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Isola Telematica di Benedetto Motisi il blog sull'ICT e il Web siciliano Tag Pubblica Amministrazione Giu 29 2009 Nasce Fidiweb per le PMI siciliane
Chi segue Isola Telematica sa che ci sta a cuore l'informatizzazione dei servizi nella Pubblica Amministrazione siciliana. In particolare, dal rinnovamento del suo Cda, abbiamo seguito l'operato di Sicilia e-servizi, la società che ha il compito di gestire le soluzioni ICT della Regione Siciliana.
La buona nuova riguarda Fidiweb, la piattaforma che consentirà di gestire l'iter procedurale dell'accesso al credito e alle agevolazioni a favore delle Piccole e Medie Imprese siciliane che aderiscono ai Confidi.
Il nuovo sistema informatico è stato presentato qualche giorno fa da Giuliano Ferrera di Sicilia e-servizi, insieme a Rino Giglione e Roberto Rizzo, rispettivamente dirigente generale del dipartimento Finanze e responsabile servizio Confidi.
Fidiweb sarà attivato in settimana e si presenta come un ulteriore passo verso la diffusione di servizi telematici al cittadino e, in questo caso, all'imprenditore; nell'ottica di favorire il paperless office ovvero la riduzione della documentazione cartacea.
L'assessorato al Bilancio e Finanze, dopo il "verde" Si-vvi per quanto concerne Ambiente e Territorio, è quindi nel giro di poco tempo, il secondo "palazzo" a trovare la propria dimensione telematica. Sono buoni segnali per il rinnovamento di un sistema burocratico sempre più ripiegato su sé stesso e che fanno sperare in una inversione di tendenza.
Tags: Isola Telematica - Informatizzazione Dei Servizi - Pubblica Amministrazione - Ict - Pmi - Sicilia E-servizi - Fidiweb - Confidi - Giuliano Ferrera - Rino Giglione - Roberto Rizzo - Paperless Office - Assessorato Bilancio Finanze Permalink | Commenti: (1) | Scrivi un commentoAgo 25 2009 L'Isola delle imprese non è telematica
Sirena d'allarme per l'ICT siciliano; secondo uno studio Telecom, infatti, solo il 18,4% degli addetti in aziende siciliane (con più di 10 dipendenti) è connesso a Internet (media nazionale del 29,1%) e solo il 43% (media del 46%) delle imprese ha un sito Web. Ancora, pochissime imprese utilizzano la Rete per agevolare le pratiche burocratiche attraverso i servizi offerti (e pagati migliaia di euro dai contribuenti) dalla Pubblica Amministrazione.
Insomma, peggio di così difficilmente poteva andare. Nonostante si parli di realizzare nuove reti, con investimenti importanti, è proprio la domanda di banda larga a difettare. Mancanza di interesse che rivela la pochezza della formazione culturale informatica e scarsa attitudine alle nuove tecnologie.
Non basta, quindi, evidenziare la riduzione dei costi a carico della propria azienda con l'utilizzo intensivo della Rete. Se si segnala poi che solo il 24% (contro il 35% del dato nazionale) delle famiglie siciliane utilizza Internet e che spesso (considerazione personale) l'uso che se ne fa è tutto improntato al divertissement, si potrebbe dire che "tre indizi fanno una prova" a carico della questione telematica siciliana, dovuta alla base da un fattore di mentalità, ancor prima di mancanze infrastrutturali.
A proposito di queste ultime, Gabriele Galatieri, presidente Telecom ha dichiarato che la banda larga dovrebbe raggiungere in Sicilia una copertura del 97%, entro la fine dell'anno.
Insomma, paiono non esserci scusanti, è necessario colmare il gap con il resto d'Italia.
Tags: Ict - Sicilia - Aziende - Imprese - Internet - Rete - Pubblica Amministrazione - Banda Larga - Questione Telematica Permalink | Commenti: (1) | Scrivi un commentoNov 16 2009 Formazione telematica, quella che serve
Chi legge il Quotidiano di Sicilia sa quanto teniamo all'innovazione e alla formazione della nostra Isola e, quanto crediamo che l'offerta di una cattiva formazione sia peggio della mancanza, in quanto una formazione "a misura di formatori" (come usiamo chiamarla) è fuorviante e fa perdere tempo e soldi e crea false speranze.
In Italia, e di rimando in Sicilia, si vive una stagione in cui vi è una percezione diffusa di un passaggio da una metodologia di lavoro analogica, cartacea, farraginosa a una digitale, telematica, interconnessa. Qui ha un suo peso il digital divide, l'ennesima frattura fra Nord e Sud, sia in termini infrastrutturali che culturali.
Il ministro Brunetta (veneziano) crede molto nelle potenzialità del Web per la P.A. e sta attuando un progetto di riforma che mira a smuovere le acque stantie della burocrazia italiana. Carte d'identità digitali, pagelle elettroniche a scuola, siti-sportello per le operazioni quotidiane sono realtà già affermate nel Nord Europa e che in Italia si sta cercando di introdurre, forse con colpevole ritardo.
La domanda è: quanto è possibile informatizzare l'apparato burocratico del nostro Paese, dall'età media elevata e dalla cultura telematica pressocché assente? Il quesito poi si fa più pressante, in una realtà come quella meridionale, dove il posto pubblico è tradizionalmente il riparo dei fannulloni (purtuttavia con numerose eccezioni).
In una realtà come quella della nostra Isola, dove vi è il "mestierante della formazione", non sarebbe meglio dirottare le risorse impiegate per formare persone in grado di colmare il digital divide e, in soldoni, dare del "tu" al computer?
Poi si potrà iniziare a parlare di scartoffie finalmente digitali.
p.s. A proposito, il nuovo sito sulla riforma del ministro Brunetta è stato, nella giornata di oggi, vittima di un attacco cracker: qualche buontempone ha pensato di "buttare giù" il portale istituzionale a poche ore dalla presentazione. Non me ne vogliano i tecnici del ministero, ma uno svarione così evidente vorrà pur dire qualcosa in termini di preparazione...
Tags: Questione Telematica - Digital Divide - Formazione - Innovazione - Brunetta - Pubblica Amministrazione Permalink | Commenti: (0) | Scrivi un commentoDic 07 2009 Perché le P.A. non utilizzano gli strumenti telematici?
Domanda dalla risposta (smentiteci, se possibile) scontata: non c'è una adeguata preparazione, né conoscenza di Internet, e del PC in generale, come completo strumento di lavoro. O almeno, questo verrebbe da pensare, alla luce dell'inchiesta di qualche giorno fa, sul Quotidiano di Sicilia, circa l'utilizzo della PEC, la Posta Elettronica Certificata.
Secondo uno stralcio dei dati Istat, vi sarebbe in Sicilia un livello di diffusione della PEC del 17,7% contro una media nazionale del 29,9%. Insomma, si fa ancora tutto tramite le vecchie scartoffie, le vecchie lettere e le vecchie raccomandate. Con perdite di tempo e di denaro.
Eppure, oltre la PEC, c'è una vasta gamma di strumenti, molti dei quali gratuiti (come affrontato qualche settimana fa), che farebbero risparmiare alle P.A. migliaia di euro. Quindi anche ai cittadini, di riflesso.
Presumibilmente ci vorrà ancora un po' di tempo, ma l'auspicio è riuscire a rendere Paesi come la Svizzera, dove nei pubblici uffici è quasi tutto informatizzato, più vicini.
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