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Quotidiano di Sicilia
 
Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag Istituto Majorana

Lug
19
2010
Un'intervista-chiacchierata con il nostro prof. Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana, baluardo della diffusione del software libero, sulla situazione attuale del FOSS (Free and Open Source Software). Uno spunto di riflessione prima di abbandonarsi al solleone.
 
1) Cosa ne pensi degli emendamenti radicali sul software libero portati per la Finanziaria?

Sicuramente è già qualcosa. Non sono un radicale, ma qualsiasi formazione politica agisca in favore della diffusione del software libero è da elogiare. Sarebbe stato meglio limitare l'uso del software proprietario ai soli casi di provata e motivata (motivazioni serie e valide)  indisponibilità di software libero in grado di sostituire quello proprietario. Insomma ridurre all'osso l'utilizzazione di software commerciale oneroso per la Pubblica Amministrazione.

2) Perchè secondo te non si riesce a far emergere un prodotto free e Open Source come OpenOffice rispetto a Microsoft Office, che richiede un dispendio notevole in termini di licenze?

I motivi sono tanti: disinformazione, incompetenza, poco rispetto per il denaro pubblico, mancanza del concetto di legalità, poca incentivazione. Se poi consideriamo il fatto che l'utilizzazione di software libero permette milioni di euro di risparmio ma non produce contratti da milioni di euro, allora, si capisce che qualche dirigente o qualche politico, magari digerisce poco la cosa. Ormai la cronaca è piena di casi che dimostrano quanto gli "interessi privati", frequentemente vengano posti sopra gli "interessi pubblici".

Di sicuro OpenOffice si utilizza alla stessa maniera del corrispondente commerciale, non comporta difficoltà maggiori, anzi, permette di leggere e salvare i file anche nel formato proprietario (oltre che nel formato aperto) e fornisce tutti i componenti che l'equivalente proprietario garantisce solo nella versione "Ultimate"  che costa € 778,00 - IVA esclusa. E dire che l'utente medio della Pubblica Amministrazione, usa la suite d'ufficio solo per scrivere qualche documento, ossia, quasi sempre, utilizza non più del 5% - 10% delle potenzialità.

3) Come vanno i progetti di diffusione del FOSS che stai portando avanti?

Debbo dire che le soddisfazioni non mancano. Ricevo centinaia di e-mail al giorno e almeno il 50% di ringraziamento per avere consentito alle persone di avvicinarsi al software libero. Quasi tutti parlano di disintossicazione dalla "dipendenza informatica", cui si erano assuefatti nel corso degli anni, solo perché non a conoscenza delle potenzialità del software libero. E dire che ho risolto tutto con delle videoguide che spiegano con semplicità ed immediatezza i concetti e l'utilizzazione del software.
 
Ho avuto testimonianza di migliaia di persone che sono passate al software libero (Ubuntu Linux, OpenOffice, ecc) senza traumi e senza rimpianti. Se da solo ho fatto tanto, figuriamoci cosa potrebbe fare la Pubblica Amministrazione se solo lo volesse. Sono pure pronto a mettere a disposizione, per loro, il mio lavoro.

Di fatto è già a disposizione di quanti hanno un collegamento Internet. Potrei anche realizzare dei DVD, con le videoguide, per essere distribuite agli uffici pubblici, alle scuole. Addirittura ho già pronto del materiale.
[continua]
Mag
11
2010
Nuovo appuntamento per IT Chiede. Dopo esserci chiesti quale distribuzione Linux scegliere, questa volta abbiamo parlato della nuova release di Ubuntu, la distro più usata dall'utenza desktop. La parola (e il ruggito) al nostro "Virgilinux" e a Lucid Lynx.
 
1) Cosa cambia in generale con questa nuova release di Ubuntu? Che significa LTS?
 
Nella nuova versione, Ubuntu 10.04, la caratteristica che salta subito agli occhi è la velocità di apertura e di chiusura del sistema operativo. Siamo ormai vicini ai dieci secondi per l'apertura di Ubuntu e la chiusura è pressoché immediata. Inoltre troviamo nuovi temi e una nuova veste grafica più sofisticata ed elegante delle versioni precedenti. Anche il kernel 2.6.32 su cui si basa  è LTS.
 
LTS sta per long term support ossia supporto a lungo termine. In pratica la versione normale (desktop) sarà supportata per tre anni, mentre la versione server continuerà a essere aggiornata per ben 5 anni. Normalmente viene rilasciata una nuova versione di Ubuntu ogni sei mesi e le versioni non-LTS vengono supportate per 18 mesi. L'ultima LTS è stata Ubuntu 8.04.
 
Dopo avere chiarito il significato di LTS vorrei dirvi qualcosa sui  numeri che contraddistinguono la versione. Ogni versione di Ubuntu ha un numero di versione e un nome, di solito un animale immaginario. Per il numero basta sapere che la parte prima del punto è relativo all'anno del rilascio, mentre la parte dopo il punto si riferisce al mese. Ad esempio, 10.04 significa anno 2010 (10), mese di aprile (04) .
 
2) Perché dovrei aggiornare?
 
Di sicuro se abbiamo una precedente versione di Ubuntu che funziona benissimo potremmo anche fare a meno di aggiornare ogni sei mesi.  Ma nel caso di Lucid Lynx, forse è il caso di provarla e se tutto va bene (riconoscimento hardware), magari installarla. I motivi sono contenuti nella risposta precedente, ovvero per l'elevata velocità di lancio e perché si tratta di una LTS. Inoltre la 10.04 presenta le ultime versioni di OpenOffice e di Firefox (cosa che non sempre è avvenuta nel passato).
[continua]
Apr
08
2010
L'ultima volta, abbiamo parlato di Linux nelle PA e nelle PMI con il prof.Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Il tema centrale di questa nuova chiacchierata, è più esplicativo: quale distribuzione Linux scegliere? Ovvero, quale calza meglio alle proprie esigenze, che naturalmente cambiano da utente a utente. La parola quindi al nostro "Virgilinux".
 
1) Come mai Linux ha tante distribuzioni a differenza di Windows? 
 
Linux è un sistema operativo libero e gratuito di cui esistono molte versioni disponibili, che si chiamano "distro", ossia distribuzioni. Sarebbe più corretto parlare di GNU/Linux, in quanto, per essere più precisi, Linux rappresenta solo il cuore del sistema, ossia il Kernel (pensate al motore di un'automobile).
 
Se al Kernel aggiungiamo il software di sistema e gli applicativi, otteniamo le distro che si differenziano l'una dall'altra. Infatti, il motore è uguale  per tutte, o quasi (Kernel), ma ognuna utilizza una diversa carrozzeria, delle ruote differenti, tappezzeria personalizzata, ecc... (software di sistema, applicativi).
 
Siccome stiamo parlando di sofware libero, ognuno può creare una versione diLinux secondo le proprie esigenze, invece il codice sorgente di Windows è ermeticamente chiuso e segreto, quindi nessuno può toccarlo e/o intervenire su esso. Ecco perché di distribuzioni (distro) Linux ve ne sono tante e per tutti i gusti.
 
2)Quali sono le distribuzioni più diffuse?
 
La classifica proposta da distrowatch relativa agli ultimi sei mesi, almeno per pagine visitate, è questa (riporto le prime 10):
 
1.Ubuntu
2.Fedora  
3.Mint
4.openSUSE
5.Mandriva
6.Debian
7.PCLinuxOS
8.Sabayon
9.Arch
10.Puppy
 
Si evince che Ubuntu è la più gettonata.
[continua]
Mar
08
2010
Nella precedente intervista, abbiamo introdotto Linux con il nostro "Virgilinux", il prof.Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Il tema centrale di questa seconda chiacchierata, è invece un po' più specifico: ci si chiede che apporto può essere dato dall'Open Source alla Pubblica Amministrazione, cronicamente afflitta da sprechi; e alle Piccole e Medie Imprese, magari giovani, che hanno pochi fondi per iniziare.
 
 
1) Abbiamo compreso dalla puntata precedente che il software Open Source non si paga, è efficiente quanto se non più del software proprietario. Pensi che sia applicabile per una PA così anziana come la nostra e abituata a Windows? 
 
Software Open Source non significa necessariamente gratuito. Anzi se una persona è in grado di confezionare un software “su misura” per una azienda, può farselo pagare, pur partendo da un software gratuito, a condizione che “aperto” resti il software modificato e quindi utilizzabile da altri. Questo significa possibilità di lavoro.
 
Precisato tanto, possiamo affermare che quasi tutto il software libero e quello Open Source è, generalmente, anche gratuito. Credo non ci sia nessun problema a fare utilizzare il software gratuito alla Pubblica Amministrazione, ormai è ancor più intuitivo dei quello commerciale. Mia figlia ha un suo computer da quando aveva 3 anni. Ha installato sia Windows che Linux (Edubuntu). Nove volte su 10 entra con Edubuntu. Significa che lo trova più intuitivo. Basta pensare che in Windows XP per uscire bisogna prima fare click su Start e questo, se ci si pensa bene, è un controsenso che, per chi non è assuefatto a Windows, è una cosa illogica: Start per Uscire? Ma Start non significa Inizio, Avvio, Partire, …?
 
2) Proprio in virtù della sua gratuità, quando potrebbe risparmiare la nostra Regione se non spendesse in costose licenze software? Lo trovi un progetto realizzabile?
 
La provincia di Bolzano ha circa 500.000 abitanti e risparmia (solo per il pubblico) oltre 1.000.000 di euro l’anno. La Regione Sicilia ha circa 5.000.000 di abitanti, quindi, solo per il pubblico potrebbe risparmiare anche 10.000.000 di euro l’anno.  Se poi estendiamo anche ai privati ed alle aziende, ritengo che si potrebbero superare, tranquillamente,  60.000.000  – 70.000.000 di euro l’anno. A questo dovremmo aggiungere i computer che con Linux potrebbero rivivere invece di essere rottamati. Un computer che con Windows Vista è da buttare, con Linux diventa una macchina perfettamente funzionante e performante.
 
Il progetto è sicuramente realizzabile, ovviamente serve la volontà politica (almeno per la Pubblica Amministrazione). Purtroppo il politico “tipo” è molto più sensibile ai contratti da milioni di euro piuttosto che al risparmio di milioni di euro…
 
3) Spiegheresti ai lettori di cosa tratta l'esperimento della provincia di Bolzano, fatto in questo senso, che ti ha fatto scattare la molla per diffondere anche nel tuo Istituto il "virus" dell'Open Source?
 
Semplice, un ragazzo argentino, assunto nella Pubblica Amministrazione, ha iniziato a diffondere Linux e il software libero nei vari uffici pubblici e nella scuola. Anche se in quegli anno il software libero era molto indietro, rispetto ad oggi, per semplicità d’uso, la cosa con gli anni ha preso piede ed è diventata la norma. Oggi il software libero è semplice da usare quanto e più di quello commerciale quindi i problemi da affrontare sarebbero ancora meno.
 
Serve solo un gruppo di persone trainanti e la volontà politica. Basterebbe una semplice leggina di un solo articolo che imponesse l’uso del software libero alle Pubbliche Amministrazioni. 
[continua]
Feb
01
2010
Iniziamo per IT (Isola Telematica, che poi IT è anche la sigla di Information Technology non è un caso), un ciclo di interviste per introdurre i neofiti e i curiosi al mondo dell'Open Source e al software libero.  Il prof.Antonio Cantaro, che ci ha fatto già compagnia in questo spazio, sarà il "Virgilinux"  per chi si è perso nella selva oscura del closed-software. E per chi, proveniente dalla PA o dalle PMI, inizia a pensare di poter risparmiare qualcosina, senza perdere in produttività.
 
1) Antonio, inizio facendoti una domanda veramente molto basilare: cos'è Linux?

Linux (se vogliamo essere più precisi GNU-Linux) è un sistema operativo. Il sistema operativo è un insieme di programmi che servono a fare funzionare un computer, ossia gestisce il funzionamento di tutte le parti di un computer, dal microprocessore alla memoria alle periferiche (mouse, tastiera, video, stampante, ecc.). Senza il sistema operativo il computer sarebbe come un soprammobile.
 
I sistemi operativi più utilizzati sono Windows, Mac e Linux.  Ovviamente poi, dopo il sistema operativo, servono i programmi (software)  applicativi: videoscrittura, grafica, browser (per navigare in Internet), multimedia, giochi, ecc…

2) Perché esistono varie distribuzioni, come faccio a sapere qual è la più adatta per me?

Il sistema operativo GNU-Linux o Linux per gli amici, esiste in centinaia di versioni diverse chiamate distribuzioni o distro. Il motivo per cui esistono tante distribuzioni è semplice: ognuno può liberamente e legalmente creare una propria versione del sistema operativo.
 
Abbiamo detto che il sistema operativo è un insieme di programmi, ebbene Windows ha questi programmi chiusi e blindati, quindi nessuno vi può accedere per modificarli ed ogni cambiamento viene realizzato dalla Microsoft. Linux è un sistema open source, ovvero col codice sorgente aperto e quindi accessibile a tutti. Tanto significa che ognuno, se capace, può modificare e migliorare tale sistema operativo. Va da se che nel mondo vi sono tante persone che hanno la capacità di modificare il codice del sistema operativo e quindi ecco tante versioni magari create per ogni tipo di esigenza.
 
Per capire quale sia il “Linux” più adatto, basta leggere le note del produttore e capire cosa offre. Ma con un semplice ricerca in internet si hanno molte notizie e suggerimenti. Oggi la distribuzione più diffusa, supportata e semplice è Ubuntu.
 
Io stesso ho realizzato quattro versioni di Ubuntu Plus Remix. Si tratta di Ubuntu con molto software ed utilità aggiunte, ossia pronto all’uso per una utenza standard, senza bisogno di dovere installare altro. Anzi con gli effetti 3D già abilitati. Per maggiori dettagli su Linux è disponibile la pagina apposita sul sito dell'Istituto Majorana.

3) Davvero con Linux risparmierei soldi? Sai, voglio avviare un'attività ma spenderei un capitale in hardware e licenze.

Moltissime distribuzioni Linux vengono offerte gratuitamente, compreso Ubuntu e le mie versioni Plus. Quindi non serve spendere nulla per il sistema operativo. Avete visto, dal filmato del link precedente, come Ubuntu non abbia nulla da invidiare a nessuno, neppure per grafica. Ma il bello è che molto software è già presente in Linux (Ubuntu). Parliamo di software libero, open source e free.
 
In ogni caso con un click possiamo installare qualsiasi programma (pacchetti)  vogliamo con possibilità di scelta tra diverse migliaia di software. Basta un collegamento a Internet ed un click del mouse e Linux scarica il software, lo installa e lo sistema per categoria d’appartenenza nell’apposito menu. Ma non ci si ferma a questo, infatti, ogni volta che si aggiornerà il sistema, verranno, automaticamente, aggiornati tutti i programmi (pacchetti) installati. Pensate quanto tempo e fatica risparmiati. Questo è possibile in quanto il software non è commerciale e quindi non serve andare, per ogni programma, nel sito del produttore per cercare ed eventualmente pagare gli aggiornamenti. A questo punto il costo del software è nullo.
[continua]
Gen
11
2010
Perché c'è una Sicilia che vive e respira. Vive sull Web, nuotandovi come un pesce in mari che conosce a meraviglia, e respira pixel e bit come se fosse l'aria più pura. Certo migliore di quella ammorbata delle stantie stanze dei bottoni.
 
Bottoni, e non una tastiera QWERTY, figuriamoci un touchpad. Rivolti all'indietro anche in questo? Politica, voltati, guarda di qua, verso il monitor. C'è quello che i mass media chiamano, volgarmente, "popolo di Internet" ma che è fatto di individualità, spesso splendidamente impegnate nel e per il territorio. Anche quando sono fisicamente lontani.
 
Perchè a forza di non essere visti, hanno deciso di andarsene. Ci sono tante piccole eccellenze, l'Istituto Majorana che vuol farti risparmiare i (nostri) soldi, proponendoti software Open Source. Ok, gratis, così capisci meglio, cara Politica.
 
Ci sono i coraggiosi siciliani che operano assiema al Progetto Kublai per rilanciare il territorio, come Nino Galante e il suo Caffé in stile Liberty. E in stile Second Life, molto 2.0 se mi capisci.
 
E poi, quando vengono a bussare alle tue porte, quelli di 40xCatania, per parlarti, cara Politica, apri e ascolta. Perchè in Rete non hanno nè cazzeggiato sui filmatini stupidi, nè giochicchiato con Facebook. Hanno usato il video sharing per fare quello che gli americani dall'altra parte dell'oceano, ma che in Rete navigano a vista, chiamano citizen journalism.
 
Hanno usato Facebook per riunirsi, questi siciliani, e discutere. Insomma, oltre al Citizen Kane, guarda anche a loro, ai "normal" Citizen. E ti ho citato solo quelli con cui ho avuto il piacere di dialogare finora.
 
Che dalla Rete ti chiedono di essere ascoltati, altrimenti Politica, per cos'altro il tuo nome deriverebbe da polis, la città greca della democratica assemblea, quel social network 2.0 a.C. ?
Nov
09
2009
Da bravo "smanettone" dei sistemi Open Source, non di rado mi capita di cercare sul Web delle guide per riparare i "danni" dellaLogo dell'Istituto Majorana lotta quotidiana sul terminale dei comandi. Se masticate Linux vi sarà capitato di incrociare una delle video-guide realizzate dal Prof.Ing. Antonio Cantaro, dell'Istituto Majorana di Gela.
Il nostro è, a mio avviso, una delle figure di spicco in Sicilia per quanto riguarda la diffusione del software libero, sia lato-consumer che lato-business: immaginatevi che risparmio di denaro nelle Istituzioni senza dover spendere in licenze! Ma, non pago dell'attività "teorica", il Prof.Ing. ha ben deciso di partire da Ubuntu, una delle migliori distribuzioni Linux, per renderla... Plus Remix.
Gli ho posto alcune domande, alle quali ha risposto in modo molto esauriente: se volete farvi un'idea di ciò che scrivo già da qualche riga, non resta che continuare la lettura.
 
1) Cos'è il software Open Source esattamente e perché esistono tante versioni del S.O. Linux?

Open Source significa codice sorgente aperto. Non voglio puntualizzare  le differenze col Software Libero, diciamo che in linea di larga massima sono molto simili. La differenza è invece enorme col software proprietario chiuso.
 
Supponiamo di parlare di un amaro molto pubblicizzato: ovviamente la ricetta è segreta e nessuno può modificarla. Se invece l'amaro è quello che faceva la nonna e la ricetta è nota a tutti ed anzi è liberamente visibile, allora le cose cambiano.
Io posso leggere la ricetta della nonna, fare delle prove, modificarla, migliorarla, adattarla al mio gusto e poi realizzare, legalmente, il mio amaro sulla base della ricetta della nonna. Non posso, però, rendere segreta la mia ricetta perché sono partito da una ricetta aperta. Molto probabilmente riuscirò a creare un amaro più buono di quello commerciale "con ricetta segreta".
Anzi, siccome siamo in moltissimi (nel mondo) a potere sperimentare nuovi aggiustamenti e migliorie alla ricetta della nonna, di sicuro l'amaro, man mano e di mano in mano, risulterà sempre più buono ed apprezzato da tutti. Infatti le modifiche non riuscite verranno abbandonate, mentre quelle riuscite verranno adottate da tutti e sempre più migliorate.
 
Ovviante nel caso del software la ricetta è il codice del programma molto complesso e sofisticato. Però, il concetto non cambia.
 
Un'azienda, per quanto grande ha un certo numero di esperti. Nel mondo le persone competenti che possono dedicarsi a migliorare un programma, potendone conosce il codice, sono in numero enormemente maggiore. Ecco allora che il software Open Source è continuamente migliorato da tantissime persone nel mondo in quanto, così come è nato, deve sempre restare aperto ed accessibile a tutti. Questo spiega anche il fatto del perchè si possono trovare tante distribuzioni di Linux, ognuno crea il proprio amaro personalizzato.

2) Sei a capo del progetto Ubuntu Plus Remix, giunto alla terza versione, una distro tutta siciliana che da lustro al software libero nella nostra Isola. Esattamente quale differenze vi sono con il prodotto Canonical?

Che parolone: progetto Ubuntu Plus Remix. Le cose sono molto più a misura d'uomo (piccoline). Diciamo che mi diletto a realizzare delle distro (che io chiamerei "distribuzioni") che rendono la vita più facile agli utenti non esperti. Mi limito solamente ad integrare una distribuzione Linux ufficiale, che è Ubuntu, in modo da renderla molto più completa dell'originale ed immediatamente utilizzabile dagli utenti nella migliore delle maniere. In pratica la arricchisco con software aggiornatissimo e largamente utilizzato.
 
La rendo completamente e immediatamente italiana,  più gradevole nell'aspetto e facilito la connessione ad internet  con delle utilità. Inoltre arricchisco Firefox con molti plug-in e OpenOffice. In ultimo rendo attivi gli effetti 3D che essendo spettacolari colpiscono immediatamente le persone accendendo in loro il desiderio di provare Linux.

Tutto quanto faccio può farlo qualsiasi utente che conosca discretamente Ubuntu. Però le mie distribuzioni hanno tanto successo sia tra gli esperti che tra le persone alle prime armi. Gli esperti le trovano utili perché hanno già tutto pronto e non debbono perdere delle ore per la personalizzazione. Gli utenti alle prime armi non sarebbero capaci e trovano tutto già pronto. Ma per quanti sono più interessati a capire meglio Linux,  oltre che il DVD già pronto, realizzo pure la "Plus fai da te", ossia una guida per crearsi la versione Plus, da soli,  grazie alle dettagliate indicazioni.

Da pochi giorni è uscita la nuova Ubuntu 9.10 e sto realizzando, su questa,  la Plus4.

3) Sul Web non si contano i portali in cui sono presenti le guide Linux realizzate dall'Istituto Majorana. Al di là dell'enorme successo telematico, a che punto siamo in Sicilia nella diffusione dell'Open Source?

In effetti le pagine Web esterne che linkano nostre pagine sono circa 40.000. Il successo delle videoguide da me realizzate è dovuto al fatto che sono semplici ed immediate. Un buon video vale più di cento ottime guide testuali. Tanto è quanto mi dicono i visitatori. Ma parliamo della nostra terra. Non credo che in Sicilia la diffusione del software libero sia a buon punto. Posso dire solamente che i miei alunni utilizzano il software libero ed Ubuntu in particolare.
 
L'anno scorso è arrivato un tecnico di laboratorio (informatico) che appena arrivato conosceva solamente Windows. Quest'anno è stato trasferito a Caltanissetta. Mi ha telefonato dicendomi che nella nuova scuola sconoscevano Linux. Adesso, lui, ha installato Ubuntu nei laboratori di quella scuola e sono soddisfatti. Quindi ho iniziato ad esportare conoscenza linuxiana.
 
Un aneddoto: anche in sala docenti installai Linux. Il giorno successivo alcuni colleghi si lamentarono col Dirigente Scolastico, dicendo che con Windows si trovavano meglio. Sapete cosa ho feci? Inserii nel desktop (scrivania) del computer una scritta a caratteri cubitali, lampeggianti e dai colori sfavillanti, che recitava: "NON PUOI FARE A MENO DI WINDOWS ED OFFICE? ALLORA COMPRATELI! CON METÀ STIPENDIO, FORSE, RISOLVI".
 
Da allora cessarono le lamentele. Adesso i colleghi, in sala docenti, usano tranquillamente Linux-Ubuntu, OpenOffice, Firefox, ecc...  Ormai molti colleghi mi scrivono da tante scuole d'Italia e anche da scuole siciliane dicendo che grazie alle videoguide stanno iniziando ad adottare il software libero e Linux. Tanto, ovviamente vale anche per i privati. Sono, quindi, convinto che, per quanto non ben messi, le cose stiano progressivamente e velocemente migliorando. Man mano che si accendono dei focolai, questi divengono origine di ulteriore diffusione. 

4) Circa un anno fa, l'Istituto Majorana e il comune di Gela hanno stipulato un
protocollo di intesa per l'adozione del software libero. Esattamente di cosa si tratta e quanti soldi sono stati risparmiati con questo passaggio? Dopo un anno, quale bilancio si può trarre? E' un modello applicabile ad altre amministrazioni?

Si tratta di una cosa molto semplice, ecco la storia. L'Arch. Emanuele Tuccio, Capo Area Tecnica del Comune di Gela, mi chiedeva se era possibile introdurre il software libero all'interno degli Uffici del Comune di Gela. Ovviamente davo la mia piena disponibilità. In via sperimentale, si organizzò un corso per 15 dipendenti dei Lavori Pubblici e della Manutenzione.
 
Le richieste di partecipazioni furono enormemente maggiori rispetto alla disponibilità. Il Dirigente Scolastico Prof. Vito Parisi offrì la disponibilità gratuita dei locali e delle attrezzature scolastiche, io mi resi disponibile, gratuitamente ed il corso di alfabetizzazione al software Open Source è fu portato avanti ed ultimato con successo e con grande soddisfazione dei partecipanti.  Proprio oggi ho incontrato L'Arch. Tuccio che mi ha spronato a proseguire i corsi per i tantissimi dipendenti comunali che hanno chiesto di partecipare.
 
Per quanto, a Gela, attualmente, siamo in gestione commissariale, essendo il Sindaco diventato parlamentare europeo, mi ha garantito che la cosa è di tale importanza che deve proseguire in tempi brevi. Ovviamente a giorni, insieme, presenteremo una richiesta al Commissario Straordinario Dott. Rosolino Greco. Di fatto, il personale del Comune di Gela che ha già partecipato al corso, usa tranquillamente il software open source in Ufficio, soprattutto per quanto riguarda OpenOffice e Firefox. Ma la cosa più bella è che a casa hanno installato Linux-Ubuntu e Gimp. Questo significa che piano piano trasmetteranno la loro passione e conoscenza anche agli altri e, quanto prima, installeremo Ubuntu in molti altri computer di quegli uffici.
 
I soldi risparmiati sono quelli del mancato acquisto di nuove licenze e relativi aggiornamenti. Ma in questa fase iniziale non è l'ammontare del risparmio a contare, quanto la diffusione dell'Open Source, all'interno dell'amministrazione e soprattutto all'interno delle abitazioni dei dipendenti. Questo significa, conseguentemente, perdita della dipendenza (assuefazione) al software commerciale. Tali conoscenze acquisite comporteranno il passaggio, in ambiente lavorativo,  senza traumi e senza problemi, oserei dire in maniera indolore.
 
Sicuramente tale modello è applicabile ad altre amministrazioni.

5) In tempi più recenti, pochi giorni fa, si è svolto a Gela il LinuxDay 2009, grazie alla tua collaborazione e al LUG (Linux User Group) di Gela. Esattamente cosa sono questi incontri? Com'è andata l'esperienza?

Il 24 ottobre 2009 ho organizzato il LinuxDay presso il mio Istituto. Il LUG di Gela non c'entra nulla ed io non ne faccio parte. La manifestazione non è, in alcun modo, legata ad attività di gruppi politici, religiosi o di qualunque altro tipo, che non perseguano le finalità della manifestazione stessa, ossia la diffusione del software libero. Quindi si tratta di incontri, in scala più o meno larga, che servono a fare conoscere agli altri il software libero e Open Source. 
 
Già l'anno scorso avevo organizzato, con successo, l'evento. Sono sempre delle belle esperienze e quest'anno abbiamo avuto la presenza di circa 500 persone. La cosa bella è stata la  partecipazione di molte personalità politiche. La cosa mi ha fatto molto piacere, infatti sono stati assunti impegni, pubblicamente, mirani all'introduzione dell'open source nella pubblica amministrazione. Giuseppe Di Dio, Presidente del Consiglio Comunale di Gela, ha garantito il suo totale appoggio. L'On. Miguel Donegani, Deputato all'Assembla Siciliana e Vice presidente della Commissione Rischi Ambientali, ha dato disponibilità completa a portare la cosa in Regione. Il Dott. Alfonso Cipolla, Consigliere della Provincia Regionale di Caltanissetta e capo gruppo, ha già predisposto una vibrante Mozione per l'Amministrazione della Provincia di Caltanissetta, avente per oggetto: “Intervento per chiedere  di promuovere Linux e il software libero adottato con successo dall’Istituto “ E.Majorana” di Gela presso tutti gli altri Istituti di competenza  e negli uffici della Provincia regionale di Caltanissetta”. Il Dott. Gianluca Cutrona, Assessore Sport Turismo Spettacolo, in rappresentanza del Comune di Niscemi, oltre la disponibilità, si sta già muovendo per la diffusione del software libero all'interno dell'Amministrazione del Comune di Niscemi.
 
Hanno tutti preso la parola dichiarando pubblicamente il loro fattivo impegno per la causa. Si tratta di persone sensibili al bene della collettività che hanno immediatamente capito come sia possibile risparmiare tantissimo denaro pubblico ed ottenere la completa libertà informatica. Infatti, la pubblica amministrazione  non può  essere succube di poche multinazionali del software. Questo in particolare oggi, visto ogni cosa funziona grazie al software, ad iniziare dal semplice ascensore.
 
Di certo, le personalità intervenute, sono rimaste molto coinvolte allorquando, nel mio intervento,  ho affermato che:

- L’amministrazione della Provincia Regionale di Bolzano (più piccola di quella di Caltanissetta), grazie all’adozione del software libero, da sola, risparmia oltre 1.000.000,00 di euro l’anno;

- la Camera dei Deputati ha adottato il Linux ha risparmiato oltre tre milioni di euro;

- la Corte dei Conti ha adottato il software libero con enormi risparmi;

- la nostra scuola, a parità di spesa, con un contratto già stipulato, è passata da 8 postazioni informatiche (sala computer) a ben 16 con la semplice utilizzazione del software libero, rinunciando al software commerciale.  
 
L'avere coinvolto tali personalità politiche si è quindi tradotto in sicuro successo per la penetrazione del software libero nella Pubblica Amministrazione.                  

6) Come vedi il futuro del movimento Open Source in generale, e per la nostra Isola?

L'Open Source è ormai troppo importante per l'intera comunità mondiale e di certo farà passi da gigante. Tutte le nazioni, sia sviluppate che in fase di sviluppo, stanno ormai migrando verso il software libero ed in special modo per quanto attiene la pubblica amministrazione. Solo l'Italia ancora resiste (forse siamo più ricchi di Germania, Francia, Russia, Inghilterra, Norvegia, Stati Uniti, ecc...?).
 
Ormai, per la Pubblica Amministrazione, le risorse finanziarie, anche in Sicilia, sono destinate a diminuire sempre più. Quindi è chiaro che l'enorme risparmio ottenibile con l'Open Source, unito alla ormai maturità dello stesso, che per qualità e caratteristiche, spesso è superiore all'omologo software commerciale, comporterà la sempre maggiore adozione del software libero sia da parte dei privati cittadini sia da parte della pubblica amministrazione. Come disse l'acqua, alla dura pietra: dammi tempo che ti sbuco...

7) Il movimento del software libero è ancora poco trattato dalla stampa tradizionale, risultando semi-sconosciuto alla massa, o una crescente connettività della stessa porterà inevitabilmente a una apertura a questi temi; sia pure per motivi di risparmio economico, soprattutto a livello istituzionale?
 
Com'è noto il potere penetrante della stampa e dei media è enorme. Se dessero maggiore spazio alla divulgazione e trattazione degli enormi vantaggi, in termini di risparmio e di libertà informatica, che il software Open Source potrebbe portare all'intera nazione, di certo, a trarne i vantaggi saremmo tutti noi. Ma dobbiamo essere anche noi a pungolare i giornalisti che poi, non sono insensibili alle cose serie. Certo il software libero non è una notizia sensazionale, ma sicuramente produttiva. Io, i media, li pungolo con una certa frequenza e debbo dire che rispondono.

Non si può dire certo che siano rimasti sordi al software libero. Ma, se a pungolare i media fossimo in molti, probabilmente l'eco sarebbe dilagante.
 
Scusate se mi sono prolungato oltre il dovuto, ma la passione per queste cose ha avuto il sopravvento. Nel congedarmi v'invito a provare subito l'Open Source. Cominciate con Firefox e con OpenOffice, non disturbano gli altri programmi simili eventualmente installati nel vostro computer. Basta scaricarli liberamente e gratuitamente (in piena legalità) da Internet e installarli con un semplice doppio click del mouse. Non spaventatevi sono semplicissimi da usare e molto simili agli altri.

Se gradite le videoguide,  potere pure scaricarle gratuitamente in versione DVD. Sono state adottate dai rispettivi siti ufficiali italiani. Se poi vi trovate bene guardate le videoguide su Gimp, utilissimo per ritoccare le vostre immagini in maniera professionale ed in ultimo, dopo che la passione non tarderà ad avvolgervi, provate con Linux-Ubuntu che ormai è diventato più semplice ed intuitivo degli altri sistemi operativi.
 
 
Ringrazio Antonio per la disponibilità scaturita dalla sua grande competenza. Per contattarlo basta inviargli una mail e non temete: l'etica di noi "smanettoni" Open Source quasi ci impone di rispondere appassionati ;)