Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Merkel

Lug
03
2012
Il solito pietismo italiano ha diffuso, attraverso cronisti e commentatori, la spiegazione della sconfitta della squadra Nazionale di calcio. Erano stanchi, sono stati sfortunati e... solo in fondo viene riconosciuta la netta superiorità dello squadrone iberico. L’allenatore Del Bosque è riuscito a fare un ottimo amalgama fra l’impianto del gioco del Barcellona, che i giocatori conoscono a menadito, e l’innesto degli ottimi pedatori (così li chimava il compianto Nicolò Carosio) del Real Madrid.
In natura c’è chi vince e chi perde. Di solito vincono i più forti e i più bravi, e perdono i più deboli e gli impreparati. è inutile girarci intorno: la squadra azzurra non ha retroterra perché non esiste un adeguato vivaio nazionale. I suoi giocatori sono troppo pagati. Quando un uomo guadagna molti milioni di euro all’anno, non sempre ha la volontà di sacrificarsi adeguatamente.
In ogni caso, con tutti i limiti descritti, questo gruppo può migliorare e competere dignitosamente nel prossimo Mondiale brasiliano del 2014.

Nel commentare gli ultimi fatti che hanno inadeguatamente collegato Mario Balotelli col più prestigioso Mario Monti, dobbiamo rilevare, contrariamente al coro di commentatori poco informati, che Angela Merkel non ha perso per niente nel Consiglio europeo prolungatosi fino alla notte di giovedì 28 giugno.
Infatti, se tiriamo fuori le circostanze dall’orchestra mediatica ben organizzata da chi ne ha interesse, secondo la quale il nostro presidente del Consiglio avrebbe nettamente vinto la tenzone, rileviamo che: primo, non sarà il fondo salva-Stati ad avere precedenza nel rimborso dei prestiti. Questa non è stata una concessione della Merkel, salvo un aspetto formale. Infatti, nessuno può pensare che tale fondo non venga rimborsato, perché se così accadesse si estinguerebbe, evento impossibile.
Monti ha sottolineato che solo i Paesi virtuosi potranno accedervi senza ulteriori prescrizioni, ma rigorosamente osservando quelle già esistenti nella documentazione che si firma ogni anno. Questo è esattamente il principio voluto dalla Merkel secondo cui i Paesi insolventi devono sottostare alle decisioni cogenti dell’Unione.
 
Secondo, per quanto riguarda la ricapitalizzazione delle banche, il fondo salva-Stati potrà provvedervi direttamente, senza che questo faccia gonfiare il debito pubblico dei Paesi sovrani. Sembrerebbe, a prima vista, un’omissione di sorveglianza da parte dei primi. Però, in sostanza, il fondo ricapitalizzerà direttamente le banche, accollandosi i rischi come azionista, ma proprio in questa veste diventerà un ferreo controllore. Quindi, eserciterà molta più attenzione sui comportamenti dei Paesi sovrani.
Possiamo dire che, nel complesso, la Merkel ha ottenuto un aumento della sorveglianza europea sugli Stati membri e non una diminuzione. Male hanno fatto coloro che hanno parlato di una sua sconfitta. Non poteva essere altrimenti, perché il sentimento del rigore è comune a tutto il popolo tedesco e alla maggiore rappresentanza politica. Cdu e Socialdemocratici non esprimono alcuna differenza d’opinione al riguardo.

Che il professor Monti goda di grande prestigio a livello europeo e mondiale non c’è alcun dubbio. Che il suo prestigio si trasferisca al nostro Paese, neanche. Ma proprio perché questo è un fatto obiettivo, non bisogna santificarlo e farlo uscire dalla dimensione umana da cui proprio lui non vuole uscire. L’uomo è capace, preparato, intelligente e, apparentemente, modesto. Ma consapevole delle sue doti. Peccato che non le stia usando adeguatamente nel versante dove nessuno è mai riuscito: il taglio della spesa pubblica.
Domenica primo luglio è scaduto il termine per dimezzare la rata dei rimborsi ai partiti di ben 180 milioni di euro. Gli stessi partiti hanno gonfiato la loro bocca dicendo che il risparmio sarebbe andato ai terremotati dell’Emilia. Nessuna legge è intervenuta e, pertanto, salvo qualche atto immediato, i partiti incasseranno nei prossimi giorni l’intera rata, mentre i terremotati emiliani aspetteranno invano.
La revisione della spesa è il vero esame della capacità di Monti di incidere su un meccanismo perverso. Attendiamo con ottimismo.
Feb
22
2012
La Germania ci ha dato una lezione di etica. Il presidente della Repubblica federale tedesca, Christian  Wulff, già presidente del Land Bassa Sassonia, è stato indagato per corruzione - accusato, tra le altre cose, di aver soggiornato in lussuosi albeghi pagati interamente o in gran parte da amici imprenditori - e si è immediatamente sollevata l’indignazione della gente. Tutti i quotidiani e le televisioni hanno effettuato una campagna stampa molto forte, per cui lo stesso Wulff, appartenente al partito della Merkel, ha dovuto presentare le dimissioni. L’ha fatto con grande tempestività, cioè in giorni e non in mesi o anni.
L’altro aspetto che va sottolineato in questa vicenda è che immediatamente, in 72 ore, la maggioranza tedesca ha espresso il nuovo candidato alla presidenza della Repubblica federale nella persona di un pastore protestante che si chiama Joachim Gauck. L’elezione avverrà in pochissimo tempo.
In Germania, le tutele nei confronti di chi ha responsabilità istituzionali sono forse maggiori di quelle previste dalla Costituzione italiana. Ma nel Paese tedesco esiste nel ceto politico un valore che quello italiano ha dimenticato: l’Etica.

Anche in Germania chi è accusato, ma non ancora condannato in via definitiva, viene considerato innocente.  Tuttavia ragioni di opportunità lo inducono a lasciare immediatamente la stessa responsabilità.
Vi è un altro elemento in questo quadro di riferimento: la Giustizia tedesca funziona, svolge i processi in tempi ragionevolmente brevi, emette le sentenze e fa scontare la pena in luoghi non disumani come quelli italiani. Insomma, i cittadini sono considerati cittadini e coloro che li rappresentano devono dare sempre prova di comportamenti ineccepibili. Là vige il principio che sulla moglie di Cesare non debba gravare neanche un’ombra.
Quando le Istituzioni funzionano bene, quando esse si ispirano ai valori morali costituiscono per i cittadini punti di riferimento ed esempi positivi da imitare. Quando, invece, coloro che occupano le istituzioni danno esempi negativi, tutta la gente è portata a imitarli con la conseguenza che si diffondono disvalori che disgregano la società.
 
In Germania, vi è sicuramente corruzione, ma una corruzione fisiologica e non vasta e diffusa come quella italiana. Secondo la Magistratura contabile, pesa per 60/70 miliardi, che sommati ai 120 miliardi di evasione e agli oltre 100 miliardi di affari illeciti della criminalità organizzata, arrivano a costituire un peso per la Comunità italiana pari a un quinto del Pil. Un peso insopportabile che ha creato iniquità fra ceti che stanno bene e ceti che stanno male, fra cittadini che pagano tutte le imposte e altri che non ne pagano per niente, fra chi gode privilegi e chi è vessato dai ceti che dovrebbero maggiormente proteggerli, cioè quello politico e quello burocratico.
Un altro elemento di differenza fra Germania e Italia è la burocrazia: là funziona perfettamente, qua è in uno stato di perenne malfunzionamento.

Il quadro che abbiamo tracciato, ovviamente sintetico, spiega perchè quest’anno la Germania avrà un aumento di Pil prossimo al 3 per cento e l’Italia una diminuzione di Pil vicina all’1,5 per cento. Uno sprovveduto potrebbe sommare i due dati e dire che si tratti di 4,5 punti. Errato, perché il Pil della Germania è molto più grande di quello dell’Italia, quindi il valore assoluto di crescita è molto elevato e fa allargare la forbice con il Pil italiano.
Dimissioni dignitose, sostituzione veloce. Ecco, in sintesi, la causa positiva del buon funzionamento del Paese tedesco, cui va aggiunta un’altra causa positiva: le riforme profonde effettuate nel 2001 da Gerhard Schroeder, il quale sapeva che erano impopolari e avrebbero causato la fine della sua carriera politica. Così avvenne, ma oggi la Germania è tornata a essere la locomotiva d’Europa.Il sacrificio personale ha servito l’interesse generale.
Nel Paese teutonico la spesa pubblica è sotto ferreo controllo. Là si spende l’essenziale per produrre servizi di qualità. Là, in appena 22 anni, un terzo del Paese (l’ex Germania dell’Est) è decollato e oggi i suoi parametri fondamentali sono uguali a quelli dell’ex Germania dell’Ovest. La stessa Merkel proviene dall’Est.
Meditate, politici italiani, meditate.