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Quotidiano di Sicilia
 
Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag Web

Dic
28
2009
Passate le feste natalizie, non ci resta che tornare con l'ultimo post del 2009, in attesa dell'anno che aprirà il nuovo decennio, chiudendo quello che ha segnato l'affermazione di massa della Rete.
 
Sembra ieri, eppure era nel 1994, che Italia On Line (qualche anno dopo, nel 1997, inglobata dal portale Libero) e il modem a 14k facevano capolino. Le prime chat, popolate da personaggi quantomai pittoreschi, e le prime pagine Web, quattro parole nere su bianco che forava gli occhi, e la cui massima innovazione era la barra a lato, i "frame". Le gif animate e il webmaster, figura che già dal nome sembrava evocare Merlino o Yoda. Il Web 1.0.
 
Poi venne la rivoluzione, improvvisa e potente galoppata verso i portali di tutto un po' e il video sharing, Youtube e Wikipedia l'alfiere della conoscenza, progetti aperti a tutti. I forum sul web e le enormi chat pubbliche, che si evolvono, si disgregano e si accorpano, la fusione di tante esperienze nel social network, una "rete sociale" dove il webmaster non è più, il saggio non è più, e tutti possono realizzare tutto e condividerlo. Condivisione è Web 2.0.
 
Gli anni '10 del terzo millennio cosa porteranno? Qualcuno azzarda al Web 3.0, il Web semantico, la Rete "intelligente". Wolfram Alpha.
 
E nell'Isola Telematica? In mezzo al guado, in una sorta di Web 1.5 che presenta portali "nostalgici" e voglia di Facebook, non resta che tenere il passo e non perdere il treno (ad alta, vera, velocità) dell'innovazione.
 
L'età dell'oro sembra appena incominciata, non vorremo rimanere con in mano solo terriccio.
 
 
Dic
21
2009
Il Natale è ormai alle porte, ce lo segnala più di ogni altra cosa l'aumentata (e per fortuna, vista la crisi) attività commerciale infiocchettata di slogan un po' melensi del tipo "a Natale si può dare di più". Per una volta, togliendo la plastificazione pubblicitaria da queste parole, facciano vero il senso di ciò che viene detto.
 
E, visto che si può dare di più, facciamo un triplo augurio:
 
Il primo, anche e non solo per motivi cronologici, al Quotidiano di Sicilia tutto, dato il recentissimo anniversario trentennale. Trent'anni vissuti con indipendenza orgogliosa da ogni asservimento, trent'anni da "cani da guardia del potere", a maggior riprova dell'orgoglioso animale simbolo di fedeltà e della testata, e della concezione americana di fare giornalismo.
 
Il secondo, ancora più sulle corde di Isola Telematica, è un augurio che viene rivolto alla Politica con la P maiuscola, se è ancora viva, per far in modo che si abbassino i toni, specie nei confronti del Web-strumento, il più potente catalizzatore di democrazia che mai menti umane abbiano concepito. Sempre gli americani, hanno in particolare definito i blog "cani da guardia dei cani da guardia del potere"; segno di una complementarietà e sostegno reciproco fra le due forme di fare informazione che in Italia ancora ci sogniamo. Al QdS però, come avete potuto vedere, si è fatto tesoro di questa felice osmosi che fa bene al cittadino.
 
Il terzo, va a tutti voi, per un felice Natale da trascorrere a casa, e in famiglia; a chi ogni giorno sa dire no al gattopardismo, e a chi ha deciso di far fruttare altrove il suo talento, portando il proprio ingegno da siciliano nel mondo e facendo così conoscere quanto di buono c'è in quest'Isola.
 
Un'isola che sia sempre più Telematica, una volta passata la perenne notte delle streghe che taluni vedono nel Web, strumentalizzandolo.
Dic
14
2009
Non serve dilungarsi oltre sul gesto dello psicolabile (usando le parole del padre dell'aggressore) che ha ferito il premier Silvio Berlusconi. Le speculazioni e la "tifoseria politica" le lasciamo ad altri, limitandoci a condannare un gesto che colpisce ancora più duramente il normale svolgimento dell'agone democratico.
 
Qui, su Isola Telematica, interessa seguire il risvolto che l'episodio ha sul Web. Subito dopo l'aggressione, in Rete è cresciuto il fermento, da una parte e dall'altra sono nati, su Facebook, i gruppi pro e contro Berlusconi, e viceversa, nei confronti di Massimo Tartaglia, il 42enne autore del gesto.
 
Il "popolo di Internet", termine quantomai errato e superficiale, usato spesso dai giornali generalisti, è emerso come una sorta di magmatica entità a due teste, un Giano telematico diviso fra amore e odio incondizionato dei protagonisti dell'accaduto.
 
Una lettura data con una lente distorta, che non focalizza il Web per quello che è in questi casi: una semplice (seppure potente) grancassa dei sentimenti comuni, e non un "popolo di Internet" astratto, quasi fantasioso come se si trattasse di Hobbit.
 
Tale lettura, purtroppo, è stata data anche da alcuni esponenti del governo, come il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che ha tuonato una maggiore sorveglianza (nei fatti, inattuabile) sul Web. Ancora più pesante Gabriella Carlucci: "Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno."
 
Parole che, seppure dette sull'onda delle emozioni, si spera non portino a frenare lo sviluppo del Web-strumento, che in quanto tale, è neutrale. Da condannare sono le persone, non i mezzi.
 
Si ricordi il famoso decreto Pisanu che, anch'esso varato nel 2005 a seguito degli attentati terroristici a Londra, secondo le parole dello stesso ex ministro, ha bloccato lo sviluppo delle reti Wi-Fi.
 
Un Web strumentalizzato fa male a tutti, sia ai semplici cittadini con il diritto di informarsi dal più grande canale disponibile al mondo, sia alle aziende che vorrebbero (e dovrebbero) puntare sul Web per lanciare, o ri-lanciare dopo la crisi, il proprio business.
 
Uno strumento di cui la Sicilia deve avvalersi per uscire da uno stato catatonico. Una grossa opportunità che non dovrebbe essere limitata da episodi folli come questo.
 
Ott
05
2009
A pochi giorni dall'alluvione che ha travolto il messinese, tutti parlano di "disastro annunciato". Giornali, telegiornali, talk show e salotti buoni si sperticano nella consueta escalation del copione da seguire: cordoglio per le vittime, accuse da destra e sinistra, a sinistra e a destra, e viceversa; elogi agli angeli dei soccorsi, promesse di ricostruzione rapida e progetti di prevenzione affinché queste sciagure non capitino più. Il solito canovaccio.
 
Ma i vecchi media hanno la memoria corta (ma sul QdS siamo tornati sul rischio più volte), e non si sono ricordati di ciò che loro stessi hanno prodotto due anni prima. Nel 2007, infatti, Striscia la Notizia diede spazio, in un suo servizio, all'alluvione che colpì Giampilieri, fortunatamente senza causare morti. Un appello rimasto inascoltato proprio per la mancanza di "vittime sacrificali" all'audience, minimo comun denominatore?
 
Il Web, invece, da immenso archivio, fece "tesoro" di quella testimonianza e, con il riproporsi tragico dell'alluvione, si è per l'ennesima volta fatto protagonista e strumento degli operatori degli old media. Gli stessi che, in non pochi casi, sputano sul piatto dove "scroccano" a piene mani.
 
Un piatto ricco, inoltre, di testimonianza inedite. E soprattutto fruibili a tutti, senza filtri o barriere, vero e proprio nodo focale che spaventa, in realtà, chi lavora nel settore. E che fa di tutto pur di remare contro il "mostro-Internet" , non rendendosi conto di avere a che fare, piuttosto, con un potente alleato per svolgere il proprio mestiere.
 
Una professione che fra l'altro, si deve via via aggiornare, andando di pari passo con la Rete, facendosi selezionatrice dei materiali più attendibili che essa produce e contiene e non più pontefice di verità (spesso faziose) dal pulpito degli articoli di colonna.
 
Un compito diverso, complementare con la Rete e non in contrapposizione (che fra l'altro esiste solo nel nostro Paese, basti vedere l'esempio americano come perfetta integrazione fra old e new media).
 
Sicuramente da svolgere con la maggiore trasparenza possibile, onde evitare figuracce come quella capitata qualche giorno fa a Studio Aperto, che ha mostrato i video di un disastro per un altro (attingendo e male, a piene mani dal Web).
 
Un ruolo nuovo per un'informazione migliore. Basata sui fatti, al cuore degli stessi e non alla spettacolarizzazione patinata di "disastri annunciati".
Ago
31
2009
Dopo l'intervista a Simone di Stefano, ho avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con l'ideatore di Infopatti, Antonino Galante; un esperto delle piattaforme sociali che animano il Web, come avrete modo di leggere dalle sue risposte.
Dalle stesse emerge inoltre la proposta di un 40xSicilia, un network in grado di raggruppare tutte quelle realtà glocali in una piattaforma a vocazione regionale.
 
Vi lascio, dunque, all'intervista augurandovi una buona lettura!

1) Com'è nata l'idea di 40XPatti?

40xPatti, anzi Infopatti, è nata nell'Aprile del 2008 con l’obiettivo di costituire una comunità digitale locale, per aggregare e far discutere tra di loro i cittadini pattesi su temi di interesse per la città o, come recitano le finalità pubblicate sull’home page, per “favorire lo sviluppo e la diffusione a livello locale della cultura digitale e promuovere, in tal modo, la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica”.
 
Da un punto di vista tecnico, scelsi la piattaforma per social network Ning le cui caratteristiche avevo avuto modo di apprezzare su unAcademy e alcuni altri social network di cui facevo già parte; il nome 40xPatti è stato aggiunto ad Infopatti successivamente, in seguito alla scoperta, un paio di mesi dopo, di 40xVenezia durante una conferenza promossa su Second Life da Kublai dove invitai alla realizzazione di un network nazionale di 40x da sviluppare con il supporto e la collaborazione di Emanuele Dal Carlo fondatore e animatore del social network veneziano, che già all’epoca contava circa 1500 iscritti; da qui quindi, grazie ad un’idea maturata su Kublai, possiamo dire che è nato 40xNetwork i cui primi aderenti, oltre 40xVenezia, sono stati 40xCatania, fondato e promosso da Simone Di Stefano, e 40xPatti, cui successivamente si è aggiunto 40xCagliari.

2) Quali sono i rapporti con gli altri portali "40x"? Pensi ci siano i margini per un coordinamento con altri social network come il vostro?

In effetti, come dicevo prima, i 40x nascono dalla volontà di alcuni di estendere e diffondere l’esperienza di successo veneziana ad altre città; ovviamente ogni città vive problematiche diverse e se per 40xVenezia il tentativo di trasformare Venezia in città albergo, sottraendo case ai veneziani per destinarle ai turisti, viene vissuta e temuta dai veneziani come una minaccia alla propria città e comunità, per realtà come Patti o anche Catania, dove la crescita turistica andrebbe sostenuta, trovare e destinare alloggi, magari abbandonati ed inutilizzati nei rispettivi centri storici, per recuperarli e valorizzarli destinandoli ad arricchire la ricettività turistica, rappresenterebbe un’opportunità di sviluppo.
 
Ma la differenza di problematiche da una città all’altra non esclude tuttavia che ve ne siano di comuni da affrontate insieme in appositi eventi come in realtà ci siamo ripromessi di fare in occasione dell’ingresso di 40xPatti nella rete dei 40xNetwork, quando, collegandoci da Patti via Skype, con Simone di Stefano a Catania, e con Emanuele Dal Carlo a Venezia, abbiamo ipotizzato eventi di questo genere che potrebbero essere realizzati grazie all’uso di ambienti quali Second Life anche se ad oggi non si è presentata ancora l’occasione di farlo; ad ogni modo, la presenza contemporanea di molti iscritti sui vari social network che fanno parte della rete 40x, permette spesso di sviluppare dibattiti in cui il contributo degli iscritti non locali è consistente e determinante e costituisce quell’importantissimo canale e mezzo di scambio di idee, competenze ed esperienze che può venire utile a realtà, ad esempio come Patti, che per molteplici ragioni, storiche, geografiche, ambientali, sono a corto di idee; competenze ed esperienze fondamentali per la soluzione anche di problemi apparentemente banali.
 
Si rivela anche importante l’apporto dei locali che non vivono più nel loro luogo di origine e che entrando a far parte del 40x della città di origine riescono a portare un importante contributo frutto delle esperienze maturate altrove, come ad esempio sta succedendo proprio in questi giorni per 40xPatti.
 
Comunque, chiunque abbia interesse a creare un nuovo 40x, può farlo, entrando in contatto con qualcuno degli animatori di una delle reti 40x esistenti, purché segua alcune regole comuni e adatti il manifesto di 40xVenezia alla propria realtà locale come è già stato fatto dagli altri 40x.

3) Qual è stato e quale sarà il contributo di 40xPatti a iniziative "offline"?

Proprio in questi giorni 40xPatti esce per la prima volta dal proprio ambito digitale per passare a quello fisico, del faccia a faccia; e lo fa proprio per dar luogo ad un dibattito proposto durante lo svolgimento di una discussione sviluppatasi sul social network nei mesi precedenti e dopo essere riuscito ad assicurarsi la presenza degli amministratori comunali senza il coinvolgimento dei quali il dibattito sarebbe stato privato degli interlocutori naturali della comunità.
 
Patti è una piccola cittadina e per di più meridionale, quindi oltre che trovarsi ad affrontare i comuni problemi di tipo ambientale (abitudini e mentalità prevalentemente riscontrabili presso i siciliani) cui anche gli amici di 40xCatania fanno fronte nella continua ricerca di azioni volte a sensibilizzare la coscienza civica dei cittadini, ha anche il problema, appunto, di essere un piccolo centro dove non è facile fare i numeri delle medie e grandi città.
 
Il nostro social network deve crescere ancora presso i pattesi e se non ha ancora dato vita ad associazioni (come è successo a Venezia) o ad azioni quale quella dei manichini a Catania, continuerà a proporsi come mezzo e occasione di crescita civile per Patti perseguendo l’obiettivo di abituare i pattesi al confronto costruttivo sia sulla rete come anche de visu; l’obiettivo non è certo internet fine a se stessa, ma la rete come formidabile strumento in più di cui disporre per favorire la crescita della comunità pattese a tutti i livelli, culturale, civile, economico.

4) "Il sottosviluppo esiste laddove vi è sfiducia nel cambiamento" (A. Cottica) è la frase di apertura di 40xPatti. Come pensi si traduca nella realtà pattese e siciliana nei confronti del mondo perennemente in rivoluzione del Web?

La frase di Alberto Cottica, fondatore e animatore di Kublai, che lessi in una sua intervista, mi colpì davvero per come sintetizzava e descriveva l’aborrito immobilismo pattese e siciliano in genere, che vivo, che viviamo purtroppo ancora, e questo potrebbe già essere sufficiente per risponderti; per me, quella frase rappresenta chiaramente il punto di partenza per convincere i miei concittadini a cercare il cambiamento, a far di tutto per uscire dalla condizione di sottosviluppo sociale, culturale, economico in cui ci troviamo, nel rispetto, ovviamente, dei principi etici.
 
E’ da tempo che penso a un 40xSicilia, ma non potrei assumermi l’impegno di animarlo da solo, e questo per rispondere alla seconda parte della domanda, per dire come dal web mi aspetti finalmente quelle aggregazioni e quelle azioni di democrazia dal basso che possono, potrebbero, lasciare il segno, fare la differenza nel favorire la crescita dei cittadini rispetto a quanto è avvenuto finora.

5) Dal tuo profilo emerge che sei "dentro" il mondo informatico da un bel po' di tempo e che nel recente passato ti sei attivato per coniugare questa passionelavoro all'impegno sociale. Alla luce della tua esperienza come pensi si sia evoluto il ruolo mediatico del Web e in che direzione sta andando?

Diciamo che una mia sensibilità verso le problematiche sociali mi accompagna sin dall’adolescenza e che, nel momento in cui sono entrato in contatto con la cosiddetta dimensione sociale della rete, è stato del tutto naturale esprimere anche lì questa mia sensibilità; è così che, entrato in un mondo come Second Life, mi è sembrato del tutto naturale portarci un protagonista della lotta al racket come Tano Grasso a testimoniare della sua esperienza in uno spazio non più limitato ai presenti raccolti nella sala di un edificio, ma in uno spazio aperto a persone variamente sparse per l’Italia, e che, come per incanto, si trovano tutte in contatto tra di loro come se fossero appunto in una stessa stanza; per i politici, invero, mi aspettavo che l’intervento della Finocchiaro in Second Life, che aveva avuto il solo precedente di Di Pietro, potesse inaugurare un modo nuovo per i politici di confrontarsi direttamente con i cittadini.
 
Comunque, il tentativo di utilizzare la rete nelle sue molteplici espressioni come mezzo per testimoniare, diffondere cultura, ricercare occasioni di confronto e di sviluppo, per me, per chi usa la rete per creare tali occasioni e per chiunque abbia il desiderio di crescere ed ampliare i propri orizzonti, rimane un’incredibile opportunità che gli sviluppi della tecnologia e una maggiore disponibilità della banda larga accresceranno ancora.

6) Nello specifico, pensi che in futuro i social network, possano essere usati per iniziative partecipate "glocali" come la vostra, o la tendenza è sempre un maggiore appiattimento verso le piattaforme di moda e poco impegnate?

Tutto dipende certamente dagli interessi specifici dell’individuo che usa la Rete; il suo uso intelligente è ad ogni modo già oggi una realtà, basti pensare ad esempio a iniziative come Kublai, dove gli individui si aggregano per r
itrovarsi in un incubatore di progetti di sviluppo locale e dove ciascuno dei partecipanti può agire per fornire consigli ed esperienze agli altri partecipanti o riceverne a sua volta per il proprio specifico progetto.
 
Sono entrato su Facebook due anni fa, quando ancora lo conoscevano in pochi, con una foto in giacca e cravatta perché credevo potesse essere un mezzo per sviluppare contatti professionali e scambi di conoscenze ed esperienze con i miei colleghi d’oltreoceano, successivamente ho smesso giacca e cravatta per indossare una maglietta (oggi, ad esempio, un social network più indicato per quelle finalità, dove continuo a portare giacca e cravatta, è Linkedin); in Second Life la maggior parte di quelli che entrano lo fanno per curiosità, per provare nuove emozioni, per gioco, poi magari si stancano e non vi tornano più, ma esistono anche coloro che usano o continuano a usare Second Life, i social network e i vari strumenti che il Web 2.0 ci offre per finalità diciamo più “serie” o se si preferisce, come formidabili strumenti di comunicazione.
 
Le persone avranno sempre più dimestichezza con la rete e la utilizzeranno sempre meglio, per le frivolezze come per le cose che non lo sono. Mi aspetto certamente che crescano le pressioni dal basso, una maggiore consapevolezza civica nei cittadini, una maggiore diffusione dell’e-lerning e dell’e-democracy, così come anche della remote collaboration, nella speranza che questo possa avere anche un impatto positivo sulla riduzione dei viaggi di lavoro e sull’inquinamento.

7) Cosa ne pensi dell'informazione siciliana e come questa può essere migliorata dal citizen journalism e dalla partecipazione 2.0?

Mi aspetto tanto di buono, ovviamente; la presenza on-line di una testata come la vostra nel panorama dell’informazione siciliana, impegnata da anni nelle denunce delle inefficienze e a promuovere la modernizzazione della società siciliana per me è incoraggiante, ma c’e’ ancora parecchia strada da fare; i commenti che mi capita talvolta di leggere su alcuni giornali on-line, improntati a sterili nostalgie addirittura borboniche o a presunti primati campanilistici, mi prostrano davvero e mi fanno capire che siamo ancora lontani soprattutto dall’affrancarci da certa mentalità feudale e dalla comprensione dei problemi veri cui bisognerebbe metter mano urgentemente, affrontandoli con un atteggiamento etico opposto a quello prevalente con cui sono o non sono stati affrontati finora.
 
Mi preoccupano infine i vari tentativi di porre dei bavagli alla rete, e che queste iniziative siano promosse da politici siciliani (D’Alia, Alfano) mi deprime ulteriormente e mi da la misura della nostra arretratezza culturale e delle mai dismesse abitudini gattopardesche dei “prìncipi” dei giorni nostri.
 
L’idea di lanciare un 40xSicilia potrebbe essere un modo per aggregare coscienze a livello regionale utilizzando il web 2.0; chissà che quest’intervista non possa essere l’occasione per farlo.
 
 
Ringrazio ancora Antonino per averci concesso il suo tempo; appuntando che i pareri espressi sono personali. Isola Telematica continuerà a seguire Infopatti, il network della comunità pattese.
Lug
22
2009
Ho avuto il piacere di intervistare l'ideatore di 40xCatania, Simone Di Stefano, un ragazzo che ha ben chiaro il lato "social" dei network e che, con la sua iniziativa, auspica l'inizio, a livello glocale (unendo il globale del Web alla località del capoluogo etneo) di una nuova stagione di presa di coscienza da parte dei catanesi.
 
Così riassunto può sembrare riduttivo, quindi lascio la parola alle sue risposte, molto interessanti e articolate. Buona lettura!
 
1) Come è nata l'idea di 40xCatania?

40xCatania nasce sulla falsa riga di 40xVenezia, su mia iniziativa (ma ciò è poco importante, io ho creato il contenitore, il contenuto è creato da tutti) in poco tempo diventa un progetto corale e condiviso da molti. In una città dinamica come Catania, dove sembra che tutto cambi ma alla fine non cambia niente, viviamo in un "sistema" che ha fallito obiettivi di  progresso sostenibile; serviva innescare un processo di conoscenza e informazione contributiva e documentaristica tale da permettere al cittadino di esprimere il proprio senso civico ed alle componenti della città, di instaurare un dialogo costruttivo e propositivo, il tutto con particolare attenzione alla costruzione di un think tank "serbatoio di pensiero".

La sfida è stata quella di creare una coscienza collettiva che vada oltre lo spazio e il tempo, una memoria utile produttrice di cambiamenti sia nel Web che nel reale attraverso un flusso informativo che passa in continuazione tra Web e realtà e viceversa, che si esprime nel "reale" con "azioni" (esempio: azione manichini) e "microazioni" (esempio: aperitivi nei quartieri e frozen manifesti)  e nel Web con la forza aggregante del social network sfruttando la capacità dello stesso di "congelare" il pensiero intellettuale e di rendere le emozioni vive attraverso foto, video, blog e tanto altro.

Tì riporto il manifesto (in continua fase di elaborazione) che sin ora ha guidato il nostro lavoro.

2) Quali sono i rapporti con gli altri portali di "40x"? Sono in progetto nuovi social network per le altre città siciliane?

Non esistono allo stato attuale dei legami particolari tra le realtà dei 40x se non la condivisione del mezzo; in ogni modo tra alcuni membri esiste un confronto e lo scambio di opinioni ed idee, alcuni membri di 40x sono iscritti in più network, ciò crea una rete sociale utile alla condivisione di valori di democrazia partecipata ma non esiste un progetto per altre città siciliane. Siamo comunque pronti a fornire consigli a chi desidera intraprendere iniziative simili.

3) Che iniziative "off-line" avete in mente per il futuro?

Pianificheremo le nuove azioni in funzione alle richieste pervenute dai feed del Web e in parte in funzione del question-time con il sindaco, ciò avverra nella seconda metà di Agosto.
Sino ad ora, stiamo dividendo le iniziative in due tronconi.

Azioni: Grossi eventi che devono essere condivisi, pianificati, programmati e approvati (la scelta delle tematiche viene fatta tutti assieme) con l'obiettivo del "risveglio" e della sensibilizzazione, con performance emozionali e coinvolgimento di più gente possibile.

Microazioni (formula ancora in sperimentazione): Create per lasciare margini di creatività e iniziativa ai membri, che con delle linee guida possono professionalmente spendere idee e iniziative per la città.

4) Il passaggio dall' "on-line" all' "off-line" si è finora tradotto bene?

E' complesso gestire (stiamo lavorando su metodo e modalità) il passaggio tra le due dimensioni, il reale e l'irreale ora coincidono nel Web e fuori dal Web, molti non percepiscono ciò e quindi l'opportunità che il palcoscenico mediatico creato dal Web ci concede. Comunque è fondamentale e importante ribadire che il movimento nasce PER CATANIA e quindi deve necessariamente andare al di là, spingersi oltre il proprio brand, organi, statuto e regolamento. I 40XCatania devono essere strumento del cambiamento e non il fine.

5) Pensi che in futuro i social network, possano essere usati per iniziative partecipate "glocali" come la vostra, o la tendenza è sempre un maggiore appiattimento verso le piattaforme di moda e poco impegnate?

Il social network è espressione del desiderio di aggregazione dell'uomo, l'operatività e l'uso diffuso di questi mezzi indirizza gli individui ad esprimere se stessi amplificandoli, con nuovi modi e strumenti di retorica visuale (video foto ed altro).

Mia opinione è che i social network orizzontali e generalisti come Facebook, adesso in una sorta di "bolla mediatica",  verranno affiancati da social network verticali e tematici dove gli utenti esperti (anche grazie allo stess Facebook e all'apprendimento sociale) sapranno gestire e personalizzare maggiormente le ambizioni e i desideri, siano essi di svago, di conoscenza o di cultura.

6) Cosa si tratterà esattamente nei question-time video?

L'idea e quella di produrre "conoscenza" e di mettere il sindaco di fronte ad un compromesso di efficienza ed efficacia per ciò che riguardo il suo operato e quello di tutta l'amministrazione.

I mezzi saranno i video, cortometraggi, gli special e le denunce raccolte e prodotte dai membri del social network; presentate con cadenza mensile saranno dibattute con risposte dal sindaco e reinserite nel Web per accendere discussioni, dibattiti e eventuali soluzioni.
 
7) Cosa ne pensi dell'informazione siciliana e come questa può essere migliorata dal citizen journalism e dalla partecipazione 2.0?

Sono divertito e al tempo stesso perplesso dall'informazione siciliana, e non aggiungo altro....

Il mestiere del giornalista sta cambiando, l'informazione è esplosa atomicamente e non si riconosce più la fonte. Il telegiornale delle 20.00 degli anni 70-80, un sacro appuntamento familiare che spesso coincideva con la cena, è diventato un ricordo remoto.
Il nuovo "recettore di notizie" oltre ad essere esso stesso produttore-consumatore ricostruisce il fatto raccogliendo questi atomi e dandole la forma che desidera.

Il "giornalista del web"  con etica e professionalità utilizzando il contenuto prodotto dell'utente ed i nuovi strumenti e linguaggi di espressione (giornalista-regista) deve sicuramente alzare la posta sul valore mediatico del contenuto e riuscire ad attribuire criteri documentaristici alle informazioni.
 
 
Ringrazio ancora Simone per averci concesso il suo tempo; appuntando che i pareri espressi sono personali. Isola Telematica continuerà a seguire 40xCatania, il network etneo dal volto social.
Lug
09
2009
Due osservazioni, due esempi sul mondo professionale che cambia grazie alla Rete, aprendo nuove possibilità per quel "lavoro che in Sicilia c'è".
 
In questi giorni è partito, lo abbiamo già segnalato sull'edizione cartacea del QdS, il portale Green-job.it dedicato alle offerte nel settore "green". I profili professionali dell'economia verde sono molto richiesti nella nostra isola: la Sicilia infatti ha un enorme potenziale, ancora tutto da scoprire, in questo campo.
 
Altro settore, ma uguale rivoluzione telematica: Sabrina Roccaforte, presidente dell'Ordine degli Architetti di Enna, rispondendo a un paio di domande della nostra Marilisa Cannarozzo; ha sottolineato l'importanza del Web per il raggruppamento dei professionisti nel mercato del lavoro e, soprattutto, il grande balzo che gli strumenti informatici hanno fatto compiere agli stessi.
 
Da parte nostra, due ancora due, ulteriori segnalazioni: i social network LinkedIn e XING, grazie ai quali è possibile registrare il proprio profilo completo di curriculum e iniziare a prendere contatto con le realtà professionali affini.
Giu
25
2009
I siciliani si danno all' e-commerce, rigettando lo stereotipo di tradizionalisti e conservatori,. Sono circa 1.300 infatti, coloro i quali hanno capito come fare affari sul Web, aprendo un negozio digitale sul più importante marketplace della Rete: E-Bay.
 
Un piccolo esercito che ha portato la Sicilia fra le prime regioni in Italia per penetrazione del fenomeno di e-business, secondo una indagine del colosso delle aste online. Ma come mai questo guizzo telematico?
 
Matteo Fici, vice-presidente nazionale del sindacato Assoprovider, pensa che "...grazie alla crisi la gente riflette come spendere meglio". Ma crisi vuol dire anche carenza di lavoro e, si sa, nell'arte di arrangiarci non siamo inferiori a nessuno.
 
Si comincia con il disfarsi di qualche vecchio cimelio per racimolare un gruzzoletto e, con un po' di inventiva e spirito imprenditoriale, l'attività da "mercatino delle pulci" si espande fino a poter diventare una vera e propria fonte di guadagno. No, non è l'Eldorado ma è una delle tante opportunità che il Web offre e che, nota lieta, i siciliani stanno cogliendo sempre più numerosi.
 
Ora, Internet offre sicuramente possibilità maggiori, il tutto sta nel dimostrare una capacità d'impresa ancora superiore. E il primo importante passo, nel cambio di mentalità, pare sia stato fatto.
Giu
17
2009

Avevamo parlato giusto l'altro ieri di Sicilia e-servizi e delle linee di sviluppo imposte dal nuovo Cda. La società non è venuta meno al primo dei progetti in programma, realizzando Si-vvi: sistema informativo per i progetti soggetti a procedura Via (valutazione di impatto ambientale), Vas (valutazione ambientale strategica) e valutazione di incidenza.

Renderà trasparenti le attività dell'assessorato Territorio e Ambiente, facendo entrare nella Pubblica Amministrazione quella filosofia "green-tech" di connubio fra la tecnologia, ovvero il Web e le tematiche ambientali.

Uno strumento importante, il cui percorso partirà ufficialmente dal primo luglio, seguendo gli "step" indicati da Natale Zuccarello, dirigente del servizio Via Vas:

"...una banca dati in cui confluiscono tutte le informazioni sui progetti...una componente di back office che consente di istruire elettronicamente le pratiche.. una componente di front-office rivolta ad imprese, professionisti e cittadini... e una componente Web Gis che permette di individuare la localizzazione geografica dei progetti"

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Sicilia e-Innovazione, e non appena reso attivo al pubblico sarà accessibile sia dal sito dell'assessorato che da quello della Regione.