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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Christian Wulff

Feb
22
2012
La Germania ci ha dato una lezione di etica. Il presidente della Repubblica federale tedesca, Christian  Wulff, già presidente del Land Bassa Sassonia, è stato indagato per corruzione - accusato, tra le altre cose, di aver soggiornato in lussuosi albeghi pagati interamente o in gran parte da amici imprenditori - e si è immediatamente sollevata l’indignazione della gente. Tutti i quotidiani e le televisioni hanno effettuato una campagna stampa molto forte, per cui lo stesso Wulff, appartenente al partito della Merkel, ha dovuto presentare le dimissioni. L’ha fatto con grande tempestività, cioè in giorni e non in mesi o anni.
L’altro aspetto che va sottolineato in questa vicenda è che immediatamente, in 72 ore, la maggioranza tedesca ha espresso il nuovo candidato alla presidenza della Repubblica federale nella persona di un pastore protestante che si chiama Joachim Gauck. L’elezione avverrà in pochissimo tempo.
In Germania, le tutele nei confronti di chi ha responsabilità istituzionali sono forse maggiori di quelle previste dalla Costituzione italiana. Ma nel Paese tedesco esiste nel ceto politico un valore che quello italiano ha dimenticato: l’Etica.

Anche in Germania chi è accusato, ma non ancora condannato in via definitiva, viene considerato innocente.  Tuttavia ragioni di opportunità lo inducono a lasciare immediatamente la stessa responsabilità.
Vi è un altro elemento in questo quadro di riferimento: la Giustizia tedesca funziona, svolge i processi in tempi ragionevolmente brevi, emette le sentenze e fa scontare la pena in luoghi non disumani come quelli italiani. Insomma, i cittadini sono considerati cittadini e coloro che li rappresentano devono dare sempre prova di comportamenti ineccepibili. Là vige il principio che sulla moglie di Cesare non debba gravare neanche un’ombra.
Quando le Istituzioni funzionano bene, quando esse si ispirano ai valori morali costituiscono per i cittadini punti di riferimento ed esempi positivi da imitare. Quando, invece, coloro che occupano le istituzioni danno esempi negativi, tutta la gente è portata a imitarli con la conseguenza che si diffondono disvalori che disgregano la società.
 
In Germania, vi è sicuramente corruzione, ma una corruzione fisiologica e non vasta e diffusa come quella italiana. Secondo la Magistratura contabile, pesa per 60/70 miliardi, che sommati ai 120 miliardi di evasione e agli oltre 100 miliardi di affari illeciti della criminalità organizzata, arrivano a costituire un peso per la Comunità italiana pari a un quinto del Pil. Un peso insopportabile che ha creato iniquità fra ceti che stanno bene e ceti che stanno male, fra cittadini che pagano tutte le imposte e altri che non ne pagano per niente, fra chi gode privilegi e chi è vessato dai ceti che dovrebbero maggiormente proteggerli, cioè quello politico e quello burocratico.
Un altro elemento di differenza fra Germania e Italia è la burocrazia: là funziona perfettamente, qua è in uno stato di perenne malfunzionamento.

Il quadro che abbiamo tracciato, ovviamente sintetico, spiega perchè quest’anno la Germania avrà un aumento di Pil prossimo al 3 per cento e l’Italia una diminuzione di Pil vicina all’1,5 per cento. Uno sprovveduto potrebbe sommare i due dati e dire che si tratti di 4,5 punti. Errato, perché il Pil della Germania è molto più grande di quello dell’Italia, quindi il valore assoluto di crescita è molto elevato e fa allargare la forbice con il Pil italiano.
Dimissioni dignitose, sostituzione veloce. Ecco, in sintesi, la causa positiva del buon funzionamento del Paese tedesco, cui va aggiunta un’altra causa positiva: le riforme profonde effettuate nel 2001 da Gerhard Schroeder, il quale sapeva che erano impopolari e avrebbero causato la fine della sua carriera politica. Così avvenne, ma oggi la Germania è tornata a essere la locomotiva d’Europa.Il sacrificio personale ha servito l’interesse generale.
Nel Paese teutonico la spesa pubblica è sotto ferreo controllo. Là si spende l’essenziale per produrre servizi di qualità. Là, in appena 22 anni, un terzo del Paese (l’ex Germania dell’Est) è decollato e oggi i suoi parametri fondamentali sono uguali a quelli dell’ex Germania dell’Ovest. La stessa Merkel proviene dall’Est.
Meditate, politici italiani, meditate.