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Quotidiano di Sicilia

 
Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag Rete

Dic
13
2010
E' passata qualche settimana dall'inizio del ciclone Wikileaks. Il sito di Julian Assange e la sua ciurma di pirati informatici ha dato uno scossone alle diplomazie internazionali pubblicando dispacci privatissimi delle ambascerie americane.
 
I media tradizionali, un po' per fare audience, un po' per dare al popolo quel che gli è più digeribile hanno parlato unicamente del lato più "gossipparo" delle rivelazioni fatte da Wikileaks. Ma fossero state solo chiacchiere da parrucchiere, quelle che giravano negli uffici delle ambasciate di mezzo mondo, Julian Assange non si sarebbe ritrovato al centro di un successivo intrigo internazionale che dalla Svezia all'Australia ha rappresentato un caso nel caso.
 
Ma al di là delle vicissitudini personali del leader di Wikileaks (il quale ha dichiarato, fra l'altro, che comunque vada a lui personalmente, ci sono altri pirati pronti a sconvolgere ancora una volta il mondo), e delle conseguenze di "realpolitik" delle rivelazioni, va da sè una nota, la cui paternità, va detto, è del buon Luca Nicotra di Agorà Digitale.
 
Ovvero, mai come adesso la forza che può portare il Web è stata messa così in mostra: la forza della trasparenza.
 
Legittima domanda: nel microcosmo siciliano, quali potrebbero essere le conseguenze sulle istituzioni di un big bang come Wikileaks?
Set
22
2009
E' innegabile che i social network hanno amplificato l'essere "animale sociale" dell'uomo: Facebook, per citare il più famoso, è un caso che fa notizia da sé, ogni giorno i giornali ne danno visibilità (non poche volte però, gonfiando o travisando il fenomeno). Ma mettendo da parte il portale più famoso, vi sono altri social network, più specifici, che rappresentano meglio le energie di un gruppo di persone.
 
Kublai, ad esempio, è il "non-luogo" dove i creativi possono incontrarsi e mettere a raffronto i loro progetti. Promosso dal Ministero dello Sviluppo economico, Kublai è un "incubatore di progetti di sviluppo locale basato sulla creatività". Vale davvero la pena dare un'occhiata a questo piccolo gioiello, tutto italiano, del Web.
 
Uno dei primi progetti di Kublai interessa particolarmente la Sicilia, in quanto prevede il restauro di un Caffè storico in stile liberty degli anni Venti: il Caffè Galante. Sito a Patti, in provincia di Messina, ha avuto fra i suoi ospiti più illustri Salvatore Quasimodo.
 
L'idea che è frullata in testa ad Antonino Galante (che abbiamo già intervistato in quanto ideatore di Infopatti), proprietario del locale, è quella di riaprire il Caffè come centro letterario, culturale e di promozione civica, aperto inoltre all'uso dei nuovi media e dell'IT. Grazie proprio alle potenzialità della Rete, e a Kublai, Antonino è riuscito a trovare altri creativi interessati al suo progetto e che lo stanno supportando, come la pubblicitaria milanese Roberta Marchesi e l'architetto bolognese Fabio Fornasari.
 
Proprio quest'ultimo, è il realizzatore su Second Life (un mondo virtuale 3D, piattaforma social che la carta stampata ha spesso erroneamente paragonato a Facebook) del restyling dell'Isola di Kublai.
 
Isola per isola, in attesa di vedere finalmente il Caffè Galante di nuovo centro vitale del pattese, proprio su Second Life è stata inaugurata la controparte telematica del locale, evento al quale non potevo mancare. Ho anche fatto qualche screenshot che ho caricato su Flickr, per dare un'idea di come Antonino e i suoi amici kublaiani hanno inteso come sarà il Caffè.
 
Un esperimento social veramente riuscito, che va premiato con più visibilità possibile a sottolineare che grazie alla Rete, un progetto ambizioso come questo potrebbe proprio non essere un sogno. Né virtualità. Anzi.
 
Vi ricordo inoltre che l'isola di Kublai su Second Life sarà il luogo in Rete dell'incontro con Antonio Presti, il più importante promotore siciliano di arte moderna e contemporanea, che si svolgerà fra una settimana esatta, il 29 settembre. Ma di questo parleremo insieme prossimamente.
 
Ago
25
2009
Sirena d'allarme per l'ICT siciliano; secondo uno studio Telecom, infatti, solo il 18,4% degli addetti in aziende siciliane (con più di 10 dipendenti) è connesso a Internet (media nazionale del  29,1%) e solo il 43% (media del  46%) delle imprese ha un sito Web. Ancora, pochissime imprese utilizzano la Rete per agevolare le pratiche burocratiche attraverso i servizi offerti (e pagati migliaia di euro dai contribuenti) dalla Pubblica Amministrazione.
 
Insomma, peggio di così difficilmente poteva andare. Nonostante si parli di realizzare nuove reti, con investimenti importanti, è proprio la domanda di banda larga a difettare. Mancanza di interesse che rivela la pochezza della formazione culturale informatica e scarsa attitudine alle nuove tecnologie.
 
Non basta, quindi, evidenziare la riduzione dei costi a carico della propria azienda con l'utilizzo intensivo della Rete. Se si segnala poi che solo il 24% (contro il 35% del dato nazionale) delle famiglie siciliane utilizza Internet e che spesso (considerazione personale) l'uso che se ne fa è tutto improntato al divertissement, si potrebbe dire che "tre indizi fanno una prova" a carico della questione telematica siciliana, dovuta alla base da un fattore di mentalità, ancor prima di mancanze infrastrutturali.
 
A proposito di queste ultime, Gabriele Galatieri, presidente Telecom ha dichiarato che la banda larga dovrebbe raggiungere in Sicilia una copertura del 97%, entro la fine dell'anno.
 
Insomma, paiono non esserci scusanti, è necessario colmare il gap con il resto d'Italia.