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Quotidiano di Sicilia
 
Isola Telematica di Benedetto Motisi
il blog sull'ICT e il Web siciliano


Tag Web 2.0

Apr
11
2011
Ieri sera puntata di Report, il programma di approfondimento giornalistico di Milena Gabanelli, dedicata a Facebook e al mondo dei social network. Considerando che ritengo il format uno dei pochi esempi di giornalismo d'inchiesta sulle tv generaliste, mi chiedo se una volta tanto qualcuno proveniente dal mondo 1.0 dei media tradizionali riesca ad affrontare il Web 2.0 in modo finalmente professionale.
 
Il servizio "Il prodotto sei tu" ad opera di Stefania Rimini, videogiornalista di Report, parte con il solito attacco dei ragazzi-prodigio del web (sic, nella net-economy a 26 anni sei già in crisi di mezza età, giusto in Italia e in Sicilia rimani "picciriddu") e prosegue iniziando a introdurre che rischi può comportare per la propria privacy un uso inconsapevole di Facebook. E sono pienamente d'accordo.
 
Solo che il tono, un po' troppo enfatico, ma forse sarò sospettoso, mi da un senso di "dagli all'utore" sempre troppo spesso avvertito quando gli addetti ai lavori 1.0 guardano al Web 2.0. Proseguendo, la sensazione si acuisce e diventa via via sempre un po' più fastidiosa.
 
A tratti pare quasi che per la giornalista di Report sia un delitto ciò che compiono aziende come Google e Facebook (perché sono aziende, e proseguono il profitto, è la loro ragion d'essere). Senza mai sottolineare che il Web, sia quello fatto dalle persone che le piattaforme offerte dai mega-soggetti privati, rimane sempre e comunque uno strumento. E ognuno è libero di usarlo come gli pare. Insomma, esistono pur sempre i Termini d'uso e non è colpa dei social se nessuno li legge.
 
Non ho capito onestamente poi il senso di accorpare in un servizio intitolato "Il prodotto sei tu" elementi come il p2p e la pirateria legata ai contenuti protetti da copyright e non ai dati sensibili. Come se il Web 2.0 fosse un Far West da chiudere le finestre del saloon che fuori è pieno di criminali.
 
Sul sito ufficiale di Report è disponibile la puntata "Il prodotto sei tu" di ieri in formato integrale. Chissà, magari visionandola emerge che è il sottoscritto ad esagerare ma essendo stata una delle poche occasioni in cui il Web 2.0 passa sui media tradizionali, forse avevo l'aspettativa di un programma più netto possibile dato che si rivolge a un pubblico generalista, che su questi temi andrebbe rassicurato e non spaventato ulteriormente, senza motivo.
 
Già il digital divide e l'analfabetismo digitale sono un problema assai diffuso in Italia e soprattutto in Sicilia, dove il Web 2.0 potrebbe dare una grossa spinta in termini di crescita. Ma così, forse, si rischia di aumentare la diffidenza e non era ciò di cui si sentiva il bisogno.
Mar
28
2011
Chi segue Isola Telematica da un po' di tempo probabilmente è interessato, o si è appassionato nel frattanto (sarebbe motivo di orgoglio!) ai temi dell'ICT, dell'Open Source e in generale del Web in Sicilia. Il tono è sempre stato divulgativo, "entry level" per permettere anche a chi subisce il digital divide, i, non per colpa sua, di poter masticare le tematiche 2.0.
 
Ci si accorge però che la Sicilia non ha bisogno di "evangelist" o presunti tali in campo di Internet. Le menti, le idee, ci sono. Ne ho conosciute non poche grazie proprio al blog e chissà quante ancora intrecceranno il cammino in queste righe. Insomma, nonostante l'immobilismo generale e generalizzato, eppur si muove qualcosa.
 
Le istituzioni dovrebbero incoraggiare le "spedizioni" nella frontiera del futuro di questi pionieri, dato che in campo italiano (e siciliano in particolare) il Web è ancora come le distese dell'Ovest americano: ricche di opportunità. Incoraggiare, attenzione, e non incanalare.
 
Per una volta, si vogliano fare guidare da chi queste strade le batte come corridore dei boschi, e ha solo bisogno di un carro con le provviste (do you know venture capital?). Ma non a fondo perduto: le menti siciliane 2.0 sapranno ricompensare come prodi cercatori d'oro.
 
Dic
20
2010
Il Natale è alle porte e anche su Isola Telematica il clima da festa si fa sentire. Dato il periodo,  voglio ringraziare tutti gli utenti che hanno seguito il blog quest'anno e ai quali rimando l'appuntamento per un anno nuovo ancora assieme, con i vostri commenti, le vostre puntali domande e tanta voglia di Web e soprattutto di creatività 2.0 siciliana.
 
E proprio con creatività intendo augurarvi un buon Natale, sicuramente 2.0 come la portoghese ex centric ha voluto fare con questo video virale che sta impazzando in Rete. Un'idea tutta mediterranea, sicuri che anche in Sicilia non manchino le persone, le competenze e la passione per creare qualcosa di simile. Con un piccolo augurio nel portarvi, con i prossimi post, esempi nostrani di inventiva.
[continua]
Dic
13
2010
E' passata qualche settimana dall'inizio del ciclone Wikileaks. Il sito di Julian Assange e la sua ciurma di pirati informatici ha dato uno scossone alle diplomazie internazionali pubblicando dispacci privatissimi delle ambascerie americane.
 
I media tradizionali, un po' per fare audience, un po' per dare al popolo quel che gli è più digeribile hanno parlato unicamente del lato più "gossipparo" delle rivelazioni fatte da Wikileaks. Ma fossero state solo chiacchiere da parrucchiere, quelle che giravano negli uffici delle ambasciate di mezzo mondo, Julian Assange non si sarebbe ritrovato al centro di un successivo intrigo internazionale che dalla Svezia all'Australia ha rappresentato un caso nel caso.
 
Ma al di là delle vicissitudini personali del leader di Wikileaks (il quale ha dichiarato, fra l'altro, che comunque vada a lui personalmente, ci sono altri pirati pronti a sconvolgere ancora una volta il mondo), e delle conseguenze di "realpolitik" delle rivelazioni, va da sè una nota, la cui paternità, va detto, è del buon Luca Nicotra di Agorà Digitale.
 
Ovvero, mai come adesso la forza che può portare il Web è stata messa così in mostra: la forza della trasparenza.
 
Legittima domanda: nel microcosmo siciliano, quali potrebbero essere le conseguenze sulle istituzioni di un big bang come Wikileaks?
Nov
24
2010
Non solo Facebook. Osando, di più di Facebook. Il "mondo social" si è moltiplicato in un lustro in maniera esponenziale, e a dominare il mercato è la creatura dell'americano Zuckerberg. Poi ci sono Twitter, LinkedIn, ognuno con la sua nicchia, ognuno con funzioni diverse.
 
E poi, nato più che per gioco ed esploso come un vero successo, c'è Wall5. Un social network facile da utilizzare, che fa impallidire il blu acceso di FB grazie a funzioni avanzate e "iPad-friendly": una serie di icone di semplicissimo utilizzo, altro che maschere e tabelle che rendono il più usato social network un'impresa da burocrati. Inoltre la privacy: quante persone sono rimaste scottate dall'ambigue condizioni di utilizzo di Facebook?
 
Wall5 è chiaro, a riguardo. Quasi galantuomo d'altri tempi, d buon siciliano, verrebbe da dire, eppure la piattaforma creata da Francesco Landogna, siciliano di nascita ma ormai marocchino di adozione (vive a Casablanca da anni), è giovane, agile e ricca di feature: blog, micro-blogging, foto, files, giochi, videochat e persino una Web Radio e un'e-market. Facebook chi?
 
 
Devo dire che ho avuto modo di provare Wall5 e l'ho trovato molto più immediato e nel contempo ricco di funzioni dei blasonati competitor. Insomma, non manca nulla per sfondare. Francesco, originario di Noto, una laurea alla Bocconi in tasca e un curriculum di quelli importanti, fondatore e amministratore del Gruppo Landal (settore tessile) con 1800 dipendenti, è un ambizioso.
 
Creativo (tanto da realizzare design esposto regolarmente al Pitti Immagine di Firenze) e cosmopolita (francese, inglese e arabo fra le lingue perfettamente conosciut) aspira a fare diventare Wall5 il primo social network dell'area mediterranea, continuando la sua promozione dei rapporti Italia - Marocco. Il social network friendly e multifunzione ha già una fetta importante di utenti (1 milione) e continua a espandersi.
Set
08
2010
L'inchiesta di Marina Mancini sul Quotidiano di Sicilia dell'8 settembre 2010 solleva l'irrisolto problema della funzionalità dei siti istituzionali siciliani.
 
Sembrano piccole cose, ma a partire dal dominio (che non è gov.it come dovrebbe essere da linee guida) il sito ufficiale della Regione Siciliana si presenta deficitario sotto molti punti di vista. Eppure il ministro Brunetta lo ha detto: "La rivoluzione digitale passa anche per la creazione di portali efficienti e intuitivi".
 
Fatta eccezione per la possibilità di una visualizzazione del sito solo testo (per quanto marginale), l'accessibilità al sito sembra essersi fermata alle vecchie meccaniche del Web 1.0 , con il frame di collegamenti a lato e pagine di testo sommarie. La sezione eventi non viene aggiornata da prima dell'estate, e per una regione che punta al turismo pare un controsenso.
 
Va anche peggio per i siti dei singoli comuni, in questo caso si fa un altro balzo indietro a un'epoca quasi pioneristica del Web. Basta una sessione di surfing in Rete per farsi un'idea.
 
Il problema è che spesso mancano le competenze specifiche nelle P.A., competenze che andrebbero recuperate e valorizzate quantoprima, che l'era telematica è già arrivata da un pezzo. Anche in Sicilia.
Feb
08
2010
Ingiustamente vessato durante tutta la formazione scolastica, seppure nell'intento di far apprendere la "lingua nazionale", il dialetto s'arricria sul Web, dove ha la sua rivincita.
 
Il dialetto (nel nostro caso il siciliano, articolato come una vera e propria lingua), concordano non pochi linguisti, è una ricchezza culturale e storica (57%) ma anche sinonimo di identità (41%) che, nel "villaggio globale" della Rete riscopre la propria forza.
 
Sul Web sono infatti circa 2 milioni i siti e le pagine che parlano siciliano, nell'intento di riscoprire le radici della propria terra. Seguono, a ruota, calabrese e toscano. Lo studio, condotto da BocconiTrovato&Partners, sottolinea anche l'enorme varietà dei contenuti in dialetto, come dizionario italiano-siciliano, poesie, aforismi, proverbi e addirittura corsi di lingua.
 
Insomma, la rete globale ci offre uno spaccato di quel dialetto (o meglio lingua) che è il siciliano, coacervo di termini provenienti da diverse culture. Piccola curiosità finale: persino Wikipedia, l'enciclopedia libera, annovera fra le sue versioni in lingua, un'edizione interamente in siciliano.
Dic
28
2009
Passate le feste natalizie, non ci resta che tornare con l'ultimo post del 2009, in attesa dell'anno che aprirà il nuovo decennio, chiudendo quello che ha segnato l'affermazione di massa della Rete.
 
Sembra ieri, eppure era nel 1994, che Italia On Line (qualche anno dopo, nel 1997, inglobata dal portale Libero) e il modem a 14k facevano capolino. Le prime chat, popolate da personaggi quantomai pittoreschi, e le prime pagine Web, quattro parole nere su bianco che forava gli occhi, e la cui massima innovazione era la barra a lato, i "frame". Le gif animate e il webmaster, figura che già dal nome sembrava evocare Merlino o Yoda. Il Web 1.0.
 
Poi venne la rivoluzione, improvvisa e potente galoppata verso i portali di tutto un po' e il video sharing, Youtube e Wikipedia l'alfiere della conoscenza, progetti aperti a tutti. I forum sul web e le enormi chat pubbliche, che si evolvono, si disgregano e si accorpano, la fusione di tante esperienze nel social network, una "rete sociale" dove il webmaster non è più, il saggio non è più, e tutti possono realizzare tutto e condividerlo. Condivisione è Web 2.0.
 
Gli anni '10 del terzo millennio cosa porteranno? Qualcuno azzarda al Web 3.0, il Web semantico, la Rete "intelligente". Wolfram Alpha.
 
E nell'Isola Telematica? In mezzo al guado, in una sorta di Web 1.5 che presenta portali "nostalgici" e voglia di Facebook, non resta che tenere il passo e non perdere il treno (ad alta, vera, velocità) dell'innovazione.
 
L'età dell'oro sembra appena incominciata, non vorremo rimanere con in mano solo terriccio.
 
 
Set
02
2009
"Libertà è partecipazione" cantava il signor G sottolineando l'importanza, appunto, della partecipazione attiva della comunità (in questo caso del voto). Oggi vorrei invitarvi non a tanto diritto, conquistato negli anni e con enormi sacrifici, ma a una forma di partecipazione più... "telematica", non ci si può sbagliare.
 
L'idea è "fare community" sulla pagina Facebook del QdS, la quale conta 250 iscritti e continua a crescere. Come? Utilizzando la sezione Discussioni, nella quale dibatteremo della politica, dell'economia, della società civile di Questa Dimenticata Sicilia.
 
Chi è già iscritto (e chi non lo è ancora, il link sta due righe più su...) può già vedere i topic aperti, riguardanti temi annosi della nostra Isola: il clientelismo e l'indebitamento pubblico che continua a crescere.
 
Perché partecipare attivamente alla pagina su Facebook? Un paio di motivi scorrono veloci sui tasti: per un feedback Quotidiano-lettori, grazie alle potenzialità del social network del momento e per creare uno zoccolo duro di "dibattitori" informati sui fatti, senza pregiudizi o colori politici di sorta, come invece accade in altre comunità. Insomma, gli ultras li lasciamo allo stadio, parleremo delle questioni nude e crude affrontandole insieme, grazie a quel potente strumento che è il Web 2.0.
 
Inoltre, mi pare ovvio, chi vuole può tranquillamente proporre su Discussioni, l'argomento che più gli sta a cuore, iniziando a costruire, topic dopo topic, una coscienza comune, condivisa con quel "salotto di compagni di discussione" che aspira a essere la nostra pagina Facebook. Che magari possa diventare il trampolino per nuove idee.
 
Buona partecipazione!
 
Lug
24
2009
La proposta è stata lanciata qualche giorno fa dal collega Dario Raffaele su WorKnow ed è rimbalzata sulla nostra pagina Facebook: sfruttare il potenziale del Web per documentare, tramite la forza delle immagini, il degrado in cui versano le 829 perle dell'Isola. I borghi. Dimenticati.
 
Una risorsa, come abbiamo detto, sottovalutata mentre in altre regioni (come la Toscana) viene sfruttata appieno, diventando l'attrattiva di punta e l'eccellenza del turismo. In Sicilia restano le piazze abbandonate all'incuria e gli edifici storici scricchiolanti sotto il peso del degrado.
 
Per questo l'invito a tutti voi lettori è, lo diciamo anche qui, quello di armarsi di fotocamera digitale (magari l'ultimo modello appena acquistato sfruttando le occasioni estive) e inviarci i vostri scatti che più rappresentano questa condizione di totale abbandono dei borghi all'indirizzo: redazione@quotidianodisicilia.it
 
Pubblicheremo le foto sull'edizione cartacea del giornale, ma essendo qui sull'Isola Telematica, non poteva mancare una puntata al vasto mare di Internet. Ecco quindi lo spazio del QdS su Flickr, il noto portale di photo sharing.
 
Il Web 2.0 certo può dare una grossa spinta alla visibilità delle foto che ci invierete, in modo tale da aprire gli occhi veramente a tutti sulla questione.
Lug
01
2009
Il ministro Brunetta è stato di parola. Come previsto dalla Finanziaria 2008 infatti, sono state rese pubbliche le retribuzioni per 23 mila manager di circa 5.000 consorzi e società pubbliche con partecipazione degli enti territoriali.
 
Operazione Trasparenza, questo il nome dell'iniziativa, segna una svolta nel rapporto fra il cittadino e le istituzioni, avvicinando quelli che rischiavano di divenire due estremi, grazie alla filosofia del Web 2.0.
 
In Sicilia poi, la "rivoluzione telematica" ha una valenza ancora maggiore, avendo concretamente la possibilità di evitare gli sperperi di una mentalità di gestione dei fondi pubblici troppo spesso scellerata. I dati sono visibili alla pagina dove sono divisi, per Regione, in file pdf.
 
Il primo passo è compiuto: al cittadino è stato dato uno dei nuovi strumenti per potersi informare e decidere di conseguenza.
 
"Conoscere per deliberare"  diceva Luigi Einaudi. Il prossimo potrebbe essere l'anagrafe pubblica degli eletti, promossa dai radicali, che hanno ripreso la massima dell'economista e presidente della Repubblica?
Giu
20
2009
Da accogliere con un plauso l'iniziativa dell'Unione Europea Gioventù in azione per il lavoro on line e la promozione dell'istruzione non formale.
 
I dettagli del bando sono presenti sul Quotidiano di Sicilia del 19 giugno 2009 a pag. 6; qui ci limitiamo a sottolineare che i sostanziosi fondi europei sono accessibili ai cittadini, agli enti pubblici e alle imprese senza passare dalle Istituzioni, coprendo fino al 65% dei costi totali.
 
Una riflessione sugli ennesimi fondi che la UE concede ai suoi giovani cittadini: la speranza è che non siano, come è capitato già più volte, investimenti a fondo perduto. La candidata europea Emma Bonino, nel periodo elettorale, ricordò che il ruolo dell'Europa non è quello di distribuire a pioggia migliaia, milioni di euro. Si tratta infatti di una concezione sbagliata, ben lontana dall' ideale Europa dei cittadini.
 
Bandi come "Gioventù in azione" aiutano e favoriscono i giovani a cercare lavoro e a formarsi in una realtà, quella telematica, in continua espansione, che crea nuove figure professionali e migliaia di posti di lavoro. Sono opportunità che non vanno sprecate ma prese al volo. Solo così si può far crescere la consapevolezza dell'essere europei nel contesto del Web 2.0, il cui punto di forza è lo scambio di opionioni trasversali, il sale dell'europeità.
 
Un'opportunità ancora più grande per i giovani siciliani per entrare nella mentalità europea, un piccolo passo per migliorare la propria terra.