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Quotidiano di Sicilia

Direttore Carlo Alberto Tregua
 
Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag It Chiede

Lug
19
2010
Un'intervista-chiacchierata con il nostro prof. Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana, baluardo della diffusione del software libero, sulla situazione attuale del FOSS (Free and Open Source Software). Uno spunto di riflessione prima di abbandonarsi al solleone.
 
1) Cosa ne pensi degli emendamenti radicali sul software libero portati per la Finanziaria?

Sicuramente è già qualcosa. Non sono un radicale, ma qualsiasi formazione politica agisca in favore della diffusione del software libero è da elogiare. Sarebbe stato meglio limitare l'uso del software proprietario ai soli casi di provata e motivata (motivazioni serie e valide)  indisponibilità di software libero in grado di sostituire quello proprietario. Insomma ridurre all'osso l'utilizzazione di software commerciale oneroso per la Pubblica Amministrazione.

2) Perchè secondo te non si riesce a far emergere un prodotto free e Open Source come OpenOffice rispetto a Microsoft Office, che richiede un dispendio notevole in termini di licenze?

I motivi sono tanti: disinformazione, incompetenza, poco rispetto per il denaro pubblico, mancanza del concetto di legalità, poca incentivazione. Se poi consideriamo il fatto che l'utilizzazione di software libero permette milioni di euro di risparmio ma non produce contratti da milioni di euro, allora, si capisce che qualche dirigente o qualche politico, magari digerisce poco la cosa. Ormai la cronaca è piena di casi che dimostrano quanto gli "interessi privati", frequentemente vengano posti sopra gli "interessi pubblici".

Di sicuro OpenOffice si utilizza alla stessa maniera del corrispondente commerciale, non comporta difficoltà maggiori, anzi, permette di leggere e salvare i file anche nel formato proprietario (oltre che nel formato aperto) e fornisce tutti i componenti che l'equivalente proprietario garantisce solo nella versione "Ultimate"  che costa € 778,00 - IVA esclusa. E dire che l'utente medio della Pubblica Amministrazione, usa la suite d'ufficio solo per scrivere qualche documento, ossia, quasi sempre, utilizza non più del 5% - 10% delle potenzialità.

3) Come vanno i progetti di diffusione del FOSS che stai portando avanti?

Debbo dire che le soddisfazioni non mancano. Ricevo centinaia di e-mail al giorno e almeno il 50% di ringraziamento per avere consentito alle persone di avvicinarsi al software libero. Quasi tutti parlano di disintossicazione dalla "dipendenza informatica", cui si erano assuefatti nel corso degli anni, solo perché non a conoscenza delle potenzialità del software libero. E dire che ho risolto tutto con delle videoguide che spiegano con semplicità ed immediatezza i concetti e l'utilizzazione del software.
 
Ho avuto testimonianza di migliaia di persone che sono passate al software libero (Ubuntu Linux, OpenOffice, ecc) senza traumi e senza rimpianti. Se da solo ho fatto tanto, figuriamoci cosa potrebbe fare la Pubblica Amministrazione se solo lo volesse. Sono pure pronto a mettere a disposizione, per loro, il mio lavoro.

Di fatto è già a disposizione di quanti hanno un collegamento Internet. Potrei anche realizzare dei DVD, con le videoguide, per essere distribuite agli uffici pubblici, alle scuole. Addirittura ho già pronto del materiale.
[continua]
Giu
15
2010
Nuova puntata per IT Chiede. Questa volta il nostro "Virgilinux" ha dovuto affrontare lo scarso interesse delle istituzioni in materia di software libero e conseguente risparmio. In tempo di crisi e in virtù di una martellante campagna mediatica per il rinnovamento della Pubblica Amministrazione, ci si aspetta una risposta da parte del ministero competente e del ministro Brunetta, che il prof. Cantaro sta ancora attendendo.
 
1) Premiamo i risultati, concorso fortemente voluto dal ministro Brunetta, ha premiato te e l'Istituto Majorana con un riconoscimento per l'impegno profuso a migliorare le performance, in questo caso tramite l'uso del software libero. Ma c'è un ma.. puoi spiegarlo brevemente?
 
Dopo avere fatto risparmiare all'Italia, in un solo anno e a costo zero, oltre 3.500.000 euro, con la diffusione del software libero, ci viene data la medaglietta. Ci aspettavamo qualcosa di più, non in termini economici ma in aiuto per la diffusione del software libero. Mi chiedo: ma l'Italia ha così tanti soldi da sprecare? La crisi è, forse, solo una favola?
 
Non dico una leggina di un solo articolo con la quale imporre alla pubblica amministrazione l'adozione del software libero (quasi tutte le nazioni del mondo stanno migrando verso tale tipo di software), ma almeno una circolare o una lettera di divulgazione a tutti gli enti pubblici.
 
Ossia diffondere la notizia che abbiamo messo a disposizione di tutti, delle semplici ed efficaci videoguide per facilitare al massimo il passaggio al software libero, per il definitivo abbandono del costoso software commerciale e per la liberazione dalla "dipendenza informatica". 
 
Che pensare? Forse che in questi momenti di crisi economica mondiale, l'Italia ha soldi da sprecare? Forse vogliamo continuare a sottostare agli umori delle multinazionale del software? Ma allora perché si chiedono sacrifici agli italiani, quando col passaggio al software libero si risparmierebbero cifre a nove zeri?  
 
Di certo l'Italia è il paese che più di tutti gli altri utilizza il software commerciale e mi chiedo: perchè? Di sicuro oggi il software libero è arrivato ad una maturità tale da non avere nulla da invidiare al software a pagamento! Io non voglio crederci ma ... diversi utenti del sito del Majorana mi hanno scritto: in Italia una cosa è offrire milioni di euro di risparmio e ben altra cosa è offrire contratti da milioni di euro. Sarà vero?
 
Se una piccola scuola da sola può fare tanto, figuriamoci cosa potrebbe fare un ministero se seguisse la stessa strada. Ma non credo interessi loro, hanno altro da fare. Quello di cui sono veramente sicuro è che non perderò più il mio tempo con concorsi di questo genere.
 
2) Passando alla Fase4 del progetto, ovvero la sua realizzazione, come si concretizzerà?
 
La Fase4 si è già concretizzata in data 31-12-2009, con la relazione finale. Nelle previsioni iniziali si leggeva:
 
"Il prodotto finale dell'intervento consiste nell'ottenimento della indipendenza informatica dalle multinazionali straniere del software sia per il sistema operativo, quanto per gli applicativi e non ultimo per i formati utilizzati."
 
3) Se dico bene, non è la prima volta che le istituzioni ti giocano un "brutto tiro" diciamo così..
 
Già avevo rifiutato un precedente premio a causa del comportamento non certo cristallino degli organizzatori: questa volta il concorso non era organizzato da ForumPA e quindi avevo partecipato. Illusione! La finale, ho notato, è stata gestita ancora una volta da ForumPA. Pazienza, altro tempo perso, purtroppo a discapito del mio lavoro dedicato alla diffusione del software libero.
[continua]
Mag
11
2010
Nuovo appuntamento per IT Chiede. Dopo esserci chiesti quale distribuzione Linux scegliere, questa volta abbiamo parlato della nuova release di Ubuntu, la distro più usata dall'utenza desktop. La parola (e il ruggito) al nostro "Virgilinux" e a Lucid Lynx.
 
1) Cosa cambia in generale con questa nuova release di Ubuntu? Che significa LTS?
 
Nella nuova versione, Ubuntu 10.04, la caratteristica che salta subito agli occhi è la velocità di apertura e di chiusura del sistema operativo. Siamo ormai vicini ai dieci secondi per l'apertura di Ubuntu e la chiusura è pressoché immediata. Inoltre troviamo nuovi temi e una nuova veste grafica più sofisticata ed elegante delle versioni precedenti. Anche il kernel 2.6.32 su cui si basa  è LTS.
 
LTS sta per long term support ossia supporto a lungo termine. In pratica la versione normale (desktop) sarà supportata per tre anni, mentre la versione server continuerà a essere aggiornata per ben 5 anni. Normalmente viene rilasciata una nuova versione di Ubuntu ogni sei mesi e le versioni non-LTS vengono supportate per 18 mesi. L'ultima LTS è stata Ubuntu 8.04.
 
Dopo avere chiarito il significato di LTS vorrei dirvi qualcosa sui  numeri che contraddistinguono la versione. Ogni versione di Ubuntu ha un numero di versione e un nome, di solito un animale immaginario. Per il numero basta sapere che la parte prima del punto è relativo all'anno del rilascio, mentre la parte dopo il punto si riferisce al mese. Ad esempio, 10.04 significa anno 2010 (10), mese di aprile (04) .
 
2) Perché dovrei aggiornare?
 
Di sicuro se abbiamo una precedente versione di Ubuntu che funziona benissimo potremmo anche fare a meno di aggiornare ogni sei mesi.  Ma nel caso di Lucid Lynx, forse è il caso di provarla e se tutto va bene (riconoscimento hardware), magari installarla. I motivi sono contenuti nella risposta precedente, ovvero per l'elevata velocità di lancio e perché si tratta di una LTS. Inoltre la 10.04 presenta le ultime versioni di OpenOffice e di Firefox (cosa che non sempre è avvenuta nel passato).
[continua]
Apr
08
2010
L'ultima volta, abbiamo parlato di Linux nelle PA e nelle PMI con il prof.Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Il tema centrale di questa nuova chiacchierata, è più esplicativo: quale distribuzione Linux scegliere? Ovvero, quale calza meglio alle proprie esigenze, che naturalmente cambiano da utente a utente. La parola quindi al nostro "Virgilinux".
 
1) Come mai Linux ha tante distribuzioni a differenza di Windows? 
 
Linux è un sistema operativo libero e gratuito di cui esistono molte versioni disponibili, che si chiamano "distro", ossia distribuzioni. Sarebbe più corretto parlare di GNU/Linux, in quanto, per essere più precisi, Linux rappresenta solo il cuore del sistema, ossia il Kernel (pensate al motore di un'automobile).
 
Se al Kernel aggiungiamo il software di sistema e gli applicativi, otteniamo le distro che si differenziano l'una dall'altra. Infatti, il motore è uguale  per tutte, o quasi (Kernel), ma ognuna utilizza una diversa carrozzeria, delle ruote differenti, tappezzeria personalizzata, ecc... (software di sistema, applicativi).
 
Siccome stiamo parlando di sofware libero, ognuno può creare una versione diLinux secondo le proprie esigenze, invece il codice sorgente di Windows è ermeticamente chiuso e segreto, quindi nessuno può toccarlo e/o intervenire su esso. Ecco perché di distribuzioni (distro) Linux ve ne sono tante e per tutti i gusti.
 
2)Quali sono le distribuzioni più diffuse?
 
La classifica proposta da distrowatch relativa agli ultimi sei mesi, almeno per pagine visitate, è questa (riporto le prime 10):
 
1.Ubuntu
2.Fedora  
3.Mint
4.openSUSE
5.Mandriva
6.Debian
7.PCLinuxOS
8.Sabayon
9.Arch
10.Puppy
 
Si evince che Ubuntu è la più gettonata.
[continua]
Mar
08
2010
Nella precedente intervista, abbiamo introdotto Linux con il nostro "Virgilinux", il prof.Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Il tema centrale di questa seconda chiacchierata, è invece un po' più specifico: ci si chiede che apporto può essere dato dall'Open Source alla Pubblica Amministrazione, cronicamente afflitta da sprechi; e alle Piccole e Medie Imprese, magari giovani, che hanno pochi fondi per iniziare.
 
 
1) Abbiamo compreso dalla puntata precedente che il software Open Source non si paga, è efficiente quanto se non più del software proprietario. Pensi che sia applicabile per una PA così anziana come la nostra e abituata a Windows? 
 
Software Open Source non significa necessariamente gratuito. Anzi se una persona è in grado di confezionare un software “su misura” per una azienda, può farselo pagare, pur partendo da un software gratuito, a condizione che “aperto” resti il software modificato e quindi utilizzabile da altri. Questo significa possibilità di lavoro.
 
Precisato tanto, possiamo affermare che quasi tutto il software libero e quello Open Source è, generalmente, anche gratuito. Credo non ci sia nessun problema a fare utilizzare il software gratuito alla Pubblica Amministrazione, ormai è ancor più intuitivo dei quello commerciale. Mia figlia ha un suo computer da quando aveva 3 anni. Ha installato sia Windows che Linux (Edubuntu). Nove volte su 10 entra con Edubuntu. Significa che lo trova più intuitivo. Basta pensare che in Windows XP per uscire bisogna prima fare click su Start e questo, se ci si pensa bene, è un controsenso che, per chi non è assuefatto a Windows, è una cosa illogica: Start per Uscire? Ma Start non significa Inizio, Avvio, Partire, …?
 
2) Proprio in virtù della sua gratuità, quando potrebbe risparmiare la nostra Regione se non spendesse in costose licenze software? Lo trovi un progetto realizzabile?
 
La provincia di Bolzano ha circa 500.000 abitanti e risparmia (solo per il pubblico) oltre 1.000.000 di euro l’anno. La Regione Sicilia ha circa 5.000.000 di abitanti, quindi, solo per il pubblico potrebbe risparmiare anche 10.000.000 di euro l’anno.  Se poi estendiamo anche ai privati ed alle aziende, ritengo che si potrebbero superare, tranquillamente,  60.000.000  – 70.000.000 di euro l’anno. A questo dovremmo aggiungere i computer che con Linux potrebbero rivivere invece di essere rottamati. Un computer che con Windows Vista è da buttare, con Linux diventa una macchina perfettamente funzionante e performante.
 
Il progetto è sicuramente realizzabile, ovviamente serve la volontà politica (almeno per la Pubblica Amministrazione). Purtroppo il politico “tipo” è molto più sensibile ai contratti da milioni di euro piuttosto che al risparmio di milioni di euro…
 
3) Spiegheresti ai lettori di cosa tratta l'esperimento della provincia di Bolzano, fatto in questo senso, che ti ha fatto scattare la molla per diffondere anche nel tuo Istituto il "virus" dell'Open Source?
 
Semplice, un ragazzo argentino, assunto nella Pubblica Amministrazione, ha iniziato a diffondere Linux e il software libero nei vari uffici pubblici e nella scuola. Anche se in quegli anno il software libero era molto indietro, rispetto ad oggi, per semplicità d’uso, la cosa con gli anni ha preso piede ed è diventata la norma. Oggi il software libero è semplice da usare quanto e più di quello commerciale quindi i problemi da affrontare sarebbero ancora meno.
 
Serve solo un gruppo di persone trainanti e la volontà politica. Basterebbe una semplice leggina di un solo articolo che imponesse l’uso del software libero alle Pubbliche Amministrazioni. 
[continua]
Feb
01
2010
Iniziamo per IT (Isola Telematica, che poi IT è anche la sigla di Information Technology non è un caso), un ciclo di interviste per introdurre i neofiti e i curiosi al mondo dell'Open Source e al software libero.  Il prof.Antonio Cantaro, che ci ha fatto già compagnia in questo spazio, sarà il "Virgilinux"  per chi si è perso nella selva oscura del closed-software. E per chi, proveniente dalla PA o dalle PMI, inizia a pensare di poter risparmiare qualcosina, senza perdere in produttività.
 
1) Antonio, inizio facendoti una domanda veramente molto basilare: cos'è Linux?

Linux (se vogliamo essere più precisi GNU-Linux) è un sistema operativo. Il sistema operativo è un insieme di programmi che servono a fare funzionare un computer, ossia gestisce il funzionamento di tutte le parti di un computer, dal microprocessore alla memoria alle periferiche (mouse, tastiera, video, stampante, ecc.). Senza il sistema operativo il computer sarebbe come un soprammobile.
 
I sistemi operativi più utilizzati sono Windows, Mac e Linux.  Ovviamente poi, dopo il sistema operativo, servono i programmi (software)  applicativi: videoscrittura, grafica, browser (per navigare in Internet), multimedia, giochi, ecc…

2) Perché esistono varie distribuzioni, come faccio a sapere qual è la più adatta per me?

Il sistema operativo GNU-Linux o Linux per gli amici, esiste in centinaia di versioni diverse chiamate distribuzioni o distro. Il motivo per cui esistono tante distribuzioni è semplice: ognuno può liberamente e legalmente creare una propria versione del sistema operativo.
 
Abbiamo detto che il sistema operativo è un insieme di programmi, ebbene Windows ha questi programmi chiusi e blindati, quindi nessuno vi può accedere per modificarli ed ogni cambiamento viene realizzato dalla Microsoft. Linux è un sistema open source, ovvero col codice sorgente aperto e quindi accessibile a tutti. Tanto significa che ognuno, se capace, può modificare e migliorare tale sistema operativo. Va da se che nel mondo vi sono tante persone che hanno la capacità di modificare il codice del sistema operativo e quindi ecco tante versioni magari create per ogni tipo di esigenza.
 
Per capire quale sia il “Linux” più adatto, basta leggere le note del produttore e capire cosa offre. Ma con un semplice ricerca in internet si hanno molte notizie e suggerimenti. Oggi la distribuzione più diffusa, supportata e semplice è Ubuntu.
 
Io stesso ho realizzato quattro versioni di Ubuntu Plus Remix. Si tratta di Ubuntu con molto software ed utilità aggiunte, ossia pronto all’uso per una utenza standard, senza bisogno di dovere installare altro. Anzi con gli effetti 3D già abilitati. Per maggiori dettagli su Linux è disponibile la pagina apposita sul sito dell'Istituto Majorana.

3) Davvero con Linux risparmierei soldi? Sai, voglio avviare un'attività ma spenderei un capitale in hardware e licenze.

Moltissime distribuzioni Linux vengono offerte gratuitamente, compreso Ubuntu e le mie versioni Plus. Quindi non serve spendere nulla per il sistema operativo. Avete visto, dal filmato del link precedente, come Ubuntu non abbia nulla da invidiare a nessuno, neppure per grafica. Ma il bello è che molto software è già presente in Linux (Ubuntu). Parliamo di software libero, open source e free.
 
In ogni caso con un click possiamo installare qualsiasi programma (pacchetti)  vogliamo con possibilità di scelta tra diverse migliaia di software. Basta un collegamento a Internet ed un click del mouse e Linux scarica il software, lo installa e lo sistema per categoria d’appartenenza nell’apposito menu. Ma non ci si ferma a questo, infatti, ogni volta che si aggiornerà il sistema, verranno, automaticamente, aggiornati tutti i programmi (pacchetti) installati. Pensate quanto tempo e fatica risparmiati. Questo è possibile in quanto il software non è commerciale e quindi non serve andare, per ogni programma, nel sito del produttore per cercare ed eventualmente pagare gli aggiornamenti. A questo punto il costo del software è nullo.
[continua]

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