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Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag Software Libero

Mar
22
2011
Il Linux Meeting di Palermo si svolgerà il 26 e 27 marzo prossimi e tratterà l'applicazione del software libero nelle P.A., nella didattica e nel networking.
 
Il recente aggiornamento del CAD (Codice dell'Amministrazione Digitale) ha infatti rilanciato il tema dell'informatizzazione dei servizi, che in Sicilia, e in altre regioni d'Italia, potrebbe (e dovrebbe) coincidere con l'utilizzo di software Open Source come soluzioni IT ottimali.
 
Il Linux Meeting di Palermo si propone proprio di divulgare il FOSS (Free and Open Source Software) nella Pubblica Amministrazione, una soluzione estremamente performante oltre che vantaggiosa.
 
Sarà proprio nella mattinata di sabato 26 che si affronterà la questione, con dei talk alla presenza di cariche istituzionali che avranno modo di incontrare la comunità Open Source palermitana che proporrà soluzioni anche sula Sicurezza delle Informazioni e della gestione dei Servizi informatici. Nel pomeriggio invece, spazio al FOSS e alla didattica, i talk introdurranno il tema del "pinguino" in ambito formativo. 
 
Domenica 27 si aprirà la giornata con una Lan Party che metterà alla prova anche i gamers più smaliziati. Nel pomeriggio la sessione di networking vedrà i tecnici fare la parte del leone.
 
Il Linux Meeting di Palermo è un evento gratuito e aperto a tutti, organizzato dall'associazione Sputnix, il Linux User Group del capoluogo siciliano.
Feb
14
2011
Su Isola Telematica pubblicata di seguito la lettera aperta della Fabbrica di Nichi a Scicli. I "laboratori di idee" del leader pugliese sono sparsi su tutto il territorio nazionale e a Scicli, Modica, Siracusa è attivo il gruppo di Andrea Cannella, che già gli utenti di IT conoscono come una delle giovani e più attive figure per l'Open Source in Sicilia.
 
Andrea ha segnalato questo documento che parla dell'applicabilità del Software Libero nella P.A. e, in questo caso-studio, nel Comune siciliano di Scicli. Ne viene fuori un quadro interessante, che potrebbe essere utilizzato come riferimento per altre iniziative "Open":
 
 
Lettera aperta della Fabbrica di Nichi Scicli sul software libero.
 
L'incontro di Stallman con Nichi Vendola porta anche nelle Fabbriche di Nichi a ragionare sull'utilità e applicabilità del Software Libero nelle pubbliche amministrazioni. Noi come Fabbrica di Nichi di Scicli vogliamo analizzare il rapporto che il nostro Comune ha con il Software Libero.
 
Per fare due esempi, spulciando tra le delibere e le determine del Comune di Scicli saltano all'occhio 800 euro spesi per il rinnovo del software AntiVirus Trend Micro (determina n. 83 del 1.09.2010). Oltre che 400 euro per l'acquisto di una licenza di Windows 7 (determina n. 73 del 9.07.2010).
 
Perché il Comune di Scicli spende 800 euro per l'antivirus? (80 licenze, ndr) E soprattutto perché ne spende 400 per Windows 7? Il costo dell'antivirus può essere azzerato adottando soluzioni Open Source. Esistono diversi software Open che difendono il pc da virus.
 
Uno per tutti Clam AV. Clam è un antivirus open source multi piattaforma. Funziona cioé su qualsiasi sistema operativo. Basta scaricare la versione per il proprio sistema e si è protetti in real time azzerando la spesa della licenza. Si ha inoltre un software “libero”.
 
Passiamo all'acquisto di Windows 7. Esistono oggi sistemi operativi liberi che permetterebbero al Comune di Scicli di liberarsi dalle licenze. Comuni come ad esempio Firenze stanno già migrando a Sistemi Open Source.
 
Considerato il fatto che si suppone il Comune di Scicli abbia acquistato 1 licenza di Windows 7 per fare dei test per un imminente aggiornamento dei propri sistemi (la premessa della determina è: “ il Ced ha necessità di acquistare il sistema operativo Windows 7 Professional con possibilità di downgrade a windows xp professional da installare su di una macchina virtuale operante sui sistemi server dell’ Ente.” ), la Fabbrica di Nichi di Scicli vorrebbe conoscere quali sono le intenzioni del Comune di Scicli circa l'adozione di Software Libero.
 
Vorremmo inoltre avere dati più dettagliati circa l'uso dei pc presso ciascun dipartimento del Comune per poter effettuare uno studio di fattibilità per una potenziale migrazione al Software Libero.
 
Ott
18
2010
Il colosso mostra i muscoli. Microsoft attacca in un video la più valida alternativa al pacchetto Office, quell'OpenOffice che da quando è passato sotto la bandiera di Oracle, ha sofferto di un sorte incerta sfociata nel fork di LibreOffice sebbene attualmente entrambi i progetti vadano avanti.
 
In diciasette punti, il video virale diffuso da Redmond mostra i motivi per cui è preferibile il software proprietario al software libero: OpenOffice non è affidabile, richiede molte risorse, ha problemi di formattazione, è difficile riconvertire i propri dipendenti al sistema. Tutto condivisibile? A conti fatti non è che Microsoft Office sia una scheggia di programma né particolarmente più affidabile di OOo, e i problemi di formattazione si riscontrano più in un mondo a misura di .doc che di .odt (formato fra l'altro più leggero).
 
Riconvertire i dipendenti poi. In assenza di una vera e propria formazione (come nel caso siciliano) basterebbe già iniziarli questi corsi e sul software libero. Si consideri poi, che le differenze fra la distribuzione principe per l'ufficio e la sua alternativa FOSS, cambia ben poco.
 
Forse Microsoft tenta di rilanciare le quotazioni del suo prodotto, a personale avviso non valuta OpenOffice per quel che è, ovvero un'alternativa, almeno al momento. Non guardandosi dal cloud computing , ovvero non una semplice ulteriore scelta alla propria suite, ma una maniera nuova di pensare il lavoro da terminale.
 
Tutti concetti che in divenire potrebbero giovare tantissimo alla P.A. siciliana. Un segnale intanto si è provato a mandarlo.
Ott
11
2010
Le Pubbliche Amministrazioni (comuni, province, regioni, istituti scolastici) spendono ogni anno una vagonata di denaro pubblico in licenze per software proprietario.
 
Ora, appurando che andrebbero fatti dei corsi di alfabetizzazione informatica per buona parte dei dipedenti statali, specie i meno avvezzi alla tecnologia, perchè non passare al FOSS (Free Open Source Software)? Ce lo siamo chiesti con il prof.Cantaro in passato su queste pagine e lo scenario era e rimane desolante. Può costare tanto la riconversione software? O costano di più le licenze dei soliti prodotti?
 
Per questo, su Isola Telematica  la parola d'ordine è "Libera le Istituzioni". Chiedendo alla Pubblica Amministrazione più vicina quanto spende per le licenze software e se ha approntato corsi di formazione. Magari potranno dire che dati così precisi non li possono rilasciare (sebbene ci si batte anche per la trasparenza delle istituzioni) o ancora peggio non li hanno, ma di certo dovranno fornire come minimo un parco macchine in dotazione. E da lì si potrà fare quantomeno una stima.
 
Come agire? Ecco una bozza, un'idea iniziale della possibile richiesta da fare alla P.A, che è possibile modificare:
 
BOZZA DI INTERROGAZIONE

    Considerato che:
  • le amministrazioni locali hanno la necessita' di di aggiornare i sistemi informatici e telematici, così come di formare il personale riguardo i software attualmente in uso o su quelli che saranno adottati;
  • diverse amministrazioni pubbliche in Italia hanno iniziato una migrazione verso software libero tra cui i comuni di Firenze e Lodi, la provincia autonoma di Bolzano (con un risparmio sulle licenze di oltre 1 milione di euro), nonché diverse regioni, enti come l'Istat o singoli istituti scolastici;
  • il passaggio verso software libero può portare vantaggi economici legati all'abbattimento dei costi delle licenze;
  • sono evidenziati da più parti rischi in termini di sicurezza cibernetica e di privacy di alcuni software proprietari molto diffusi;
  • l'adozione di nuove tecnologie, ormai affermate da anni, di comunicazione basate sulla Rete (VOIP-Voice Over IP) possono contribuire ad abbattere le spese di telefonia dell'amministrazione, e fare in modo che la P.A. possa essere contattato attraverso telefonate gratuite.
 
    Premesso tutto ciò, si chiede al ….....:
  • di poter conoscere l'esito delle iniziative di migrazione verso software libero attuate dal...;
  • di poter conoscere la dotazione informatica del....;
  • nel caso non siano disponibili tali dati, di poter effettuare una ricerca sul costo sul costo per le licenze di software proprietario suddivisa per tipologia (ad esempio: antivirus, sistema operativo, suite da ufficio, ecc.);
  • di poter effettuare uno studio sull'attuabilità economica dell'annunciata migrazione verso software libero;
  • di poter conoscere a quanto ammontano le spese per le utenze telefoniche verso numeri fissi e cellulari affrontate annualmente dal...;
  • se sia prevista la possibilità di una progressiva migrazione verso sistemi di telefonia VOIP.
 
Su IT avranno spazio tutte le vostre testimonianze, sentitevi liberi di esprimervi nei commenti. E fate girare.
Set
02
2010
Vi dicono niente Elephants Dream e Big Buck Bunny? Sono due cortometraggi famosi per essere stati realizzati interamente con programmi Open Source (nello specifico con Blender, software per il 3D). Ma c'è anche The Gimp , alternativa aperta e gratuita ai più famosi e costosi programmi di fotoritocco.
 
Ora, le potenzialità mostrate da questi progetti, spesso realizzate da appassionati, grafici, creativi, informatici sono tutte improtate alla diffuse della filosofia Open. Mostrando una qualità degna degli studi di animazione di Hollywood e dintorni. L'idea è questa: anche se i chilometri che separano la Sicilia dagli Usa sono migliaia, perché non provare a far nascere un qualcosa di simile ai progetti sopra citati? Le potenzialità certo non mancano, la sensibilità al mondo dell'Open Source nemmeno.
 
Il soggetto? Una terra così ricca di storia offre tanti spunti, la cultura pop altrettanti. Miscelati con un po' di competenza ne verrebbe fuori un prodotto doppiamente benefico: per il movimento Open e per i creativi dell'Isola. Mica male.
Ago
23
2010
Il titolo del post non è un annuncio di lavoro fuori di testa partorito da un Lord Oscuro, ma un modo diciamo "originale" per cercare anche nella nostra Isola delle iniziative come il Progetto Nuova Vita, citato nei giorni scorsi anche su XY2, blog a sfondo tecnologico del Corriere della Sera. Un progetto che mira al recupero dei vecchi pc installandogli programmi Open Source e regalandoli a comunità, anziani o scuole. Resuscitare i computer che altrimenti finirebbero a prendere polvere in cantina.
 
Riuscendo così al tempo stesso ad adempiere a due nobili obiettivi: ridurre il gap tecnologico e aiutare l'ambiente. Si, perchè la corsa tecnologica, seppur emozionante, coinvolgente, very addicted lascia dietro di sè troppi apparecchi dati per morti, quando invece sono perfettamente funzionanti.
 
Recuperare vecchi pc installandogli software libero per poi donarli è un gesto nobile. La versione telematica del dare la canna da pesca all'affamato, piuttosto che il pesce, così che impari a sfamarsi da sè. E scusate se è poco.
 
 
Lug
19
2010
Un'intervista-chiacchierata con il nostro prof. Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana, baluardo della diffusione del software libero, sulla situazione attuale del FOSS (Free and Open Source Software). Uno spunto di riflessione prima di abbandonarsi al solleone.
 
1) Cosa ne pensi degli emendamenti radicali sul software libero portati per la Finanziaria?

Sicuramente è già qualcosa. Non sono un radicale, ma qualsiasi formazione politica agisca in favore della diffusione del software libero è da elogiare. Sarebbe stato meglio limitare l'uso del software proprietario ai soli casi di provata e motivata (motivazioni serie e valide)  indisponibilità di software libero in grado di sostituire quello proprietario. Insomma ridurre all'osso l'utilizzazione di software commerciale oneroso per la Pubblica Amministrazione.

2) Perchè secondo te non si riesce a far emergere un prodotto free e Open Source come OpenOffice rispetto a Microsoft Office, che richiede un dispendio notevole in termini di licenze?

I motivi sono tanti: disinformazione, incompetenza, poco rispetto per il denaro pubblico, mancanza del concetto di legalità, poca incentivazione. Se poi consideriamo il fatto che l'utilizzazione di software libero permette milioni di euro di risparmio ma non produce contratti da milioni di euro, allora, si capisce che qualche dirigente o qualche politico, magari digerisce poco la cosa. Ormai la cronaca è piena di casi che dimostrano quanto gli "interessi privati", frequentemente vengano posti sopra gli "interessi pubblici".

Di sicuro OpenOffice si utilizza alla stessa maniera del corrispondente commerciale, non comporta difficoltà maggiori, anzi, permette di leggere e salvare i file anche nel formato proprietario (oltre che nel formato aperto) e fornisce tutti i componenti che l'equivalente proprietario garantisce solo nella versione "Ultimate"  che costa € 778,00 - IVA esclusa. E dire che l'utente medio della Pubblica Amministrazione, usa la suite d'ufficio solo per scrivere qualche documento, ossia, quasi sempre, utilizza non più del 5% - 10% delle potenzialità.

3) Come vanno i progetti di diffusione del FOSS che stai portando avanti?

Debbo dire che le soddisfazioni non mancano. Ricevo centinaia di e-mail al giorno e almeno il 50% di ringraziamento per avere consentito alle persone di avvicinarsi al software libero. Quasi tutti parlano di disintossicazione dalla "dipendenza informatica", cui si erano assuefatti nel corso degli anni, solo perché non a conoscenza delle potenzialità del software libero. E dire che ho risolto tutto con delle videoguide che spiegano con semplicità ed immediatezza i concetti e l'utilizzazione del software.
 
Ho avuto testimonianza di migliaia di persone che sono passate al software libero (Ubuntu Linux, OpenOffice, ecc) senza traumi e senza rimpianti. Se da solo ho fatto tanto, figuriamoci cosa potrebbe fare la Pubblica Amministrazione se solo lo volesse. Sono pure pronto a mettere a disposizione, per loro, il mio lavoro.

Di fatto è già a disposizione di quanti hanno un collegamento Internet. Potrei anche realizzare dei DVD, con le videoguide, per essere distribuite agli uffici pubblici, alle scuole. Addirittura ho già pronto del materiale.
[continua]
Lug
05
2010
Eppur si muove. Nell'immobilismo tecnologico italiano i radicali, con la collaborazione di Agorà Digitale e l'Associazione Software Libero, hanno presentato il 29 maggio scorso un emendamento alla finanziaria affinchè le Pubbliche Amministrazioni investano in software libero.
 
In un Paese dove progetti per la diffusione del FOSS (Free Open Source Software) vengono addirittura premiati dal Ministero dello sviluppo economico, ma con un misero prestampato e nemmeno una stretta di mano, va da sè che bisogna fare le leggi per attuare ciò che in Francia viene applicato grazie al semplice buon senso.
 
Come se al di qua delle Alpi ci si possa permettere di spendere denaro pubblico in costose licenze closed-software. Perchè poi OpenOffice, libero, gratuito e Open Source non sia nemmeno preso in considerazione come alternativa a suite commerciali è un dato quasi antropologico troppo facilmente spiegabile con la pigrizia.
 
L'emendamento (A.S. n.2228) proposto dai radicali, volto a scuotere dal torpore su questo argomento, interessa l'articolo 8 della finanziaria:
  • All'articolo 68 della legge del 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni ,al comma 1 sostituire la lettera d) con il seguente: "acquisizione di programmi informatici appartenenti alla categoria del software libero o a codice sorgente aperto";
  • all'articolo 68 della legge del 7 marzo 2005, n. 82 e successive modificazioni, dopo il comma 1 inserire il seguente comma 1.bis: "a) La pubblica amministrazione, nella scelta dei programmi per elaboratore elettronico necessari alla propria attività, privilegia programmi appartenenti alla categoria del software libero o, in alternativa, programmi a codice sorgente aperto. In quest'ultimo caso il fornitore deve consentire la modificabilità del codice sorgente, senza costi aggiuntivi per l'amministrazione. La disponibilità del codice sorgente è posta in relazione anche alla opportunità per la pubblica amministrazione di modificare i programmi per elaboratore in modo da adattarli alle proprie esigenze"; b) La pubblica amministrazione che intenda avvalersi di un software non libero deve motivare analiticamente la ragione della scelta".
Emerge un altro risvolto importante circa l'adozione del software libero nelle P.A. La modificabilità del codice sorgente, ovvero la possibilità di "ritagliare" ad hoc i programmi utilizzati. Una possibilità preziosa impensabile nei programmi a codice chiuso e che va colta in seguito alla formazione e valorizzazione di competenze che di per sè sono un valore aggiunto e un patrimonio.
 
Un know-how per il quale varrebbe la pena dirottare i fondi destinati all'acquisto di licenze per un investimento di sicuro più redditizio.
Giu
15
2010
Nuova puntata per IT Chiede. Questa volta il nostro "Virgilinux" ha dovuto affrontare lo scarso interesse delle istituzioni in materia di software libero e conseguente risparmio. In tempo di crisi e in virtù di una martellante campagna mediatica per il rinnovamento della Pubblica Amministrazione, ci si aspetta una risposta da parte del ministero competente e del ministro Brunetta, che il prof. Cantaro sta ancora attendendo.
 
1) Premiamo i risultati, concorso fortemente voluto dal ministro Brunetta, ha premiato te e l'Istituto Majorana con un riconoscimento per l'impegno profuso a migliorare le performance, in questo caso tramite l'uso del software libero. Ma c'è un ma.. puoi spiegarlo brevemente?
 
Dopo avere fatto risparmiare all'Italia, in un solo anno e a costo zero, oltre 3.500.000 euro, con la diffusione del software libero, ci viene data la medaglietta. Ci aspettavamo qualcosa di più, non in termini economici ma in aiuto per la diffusione del software libero. Mi chiedo: ma l'Italia ha così tanti soldi da sprecare? La crisi è, forse, solo una favola?
 
Non dico una leggina di un solo articolo con la quale imporre alla pubblica amministrazione l'adozione del software libero (quasi tutte le nazioni del mondo stanno migrando verso tale tipo di software), ma almeno una circolare o una lettera di divulgazione a tutti gli enti pubblici.
 
Ossia diffondere la notizia che abbiamo messo a disposizione di tutti, delle semplici ed efficaci videoguide per facilitare al massimo il passaggio al software libero, per il definitivo abbandono del costoso software commerciale e per la liberazione dalla "dipendenza informatica". 
 
Che pensare? Forse che in questi momenti di crisi economica mondiale, l'Italia ha soldi da sprecare? Forse vogliamo continuare a sottostare agli umori delle multinazionale del software? Ma allora perché si chiedono sacrifici agli italiani, quando col passaggio al software libero si risparmierebbero cifre a nove zeri?  
 
Di certo l'Italia è il paese che più di tutti gli altri utilizza il software commerciale e mi chiedo: perchè? Di sicuro oggi il software libero è arrivato ad una maturità tale da non avere nulla da invidiare al software a pagamento! Io non voglio crederci ma ... diversi utenti del sito del Majorana mi hanno scritto: in Italia una cosa è offrire milioni di euro di risparmio e ben altra cosa è offrire contratti da milioni di euro. Sarà vero?
 
Se una piccola scuola da sola può fare tanto, figuriamoci cosa potrebbe fare un ministero se seguisse la stessa strada. Ma non credo interessi loro, hanno altro da fare. Quello di cui sono veramente sicuro è che non perderò più il mio tempo con concorsi di questo genere.
 
2) Passando alla Fase4 del progetto, ovvero la sua realizzazione, come si concretizzerà?
 
La Fase4 si è già concretizzata in data 31-12-2009, con la relazione finale. Nelle previsioni iniziali si leggeva:
 
"Il prodotto finale dell'intervento consiste nell'ottenimento della indipendenza informatica dalle multinazionali straniere del software sia per il sistema operativo, quanto per gli applicativi e non ultimo per i formati utilizzati."
 
3) Se dico bene, non è la prima volta che le istituzioni ti giocano un "brutto tiro" diciamo così..
 
Già avevo rifiutato un precedente premio a causa del comportamento non certo cristallino degli organizzatori: questa volta il concorso non era organizzato da ForumPA e quindi avevo partecipato. Illusione! La finale, ho notato, è stata gestita ancora una volta da ForumPA. Pazienza, altro tempo perso, purtroppo a discapito del mio lavoro dedicato alla diffusione del software libero.
[continua]
Mar
08
2010
Nella precedente intervista, abbiamo introdotto Linux con il nostro "Virgilinux", il prof.Antonio Cantaro dell'Istituto Majorana di Gela. Il tema centrale di questa seconda chiacchierata, è invece un po' più specifico: ci si chiede che apporto può essere dato dall'Open Source alla Pubblica Amministrazione, cronicamente afflitta da sprechi; e alle Piccole e Medie Imprese, magari giovani, che hanno pochi fondi per iniziare.
 
 
1) Abbiamo compreso dalla puntata precedente che il software Open Source non si paga, è efficiente quanto se non più del software proprietario. Pensi che sia applicabile per una PA così anziana come la nostra e abituata a Windows? 
 
Software Open Source non significa necessariamente gratuito. Anzi se una persona è in grado di confezionare un software “su misura” per una azienda, può farselo pagare, pur partendo da un software gratuito, a condizione che “aperto” resti il software modificato e quindi utilizzabile da altri. Questo significa possibilità di lavoro.
 
Precisato tanto, possiamo affermare che quasi tutto il software libero e quello Open Source è, generalmente, anche gratuito. Credo non ci sia nessun problema a fare utilizzare il software gratuito alla Pubblica Amministrazione, ormai è ancor più intuitivo dei quello commerciale. Mia figlia ha un suo computer da quando aveva 3 anni. Ha installato sia Windows che Linux (Edubuntu). Nove volte su 10 entra con Edubuntu. Significa che lo trova più intuitivo. Basta pensare che in Windows XP per uscire bisogna prima fare click su Start e questo, se ci si pensa bene, è un controsenso che, per chi non è assuefatto a Windows, è una cosa illogica: Start per Uscire? Ma Start non significa Inizio, Avvio, Partire, …?
 
2) Proprio in virtù della sua gratuità, quando potrebbe risparmiare la nostra Regione se non spendesse in costose licenze software? Lo trovi un progetto realizzabile?
 
La provincia di Bolzano ha circa 500.000 abitanti e risparmia (solo per il pubblico) oltre 1.000.000 di euro l’anno. La Regione Sicilia ha circa 5.000.000 di abitanti, quindi, solo per il pubblico potrebbe risparmiare anche 10.000.000 di euro l’anno.  Se poi estendiamo anche ai privati ed alle aziende, ritengo che si potrebbero superare, tranquillamente,  60.000.000  – 70.000.000 di euro l’anno. A questo dovremmo aggiungere i computer che con Linux potrebbero rivivere invece di essere rottamati. Un computer che con Windows Vista è da buttare, con Linux diventa una macchina perfettamente funzionante e performante.
 
Il progetto è sicuramente realizzabile, ovviamente serve la volontà politica (almeno per la Pubblica Amministrazione). Purtroppo il politico “tipo” è molto più sensibile ai contratti da milioni di euro piuttosto che al risparmio di milioni di euro…
 
3) Spiegheresti ai lettori di cosa tratta l'esperimento della provincia di Bolzano, fatto in questo senso, che ti ha fatto scattare la molla per diffondere anche nel tuo Istituto il "virus" dell'Open Source?
 
Semplice, un ragazzo argentino, assunto nella Pubblica Amministrazione, ha iniziato a diffondere Linux e il software libero nei vari uffici pubblici e nella scuola. Anche se in quegli anno il software libero era molto indietro, rispetto ad oggi, per semplicità d’uso, la cosa con gli anni ha preso piede ed è diventata la norma. Oggi il software libero è semplice da usare quanto e più di quello commerciale quindi i problemi da affrontare sarebbero ancora meno.
 
Serve solo un gruppo di persone trainanti e la volontà politica. Basterebbe una semplice leggina di un solo articolo che imponesse l’uso del software libero alle Pubbliche Amministrazioni. 
[continua]
Feb
01
2010
Iniziamo per IT (Isola Telematica, che poi IT è anche la sigla di Information Technology non è un caso), un ciclo di interviste per introdurre i neofiti e i curiosi al mondo dell'Open Source e al software libero.  Il prof.Antonio Cantaro, che ci ha fatto già compagnia in questo spazio, sarà il "Virgilinux"  per chi si è perso nella selva oscura del closed-software. E per chi, proveniente dalla PA o dalle PMI, inizia a pensare di poter risparmiare qualcosina, senza perdere in produttività.
 
1) Antonio, inizio facendoti una domanda veramente molto basilare: cos'è Linux?

Linux (se vogliamo essere più precisi GNU-Linux) è un sistema operativo. Il sistema operativo è un insieme di programmi che servono a fare funzionare un computer, ossia gestisce il funzionamento di tutte le parti di un computer, dal microprocessore alla memoria alle periferiche (mouse, tastiera, video, stampante, ecc.). Senza il sistema operativo il computer sarebbe come un soprammobile.
 
I sistemi operativi più utilizzati sono Windows, Mac e Linux.  Ovviamente poi, dopo il sistema operativo, servono i programmi (software)  applicativi: videoscrittura, grafica, browser (per navigare in Internet), multimedia, giochi, ecc…

2) Perché esistono varie distribuzioni, come faccio a sapere qual è la più adatta per me?

Il sistema operativo GNU-Linux o Linux per gli amici, esiste in centinaia di versioni diverse chiamate distribuzioni o distro. Il motivo per cui esistono tante distribuzioni è semplice: ognuno può liberamente e legalmente creare una propria versione del sistema operativo.
 
Abbiamo detto che il sistema operativo è un insieme di programmi, ebbene Windows ha questi programmi chiusi e blindati, quindi nessuno vi può accedere per modificarli ed ogni cambiamento viene realizzato dalla Microsoft. Linux è un sistema open source, ovvero col codice sorgente aperto e quindi accessibile a tutti. Tanto significa che ognuno, se capace, può modificare e migliorare tale sistema operativo. Va da se che nel mondo vi sono tante persone che hanno la capacità di modificare il codice del sistema operativo e quindi ecco tante versioni magari create per ogni tipo di esigenza.
 
Per capire quale sia il “Linux” più adatto, basta leggere le note del produttore e capire cosa offre. Ma con un semplice ricerca in internet si hanno molte notizie e suggerimenti. Oggi la distribuzione più diffusa, supportata e semplice è Ubuntu.
 
Io stesso ho realizzato quattro versioni di Ubuntu Plus Remix. Si tratta di Ubuntu con molto software ed utilità aggiunte, ossia pronto all’uso per una utenza standard, senza bisogno di dovere installare altro. Anzi con gli effetti 3D già abilitati. Per maggiori dettagli su Linux è disponibile la pagina apposita sul sito dell'Istituto Majorana.

3) Davvero con Linux risparmierei soldi? Sai, voglio avviare un'attività ma spenderei un capitale in hardware e licenze.

Moltissime distribuzioni Linux vengono offerte gratuitamente, compreso Ubuntu e le mie versioni Plus. Quindi non serve spendere nulla per il sistema operativo. Avete visto, dal filmato del link precedente, come Ubuntu non abbia nulla da invidiare a nessuno, neppure per grafica. Ma il bello è che molto software è già presente in Linux (Ubuntu). Parliamo di software libero, open source e free.
 
In ogni caso con un click possiamo installare qualsiasi programma (pacchetti)  vogliamo con possibilità di scelta tra diverse migliaia di software. Basta un collegamento a Internet ed un click del mouse e Linux scarica il software, lo installa e lo sistema per categoria d’appartenenza nell’apposito menu. Ma non ci si ferma a questo, infatti, ogni volta che si aggiornerà il sistema, verranno, automaticamente, aggiornati tutti i programmi (pacchetti) installati. Pensate quanto tempo e fatica risparmiati. Questo è possibile in quanto il software non è commerciale e quindi non serve andare, per ogni programma, nel sito del produttore per cercare ed eventualmente pagare gli aggiornamenti. A questo punto il costo del software è nullo.
[continua]
Nov
09
2009
Da bravo "smanettone" dei sistemi Open Source, non di rado mi capita di cercare sul Web delle guide per riparare i "danni" dellaLogo dell'Istituto Majorana lotta quotidiana sul terminale dei comandi. Se masticate Linux vi sarà capitato di incrociare una delle video-guide realizzate dal Prof.Ing. Antonio Cantaro, dell'Istituto Majorana di Gela.
Il nostro è, a mio avviso, una delle figure di spicco in Sicilia per quanto riguarda la diffusione del software libero, sia lato-consumer che lato-business: immaginatevi che risparmio di denaro nelle Istituzioni senza dover spendere in licenze! Ma, non pago dell'attività "teorica", il Prof.Ing. ha ben deciso di partire da Ubuntu, una delle migliori distribuzioni Linux, per renderla... Plus Remix.
Gli ho posto alcune domande, alle quali ha risposto in modo molto esauriente: se volete farvi un'idea di ciò che scrivo già da qualche riga, non resta che continuare la lettura.
 
1) Cos'è il software Open Source esattamente e perché esistono tante versioni del S.O. Linux?

Open Source significa codice sorgente aperto. Non voglio puntualizzare  le differenze col Software Libero, diciamo che in linea di larga massima sono molto simili. La differenza è invece enorme col software proprietario chiuso.
 
Supponiamo di parlare di un amaro molto pubblicizzato: ovviamente la ricetta è segreta e nessuno può modificarla. Se invece l'amaro è quello che faceva la nonna e la ricetta è nota a tutti ed anzi è liberamente visibile, allora le cose cambiano.
Io posso leggere la ricetta della nonna, fare delle prove, modificarla, migliorarla, adattarla al mio gusto e poi realizzare, legalmente, il mio amaro sulla base della ricetta della nonna. Non posso, però, rendere segreta la mia ricetta perché sono partito da una ricetta aperta. Molto probabilmente riuscirò a creare un amaro più buono di quello commerciale "con ricetta segreta".
Anzi, siccome siamo in moltissimi (nel mondo) a potere sperimentare nuovi aggiustamenti e migliorie alla ricetta della nonna, di sicuro l'amaro, man mano e di mano in mano, risulterà sempre più buono ed apprezzato da tutti. Infatti le modifiche non riuscite verranno abbandonate, mentre quelle riuscite verranno adottate da tutti e sempre più migliorate.
 
Ovviante nel caso del software la ricetta è il codice del programma molto complesso e sofisticato. Però, il concetto non cambia.
 
Un'azienda, per quanto grande ha un certo numero di esperti. Nel mondo le persone competenti che possono dedicarsi a migliorare un programma, potendone conosce il codice, sono in numero enormemente maggiore. Ecco allora che il software Open Source è continuamente migliorato da tantissime persone nel mondo in quanto, così come è nato, deve sempre restare aperto ed accessibile a tutti. Questo spiega anche il fatto del perchè si possono trovare tante distribuzioni di Linux, ognuno crea il proprio amaro personalizzato.

2) Sei a capo del progetto Ubuntu Plus Remix, giunto alla terza versione, una distro tutta siciliana che da lustro al software libero nella nostra Isola. Esattamente quale differenze vi sono con il prodotto Canonical?

Che parolone: progetto Ubuntu Plus Remix. Le cose sono molto più a misura d'uomo (piccoline). Diciamo che mi diletto a realizzare delle distro (che io chiamerei "distribuzioni") che rendono la vita più facile agli utenti non esperti. Mi limito solamente ad integrare una distribuzione Linux ufficiale, che è Ubuntu, in modo da renderla molto più completa dell'originale ed immediatamente utilizzabile dagli utenti nella migliore delle maniere. In pratica la arricchisco con software aggiornatissimo e largamente utilizzato.
 
La rendo completamente e immediatamente italiana,  più gradevole nell'aspetto e facilito la connessione ad internet  con delle utilità. Inoltre arricchisco Firefox con molti plug-in e OpenOffice. In ultimo rendo attivi gli effetti 3D che essendo spettacolari colpiscono immediatamente le persone accendendo in loro il desiderio di provare Linux.

Tutto quanto faccio può farlo qualsiasi utente che conosca discretamente Ubuntu. Però le mie distribuzioni hanno tanto successo sia tra gli esperti che tra le persone alle prime armi. Gli esperti le trovano utili perché hanno già tutto pronto e non debbono perdere delle ore per la personalizzazione. Gli utenti alle prime armi non sarebbero capaci e trovano tutto già pronto. Ma per quanti sono più interessati a capire meglio Linux,  oltre che il DVD già pronto, realizzo pure la "Plus fai da te", ossia una guida per crearsi la versione Plus, da soli,  grazie alle dettagliate indicazioni.

Da pochi giorni è uscita la nuova Ubuntu 9.10 e sto realizzando, su questa,  la Plus4.

3) Sul Web non si contano i portali in cui sono presenti le guide Linux realizzate dall'Istituto Majorana. Al di là dell'enorme successo telematico, a che punto siamo in Sicilia nella diffusione dell'Open Source?

In effetti le pagine Web esterne che linkano nostre pagine sono circa 40.000. Il successo delle videoguide da me realizzate è dovuto al fatto che sono semplici ed immediate. Un buon video vale più di cento ottime guide testuali. Tanto è quanto mi dicono i visitatori. Ma parliamo della nostra terra. Non credo che in Sicilia la diffusione del software libero sia a buon punto. Posso dire solamente che i miei alunni utilizzano il software libero ed Ubuntu in particolare.
 
L'anno scorso è arrivato un tecnico di laboratorio (informatico) che appena arrivato conosceva solamente Windows. Quest'anno è stato trasferito a Caltanissetta. Mi ha telefonato dicendomi che nella nuova scuola sconoscevano Linux. Adesso, lui, ha installato Ubuntu nei laboratori di quella scuola e sono soddisfatti. Quindi ho iniziato ad esportare conoscenza linuxiana.
 
Un aneddoto: anche in sala docenti installai Linux. Il giorno successivo alcuni colleghi si lamentarono col Dirigente Scolastico, dicendo che con Windows si trovavano meglio. Sapete cosa ho feci? Inserii nel desktop (scrivania) del computer una scritta a caratteri cubitali, lampeggianti e dai colori sfavillanti, che recitava: "NON PUOI FARE A MENO DI WINDOWS ED OFFICE? ALLORA COMPRATELI! CON METÀ STIPENDIO, FORSE, RISOLVI".
 
Da allora cessarono le lamentele. Adesso i colleghi, in sala docenti, usano tranquillamente Linux-Ubuntu, OpenOffice, Firefox, ecc...  Ormai molti colleghi mi scrivono da tante scuole d'Italia e anche da scuole siciliane dicendo che grazie alle videoguide stanno iniziando ad adottare il software libero e Linux. Tanto, ovviamente vale anche per i privati. Sono, quindi, convinto che, per quanto non ben messi, le cose stiano progressivamente e velocemente migliorando. Man mano che si accendono dei focolai, questi divengono origine di ulteriore diffusione. 

4) Circa un anno fa, l'Istituto Majorana e il comune di Gela hanno stipulato un
protocollo di intesa per l'adozione del software libero. Esattamente di cosa si tratta e quanti soldi sono stati risparmiati con questo passaggio? Dopo un anno, quale bilancio si può trarre? E' un modello applicabile ad altre amministrazioni?

Si tratta di una cosa molto semplice, ecco la storia. L'Arch. Emanuele Tuccio, Capo Area Tecnica del Comune di Gela, mi chiedeva se era possibile introdurre il software libero all'interno degli Uffici del Comune di Gela. Ovviamente davo la mia piena disponibilità. In via sperimentale, si organizzò un corso per 15 dipendenti dei Lavori Pubblici e della Manutenzione.
 
Le richieste di partecipazioni furono enormemente maggiori rispetto alla disponibilità. Il Dirigente Scolastico Prof. Vito Parisi offrì la disponibilità gratuita dei locali e delle attrezzature scolastiche, io mi resi disponibile, gratuitamente ed il corso di alfabetizzazione al software Open Source è fu portato avanti ed ultimato con successo e con grande soddisfazione dei partecipanti.  Proprio oggi ho incontrato L'Arch. Tuccio che mi ha spronato a proseguire i corsi per i tantissimi dipendenti comunali che hanno chiesto di partecipare.
 
Per quanto, a Gela, attualmente, siamo in gestione commissariale, essendo il Sindaco diventato parlamentare europeo, mi ha garantito che la cosa è di tale importanza che deve proseguire in tempi brevi. Ovviamente a giorni, insieme, presenteremo una richiesta al Commissario Straordinario Dott. Rosolino Greco. Di fatto, il personale del Comune di Gela che ha già partecipato al corso, usa tranquillamente il software open source in Ufficio, soprattutto per quanto riguarda OpenOffice e Firefox. Ma la cosa più bella è che a casa hanno installato Linux-Ubuntu e Gimp. Questo significa che piano piano trasmetteranno la loro passione e conoscenza anche agli altri e, quanto prima, installeremo Ubuntu in molti altri computer di quegli uffici.
 
I soldi risparmiati sono quelli del mancato acquisto di nuove licenze e relativi aggiornamenti. Ma in questa fase iniziale non è l'ammontare del risparmio a contare, quanto la diffusione dell'Open Source, all'interno dell'amministrazione e soprattutto all'interno delle abitazioni dei dipendenti. Questo significa, conseguentemente, perdita della dipendenza (assuefazione) al software commerciale. Tali conoscenze acquisite comporteranno il passaggio, in ambiente lavorativo,  senza traumi e senza problemi, oserei dire in maniera indolore.
 
Sicuramente tale modello è applicabile ad altre amministrazioni.

5) In tempi più recenti, pochi giorni fa, si è svolto a Gela il LinuxDay 2009, grazie alla tua collaborazione e al LUG (Linux User Group) di Gela. Esattamente cosa sono questi incontri? Com'è andata l'esperienza?

Il 24 ottobre 2009 ho organizzato il LinuxDay presso il mio Istituto. Il LUG di Gela non c'entra nulla ed io non ne faccio parte. La manifestazione non è, in alcun modo, legata ad attività di gruppi politici, religiosi o di qualunque altro tipo, che non perseguano le finalità della manifestazione stessa, ossia la diffusione del software libero. Quindi si tratta di incontri, in scala più o meno larga, che servono a fare conoscere agli altri il software libero e Open Source. 
 
Già l'anno scorso avevo organizzato, con successo, l'evento. Sono sempre delle belle esperienze e quest'anno abbiamo avuto la presenza di circa 500 persone. La cosa bella è stata la  partecipazione di molte personalità politiche. La cosa mi ha fatto molto piacere, infatti sono stati assunti impegni, pubblicamente, mirani all'introduzione dell'open source nella pubblica amministrazione. Giuseppe Di Dio, Presidente del Consiglio Comunale di Gela, ha garantito il suo totale appoggio. L'On. Miguel Donegani, Deputato all'Assembla Siciliana e Vice presidente della Commissione Rischi Ambientali, ha dato disponibilità completa a portare la cosa in Regione. Il Dott. Alfonso Cipolla, Consigliere della Provincia Regionale di Caltanissetta e capo gruppo, ha già predisposto una vibrante Mozione per l'Amministrazione della Provincia di Caltanissetta, avente per oggetto: “Intervento per chiedere  di promuovere Linux e il software libero adottato con successo dall’Istituto “ E.Majorana” di Gela presso tutti gli altri Istituti di competenza  e negli uffici della Provincia regionale di Caltanissetta”. Il Dott. Gianluca Cutrona, Assessore Sport Turismo Spettacolo, in rappresentanza del Comune di Niscemi, oltre la disponibilità, si sta già muovendo per la diffusione del software libero all'interno dell'Amministrazione del Comune di Niscemi.
 
Hanno tutti preso la parola dichiarando pubblicamente il loro fattivo impegno per la causa. Si tratta di persone sensibili al bene della collettività che hanno immediatamente capito come sia possibile risparmiare tantissimo denaro pubblico ed ottenere la completa libertà informatica. Infatti, la pubblica amministrazione  non può  essere succube di poche multinazionali del software. Questo in particolare oggi, visto ogni cosa funziona grazie al software, ad iniziare dal semplice ascensore.
 
Di certo, le personalità intervenute, sono rimaste molto coinvolte allorquando, nel mio intervento,  ho affermato che:

- L’amministrazione della Provincia Regionale di Bolzano (più piccola di quella di Caltanissetta), grazie all’adozione del software libero, da sola, risparmia oltre 1.000.000,00 di euro l’anno;

- la Camera dei Deputati ha adottato il Linux ha risparmiato oltre tre milioni di euro;

- la Corte dei Conti ha adottato il software libero con enormi risparmi;

- la nostra scuola, a parità di spesa, con un contratto già stipulato, è passata da 8 postazioni informatiche (sala computer) a ben 16 con la semplice utilizzazione del software libero, rinunciando al software commerciale.  
 
L'avere coinvolto tali personalità politiche si è quindi tradotto in sicuro successo per la penetrazione del software libero nella Pubblica Amministrazione.                  

6) Come vedi il futuro del movimento Open Source in generale, e per la nostra Isola?

L'Open Source è ormai troppo importante per l'intera comunità mondiale e di certo farà passi da gigante. Tutte le nazioni, sia sviluppate che in fase di sviluppo, stanno ormai migrando verso il software libero ed in special modo per quanto attiene la pubblica amministrazione. Solo l'Italia ancora resiste (forse siamo più ricchi di Germania, Francia, Russia, Inghilterra, Norvegia, Stati Uniti, ecc...?).
 
Ormai, per la Pubblica Amministrazione, le risorse finanziarie, anche in Sicilia, sono destinate a diminuire sempre più. Quindi è chiaro che l'enorme risparmio ottenibile con l'Open Source, unito alla ormai maturità dello stesso, che per qualità e caratteristiche, spesso è superiore all'omologo software commerciale, comporterà la sempre maggiore adozione del software libero sia da parte dei privati cittadini sia da parte della pubblica amministrazione. Come disse l'acqua, alla dura pietra: dammi tempo che ti sbuco...

7) Il movimento del software libero è ancora poco trattato dalla stampa tradizionale, risultando semi-sconosciuto alla massa, o una crescente connettività della stessa porterà inevitabilmente a una apertura a questi temi; sia pure per motivi di risparmio economico, soprattutto a livello istituzionale?
 
Com'è noto il potere penetrante della stampa e dei media è enorme. Se dessero maggiore spazio alla divulgazione e trattazione degli enormi vantaggi, in termini di risparmio e di libertà informatica, che il software Open Source potrebbe portare all'intera nazione, di certo, a trarne i vantaggi saremmo tutti noi. Ma dobbiamo essere anche noi a pungolare i giornalisti che poi, non sono insensibili alle cose serie. Certo il software libero non è una notizia sensazionale, ma sicuramente produttiva. Io, i media, li pungolo con una certa frequenza e debbo dire che rispondono.

Non si può dire certo che siano rimasti sordi al software libero. Ma, se a pungolare i media fossimo in molti, probabilmente l'eco sarebbe dilagante.
 
Scusate se mi sono prolungato oltre il dovuto, ma la passione per queste cose ha avuto il sopravvento. Nel congedarmi v'invito a provare subito l'Open Source. Cominciate con Firefox e con OpenOffice, non disturbano gli altri programmi simili eventualmente installati nel vostro computer. Basta scaricarli liberamente e gratuitamente (in piena legalità) da Internet e installarli con un semplice doppio click del mouse. Non spaventatevi sono semplicissimi da usare e molto simili agli altri.

Se gradite le videoguide,  potere pure scaricarle gratuitamente in versione DVD. Sono state adottate dai rispettivi siti ufficiali italiani. Se poi vi trovate bene guardate le videoguide su Gimp, utilissimo per ritoccare le vostre immagini in maniera professionale ed in ultimo, dopo che la passione non tarderà ad avvolgervi, provate con Linux-Ubuntu che ormai è diventato più semplice ed intuitivo degli altri sistemi operativi.
 
 
Ringrazio Antonio per la disponibilità scaturita dalla sua grande competenza. Per contattarlo basta inviargli una mail e non temete: l'etica di noi "smanettoni" Open Source quasi ci impone di rispondere appassionati ;)
 
Lug
06
2009
Lo scenario emerso dalla conferenza stampa di Microsoft sulla pirateria informatica, svolta presso l'Agenzia Consolare Americana, presenta la Sicilia come una delle regioni con il più alto tasso di penetrazione del fenomeno.
 
Quasi una persona su due, il 47%, utilizza software piratato o con licenze contraffatte. Tuttavia, negli ultimi tre anni la percentuale è stimata sia scesa al 30% grazie anche al mistery shopper, un addetto al controllo dell'autenticità dei prodotti acquistati nei vari punti vendita.
 
Comunque, c'è da chiedersi se solo con il controllo e la repressione sia possibile frenare un fenomeno ormai "casalingo": chiunque disponga di una connessione ADSL e un minimo di dimestichezza con la Rete, può attingere a un'enorme quantità di software non originale.
 
Sarebbe auspicabile una politica di prezzi al ribasso, considerando che, nel libero mercato telematico, non sono poche le aziende produttrici di software che non hanno nulla da invidiare ai colossi del settore.
 
E che dire dell'Open Source, ovvero del software libero dal diritto di autore (copyright), totalmente utilizzabile e ri-programmabile al solo "costo" dell'indicazione della paternità del prodotto originale (copyleft)?
 
Insomma, le frecce dell'arco sono tante, certo è ovvio che le grandi aziende scelgano quelle che possano far recuperare loro profitto (in fondo i programmi Open Source si prospettano come loro concorrenti, sia come linea di pensiero che sul mercato).
 
Ma l'utente finale ha un più ampio ventaglio di scelte a sua disposizione, per poter usare programmi di ottima fattura senza incorrere nell'illegalità.