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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


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Ago
07
2012
La donzelletta vien dalla campagna... è la poesia di Giacomo Leopardi che pone all’attenzione dei lettori una questione non molto sentita all’epoca in cui fu scritta (1829), ma che oggi è diventata di piena attualità.
Qual è il senso profuso nella stessa dal poeta con il titolo Il sabato del villaggio? è, probabilmente, la capacità di ogni persona di attendere ed essere preparata ad attendere. Naturalmente l’attesa non deve essere passiva, ma conseguente ad un’azione che punti a raggiungere un determinato risultato per il quale si è fatto tutto il possibile. Poi però si aspetta che esso arrivi.
è l’esatto contrario di quanto accade oggi, perché tutti vogliono tutto e subito. Anche nelle malattie o quando si avvertono dolori, si chiede al medico la medicina perché li faccia scomparire come d’incanto. Con ciò trascurando i meccanismi di difesa fisiologica del corpo che hanno i loro tempi. Spesso, se non si prendessero medicine, il malanno e il dolore passerebbero per la capacità del sistema immunitario, che fortuntamente possediamo, di debellare le intrusioni.

Saper attendere è più importante della Cosa o dell’Evento. Nella poesia viene illustrato lo stato positivo di chi trascorre il sabato in attesa che arrivi la domenica. Risulta più importante il primo dei due giorni, tanto che la domenica pomeriggio o sera sparisce l’attesa perché dal lunedi si ricomincia (o si dovrebbe ricominciare ) a lavorare.
Nei nostri tempi manca la capacità di posporre a giorni o a mesi futuri il soddisfacimento di certi nostri bisogni non primari. Mentre mangiare, bere, dormire e leggere libri (sì, perchè anche il cervello ha bisogno del cibo quotidiano che è la lettura) è indispensabile, rinviare il soddisfacimento dei propri desideri e quindi attendere la Cosa o l’Evento è forse più bello di entrambi, perché si può fantasticare sugli stessi e godere nel pensare al piacere che ci sarà quando essi si realizzarenno.
Pensare positivo è un modo per confrontarsi con la realtà, la quale fa infrangere tanti voli pindarici contro i suoi scogli. essere realisti è importante, anche se bisogna sognare ad occhi aperti, ma con i piedi ben saldi a terra, senza di che si rischia di andare nel pallone.
 
La donzelletta viene dalla campagna, in sul calar del sole... Reminiscenze di quando eravamo ragazzini, che tuttavia hanno segnato un punto fermo nella maturazione di ognuno di noi, per chi ha avuto la ventura di imparare a memoria quella poesia e per chi ricorda che in quelle scuole l’esercizio mnemonico (imparare brani di prosa e poesie), fortificava la mente perchè la allenava a memorizzare per capire meglio.
Lo stesso dicasi degli esercizi matematici quando tutte le operazioni si facevano manualmente senza supporto. Ancora oggi vi sono persone che hanno un’eccezionale capacità di fare calcoli senza apparecchiature, individuando i punti sensibili e principali di ognuno di essi. I numeri sono importanti se significano la rappresentazione di certe situazioni. Capirli significa anche trovare errori, sbilanciamenti.
Chi sta lontano dal proprio luogo di nascita ha desiderio di ritornarvi per rivedere l’ambiente, gli amici e i parenti che gli generano ricordi di ogni tipo. Ma questo desiderio deve essere valutato pensando al momento in cui verrà soddisfatto.

Ho fame e mangio, ho sete e bevo, voglio fare una cosa e la faccio, voglio acquistare un oggetto e lo compro. Questi comportamenti fanno perdere valore a ciò che si desidera perchè il loro soddisfacimento immediato taglia il piacere dell’Attesa e le sensazioni che essa genera, forse più forti della realizzazione dell’Evento stesso.
Nel kamasutra, una volta libro vietato, che ora possono leggere quasi tutti, è ben spiegato il meccanismo dell’Attesa, tanto è vero che non si punta mai nei comportamenti al momento finale quanto a quello preparatorio.
La cultura occidentale è arrivata a far capire una cosa sbagliata e cioè che nei rapporti fra persone, omo o etero-sessuali, conta solo il punto finale e non tutto quello che precede, con ciò uccidendo i nove decimi del piacere. Intendiamoci non un piacere fisico, ma mentale, epidermico, interiore.
Certo, noi occidentali siamo dei campioni per automassacrarci con una bulimìa sempre crescente di cose ed eventi. Ma dobbiamo essere capaci di disciplina interiore per migliorare la qualità della nostra vita.