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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Michele Lepri Gallerano

Dic
17
2010
L’Assemblea regionale ha approvato una leggina di stampo clientelare, su cui confluisce il consenso di tutti i gruppi politici di maggioranza e opposizione che del clientelismo fanno il loro vessillo. Vengono prorogati per dieci anni i contratti dei cosiddetti precari degli enti locali, oltre 23.500, perché in questo momento i proponenti hanno temuto la scure del Commissario dello Stato nel caso di assunzioni a tempo indeterminato. Per le stesse si era ipotizzato di assumere a carico della Regione il 90% degli stipendi per 10 anni rinnovabili per altri due quinquenni. Una colossale opera di favoritismi nei confronti di dipendenti inutili alla produzione dei servizi degli enti locali.
Ribadiamo ancora che i dipendenti devono servire per produrre i servizi e il nesso causale fra essi e i servizi medesimi proviene da quel documento fondamentale che è il Piano aziendale, senza del quale nessuna amministrazione è in condizione di determinare funzionalmente la qualità e la tipicità delle figure di dipendenti e dirigenti di cui ha bisogno.

La questione è talmente elementare che solo stupidi e persone in malafede non la vedono. Senza Piano aziendale nessuna amministrazione può funzionare. Abbiamo già proposto al presidente dei siciliani, Raffaele Lombardo, l’iniziativa di un ddl fatto da un articolo unico che preveda appunto l’obbligo di redigere e gestire un Piano aziendale a pena di decadenza degli amministratori o responsabili istituzionali.
Approvato, invece, il provvedimento di legge, i deputati regionali si rendono colpevoli di una enorme iniquità: avere favorito delle persone chiamate all’interno delle amministrazioni locali senza alcuna selezione o senza concorso, probabilmente in base alle raccomandazioni di questo o di quello, e avere ignorato la gran parte dei siciliani disoccupati i quali dovevano essere ammessi a quelle selezioni.
Una odiosa discriminazione fra i privilegiati, perché amici dei politici, e tutti gli altri siciliani disoccupati che non hanno avuto questa fortuna. Chi si è comportato in questo modo si dovrebbe vergognare e, riconoscendo la propria colpa, chiedere scusa ai siciliani discriminati e procedere a delle selezioni per eventuali assunzioni aperte a tutti e non solo ai raccomandati.
 
Questa operazione replica quell’altra vergognosa azione clientelare con la quale la Regione ha stabilito di assumere direttamente 5.000 dipendenti inutili alla produzione dei servizi per la stessa ragione prima indicata: la mancanza del Piano aziendale della Regione medesima.
Ci auguriamo che in questo caso il Commissario dello Stato, Michele Lepri Gallerano, impugni la norma demagogica e discriminatoria non solo perché viola le leggi nazionali promosse dal ministro Brunetta, che impediscono il rinnovo dei contratti a tempo determinato, ma anche l’assunzione senza concorso.
È noto che tutte le risorse destinate a queste assunzioni clientelari sono sottratte allo sviluppo, che passa attraverso l’immissione di liquidità nel mercato con la costruzione di opere pubbliche e di infrastrutture di cui la Sicilia ha una fame tremenda. è attraverso questo meccanismo che si aprono occasioni di lavoro a decine di migliaia di persone ed è lì che devono andare i precari pubblici e i disoccupati, non inseriti in una macchina amministrativa asfittica, lenta ed elefantiaca che non sa che farsene di persone di gruppo A e B, senza nessuna qualificazione se non il possesso della licenza di terza media.

La Regione ha bisogno di ammodernarsi rapidamente, digitalizzando tutti i servizi, in modo da dialogare con i cittadini e le imprese senza bisogno di fare circolare carta, ma usando mail e Pec certificata. Per ciò stesso, è indispensabile che tutti i dipendenti diventino esperti informatici per usare adeguatamente i software che via via vengono inseriti nella rete regionale. Come si può pretendere che persone dotate di licenza di terza media siano esperti informatici?
È questo il comportamento contraddittorio e dequalificante del Governo regionale; anziché migliorare la qualità professionale dei propri dipendenti, ne assume altri senza alcuna qualità professionale. Un vero paradosso antisociale del quale lo stesso Governo si dovrà pentire quando gli verrà chiesto conto e ragione del perché l’economia siciliana degrada ed il Pil siciliano decresca. Chi agisce con miopia per l’oggi sarà penalizzato domani.
Mag
15
2010
Vi sono due circostanze che devono farci riflettere. La prima riguarda il ritardo pernicioso con cui la Finanziaria 2009 e la Finanziaria 2010 sono state approvate: quattro mesi. La seconda è di segno contrario e si riferisce alla capacità del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, di fare approvare, con decreto legge 112/08, la Finanziaria 2009. Tremonti sorprese tutti e bruciò le velleità di chi cercava di imbarcare nello strumento finanziario ogni sorta di spesa clientelare. Con sei mesi di anticipo cristallizzò la situazione.
Due circostanze di senso opposto, la prima viziosa, la seconda virtuosa. Ed è proprio quest’ultima che dev’essere presa ad esempio dall’assessore all’Economia, Michele Cimino, per evitare il terzo anno di defaillance. In altri termini, sulla base del documento di programmazione economica e finanziaria, Cimino può impostare la Finanziaria 2011 e  portarla in Assemblea per la sua approvazione prima dell’estate. In modo che le ferie mettano una pietra tombale sulle aspirazioni dei clientes.

Il commissario dello Stato, Michele Lepri Gallerano, ha falcidiato la Finanziaria 2010 , tagliando interi articoli o parti di essi, sia sul versante delle entrate che su quello delle uscite. Per le uscite, sembra che il legislatore sia diventato irresponsabile. Ci spieghiamo. Approva, infatti, norme di spesa sapendo che esse saranno portate davanti alla Corte costituzionale e, quindi, rese inoperanti. Ma, intanto, lo stesso legislatore accontenta la piazza: “Abbiamo fatto quello che volevate, ma se non passa non è colpa nostra”. Pessimo messaggio.
La scure del commissario dello Stato si è abbattuta su tutte quelle spese che riguardano indennità e stipendi per stabilizzare i cosiddetti precari, notoriamente quella truppa di raccomandati chiamati con l’unico merito di essere stati segnalati da questo o quel politico.
Dopo la conclusione annunciata già da giugno 2007 sulla vicenda dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, un ceto politico debole e infingardo non prende il coraggio a due mani e parla con chiarezza a tutti i precari: “Non ci sono soldi per assistenza e ammortizzatori sociali”.
 
Peraltro, è noto al Governo regionale che per ogni miliardo destinato ad investimenti di infrastrutture e attività produttive, si mettono in moto circa diecimila posti di lavoro. Si tratta, quindi, di destinare tutte le risorse disponibili (europee, statali e regionali), per finanziare progetti cantierabili in ogni parte della Sicilia,  in modo che precari e disoccupati trovino in tempi brevi il lavoro. La questione verte non solo sulla destinazione delle risorse e, quindi, sulla loro massima utilizzazione, ma sulla rapidità con cui esse s’immettono nel mercato regionale. C’è bisogno di alimentare un processo virtuoso di produzione del Pil, in modo da spostarlo rispetto a quel misero 5,6% sul Pil nazionale.
Di questo Cimino dovrà tenere conto nel redigere la Finanziaria 2011 da portare all’Ars. Non vi sono elezioni in vista, Governo e maggioranza sono nelle condizioni di fare scelte immediatamente impopolari, ma che daranno frutti a uno o due anni di distanza, prima della fatidica scadenza del 2013, anno di elezioni.

Per bene impostare la Finanziaria 2011 occorre andarsi a studiare il bilancio della Regione Lombardia, che è molto proiettato sugli investimenti e contenuto sulla spesa corrente, due linee strategiche che danno un valore aggiunto.
Gli investimenti devono essere effettuati sui progetti cantierabili che gli Enti locali dovrebbero inviare copiosamente alla Regione per ottenerne il finanziamento, in modo da iniziare immediatamente i lavori, e su progetti della Regione, anch’essi pronti per l’apertura dei cantieri.
Ribadiamo ancora che il tempo degli investimenti ha una funzione strategica, perché attivare una politica economica virtuosa oggi, produce effetti domani e non dopodomani.
Pubblichiamo periodicamente un “promemoria” per il Governo e un altro “promemoria” per i 390 sindaci. In essi sono indicati, anche se non in modo esaustivo, le attività che dovrebbero svolgere la Regione e gli Enti locali. Una lettura costruttiva delle nostre proposte può essere utile alle amministrazioni.