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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Assicurazione

Ott
20
2011
L’Ania, associazione delle assicurazioni, ha comunicato che circa un terzo delle auto circolanti non paga l’assicurazione. Se a questo si aggiunge l’elevato numero di sinistri falsi, ecco le due giustificazioni per l’abnorme aumento dei premi Rc a carico degli automobilisti.
È vero, le assicurazioni on line danno un qualche sollievo, diminuendo i premi, tuttavia essi sono ben più alti della media europea.
Tenuto conto che al Pubblico registro automobilistico sono registrate circa 33 milioni di auto e di esse circa 6 milioni giacciono nei piazzali delle concessionarie, si può facilmente dedurre che le auto soggette all’obbligo assicurativo rimangono in 27 milioni. Se un terzo evade, significa che ben 9 milioni di veicoli aumentano enormemente il rischio per la comunità perché non sono in condizione di risarcire gli eventuali danni.
Le sanzioni per questi evasori sono adeguate, però, data la carenza di personale di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, i controlli sugli automobilisti non arrivano a due milioni l’anno, mentre in Germania superano i dieci milioni.

I controlli sugli evasori sono un tema che non viene preso in considerazione dal Governo, che avrebbe l’obbligo di farli effettuare in maniera capillare e adeguata. A questa incombenza dovrebbero dare un contributo più forte i corpi di Polizia locale degli oltre ottomila Comuni. Ma proprio essi fanno come le tre scimmiette, sia perché nei centri piccoli  e medi si conoscono tutti, sia perché da parte dell’amministrazione non c’è la voglia di controllare il territorio.
Ecco come si spiegano, oltre le evasioni, anche gli abusi edilizi, quelli della cartellonistica ed altre forme. Fra esse, spicca l’evasione dell’Ici che è del tutto incomprensibile. Infatti l’Agenzia del Territorio della Sicilia consente il collegamento on line a tutti i Comuni e anche la visura delle mappe redatte in base ai satelliti, per cui sarebbe facile scoprire chi non paga l’Ici e chi costruisce abusivamente.
Vi è poi l’altro punto dolente delle amministrazioni locali e riguarda la morosità di imposte e servizi comunali come Tarsu, acqua, occupazione di spazi pubblici e via elencando. Come vedete l’elenco è lungo, ma continua.
 
Vi è poi la macro evasione nazionale, dei 120 miliardi di imposte che mancano all’appello, una quantità impressionante che privilegia tanti evasori i quali non contribuiscono alle spese dello Stato e danneggiano i concorrenti.
Esiste la legge 241 del 90 che prevede (artt. 22 e seguenti) la pubblicazione del reddito complessivo di ogni cittadino. La norma è stata ripresa dalla legge 133/08 (art. 42) che prevede che le dichiarazioni dei redditi debbono essere depositate presso i Comuni e che chiunque possa accedere ai dati non sensibili: nome, cognome e reddito complessivo.
Anzichè attuare queste norme, con l’ultima manovra (L. 148 /11) il provvedimento è stato annacquato perchè con l’art. 1, comma 12 ter, lettera e, è previsto che i redditi debbono essere pubblicati sul sito del Comune, ma aggregati per categorie di contribuenti. Il che significa vanificare totalmente il controllo, salvo portare all’attenzione dell’opinione pubblica i redditi medi dichiarati di gioiellieri, artigiani, commercianti ed altri con partita Iva.

Gli evasori votano, i Governi che non fanno provvedimenti per colpirli hanno il retropensiero di averne il consenso. Non c’è un solo partito pro-evasori perchè la tentazione maliziosa di cogliere questi voti è diffusa in tutto l’arco del ceto politico. Quando in questi ultimi 17 anni ha governato il centro-sinistra, 1996/2001 e 2006/2008, nessun provvedimento efficace è stato assunto. Idem per il centro-destra.
Quale potrebbe essere tale provvedimento? è semplice enunciarlo. Si tratta di consentire ai singoli cittadini di fare i controlli sugli altri cittadini. Per le assicurazioni, basterebbe consentire a ciascuno di essi di fotografare la targa delle auto nelle quali non è esposto il contrassegno ed inviarlo per mail al proprio Comando dei vigili urbani. Questi, collegati con la banca dati delle assicurazioni, potrebbero individuare immediatamente le auto scoperte ed elevare le relative contravvenzioni a carico dei proprietari.
Per i redditi complessivi degli ultimi tre anni, occorrerebbe inserire i dati nel tesserino del codice fiscale.