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Direttore Carlo Alberto Tregua
 
Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag Open Source

Nov
21
2011
Chi segue IT da tempo, sa che in passato ho avuto il piacere di dialogare con il prof. Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela.
 
 Un dialogo sull'Open Source che si è dipanato in una serie di interviste molto apprezzate dagli utenti stessi di IT e del QdS, in virtù delle capacità divulgative di uno dei punti di riferimento per il FOSS (Free and Open Source Software) in Italia. Si, senza giri di parole si può tranquillamente dire: p-u-n-t-o d-i r-i-f-e-r-i-m-e-n-t-o. Da scandire bene, visto che una volta tanto, uno dei picchi di eccellenza di un settore avanzato lo abbiamo nell'Isola. 
 
Il problema è che rischiamo di dire "lo avevamo". Il fattaccio: a seguito della Riforma Gelmini, le scuole con meno di 500 alunni vanno accorpate ad altri istituti. Tutto per risparmiare, tutto condivisibile o meno.
 
Ora, l'Istituto Majorana di Gela ha circa 633 alunni. Quindi, il post si potrebbe chiudere qui, con un saluto all'amico Antonio con i migliori auguri per la sua attività di divulgazione Open Source.
 
Il problema è che il Presidente della Provincia di Caltanissetta (Giuseppe Federico) decide, in sede istituzionale, di smembrare proprio il Majorana contro il parere tecnico della Provincia e le stesse direttive che vengono da Roma.
 
La domanda è: perchè? Le risposte sono molteplici e sempre uguali.
 
Ma la vera questione è ora è salvare il Majorana che vedrebbe vanificato il lavoro del prof. Cantaro e di tutti quanti coloro che, da Gela, si sono fatti punto di riferimento (ripeto ancora) per l'Open Source in Italia.
 
Sul sito dell'Istituto c'è un post che spiega più nel dettaglio la  vicenda e si conclude con un appello per mandare una mail di protesta a Giuseppe Federico. 
 
Se siete interessati a salvare il lavoro finora fatto per l'Open Source...
 
Mandatela! 
Mar
28
2011
Chi segue Isola Telematica da un po' di tempo probabilmente è interessato, o si è appassionato nel frattanto (sarebbe motivo di orgoglio!) ai temi dell'ICT, dell'Open Source e in generale del Web in Sicilia. Il tono è sempre stato divulgativo, "entry level" per permettere anche a chi subisce il digital divide, i, non per colpa sua, di poter masticare le tematiche 2.0.
 
Ci si accorge però che la Sicilia non ha bisogno di "evangelist" o presunti tali in campo di Internet. Le menti, le idee, ci sono. Ne ho conosciute non poche grazie proprio al blog e chissà quante ancora intrecceranno il cammino in queste righe. Insomma, nonostante l'immobilismo generale e generalizzato, eppur si muove qualcosa.
 
Le istituzioni dovrebbero incoraggiare le "spedizioni" nella frontiera del futuro di questi pionieri, dato che in campo italiano (e siciliano in particolare) il Web è ancora come le distese dell'Ovest americano: ricche di opportunità. Incoraggiare, attenzione, e non incanalare.
 
Per una volta, si vogliano fare guidare da chi queste strade le batte come corridore dei boschi, e ha solo bisogno di un carro con le provviste (do you know venture capital?). Ma non a fondo perduto: le menti siciliane 2.0 sapranno ricompensare come prodi cercatori d'oro.
 
Mar
22
2011
Il Linux Meeting di Palermo si svolgerà il 26 e 27 marzo prossimi e tratterà l'applicazione del software libero nelle P.A., nella didattica e nel networking.
 
Il recente aggiornamento del CAD (Codice dell'Amministrazione Digitale) ha infatti rilanciato il tema dell'informatizzazione dei servizi, che in Sicilia, e in altre regioni d'Italia, potrebbe (e dovrebbe) coincidere con l'utilizzo di software Open Source come soluzioni IT ottimali.
 
Il Linux Meeting di Palermo si propone proprio di divulgare il FOSS (Free and Open Source Software) nella Pubblica Amministrazione, una soluzione estremamente performante oltre che vantaggiosa.
 
Sarà proprio nella mattinata di sabato 26 che si affronterà la questione, con dei talk alla presenza di cariche istituzionali che avranno modo di incontrare la comunità Open Source palermitana che proporrà soluzioni anche sula Sicurezza delle Informazioni e della gestione dei Servizi informatici. Nel pomeriggio invece, spazio al FOSS e alla didattica, i talk introdurranno il tema del "pinguino" in ambito formativo. 
 
Domenica 27 si aprirà la giornata con una Lan Party che metterà alla prova anche i gamers più smaliziati. Nel pomeriggio la sessione di networking vedrà i tecnici fare la parte del leone.
 
Il Linux Meeting di Palermo è un evento gratuito e aperto a tutti, organizzato dall'associazione Sputnix, il Linux User Group del capoluogo siciliano.
Feb
14
2011
Su Isola Telematica pubblicata di seguito la lettera aperta della Fabbrica di Nichi a Scicli. I "laboratori di idee" del leader pugliese sono sparsi su tutto il territorio nazionale e a Scicli, Modica, Siracusa è attivo il gruppo di Andrea Cannella, che già gli utenti di IT conoscono come una delle giovani e più attive figure per l'Open Source in Sicilia.
 
Andrea ha segnalato questo documento che parla dell'applicabilità del Software Libero nella P.A. e, in questo caso-studio, nel Comune siciliano di Scicli. Ne viene fuori un quadro interessante, che potrebbe essere utilizzato come riferimento per altre iniziative "Open":
 
 
Lettera aperta della Fabbrica di Nichi Scicli sul software libero.
 
L'incontro di Stallman con Nichi Vendola porta anche nelle Fabbriche di Nichi a ragionare sull'utilità e applicabilità del Software Libero nelle pubbliche amministrazioni. Noi come Fabbrica di Nichi di Scicli vogliamo analizzare il rapporto che il nostro Comune ha con il Software Libero.
 
Per fare due esempi, spulciando tra le delibere e le determine del Comune di Scicli saltano all'occhio 800 euro spesi per il rinnovo del software AntiVirus Trend Micro (determina n. 83 del 1.09.2010). Oltre che 400 euro per l'acquisto di una licenza di Windows 7 (determina n. 73 del 9.07.2010).
 
Perché il Comune di Scicli spende 800 euro per l'antivirus? (80 licenze, ndr) E soprattutto perché ne spende 400 per Windows 7? Il costo dell'antivirus può essere azzerato adottando soluzioni Open Source. Esistono diversi software Open che difendono il pc da virus.
 
Uno per tutti Clam AV. Clam è un antivirus open source multi piattaforma. Funziona cioé su qualsiasi sistema operativo. Basta scaricare la versione per il proprio sistema e si è protetti in real time azzerando la spesa della licenza. Si ha inoltre un software “libero”.
 
Passiamo all'acquisto di Windows 7. Esistono oggi sistemi operativi liberi che permetterebbero al Comune di Scicli di liberarsi dalle licenze. Comuni come ad esempio Firenze stanno già migrando a Sistemi Open Source.
 
Considerato il fatto che si suppone il Comune di Scicli abbia acquistato 1 licenza di Windows 7 per fare dei test per un imminente aggiornamento dei propri sistemi (la premessa della determina è: “ il Ced ha necessità di acquistare il sistema operativo Windows 7 Professional con possibilità di downgrade a windows xp professional da installare su di una macchina virtuale operante sui sistemi server dell’ Ente.” ), la Fabbrica di Nichi di Scicli vorrebbe conoscere quali sono le intenzioni del Comune di Scicli circa l'adozione di Software Libero.
 
Vorremmo inoltre avere dati più dettagliati circa l'uso dei pc presso ciascun dipartimento del Comune per poter effettuare uno studio di fattibilità per una potenziale migrazione al Software Libero.
 
Gen
17
2011
Giro una segnalazione del buon Andrea Cannella, l'esperto Open Source più a sud d'Italia, in quel di Modica, famoso agli utenti di IT per il Linux Day di ottobre scorso.
 
Andrea si è trovato nella situazione di dover aiutare uno studente nello studio di un modulo di "Trattamento testi e dati"  di un istituto tecnico commerciale. Teniamo presente sin da ora che nel programma ministeriale non si parla mai di dati programmi commerciali ma, ovviamente, di generiche applicazioni.
 
Il libro utilizzato si suddivide nei seguenti argomenti: Modulo 1: Concetti base - Modulo 2: Windows - Modulo 3: Internet - Modulo 4: Word - Modulo 5: PowerPoint - Modulo 6: Excel.

"Come puoi vedere il testo tratta gli stessi argomenti dell'ECDL. Il problema è che mentre per l'ECDL esiste oggi una versione Open, questo testo non presenta alternative. Mostra soltanto Windows XP e Vista. Nient'altro. Come se il mondo dei sistemi operativi fosse solo quello." sottolinea Andrea.
 
A scuola si dovrebbe diffondere e fare cultura e non spiegare come usare software proprietario, aggiunge, e concordo con lui.
 
E' pur vero che in ambito P.A. sono ancora diffusi i software commerciali, ma non dovrebbe essere così. Quantomeno, una panoramica più ampia sarebbe il minimo, proprio perché non mi risulta che i colossi dell'informatica facciano marchette alla scuola. E' quest'ultima a farla, pigramente adagiata su testi e programmi che ricalcano versione vecchie di progetti europei. Insomma, il contrario di quel che dovrebbe essere una buona istruzione.
 
E poi ci si stupisce se tutti gli "smanettoni" informatici sono autodidatti.
Ott
25
2010

Sabato scorso a Modica si è svolto il Linux Day 2010, la manifestazione nazionale dedicata alla divulgazione dell'Open Source. Il tema di quest'anno era "Linux a Scuola" e nella mattinata si è cercato di sensibilizzare i ragazzi dell'ITC Archimede di Modica, con una lezione tenuta dall'ottimo Sebastiano Merlino sui concetti generali del sistema del Pinguino e il Linux Game, un quiz sulle conoscenze dei ragazzi sul software libero.

Presente dal primo pomeriggio, ospite della mente-madre del progetto, Andrea Cannella, mi sono ritrovato nella splendida conrnice di Palazzo della Cultura a conversare con i presenti e i curiosi (che si sono visti tapezzare la cittadina di manifesti pinguineschi) di WiiLD, la Lavagna Multimediale Interattiva low cost realizzata grazie al Wiimote e alla creatività Open Source. E, nel nostro caso, tanta pazienza, dovuta a piccoli problemi tecnici che tuttavia non hanno impedito il regolare svolgimento del Barcamp. Ma d'altronde è il bello della diretta, come si suole dire.

Andrea Cannella e Piero Maltese hanno invece svelato TourUbuntu, un sistema operativo creato su misura per gli uffici turistici e spazio è stato dato a una dimostrazione pratica di installazione di Ubuntu su un PC. Quote rosa: fra un intervento e l'altro i presenti sono stati trasportati dalle note della pianista messinese Francesca Bisbano e l'intera giornata è stata moderata con simpatica professionalità da Ambra Bonaiuto, presidente di e-Ludo Lab.

Prezioso il contributo degli studenti di Informatica dell'Università di Catania: Gianni Puglisi, Michele Cataudella, Giovanni Adamo, Giovanni Cicero, Francesco Firullo e Andrea Di Bella.

La serata si è conclusa con la consegna della WiiLD al professor Occhipinti, in rappresentanza dell'ITC Archimede.

Cosa è nato da una bella (grazie ad Andrea e ai ragazzi, ndR) giornata all'insegna del software libero nel comune dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO? Un'interrogazione al consiglio comunale di Modica sull'utilizzo di software libero negli uffici comunali.

Ott
20
2010
Il pinguino vive al Polo Sud, lo sanno tutti. Ma che il 23 Ottobre emigri nel Sud d'Italia, e precisamente a Modica, forse lo sanno gli smanettoni cresciuti a pane e kernel del Linux Day.  Fra cui il sottoscritto.
 
Ma cos'è il Linux Day? Si tratta della manifestazione nazionale promossa e organizzata dai Linux User Group (LUG) di tutta Italia. E sabato prossimo, proprio a Modica avrà luogo l'evento, che fra tutti sarà il più a sud d'Italia, organizzato da Andrea Cannella. Il tema: Linux e la scuola.
 
Isola Telematica per l'occasione sbarcherà in una delle città dichiarate patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, e personalmente mi cimenterò con la WiiLD, la lavagna digitale Open Source per scopi didattici realizzabile a costo quasi zero.
 
In mattinata invece, ci sarà l'incontro con i ragazzi delle classi terze "Mercurio" dell'ITC Archimede mentre il Barcamp inizierà dalle 17. Durante la non-conferenza, WiiLD a parte che sarà donata all'istituto sopra citato, si potrà assistere a un'introduzione sull'installazione di Ubuntu e alla presentazione di TourUbuntu, una distro derivata rivolta agli uffici turistici, frutto del lavoro degli organizzato del Linux Day. La manifestazione chiuderà nella serata con un concerto di pianoforte dell'artista messinese Francesca Bisbano.
 
Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale dell'evento, ovviamente a ingresso Open.
 
Se vi capita di passare da Modica, sarà possibile scambiare quattro chiacchere sul FOSS e Linux ;)
Ott
18
2010
Il colosso mostra i muscoli. Microsoft attacca in un video la più valida alternativa al pacchetto Office, quell'OpenOffice che da quando è passato sotto la bandiera di Oracle, ha sofferto di un sorte incerta sfociata nel fork di LibreOffice sebbene attualmente entrambi i progetti vadano avanti.
 
In diciasette punti, il video virale diffuso da Redmond mostra i motivi per cui è preferibile il software proprietario al software libero: OpenOffice non è affidabile, richiede molte risorse, ha problemi di formattazione, è difficile riconvertire i propri dipendenti al sistema. Tutto condivisibile? A conti fatti non è che Microsoft Office sia una scheggia di programma né particolarmente più affidabile di OOo, e i problemi di formattazione si riscontrano più in un mondo a misura di .doc che di .odt (formato fra l'altro più leggero).
 
Riconvertire i dipendenti poi. In assenza di una vera e propria formazione (come nel caso siciliano) basterebbe già iniziarli questi corsi e sul software libero. Si consideri poi, che le differenze fra la distribuzione principe per l'ufficio e la sua alternativa FOSS, cambia ben poco.
 
Forse Microsoft tenta di rilanciare le quotazioni del suo prodotto, a personale avviso non valuta OpenOffice per quel che è, ovvero un'alternativa, almeno al momento. Non guardandosi dal cloud computing , ovvero non una semplice ulteriore scelta alla propria suite, ma una maniera nuova di pensare il lavoro da terminale.
 
Tutti concetti che in divenire potrebbero giovare tantissimo alla P.A. siciliana. Un segnale intanto si è provato a mandarlo.
Ott
11
2010
Le Pubbliche Amministrazioni (comuni, province, regioni, istituti scolastici) spendono ogni anno una vagonata di denaro pubblico in licenze per software proprietario.
 
Ora, appurando che andrebbero fatti dei corsi di alfabetizzazione informatica per buona parte dei dipedenti statali, specie i meno avvezzi alla tecnologia, perchè non passare al FOSS (Free Open Source Software)? Ce lo siamo chiesti con il prof.Cantaro in passato su queste pagine e lo scenario era e rimane desolante. Può costare tanto la riconversione software? O costano di più le licenze dei soliti prodotti?
 
Per questo, su Isola Telematica  la parola d'ordine è "Libera le Istituzioni". Chiedendo alla Pubblica Amministrazione più vicina quanto spende per le licenze software e se ha approntato corsi di formazione. Magari potranno dire che dati così precisi non li possono rilasciare (sebbene ci si batte anche per la trasparenza delle istituzioni) o ancora peggio non li hanno, ma di certo dovranno fornire come minimo un parco macchine in dotazione. E da lì si potrà fare quantomeno una stima.
 
Come agire? Ecco una bozza, un'idea iniziale della possibile richiesta da fare alla P.A, che è possibile modificare:
 
BOZZA DI INTERROGAZIONE

    Considerato che:
  • le amministrazioni locali hanno la necessita' di di aggiornare i sistemi informatici e telematici, così come di formare il personale riguardo i software attualmente in uso o su quelli che saranno adottati;
  • diverse amministrazioni pubbliche in Italia hanno iniziato una migrazione verso software libero tra cui i comuni di Firenze e Lodi, la provincia autonoma di Bolzano (con un risparmio sulle licenze di oltre 1 milione di euro), nonché diverse regioni, enti come l'Istat o singoli istituti scolastici;
  • il passaggio verso software libero può portare vantaggi economici legati all'abbattimento dei costi delle licenze;
  • sono evidenziati da più parti rischi in termini di sicurezza cibernetica e di privacy di alcuni software proprietari molto diffusi;
  • l'adozione di nuove tecnologie, ormai affermate da anni, di comunicazione basate sulla Rete (VOIP-Voice Over IP) possono contribuire ad abbattere le spese di telefonia dell'amministrazione, e fare in modo che la P.A. possa essere contattato attraverso telefonate gratuite.
 
    Premesso tutto ciò, si chiede al ….....:
  • di poter conoscere l'esito delle iniziative di migrazione verso software libero attuate dal...;
  • di poter conoscere la dotazione informatica del....;
  • nel caso non siano disponibili tali dati, di poter effettuare una ricerca sul costo sul costo per le licenze di software proprietario suddivisa per tipologia (ad esempio: antivirus, sistema operativo, suite da ufficio, ecc.);
  • di poter effettuare uno studio sull'attuabilità economica dell'annunciata migrazione verso software libero;
  • di poter conoscere a quanto ammontano le spese per le utenze telefoniche verso numeri fissi e cellulari affrontate annualmente dal...;
  • se sia prevista la possibilità di una progressiva migrazione verso sistemi di telefonia VOIP.
 
Su IT avranno spazio tutte le vostre testimonianze, sentitevi liberi di esprimervi nei commenti. E fate girare.
Set
27
2010
ViVo Portable USB, giunto alla sua quarta versione, è una suite che rende parlante il PC e risulta indispensabile per tutte quelle persone con problemi di vista, non vedenti o che per qualsivoglia motivo hanno bisogno di un sistema che legga ciò che passi su schermo. Progetto in cui si sono uniti gli sforzi del nostro prof. Antonio Cantaro con Silvio Affaticati (Ylvo Company), una collaborazione che dall'Istituto Majorana di Gela ha ricevuto consensi in ambito internazionale (Softonic).
 
Ma in pratica cos'è ViVo Portable USB? Si tratta di una suite di programmi che non necessitano di alcuna installazione, essendo quindi utilizzabili da qualsiasi penna USB e trasportabili su ogni PC (casalingo, scolastico..), che sono stati ricompilati interamente per permetterne l'uso alle persone ipovedenti tramite icone molto grandi e voci automatiche che rendono possibile l'utilizzo di molti dei programmi e delle funzioni altrimenti inaccessibili a chi viene negata, a causa di problemi visivi, l'opportunità di utilizzare appieno uno strumento ormai centrale della nostra società dell'informazione come il computer.
 
Fra le funzioni ricompilate in ViVo Portable USB:
 
  • Navigare con una versione di Firefox avente caratteri ingranditi;
  • avere una lente d’ingrandimento per lo schermo (configurabile);
  • suite OpenOffice, con caratteri di grande dimensione;
  • comandi da tastiera, con l'ausilio dello screen reader;
  • usare lo scanner per acquisire libri e documenti;
  • accedere direttamente al disco principale;
  • accedere al software di messaggistica;
  • creare o convertire musica in MP3;
  • creare testi, tabelle e presentazioni;
  • far leggere al Computer interi testi;
  • gestire la posta elettronica;
  • attivare la lettura dello schermo;
  • aprire la tastiera a schermo;
  • masterizzazione CD e DVD;
  • giochi e passatempo;
  • aprire la sintesi vocale;
  • scegliere un cursore ingrandito;
  • consultare un Glossario di Informatica;
  • Ingrandire un'area o tutto lo schermo; 
  • focalizzare particolari zone del monitor;
  • evidenziare frasi e parole con diversi colori;
  • gestire facilmente gli strumenti di Windows.
Grazie all'impegno del prof.Cantaro e di Silvio Affaticati nel realizzare questa suite in modo completamente gratuito e Open Source, proprio tutti finalmente possono avere il mondo a portate di click.
 
Questa quarta versione si fregia di quattro release, Standard (da installare) e Portable (caricabile da penna USB), sia in italiano che in inglese.
 
Sulla pagina del progetto, è possibile inoltre studiare le Istruzioni per l'uso, sebbene la suite sia molto intuitiva.
Set
02
2010
Vi dicono niente Elephants Dream e Big Buck Bunny? Sono due cortometraggi famosi per essere stati realizzati interamente con programmi Open Source (nello specifico con Blender, software per il 3D). Ma c'è anche The Gimp , alternativa aperta e gratuita ai più famosi e costosi programmi di fotoritocco.
 
Ora, le potenzialità mostrate da questi progetti, spesso realizzate da appassionati, grafici, creativi, informatici sono tutte improtate alla diffuse della filosofia Open. Mostrando una qualità degna degli studi di animazione di Hollywood e dintorni. L'idea è questa: anche se i chilometri che separano la Sicilia dagli Usa sono migliaia, perché non provare a far nascere un qualcosa di simile ai progetti sopra citati? Le potenzialità certo non mancano, la sensibilità al mondo dell'Open Source nemmeno.
 
Il soggetto? Una terra così ricca di storia offre tanti spunti, la cultura pop altrettanti. Miscelati con un po' di competenza ne verrebbe fuori un prodotto doppiamente benefico: per il movimento Open e per i creativi dell'Isola. Mica male.
Ago
23
2010
Il titolo del post non è un annuncio di lavoro fuori di testa partorito da un Lord Oscuro, ma un modo diciamo "originale" per cercare anche nella nostra Isola delle iniziative come il Progetto Nuova Vita, citato nei giorni scorsi anche su XY2, blog a sfondo tecnologico del Corriere della Sera. Un progetto che mira al recupero dei vecchi pc installandogli programmi Open Source e regalandoli a comunità, anziani o scuole. Resuscitare i computer che altrimenti finirebbero a prendere polvere in cantina.
 
Riuscendo così al tempo stesso ad adempiere a due nobili obiettivi: ridurre il gap tecnologico e aiutare l'ambiente. Si, perchè la corsa tecnologica, seppur emozionante, coinvolgente, very addicted lascia dietro di sè troppi apparecchi dati per morti, quando invece sono perfettamente funzionanti.
 
Recuperare vecchi pc installandogli software libero per poi donarli è un gesto nobile. La versione telematica del dare la canna da pesca all'affamato, piuttosto che il pesce, così che impari a sfamarsi da sè. E scusate se è poco.
 
 
Mag
11
2010
Nuovo appuntamento per IT Chiede. Dopo esserci chiesti quale distribuzione Linux scegliere, questa volta abbiamo parlato della nuova release di Ubuntu, la distro più usata dall'utenza desktop. La parola (e il ruggito) al nostro "Virgilinux" e a Lucid Lynx.
 
1) Cosa cambia in generale con questa nuova release di Ubuntu? Che significa LTS?
 
Nella nuova versione, Ubuntu 10.04, la caratteristica che salta subito agli occhi è la velocità di apertura e di chiusura del sistema operativo. Siamo ormai vicini ai dieci secondi per l'apertura di Ubuntu e la chiusura è pressoché immediata. Inoltre troviamo nuovi temi e una nuova veste grafica più sofisticata ed elegante delle versioni precedenti. Anche il kernel 2.6.32 su cui si basa  è LTS.
 
LTS sta per long term support ossia supporto a lungo termine. In pratica la versione normale (desktop) sarà supportata per tre anni, mentre la versione server continuerà a essere aggiornata per ben 5 anni. Normalmente viene rilasciata una nuova versione di Ubuntu ogni sei mesi e le versioni non-LTS vengono supportate per 18 mesi. L'ultima LTS è stata Ubuntu 8.04.
 
Dopo avere chiarito il significato di LTS vorrei dirvi qualcosa sui  numeri che contraddistinguono la versione. Ogni versione di Ubuntu ha un numero di versione e un nome, di solito un animale immaginario. Per il numero basta sapere che la parte prima del punto è relativo all'anno del rilascio, mentre la parte dopo il punto si riferisce al mese. Ad esempio, 10.04 significa anno 2010 (10), mese di aprile (04) .
 
2) Perché dovrei aggiornare?
 
Di sicuro se abbiamo una precedente versione di Ubuntu che funziona benissimo potremmo anche fare a meno di aggiornare ogni sei mesi.  Ma nel caso di Lucid Lynx, forse è il caso di provarla e se tutto va bene (riconoscimento hardware), magari installarla. I motivi sono contenuti nella risposta precedente, ovvero per l'elevata velocità di lancio e perché si tratta di una LTS. Inoltre la 10.04 presenta le ultime versioni di OpenOffice e di Firefox (cosa che non sempre è avvenuta nel passato).
[continua]
Apr
08
2010
L'ultima volta, abbiamo parlato di Linux nelle PA e nelle PMI con il prof.Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Il tema centrale di questa nuova chiacchierata, è più esplicativo: quale distribuzione Linux scegliere? Ovvero, quale calza meglio alle proprie esigenze, che naturalmente cambiano da utente a utente. La parola quindi al nostro "Virgilinux".
 
1) Come mai Linux ha tante distribuzioni a differenza di Windows? 
 
Linux è un sistema operativo libero e gratuito di cui esistono molte versioni disponibili, che si chiamano "distro", ossia distribuzioni. Sarebbe più corretto parlare di GNU/Linux, in quanto, per essere più precisi, Linux rappresenta solo il cuore del sistema, ossia il Kernel (pensate al motore di un'automobile).
 
Se al Kernel aggiungiamo il software di sistema e gli applicativi, otteniamo le distro che si differenziano l'una dall'altra. Infatti, il motore è uguale  per tutte, o quasi (Kernel), ma ognuna utilizza una diversa carrozzeria, delle ruote differenti, tappezzeria personalizzata, ecc... (software di sistema, applicativi).
 
Siccome stiamo parlando di sofware libero, ognuno può creare una versione diLinux secondo le proprie esigenze, invece il codice sorgente di Windows è ermeticamente chiuso e segreto, quindi nessuno può toccarlo e/o intervenire su esso. Ecco perché di distribuzioni (distro) Linux ve ne sono tante e per tutti i gusti.
 
2)Quali sono le distribuzioni più diffuse?
 
La classifica proposta da distrowatch relativa agli ultimi sei mesi, almeno per pagine visitate, è questa (riporto le prime 10):
 
1.Ubuntu
2.Fedora  
3.Mint
4.openSUSE
5.Mandriva
6.Debian
7.PCLinuxOS
8.Sabayon
9.Arch
10.Puppy
 
Si evince che Ubuntu è la più gettonata.
[continua]
Mar
08
2010
Nella precedente intervista, abbiamo introdotto Linux con il nostro "Virgilinux", il prof.Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Il tema centrale di questa seconda chiacchierata, è invece un po' più specifico: ci si chiede che apporto può essere dato dall'Open Source alla Pubblica Amministrazione, cronicamente afflitta da sprechi; e alle Piccole e Medie Imprese, magari giovani, che hanno pochi fondi per iniziare.
 
 
1) Abbiamo compreso dalla puntata precedente che il software Open Source non si paga, è efficiente quanto se non più del software proprietario. Pensi che sia applicabile per una PA così anziana come la nostra e abituata a Windows? 
 
Software Open Source non significa necessariamente gratuito. Anzi se una persona è in grado di confezionare un software “su misura” per una azienda, può farselo pagare, pur partendo da un software gratuito, a condizione che “aperto” resti il software modificato e quindi utilizzabile da altri. Questo significa possibilità di lavoro.
 
Precisato tanto, possiamo affermare che quasi tutto il software libero e quello Open Source è, generalmente, anche gratuito. Credo non ci sia nessun problema a fare utilizzare il software gratuito alla Pubblica Amministrazione, ormai è ancor più intuitivo dei quello commerciale. Mia figlia ha un suo computer da quando aveva 3 anni. Ha installato sia Windows che Linux (Edubuntu). Nove volte su 10 entra con Edubuntu. Significa che lo trova più intuitivo. Basta pensare che in Windows XP per uscire bisogna prima fare click su Start e questo, se ci si pensa bene, è un controsenso che, per chi non è assuefatto a Windows, è una cosa illogica: Start per Uscire? Ma Start non significa Inizio, Avvio, Partire, …?
 
2) Proprio in virtù della sua gratuità, quando potrebbe risparmiare la nostra Regione se non spendesse in costose licenze software? Lo trovi un progetto realizzabile?
 
La provincia di Bolzano ha circa 500.000 abitanti e risparmia (solo per il pubblico) oltre 1.000.000 di euro l’anno. La Regione Sicilia ha circa 5.000.000 di abitanti, quindi, solo per il pubblico potrebbe risparmiare anche 10.000.000 di euro l’anno.  Se poi estendiamo anche ai privati ed alle aziende, ritengo che si potrebbero superare, tranquillamente,  60.000.000  – 70.000.000 di euro l’anno. A questo dovremmo aggiungere i computer che con Linux potrebbero rivivere invece di essere rottamati. Un computer che con Windows Vista è da buttare, con Linux diventa una macchina perfettamente funzionante e performante.
 
Il progetto è sicuramente realizzabile, ovviamente serve la volontà politica (almeno per la Pubblica Amministrazione). Purtroppo il politico “tipo” è molto più sensibile ai contratti da milioni di euro piuttosto che al risparmio di milioni di euro…
 
3) Spiegheresti ai lettori di cosa tratta l'esperimento della provincia di Bolzano, fatto in questo senso, che ti ha fatto scattare la molla per diffondere anche nel tuo Istituto il "virus" dell'Open Source?
 
Semplice, un ragazzo argentino, assunto nella Pubblica Amministrazione, ha iniziato a diffondere Linux e il software libero nei vari uffici pubblici e nella scuola. Anche se in quegli anno il software libero era molto indietro, rispetto ad oggi, per semplicità d’uso, la cosa con gli anni ha preso piede ed è diventata la norma. Oggi il software libero è semplice da usare quanto e più di quello commerciale quindi i problemi da affrontare sarebbero ancora meno.
 
Serve solo un gruppo di persone trainanti e la volontà politica. Basterebbe una semplice leggina di un solo articolo che imponesse l’uso del software libero alle Pubbliche Amministrazioni. 
[continua]
Mar
02
2010
Si è avuta occasione, a più riprese, di parlare in questo spazio di Open Source, software libero, che necessariamente fa rima con Linux: il sistema operativo totalmente free, inteso sia in termini di libertà che di gratuità.
 
Come i lettori di Isola Telematica sapranno, esistono varie distribuzioni, ognuna fatta su misura per un dato target di utenza. Dal nonno appassionato di nuove tecnologie alle grandi industrie. Ora, l'idea era la seguente, senza nulla togliere alle altre distribuzioni e soprattutto senza arrogarsi la volontà di chiamarla una distribuzione propriamente detta. E se anche qui su Isola Telematica, potesse essere disponibile una... chiamiamola con il suo nome, "ottimizzazione" della più nota distro Linux attualmente in circolazione, Ubuntu?
 
Un ulteriore bagno di umiltà: non si intende certo competere (termine fra l'altro sconosciuto al mondo Open Source, dove viene sostituito dalla collaborazione) con progetti come quello dell'amico e professore Antonio Cantaro, con la sua Ubuntu Plus Remix
 
L'idea e l'intento di fondo sono quelli di riuscire a sistemare una Linux Ubuntu per le redazioni, per i blogger. Insomma, come personalmente ho configurato la mia distro Ubuntu. Per caratterizzarla mi sono divertito anche a trovargli un nome e un logo. I dettagli e il perché di questa scelta, li rimando prossimamente, quando sarà pronta una piccola versione di prova.
Feb
01
2010
Iniziamo per IT (Isola Telematica, che poi IT è anche la sigla di Information Technology non è un caso), un ciclo di interviste per introdurre i neofiti e i curiosi al mondo dell'Open Source e al software libero.  Il prof.Antonio Cantaro, che ci ha fatto già compagnia in questo spazio, sarà il "Virgilinux"  per chi si è perso nella selva oscura del closed-software. E per chi, proveniente dalla PA o dalle PMI, inizia a pensare di poter risparmiare qualcosina, senza perdere in produttività.
 
1) Antonio, inizio facendoti una domanda veramente molto basilare: cos'è Linux?

Linux (se vogliamo essere più precisi GNU-Linux) è un sistema operativo. Il sistema operativo è un insieme di programmi che servono a fare funzionare un computer, ossia gestisce il funzionamento di tutte le parti di un computer, dal microprocessore alla memoria alle periferiche (mouse, tastiera, video, stampante, ecc.). Senza il sistema operativo il computer sarebbe come un soprammobile.
 
I sistemi operativi più utilizzati sono Windows, Mac e Linux.  Ovviamente poi, dopo il sistema operativo, servono i programmi (software)  applicativi: videoscrittura, grafica, browser (per navigare in Internet), multimedia, giochi, ecc…

2) Perché esistono varie distribuzioni, come faccio a sapere qual è la più adatta per me?

Il sistema operativo GNU-Linux o Linux per gli amici, esiste in centinaia di versioni diverse chiamate distribuzioni o distro. Il motivo per cui esistono tante distribuzioni è semplice: ognuno può liberamente e legalmente creare una propria versione del sistema operativo.
 
Abbiamo detto che il sistema operativo è un insieme di programmi, ebbene Windows ha questi programmi chiusi e blindati, quindi nessuno vi può accedere per modificarli ed ogni cambiamento viene realizzato dalla Microsoft. Linux è un sistema open source, ovvero col codice sorgente aperto e quindi accessibile a tutti. Tanto significa che ognuno, se capace, può modificare e migliorare tale sistema operativo. Va da se che nel mondo vi sono tante persone che hanno la capacità di modificare il codice del sistema operativo e quindi ecco tante versioni magari create per ogni tipo di esigenza.
 
Per capire quale sia il “Linux” più adatto, basta leggere le note del produttore e capire cosa offre. Ma con un semplice ricerca in internet si hanno molte notizie e suggerimenti. Oggi la distribuzione più diffusa, supportata e semplice è Ubuntu.
 
Io stesso ho realizzato quattro versioni di Ubuntu Plus Remix. Si tratta di Ubuntu con molto software ed utilità aggiunte, ossia pronto all’uso per una utenza standard, senza bisogno di dovere installare altro. Anzi con gli effetti 3D già abilitati. Per maggiori dettagli su Linux è disponibile la pagina apposita sul sito dell'Istituto Majorana.

3) Davvero con Linux risparmierei soldi? Sai, voglio avviare un'attività ma spenderei un capitale in hardware e licenze.

Moltissime distribuzioni Linux vengono offerte gratuitamente, compreso Ubuntu e le mie versioni Plus. Quindi non serve spendere nulla per il sistema operativo. Avete visto, dal filmato del link precedente, come Ubuntu non abbia nulla da invidiare a nessuno, neppure per grafica. Ma il bello è che molto software è già presente in Linux (Ubuntu). Parliamo di software libero, open source e free.
 
In ogni caso con un click possiamo installare qualsiasi programma (pacchetti)  vogliamo con possibilità di scelta tra diverse migliaia di software. Basta un collegamento a Internet ed un click del mouse e Linux scarica il software, lo installa e lo sistema per categoria d’appartenenza nell’apposito menu. Ma non ci si ferma a questo, infatti, ogni volta che si aggiornerà il sistema, verranno, automaticamente, aggiornati tutti i programmi (pacchetti) installati. Pensate quanto tempo e fatica risparmiati. Questo è possibile in quanto il software non è commerciale e quindi non serve andare, per ogni programma, nel sito del produttore per cercare ed eventualmente pagare gli aggiornamenti. A questo punto il costo del software è nullo.
[continua]
Nov
09
2009
Da bravo "smanettone" dei sistemi Open Source, non di rado mi capita di cercare sul Web delle guide per riparare i "danni" dellaLogo dell'Istituto Majorana lotta quotidiana sul terminale dei comandi. Se masticate Linux vi sarà capitato di incrociare una delle video-guide realizzate dal Prof.Ing. Antonio Cantaro, dell'Istituto Majorana di Gela.
Il nostro è, a mio avviso, una delle figure di spicco in Sicilia per quanto riguarda la diffusione del software libero, sia lato-consumer che lato-business: immaginatevi che risparmio di denaro nelle Istituzioni senza dover spendere in licenze! Ma, non pago dell'attività "teorica", il Prof.Ing. ha ben deciso di partire da Ubuntu, una delle migliori distribuzioni Linux, per renderla... Plus Remix.
Gli ho posto alcune domande, alle quali ha risposto in modo molto esauriente: se volete farvi un'idea di ciò che scrivo già da qualche riga, non resta che continuare la lettura.
 
1) Cos'è il software Open Source esattamente e perché esistono tante versioni del S.O. Linux?

Open Source significa codice sorgente aperto. Non voglio puntualizzare  le differenze col Software Libero, diciamo che in linea di larga massima sono molto simili. La differenza è invece enorme col software proprietario chiuso.
 
Supponiamo di parlare di un amaro molto pubblicizzato: ovviamente la ricetta è segreta e nessuno può modificarla. Se invece l'amaro è quello che faceva la nonna e la ricetta è nota a tutti ed anzi è liberamente visibile, allora le cose cambiano.
Io posso leggere la ricetta della nonna, fare delle prove, modificarla, migliorarla, adattarla al mio gusto e poi realizzare, legalmente, il mio amaro sulla base della ricetta della nonna. Non posso, però, rendere segreta la mia ricetta perché sono partito da una ricetta aperta. Molto probabilmente riuscirò a creare un amaro più buono di quello commerciale "con ricetta segreta".
Anzi, siccome siamo in moltissimi (nel mondo) a potere sperimentare nuovi aggiustamenti e migliorie alla ricetta della nonna, di sicuro l'amaro, man mano e di mano in mano, risulterà sempre più buono ed apprezzato da tutti. Infatti le modifiche non riuscite verranno abbandonate, mentre quelle riuscite verranno adottate da tutti e sempre più migliorate.
 
Ovviante nel caso del software la ricetta è il codice del programma molto complesso e sofisticato. Però, il concetto non cambia.
 
Un'azienda, per quanto grande ha un certo numero di esperti. Nel mondo le persone competenti che possono dedicarsi a migliorare un programma, potendone conosce il codice, sono in numero enormemente maggiore. Ecco allora che il software Open Source è continuamente migliorato da tantissime persone nel mondo in quanto, così come è nato, deve sempre restare aperto ed accessibile a tutti. Questo spiega anche il fatto del perchè si possono trovare tante distribuzioni di Linux, ognuno crea il proprio amaro personalizzato.

2) Sei a capo del progetto Ubuntu Plus Remix, giunto alla terza versione, una distro tutta siciliana che da lustro al software libero nella nostra Isola. Esattamente quale differenze vi sono con il prodotto Canonical?

Che parolone: progetto Ubuntu Plus Remix. Le cose sono molto più a misura d'uomo (piccoline). Diciamo che mi diletto a realizzare delle distro (che io chiamerei "distribuzioni") che rendono la vita più facile agli utenti non esperti. Mi limito solamente ad integrare una distribuzione Linux ufficiale, che è Ubuntu, in modo da renderla molto più completa dell'originale ed immediatamente utilizzabile dagli utenti nella migliore delle maniere. In pratica la arricchisco con software aggiornatissimo e largamente utilizzato.
 
La rendo completamente e immediatamente italiana,  più gradevole nell'aspetto e facilito la connessione ad internet  con delle utilità. Inoltre arricchisco Firefox con molti plug-in e OpenOffice. In ultimo rendo attivi gli effetti 3D che essendo spettacolari colpiscono immediatamente le persone accendendo in loro il desiderio di provare Linux.

Tutto quanto faccio può farlo qualsiasi utente che conosca discretamente Ubuntu. Però le mie distribuzioni hanno tanto successo sia tra gli esperti che tra le persone alle prime armi. Gli esperti le trovano utili perché hanno già tutto pronto e non debbono perdere delle ore per la personalizzazione. Gli utenti alle prime armi non sarebbero capaci e trovano tutto già pronto. Ma per quanti sono più interessati a capire meglio Linux,  oltre che il DVD già pronto, realizzo pure la "Plus fai da te", ossia una guida per crearsi la versione Plus, da soli,  grazie alle dettagliate indicazioni.

Da pochi giorni è uscita la nuova Ubuntu 9.10 e sto realizzando, su questa,  la Plus4.

3) Sul Web non si contano i portali in cui sono presenti le guide Linux realizzate dall'Istituto Majorana. Al di là dell'enorme successo telematico, a che punto siamo in Sicilia nella diffusione dell'Open Source?

In effetti le pagine Web esterne che linkano nostre pagine sono circa 40.000. Il successo delle videoguide da me realizzate è dovuto al fatto che sono semplici ed immediate. Un buon video vale più di cento ottime guide testuali. Tanto è quanto mi dicono i visitatori. Ma parliamo della nostra terra. Non credo che in Sicilia la diffusione del software libero sia a buon punto. Posso dire solamente che i miei alunni utilizzano il software libero ed Ubuntu in particolare.
 
L'anno scorso è arrivato un tecnico di laboratorio (informatico) che appena arrivato conosceva solamente Windows. Quest'anno è stato trasferito a Caltanissetta. Mi ha telefonato dicendomi che nella nuova scuola sconoscevano Linux. Adesso, lui, ha installato Ubuntu nei laboratori di quella scuola e sono soddisfatti. Quindi ho iniziato ad esportare conoscenza linuxiana.
 
Un aneddoto: anche in sala docenti installai Linux. Il giorno successivo alcuni colleghi si lamentarono col Dirigente Scolastico, dicendo che con Windows si trovavano meglio. Sapete cosa ho feci? Inserii nel desktop (scrivania) del computer una scritta a caratteri cubitali, lampeggianti e dai colori sfavillanti, che recitava: "NON PUOI FARE A MENO DI WINDOWS ED OFFICE? ALLORA COMPRATELI! CON METÀ STIPENDIO, FORSE, RISOLVI".
 
Da allora cessarono le lamentele. Adesso i colleghi, in sala docenti, usano tranquillamente Linux-Ubuntu, OpenOffice, Firefox, ecc...  Ormai molti colleghi mi scrivono da tante scuole d'Italia e anche da scuole siciliane dicendo che grazie alle videoguide stanno iniziando ad adottare il software libero e Linux. Tanto, ovviamente vale anche per i privati. Sono, quindi, convinto che, per quanto non ben messi, le cose stiano progressivamente e velocemente migliorando. Man mano che si accendono dei focolai, questi divengono origine di ulteriore diffusione. 

4) Circa un anno fa, l'Istituto Majorana e il comune di Gela hanno stipulato un
protocollo di intesa per l'adozione del software libero. Esattamente di cosa si tratta e quanti soldi sono stati risparmiati con questo passaggio? Dopo un anno, quale bilancio si può trarre? E' un modello applicabile ad altre amministrazioni?

Si tratta di una cosa molto semplice, ecco la storia. L'Arch. Emanuele Tuccio, Capo Area Tecnica del Comune di Gela, mi chiedeva se era possibile introdurre il software libero all'interno degli Uffici del Comune di Gela. Ovviamente davo la mia piena disponibilità. In via sperimentale, si organizzò un corso per 15 dipendenti dei Lavori Pubblici e della Manutenzione.
 
Le richieste di partecipazioni furono enormemente maggiori rispetto alla disponibilità. Il Dirigente Scolastico Prof. Vito Parisi offrì la disponibilità gratuita dei locali e delle attrezzature scolastiche, io mi resi disponibile, gratuitamente ed il corso di alfabetizzazione al software Open Source è fu portato avanti ed ultimato con successo e con grande soddisfazione dei partecipanti.  Proprio oggi ho incontrato L'Arch. Tuccio che mi ha spronato a proseguire i corsi per i tantissimi dipendenti comunali che hanno chiesto di partecipare.
 
Per quanto, a Gela, attualmente, siamo in gestione commissariale, essendo il Sindaco diventato parlamentare europeo, mi ha garantito che la cosa è di tale importanza che deve proseguire in tempi brevi. Ovviamente a giorni, insieme, presenteremo una richiesta al Commissario Straordinario Dott. Rosolino Greco. Di fatto, il personale del Comune di Gela che ha già partecipato al corso, usa tranquillamente il software open source in Ufficio, soprattutto per quanto riguarda OpenOffice e Firefox. Ma la cosa più bella è che a casa hanno installato Linux-Ubuntu e Gimp. Questo significa che piano piano trasmetteranno la loro passione e conoscenza anche agli altri e, quanto prima, installeremo Ubuntu in molti altri computer di quegli uffici.
 
I soldi risparmiati sono quelli del mancato acquisto di nuove licenze e relativi aggiornamenti. Ma in questa fase iniziale non è l'ammontare del risparmio a contare, quanto la diffusione dell'Open Source, all'interno dell'amministrazione e soprattutto all'interno delle abitazioni dei dipendenti. Questo significa, conseguentemente, perdita della dipendenza (assuefazione) al software commerciale. Tali conoscenze acquisite comporteranno il passaggio, in ambiente lavorativo,  senza traumi e senza problemi, oserei dire in maniera indolore.
 
Sicuramente tale modello è applicabile ad altre amministrazioni.

5) In tempi più recenti, pochi giorni fa, si è svolto a Gela il LinuxDay 2009, grazie alla tua collaborazione e al LUG (Linux User Group) di Gela. Esattamente cosa sono questi incontri? Com'è andata l'esperienza?

Il 24 ottobre 2009 ho organizzato il LinuxDay presso il mio Istituto. Il LUG di Gela non c'entra nulla ed io non ne faccio parte. La manifestazione non è, in alcun modo, legata ad attività di gruppi politici, religiosi o di qualunque altro tipo, che non perseguano le finalità della manifestazione stessa, ossia la diffusione del software libero. Quindi si tratta di incontri, in scala più o meno larga, che servono a fare conoscere agli altri il software libero e Open Source. 
 
Già l'anno scorso avevo organizzato, con successo, l'evento. Sono sempre delle belle esperienze e quest'anno abbiamo avuto la presenza di circa 500 persone. La cosa bella è stata la  partecipazione di molte personalità politiche. La cosa mi ha fatto molto piacere, infatti sono stati assunti impegni, pubblicamente, mirani all'introduzione dell'open source nella pubblica amministrazione. Giuseppe Di Dio, Presidente del Consiglio Comunale di Gela, ha garantito il suo totale appoggio. L'On. Miguel Donegani, Deputato all'Assembla Siciliana e Vice presidente della Commissione Rischi Ambientali, ha dato disponibilità completa a portare la cosa in Regione. Il Dott. Alfonso Cipolla, Consigliere della Provincia Regionale di Caltanissetta e capo gruppo, ha già predisposto una vibrante Mozione per l'Amministrazione della Provincia di Caltanissetta, avente per oggetto: “Intervento per chiedere  di promuovere Linux e il software libero adottato con successo dall’Istituto “ E.Majorana” di Gela presso tutti gli altri Istituti di competenza  e negli uffici della Provincia regionale di Caltanissetta”. Il Dott. Gianluca Cutrona, Assessore Sport Turismo Spettacolo, in rappresentanza del Comune di Niscemi, oltre la disponibilità, si sta già muovendo per la diffusione del software libero all'interno dell'Amministrazione del Comune di Niscemi.
 
Hanno tutti preso la parola dichiarando pubblicamente il loro fattivo impegno per la causa. Si tratta di persone sensibili al bene della collettività che hanno immediatamente capito come sia possibile risparmiare tantissimo denaro pubblico ed ottenere la completa libertà informatica. Infatti, la pubblica amministrazione  non può  essere succube di poche multinazionali del software. Questo in particolare oggi, visto ogni cosa funziona grazie al software, ad iniziare dal semplice ascensore.
 
Di certo, le personalità intervenute, sono rimaste molto coinvolte allorquando, nel mio intervento,  ho affermato che:

- L’amministrazione della Provincia Regionale di Bolzano (più piccola di quella di Caltanissetta), grazie all’adozione del software libero, da sola, risparmia oltre 1.000.000,00 di euro l’anno;

- la Camera dei Deputati ha adottato il Linux ha risparmiato oltre tre milioni di euro;

- la Corte dei Conti ha adottato il software libero con enormi risparmi;

- la nostra scuola, a parità di spesa, con un contratto già stipulato, è passata da 8 postazioni informatiche (sala computer) a ben 16 con la semplice utilizzazione del software libero, rinunciando al software commerciale.  
 
L'avere coinvolto tali personalità politiche si è quindi tradotto in sicuro successo per la penetrazione del software libero nella Pubblica Amministrazione.                  

6) Come vedi il futuro del movimento Open Source in generale, e per la nostra Isola?

L'Open Source è ormai troppo importante per l'intera comunità mondiale e di certo farà passi da gigante. Tutte le nazioni, sia sviluppate che in fase di sviluppo, stanno ormai migrando verso il software libero ed in special modo per quanto attiene la pubblica amministrazione. Solo l'Italia ancora resiste (forse siamo più ricchi di Germania, Francia, Russia, Inghilterra, Norvegia, Stati Uniti, ecc...?).
 
Ormai, per la Pubblica Amministrazione, le risorse finanziarie, anche in Sicilia, sono destinate a diminuire sempre più. Quindi è chiaro che l'enorme risparmio ottenibile con l'Open Source, unito alla ormai maturità dello stesso, che per qualità e caratteristiche, spesso è superiore all'omologo software commerciale, comporterà la sempre maggiore adozione del software libero sia da parte dei privati cittadini sia da parte della pubblica amministrazione. Come disse l'acqua, alla dura pietra: dammi tempo che ti sbuco...

7) Il movimento del software libero è ancora poco trattato dalla stampa tradizionale, risultando semi-sconosciuto alla massa, o una crescente connettività della stessa porterà inevitabilmente a una apertura a questi temi; sia pure per motivi di risparmio economico, soprattutto a livello istituzionale?
 
Com'è noto il potere penetrante della stampa e dei media è enorme. Se dessero maggiore spazio alla divulgazione e trattazione degli enormi vantaggi, in termini di risparmio e di libertà informatica, che il software Open Source potrebbe portare all'intera nazione, di certo, a trarne i vantaggi saremmo tutti noi. Ma dobbiamo essere anche noi a pungolare i giornalisti che poi, non sono insensibili alle cose serie. Certo il software libero non è una notizia sensazionale, ma sicuramente produttiva. Io, i media, li pungolo con una certa frequenza e debbo dire che rispondono.

Non si può dire certo che siano rimasti sordi al software libero. Ma, se a pungolare i media fossimo in molti, probabilmente l'eco sarebbe dilagante.
 
Scusate se mi sono prolungato oltre il dovuto, ma la passione per queste cose ha avuto il sopravvento. Nel congedarmi v'invito a provare subito l'Open Source. Cominciate con Firefox e con OpenOffice, non disturbano gli altri programmi simili eventualmente installati nel vostro computer. Basta scaricarli liberamente e gratuitamente (in piena legalità) da Internet e installarli con un semplice doppio click del mouse. Non spaventatevi sono semplicissimi da usare e molto simili agli altri.

Se gradite le videoguide,  potere pure scaricarle gratuitamente in versione DVD. Sono state adottate dai rispettivi siti ufficiali italiani. Se poi vi trovate bene guardate le videoguide su Gimp, utilissimo per ritoccare le vostre immagini in maniera professionale ed in ultimo, dopo che la passione non tarderà ad avvolgervi, provate con Linux-Ubuntu che ormai è diventato più semplice ed intuitivo degli altri sistemi operativi.
 
 
Ringrazio Antonio per la disponibilità scaturita dalla sua grande competenza. Per contattarlo basta inviargli una mail e non temete: l'etica di noi "smanettoni" Open Source quasi ci impone di rispondere appassionati ;)
 
Lug
17
2009
Passo dopo passo, poco alla volta, il processo di informatizzazione dei servizi pubblici siciliani va avanti. Lentamente, ma sempre meglio dell'immobilismo.
 
Dalle pagine cartacee del Quotidiano di Sicilia si apprende che saranno disponibili gli sportelli digitali dell'assessorato regionale al Lavoro: 124 punti di accesso pubblico, grazie ai quali gli utenti potranno navigare su Internet, stampare i propri documenti e archiviarli in supporti removibili come le ormai onnipresenti chiavette USB.
 
Il progetto è portato avanti da Sicilia e-innovazione, la società che si occupa proprio dell'informatizzazione degli uffici, la quale ha chiesto all'Agenzia per l'Impiego la collaborazione per l'attivazione dei punti di accesso. La questione non è, quindi, ancora chiusa: come detto, un passo, uno step iniziale ma pur sempre un input.
 
Obiettivo dichiarato è la riduzione del Digital divide fra Nord (dove i servizi digitali sono realtà da tempo) e Sud Italia. Il gap c'è, inutile negarlo e bisogna rimboccarsi le maniche per colmarlo.
 
Mi permetto di azzardare che l'informatizzazione dei servizi pubblici passa prima per la formazione delle persone e poi nell'installazione di qualsivoglia punto di accesso. Il dato che non sia previsto supporto da parte del personale di servizio è, purtroppo, imputabile come una nota a sfavore.
 
Andrebbe poi rivolta una domanda a chi si sta incaricando del progetto: ma la suite d'ufficio, l'antivirus e i programmi previsti per ogni macchina saranno Open Source (con conseguente risparmio di denaro) o si spenderanno migliaia di euro per le licenze di programmi commerciali?
 
Lug
06
2009
Lo scenario emerso dalla conferenza stampa di Microsoft sulla pirateria informatica, svolta presso l'Agenzia Consolare Americana, presenta la Sicilia come una delle regioni con il più alto tasso di penetrazione del fenomeno.
 
Quasi una persona su due, il 47%, utilizza software piratato o con licenze contraffatte. Tuttavia, negli ultimi tre anni la percentuale è stimata sia scesa al 30% grazie anche al mistery shopper, un addetto al controllo dell'autenticità dei prodotti acquistati nei vari punti vendita.
 
Comunque, c'è da chiedersi se solo con il controllo e la repressione sia possibile frenare un fenomeno ormai "casalingo": chiunque disponga di una connessione ADSL e un minimo di dimestichezza con la Rete, può attingere a un'enorme quantità di software non originale.
 
Sarebbe auspicabile una politica di prezzi al ribasso, considerando che, nel libero mercato telematico, non sono poche le aziende produttrici di software che non hanno nulla da invidiare ai colossi del settore.
 
E che dire dell'Open Source, ovvero del software libero dal diritto di autore (copyright), totalmente utilizzabile e ri-programmabile al solo "costo" dell'indicazione della paternità del prodotto originale (copyleft)?
 
Insomma, le frecce dell'arco sono tante, certo è ovvio che le grandi aziende scelgano quelle che possano far recuperare loro profitto (in fondo i programmi Open Source si prospettano come loro concorrenti, sia come linea di pensiero che sul mercato).
 
Ma l'utente finale ha un più ampio ventaglio di scelte a sua disposizione, per poter usare programmi di ottima fattura senza incorrere nell'illegalità.

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