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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Luigi Lusi

Apr
06
2012
La bufera che ha investito il tesoriere della Lega, Francesco Belsito, e quello della Margherita, Luigi Lusi, costituisce la punta di un iceberg della mangiatoia pubblica che divora le risorse pagate con immensa fatica dai cittadini italiani.
Quando i partiti si sono visti tagliati i finanziamenti, a furor di popolo, dal referendum del 1993, hanno subito trovato l’escamotage di cambiare denominazione agli stessi finanziamenti, per farli diventare rimborsi elettorali. Tali rimborsi sono stati quantificati nella misura di 5 euro per voto.
La finzione di chiamare rimborso un finanziamento è stata scoperta nel momento in cui le spese effettive sono state circa un quarto di quanto percepito. Un imbroglio palese sommato a quello secondo il quale tale rimborso viene corrisposto anche quando la legislatura si sia chiusa prematuramente, com’è stata quella iniziata nel 2006. Con la conseguenza che vi sono partiti inesistenti, in quanto non più presenti in Parlamento, che continuano a prendere tali rimborsi.

Tali comportamenti squalificano ulteriormente questi partiti e i loro padroni, cioè i partitocrati, i quali hanno perso il senso della dignità e del decoro e divorano risorse senza alcun ritegno. A questa situazione, che ha squalificato questi partiti, si aggiunge il fatto che essi hanno perso quel ruolo di aggregazione dei cittadini previsto dall’articolo 49 della Costituzione.
I partiti sono diventati luoghi d’affari e i partitocrati degli accaparratori di risorse che depredano i cittadini. Il cannibalismo di lor signori sulla Cosa pubblica è degenerato nell’altro aspetto negativo: la corruzione.
Non c’è versante di amministrazioni pubbliche, a livello centrale e locale, che non sia contaminato dalle cellule cancerogene del malaffare, pur sottolineando che vi sono moltissimi amministratori e burocrati pubblici, che, nonostante tutto, continuano a essere onesti e capaci con grande senso di responsabilità e di etica.
Il quadro è desolante e crediamo che gli stessi partitocrati e i loro affiliati se ne rendano conto. Solo che usano una puerile difesa dicendo che questi argomenti costituiscono una sorta di antipolitica. Costoro dimenticano che la politica è una nobile arte, di alto profilo, al servizio dei cittadini e nell’interesse superiore del popolo.
 
Gli elettori stanno dimostrando sempre di più il loro sdegno quando i sondaggi concordano che alle prossime elezioni gli astensionisti arriveranno al 40%. Parlamentari, consiglieri regionali e locali, saranno eletti, verosimilmente, da 6 cittadini su 10, come dire, una democrazia monca e incompleta che non dà alcun sostegno agli eletti, i quali rappresenteranno una parte di poco maggioritaria della popolazione.
Tutto questo ci porta a una democrazia ridotta perché il suffragio universale si contrae sempre di più in conseguenza del disdoro che diffondono, giorno dopo giorno, partiti squalificati e partitocrati indegni.
Gente che dopo trenta o quaranta anni è ancora sulla breccia, che non consente il ricambio alle generazioni di quarantenni, come accade negli altri Paesi partner europei, che continua a stare in vita nonostante titolari di pensioni e vitalizi che oscillano tra i 10 mila e 30 mila euro al mese: un insulto per chi lavora duramente e guadagna 1.300 euro al mese.

Il lato peggiore di quanto descriviamo, sfidiamo chiunque a smentirci, è che non c’è alcun mea culpa nè atto di resipiscenza che faccia capire una inversione dei comportamenti.
Il professore Monti ha massacrato gli italiani con una quantità impressionante di tasse per mettere a posto i conti, ma non ha posto mano a nessun taglio sia delle indennità che degli introiti di partitocrati e burocrati. Il primo taglio che avrebbe dovuto fare riguardava quel cosiddetto rimborso delle spese elettorali.
Per ottenere un minimo di credibilità i partiti dovrebbero fare approvare dal Parlamento una legge avente tre requisiti fondamentali: statuto tipo per la democrazia interna, bilancio tipo per rendere trasparenti entrate e uscite, obbligo di certificazione dei bilanci da parte della Corte dei Conti o di società di revisione iscritte alla Consob.
Senza questa riforma partiti e partitocrati rimarranno squalificati e senza ruolo, il che danneggia gli stessi e non rende un servizio al Paese. Non è possibile continuare con questa stupida solfa. Bisogna cambiare. Ora, non domani.