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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Giuliano Pisapia

Giu
01
2011
I commentatori politici sono tutti d’accordo: Berlusconi ha subìto una sberla, un cazzotto, una legnata, per la sua dissennata conduzione di questa campagna elettorale, nella quale, pur trattandosi di consultazione amministrativa, ha voluto scriteriatamente inserire argomenti nazionali, e, in primis, la riforma della giustizia.
Ma, a nostro avviso, il cambio dell’umore dell’elettorato, seppure inferiore a un terzo del totale, è fisiologico dopo 17 anni di berlusconismo, comunque presente anche quando ha governato il Centrosinistra. Si tratta della conseguenza di una inesistente organizzazione del Pdl, composto da correnti, interessi locali e corporazioni come accadeva ai tempi delle correnti democristiane che hanno affossato la balena bianca nel 1992.
Berlusconi è sceso in campo, avrebbe dovuto dire salito in campo,  per dare una svolta alla politica italiana, oppure, secondo i suoi detrattori, per difendersi dai processi intentati da diverse procure e incardinati in più stadi di giudizio. Che non sia stato mai condannato è un fatto, però si sottace che un gran numero di volte i processi si sono esauriti per prescrizione e non per  assoluzioni.

A ben vedere, il successo di Giuliano Pisapia, a Milano, è una reazione di disgusto dell’elettorato di Centrodestra nei confronto della Moratti e del suo sistema di potere che ha favorito l’oligarchia degli immobiliaristi, che hanno cominciato a inondare Milano di cemento.
Non sappiamo come si svilupperà l’azione per la costruzione di manufatti e opere pubbliche entro febbraio 2015, quando dovrà essere inaugurata, per 6 mesi, l’Expo internazionale. Infatti, per ora, la Moratti resta commissario straordinario per quell’evento e se non dovesse essere sostituita da questo governo, dovrà convivere col nuovo sindaco, vendoliano, espressione della Sel, Sinistra ecologia e libertà.
Bisognerà vedere come egli concilierà i principi dell’estrema sinistra che prevedono l’espansione della mano pubblica col Patto di stabilità europeo del 25 marzo, che prevede un taglio della spesa pubblica. Se Pisapia sceglierà come city manager Marco Vitale, economista di alto livello e spesso nostro collaboratore, darà una svolta decisiva alla città.
 
A Napoli, c’è stato il fenomeno Luigi De Magistris, un magistrato in aspettativa che è diventato a furor di popolo, col 65% di preferenze, sindaco della città partenopea.
De Magistris è assurto all’onore della cronaca, per le sue inchieste sui potenti. Anche in questo caso si tratterà di vedere se egli saprà essere un buon amministratore, redigendo un Piano aziendale del Comune, che consenta di rimettere ordine in quel bilancio e, soprattutto, di rendere funzionante il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Napoli deve cedere il triste primato di città-spazzatura che Bassolino e Iervolino hanno conseguito con la loro inettitudine e incapacità di agire.
Questo è il vero spettro per De Magistris: l’uno e l’altra hanno fatto votare per lui e, non vi è dubbio che anche parte della criminalità organizzata abbia influito sul risultato, come avrebbe influito sull’altro candidato. Nascondere questo dato è fuori di luogo.
Tuttavia, se saprà essere integerrimo come magistrato e bravo come amministratore, entro fine anno a Napoli potrà aversi una scossa decisiva per tentare di riportare la città ai fulgori del periodo borbonico.

Berlusconi deve decidere se dare una svolta alla sua azione o intraprendere la strada del declino definitivo. Continuando come ha fatto, sarà quest’ultimo il suo destino. Invece, se varerà un progetto di sviluppo fondato sulle opere pubbliche e sugli investimenti, se costringerà le regioni del Sud a utilizzare tutte le risorse europee, se darà un taglio decisivo ai privilegi del ceto politico e amministrativo, se fracasserà monopoli e corporazioni, si potrà presentare onorevolmente, alla prossima scadenza di giugno 2013.
Tremonti sta preparando la manovra di agosto. Dovrà tagliare 40 miliardi ma, se continuasse nella sua azione dissennata di tagliare gli investimenti, accrescerebbe la depressione economica. è avvisato.
Un’ultima annotazione riguarda la Sicilia: è il successo di Nello Dipasquale, sindaco di Ragusa, premiato per essere stato fattivo e concreto come lo sarà, crediamo, nel secondo mandato.