare che spesso coincideva con la cena, è diventato un ricordo remoto.
Il nuovo "recettore di notizie" oltre ad essere esso stesso produttore-consumatore ricostruisce il fatto raccogliendo questi atomi e dandole la forma che desidera.

Il "giornalista del web"  con etica e professionalità utilizzando il contenuto prodotto dell'utente ed i nuovi strumenti e linguaggi di espressione (giornalista-regista) deve sicuramente alzare la posta sul valore mediatico del contenuto e riuscire ad attribuire criteri documentaristici alle informazioni.
 
 
Ringrazio ancora Simone per averci concesso il suo tempo; appuntando che i pareri espressi sono personali. Isola Telematica continuerà a seguire 40xCatania, il network etneo dal volto social.