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Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag Sicilia

Mar
28
2011
Chi segue Isola Telematica da un po' di tempo probabilmente è interessato, o si è appassionato nel frattanto (sarebbe motivo di orgoglio!) ai temi dell'ICT, dell'Open Source e in generale del Web in Sicilia. Il tono è sempre stato divulgativo, "entry level" per permettere anche a chi subisce il digital divide, i, non per colpa sua, di poter masticare le tematiche 2.0.
 
Ci si accorge però che la Sicilia non ha bisogno di "evangelist" o presunti tali in campo di Internet. Le menti, le idee, ci sono. Ne ho conosciute non poche grazie proprio al blog e chissà quante ancora intrecceranno il cammino in queste righe. Insomma, nonostante l'immobilismo generale e generalizzato, eppur si muove qualcosa.
 
Le istituzioni dovrebbero incoraggiare le "spedizioni" nella frontiera del futuro di questi pionieri, dato che in campo italiano (e siciliano in particolare) il Web è ancora come le distese dell'Ovest americano: ricche di opportunità. Incoraggiare, attenzione, e non incanalare.
 
Per una volta, si vogliano fare guidare da chi queste strade le batte come corridore dei boschi, e ha solo bisogno di un carro con le provviste (do you know venture capital?). Ma non a fondo perduto: le menti siciliane 2.0 sapranno ricompensare come prodi cercatori d'oro.
 
Ott
26
2009
Si usa chiamare "palazzo di vetro" quello che dovrebbero essere (ma spesso e volentieri non sono) le Istituzioni. La dimostrazione l'abbiamo data, nei giorni scorsi, in una inchiesta che consegnava mestamente alla nostra Isola la maglia nera per la trasparenza.
 
Il corso virtuoso, che vorrebbe invece correggere la marcia, è stato inaugurato ormai da tempo dal ministro Renato Brunetta, chiedendo una grossa mano allo strumento del Web. In Sicilia, per il momento, le cose non sembrano prendere la piega giusta.
 
Non va meglio per le università telematiche, tacciate di regalare letteralmente il famoso "pezzo di carta", grazie a un giochino di crediti bonus che esula il fondamento dall'e-learning, configurandosi piuttosto come un problema di gestione politica della questione. Il ministro Mariastella Gelmini ha detto che risolverà la questione, ma speriamo abbia la stessa sensibilità del suo collega per quanto riguarda il Web, e non faccia l'errore di tacciarlo come causa di questa malagestione della formazione.
 
Dissennatezza che, abbiamo più volte sottolineato, in Sicilia è la prassi: si fa formazione più per dare lavoro ai formatori, che per dare gli strumenti a chi frequenta, di trovarne uno. Eppure..
 
Eppure, in entrambi i casi, in cui vediamo il Web coinvolto, lo strumento telematico rimane incolpevole. E colpevolmente inutilizzato.
 
La più importante "invenzione" del nostro tempo potenzialmente guarda alla trasparenza e al sapere, in quanto nasce come contenitore di informazioni, progressivamente diventa fruibile a tutti e a cui tutti possono partecipare.
 
Un'enorme biblioteca di vetro, come del resto Wikipedia è l'esempio principe; probabilmente la sintesi più riuscita fra i concetti di trasparenza e sapere.
 
Sembrerebbe logico applicarli alle Istituzioni. Intanto prosperano solo nel loro habitat naturale. Per il momento, almeno.
 
Set
25
2009
Il social network dei creativi, Kublai, sta velocemente diventando un habitué di questo blog. E non potrebbe essere altrimenti, considerando le interessanti iniziative di cui si fanno promotori Alberto Cottica, animatore del portale, Antonino Galante, "galeotta" fu l'intervista su questo spazio e tutti i creativi che gravitano intorno il progetto kublaiano.
 
Molto interessante per le nostre "due isole", la Telematica e la Sicilia, l'incontro del 29 settembre con Antonio Presti. Mecenate e promotore dell'arte moderna e contemporanea, l'artista originario di Messina è soprattutto noto per l'impegno speso nell'arte militante, che punta a "cambiare la percezione del territorio, restituendogli dignità, speranza e una visione del futuro".
 
Per questo, è stato bersaglio del racket e, ugualmente vittima, di una politica ipocrita. Presidente della fondazione Fiumara d'Arte, impegnata a creare una coscienza legata alla cultura ma soprattutto ad uno spirito etico, legato alla bellezza. Il nome di Antonio Presti è associato inoltre alla Porta della bellezza a Librino: l'artista ha trasformato con la sua opera uno dei quartieri più degradati di Catania in un "tempio" dedicato al culto della bellezza e, soprattutto, dei valori civili.
 
Un personaggio vulcanico nelle sue idee quanto risoluto nel portare avanti la propria battaglia; sicuramente un incontro da non perdere. E grazie alla Rete è possibile partecipare all'evento, che si svolgerà infatti su Second Life, al Porto dei Creativi ritrovo della community di Kublai.
 
Nessuna paura, per chi non utilizza il più famoso degli Open World 3D, sarà infatti possibile seguire l'incontro via streaming sul blog kublaiano, seppure con il limite di non poter rivolgere le proprie domande ad Antonio Presti. Ancora, per chi è invece "all'antica", l'artista si collegherà dal Caffé Galante di Patti, aperto al pubblico per l'occasione.
 
Personalmente non mancherò su Second Life, in modo da riportare l'esperienza dell'evento su Isola Telematica.
Set
17
2009
P.A. e cittadini più vicini grazie all'informatizzazione dei servizi: questo il tema affrontato la settimana scorsa da esperti della nostra Isola a Milena, in provincia di Caltanissetta. L'incontro, organizzato dall'Assessorato all'Informazione e Comunicazione Istituzionale del Comune locale ha sviscerato la questione telematica legata alla Sicilia e, personalmente ho trovato molto interessante l'intervento del prof. Francesco Pira, consigliere dell'Associazione Italiana comunicazione pubblica.
 
Il sociologo ha infatti asserito che le Pubbliche Amministrazioni, in primo luogo devono sapere cosa vogliono i clienti-cittadini i quali devono essere messi al corrente del bilancio sociale. Finalmente, si può porre l'accento, senza passare per aziendalisti, sulla parola "cliente"  riferita al cittadino.
 
Cos'altro è, infatti, la Pubblica Amministrazione nel suo insieme, se non la prima industria del nostro Paese? Come tale essa ha dei clienti che sono anche cittadini, dato la specificità che le vengono richiesti. Ma, la natura pubblica non deve fare dimenticare il ruolo "di servizio" delle P.A.
 
Cosa c'entra l'informatizzazione con questo? Entra in gioco nel momento in cui si parla di conoscenza dei bisogni del cliente-cittadino, e della trasparenza che gli è dovuta. Quale altro modo più efficace di una P.A. telematica dunque. Grazie alla quale interfacciarsi con quel palazzo di vetro e pixel che dovrebbe essere la nostra macchina statale. Tutto con un semplice click.
 
E con due, rilasciare un feedback grazie al quale rendere il servizio migliore. Sia per il cliente che per il cittadino.
Ago
25
2009
Sirena d'allarme per l'ICT siciliano; secondo uno studio Telecom, infatti, solo il 18,4% degli addetti in aziende siciliane (con più di 10 dipendenti) è connesso a Internet (media nazionale del  29,1%) e solo il 43% (media del  46%) delle imprese ha un sito Web. Ancora, pochissime imprese utilizzano la Rete per agevolare le pratiche burocratiche attraverso i servizi offerti (e pagati migliaia di euro dai contribuenti) dalla Pubblica Amministrazione.
 
Insomma, peggio di così difficilmente poteva andare. Nonostante si parli di realizzare nuove reti, con investimenti importanti, è proprio la domanda di banda larga a difettare. Mancanza di interesse che rivela la pochezza della formazione culturale informatica e scarsa attitudine alle nuove tecnologie.
 
Non basta, quindi, evidenziare la riduzione dei costi a carico della propria azienda con l'utilizzo intensivo della Rete. Se si segnala poi che solo il 24% (contro il 35% del dato nazionale) delle famiglie siciliane utilizza Internet e che spesso (considerazione personale) l'uso che se ne fa è tutto improntato al divertissement, si potrebbe dire che "tre indizi fanno una prova" a carico della questione telematica siciliana, dovuta alla base da un fattore di mentalità, ancor prima di mancanze infrastrutturali.
 
A proposito di queste ultime, Gabriele Galatieri, presidente Telecom ha dichiarato che la banda larga dovrebbe raggiungere in Sicilia una copertura del 97%, entro la fine dell'anno.
 
Insomma, paiono non esserci scusanti, è necessario colmare il gap con il resto d'Italia.
 
Ago
05
2009
Le imprese dell'Isola puntano poco sull'ICT e "vincono" ancora meno: con il progetto Made in Italy del Ministero per lo sviluppo economico raccolti solo 90 milioni di euro. Contro i 470 della Lombardia e i 320 dell'Emilia, riportando i dati delle prime due regioni.
 
Scarso quindi il numero di imprese siciliane che ha superato la prima fase di valutazione del bando del Progetto di Innovazione Industriale. Al momento di fare "cash", si è rimasti con in mano poco più di una bazzecola, se raffrontato a quanto messo sul tavolo.
 
Un insuccesso scaturito dalla bassa propensione delle industrie isolane a puntare sull'innovazione tecnologica, un gap di mentalità ancor prima che economico rispetto ad altre regioni, specie quelle del Nord. Svantaggio culturale che rende la Sicilia il fanalino di coda d'Italia quando si tratta di utilizzo del computer e impiego delle già scarse risorse umane nell'ICT.
 
Poi andiamo a vedere che l'Isola è la terza regione con più giocatori di poker online. Solo nel maggio scorso, secondo Lottomatica, gli italiani in generale hanno puntato sui tavoli verdi virtuali 197,6 milioni di euro.
 
Facendo un raffronto tra due situazioni che sembrano così discordanti verrebbe da citare, a proposito di poker, Matt Damon nel film Il giocatore: "Se nella prima mezz'ora non capisci chi è il pollo, allora il pollo sei tu".
Lug
24
2009
La proposta è stata lanciata qualche giorno fa dal collega Dario Raffaele su WorKnow ed è rimbalzata sulla nostra pagina Facebook: sfruttare il potenziale del Web per documentare, tramite la forza delle immagini, il degrado in cui versano le 829 perle dell'Isola. I borghi. Dimenticati.
 
Una risorsa, come abbiamo detto, sottovalutata mentre in altre regioni (come la Toscana) viene sfruttata appieno, diventando l'attrattiva di punta e l'eccellenza del turismo. In Sicilia restano le piazze abbandonate all'incuria e gli edifici storici scricchiolanti sotto il peso del degrado.
 
Per questo l'invito a tutti voi lettori è, lo diciamo anche qui, quello di armarsi di fotocamera digitale (magari l'ultimo modello appena acquistato sfruttando le occasioni estive) e inviarci i vostri scatti che più rappresentano questa condizione di totale abbandono dei borghi all'indirizzo: redazione@quotidianodisicilia.it
 
Pubblicheremo le foto sull'edizione cartacea del giornale, ma essendo qui sull'Isola Telematica, non poteva mancare una puntata al vasto mare di Internet. Ecco quindi lo spazio del QdS su Flickr, il noto portale di photo sharing.
 
Il Web 2.0 certo può dare una grossa spinta alla visibilità delle foto che ci invierete, in modo tale da aprire gli occhi veramente a tutti sulla questione.
Lug
06
2009
Lo scenario emerso dalla conferenza stampa di Microsoft sulla pirateria informatica, svolta presso l'Agenzia Consolare Americana, presenta la Sicilia come una delle regioni con il più alto tasso di penetrazione del fenomeno.
 
Quasi una persona su due, il 47%, utilizza software piratato o con licenze contraffatte. Tuttavia, negli ultimi tre anni la percentuale è stimata sia scesa al 30% grazie anche al mistery shopper, un addetto al controllo dell'autenticità dei prodotti acquistati nei vari punti vendita.
 
Comunque, c'è da chiedersi se solo con il controllo e la repressione sia possibile frenare un fenomeno ormai "casalingo": chiunque disponga di una connessione ADSL e un minimo di dimestichezza con la Rete, può attingere a un'enorme quantità di software non originale.
 
Sarebbe auspicabile una politica di prezzi al ribasso, considerando che, nel libero mercato telematico, non sono poche le aziende produttrici di software che non hanno nulla da invidiare ai colossi del settore.
 
E che dire dell'Open Source, ovvero del software libero dal diritto di autore (copyright), totalmente utilizzabile e ri-programmabile al solo "costo" dell'indicazione della paternità del prodotto originale (copyleft)?
 
Insomma, le frecce dell'arco sono tante, certo è ovvio che le grandi aziende scelgano quelle che possano far recuperare loro profitto (in fondo i programmi Open Source si prospettano come loro concorrenti, sia come linea di pensiero che sul mercato).
 
Ma l'utente finale ha un più ampio ventaglio di scelte a sua disposizione, per poter usare programmi di ottima fattura senza incorrere nell'illegalità.
Lug
01
2009
Il ministro Brunetta è stato di parola. Come previsto dalla Finanziaria 2008 infatti, sono state rese pubbliche le retribuzioni per 23 mila manager di circa 5.000 consorzi e società pubbliche con partecipazione degli enti territoriali.
 
Operazione Trasparenza, questo il nome dell'iniziativa, segna una svolta nel rapporto fra il cittadino e le istituzioni, avvicinando quelli che rischiavano di divenire due estremi, grazie alla filosofia del Web 2.0.
 
In Sicilia poi, la "rivoluzione telematica" ha una valenza ancora maggiore, avendo concretamente la possibilità di evitare gli sperperi di una mentalità di gestione dei fondi pubblici troppo spesso scellerata. I dati sono visibili alla pagina dove sono divisi, per Regione, in file pdf.
 
Il primo passo è compiuto: al cittadino è stato dato uno dei nuovi strumenti per potersi informare e decidere di conseguenza.
 
"Conoscere per deliberare"  diceva Luigi Einaudi. Il prossimo potrebbe essere l'anagrafe pubblica degli eletti, promossa dai radicali, che hanno ripreso la massima dell'economista e presidente della Repubblica?
Giu
25
2009
I siciliani si danno all' e-commerce, rigettando lo stereotipo di tradizionalisti e conservatori,. Sono circa 1.300 infatti, coloro i quali hanno capito come fare affari sul Web, aprendo un negozio digitale sul più importante marketplace della Rete: E-Bay.
 
Un piccolo esercito che ha portato la Sicilia fra le prime regioni in Italia per penetrazione del fenomeno di e-business, secondo una indagine del colosso delle aste online. Ma come mai questo guizzo telematico?
 
Matteo Fici, vice-presidente nazionale del sindacato Assoprovider, pensa che "...grazie alla crisi la gente riflette come spendere meglio". Ma crisi vuol dire anche carenza di lavoro e, si sa, nell'arte di arrangiarci non siamo inferiori a nessuno.
 
Si comincia con il disfarsi di qualche vecchio cimelio per racimolare un gruzzoletto e, con un po' di inventiva e spirito imprenditoriale, l'attività da "mercatino delle pulci" si espande fino a poter diventare una vera e propria fonte di guadagno. No, non è l'Eldorado ma è una delle tante opportunità che il Web offre e che, nota lieta, i siciliani stanno cogliendo sempre più numerosi.
 
Ora, Internet offre sicuramente possibilità maggiori, il tutto sta nel dimostrare una capacità d'impresa ancora superiore. E il primo importante passo, nel cambio di mentalità, pare sia stato fatto.