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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Pdl

Set
10
2011
Quasi cento indagati o inquisiti nel Parlamento nazionale, un terzo in quello della Regione siciliana, numerosi nel Consiglio regionale della Lombardia, corruzione nella Protezione civile e nei Grandi appalti. Insomma, la Cosa pubblica a livello statale, regionale e locale è sempre di più permeata dal cancro della corruzione, dando un pessimo esempio ai cittadini soprattutto giovani, ai quali non si può poi rimproverare se tendono anch’essi verso di essa, se cercano la raccomandazione, il favore e quant’altro connesso.
Il neo segretario del Pdl, Angelino Alfano, nominato per acclamazione dal Consiglio nazionale, ha esordito ottimamente: “Intendo fare il partito degli onesti”. Un proponimento sacrosanto che sottoscriviamo totalmente, augurando all’amico che sia in condizione di realizzarlo anche parzialmente. Per fare questo ha bisogno, però, di cacciare tanti deputati e senatori, nonchè amministratori locali, cosa che gli riuscirà estremamente difficile.

Gli italiani sono un po’ scettici di fronte al pronunziamento del segretario Pdl. Chi, invece, non l’ha creduto per niente è stata l’Onorata società la quale, con un annuncio tanto drammatico quanto improvviso, ha inviato i propri ambasciatori di Mafia, ‘Ndrangheta e Camorra nelle sedi dei più grandi partiti italiani.
Hanno incontrato per primo l’Angelino e gli hanno notificato l’irrevocabile decisione della propria organizzazione di non avere più niente a che fare col suo partito. Poi si sono recati da Bersani, il quale è sbiancato in viso nel sentire la stessa comunicazione. Pierluigi ha però osservato, sommessamente, che l’avvertimento non poteva riguardare il suo partito perchè esso è pulito e bianco-candido. Tuttavia ha preso nota della notifica.
Poi è stata la volta di Pierferdinando, il quale, sentita la mortale comunicazione, ha pensato che ormai non ci si poteva fidare più di nessuno. I tre ambasciatori hanno visitato anche i partiti minori affinchè fosse chiarissima questa loro uscita dall’agone partitocratico.
Ma, per essere più convincenti, hanno comunicato la decisione a tutte le altre istituzioni: Comuni, Province, Regioni, nonchè a Partecipazioni, Circoli, Ordini ed altri consimili Congreghe. Si è trattato di un’operazione inaspettata che ha destato molta meraviglia.
 
Insomma, l’Onorata società si è voluta dissociare totalmente dallo Stato e dalle Caste motivando con: “Ci state rovinando la reputazione. Siamo delinquenti, ma abbiamo comunque la nostra dignità. Facciamo i nostri affari, ma tutti sanno di che si tratta, mentre voi, sotto lo scudo del mandato popolare, praticate e diffondete corruzione nascosta apparendo come santarellini”.
Nessuno si scandalizza quando vengono arrestati i componenti della criminalità organizzata. Il fattaccio è che continua a non esserci più scandalo quando ad essere arrestati, se il Parlamento lo consente, sono rappresentanti delle istituzioni, compresi ministri nominati ad hoc per evitare i processi.
“Benedetta la crisi!”, sosteniamo da tempo, perchè costringerà chi rappresenta il popolo a un pentimento anche parziale. I cittadini non sopportano più che vi siano privilegiati  con stipendi blu, pensioni blu, macchine blu, viaggi aerei e terrestri blu, vitalizi e indennità blu, rimborsi spese blu e in qualche caso, escort blu e funerali blu.

I cittadini cominciano a urlare e a pensare che i politici siano mafiosi, oltre che corrotti. Il che non è vero perchè fra essi ve ne sono tantissimi onesti e capaci.
Però chiamare mafiosi i politici, ai mafiosi non va giù, si sentono offesi come se essi fossero chiamati politici. Ed è questa la causa della loro iniziativa: delinquenti sì, corrotti no. Anzi, si sono impegnati ad aiutare gli italiani proponendo una distribuzione straordinaria di coca per distrarli da miseria e disoccupazione nonchè da una pressione fiscale asfissiante.
Siamo certi che tutti i partiti, dalla punta di estrema destra a quella di estrema sinistra, si dorranno di questa iniziativa di Mafia, ‘Ndrangheta e Camorra perchè dovranno studiare nuove strategie per affrontare le prossime elezioni.
“Benedetta crisi!” dicevamo perchè quanto meno ha fatto prendere quest’iniziativa all’Onorata società, la quale, però, non ha comunicato di uscire dalla scena politica, ma di diventare autonoma dalle connessioni ai partiti e pertanto ha comunicato che fonderà il proprio partito: il Partito dei Superonesti.
Set
15
2010
Berlusconi sostiene di aver avuto assicurazione dal repubblicano Francesco Nucara, violentemente attaccato da Giorgio La Malfa, che la legione straniera formata da venti deputati sarebbe pronta a soccorrere il Governo. Vedremo dopo il discorso di fine mese i numeri dei votanti a favore e sapremo finalmente la verità.
A noi siciliani interessa, però, il comportamento dell’Mpa e del Pdl Sicilia, i cui leader hanno dichiarato che daranno fiducia al Governo Berlusconi. Sembra che la contropartita sia la firma immediata del decreto dell’Economia per trasferire i 4,3 mld € di Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) alle casse regionali. Questa promessa è stata infranta numerose volte dal ministro Tremonti, il quale firma con estrema rapidità i provvedimenti a favore della Padania, ma fa il duro con quelli a favore del Sud e della Sicilia in particolare. Due pesi e due misure che indicano come l’avvocato di Pavia non sia uno statista super partes.

Le casse regionali hanno disperato bisogno di quella liquidità. Però essa sarà destinata, almeno secondo le dichiarazioni del Governo Lombardo, a obiettivi distorti e, cioè, come spesa corrente, pessimo elemento che non aiuta per nulla lo sviluppo.
La stessa denominazione Fas indica che le somme vanno destinate tutte, e non in parte, per far risalire la china alle aree sottoutilizzate. Fra esse vi è la Sicilia. Ma non a finanziare indennità e stipendi a inutili dipendenti perché non servono alla produzione dei servizi.
Ricordiamo ancora una volta che tutti i siciliani che non si trovano all’interno delle pubbliche amministrazioni, ove invece si trovano i raccomandati, hanno lo stesso diritto di questi ultimi, con la qualifica da loro assegnata dal Consiglio di Stato con ben tre sentenze, che è: aspiranti. è in corso una campagna di mobilitazione affinché tutti gli aspiranti facciano domanda in massa con acclusi i loro curricula sia ai Comuni che alla Regione, per chiedere di essere assunti al pari dei precari raccomandati che già vi sono all’interno.
Il Movimento per le Autonomie è nato per difendere le prerogative dello Statuto e quindi di tutti i siciliani. Non può difendere i precari e ghettizzare gli aspiranti.
 
Dunque, Lombardo ha promesso la fiducia a Berlusconi a fronte della firma del decreto sui Fas. Ci soccorre la vecchia frase “Prima vedere cammelli”. Questa volta Lombardo non si potrà fidare del Cavaliere, se non dopo aver visto coi propri occhi il succitato decreto sui Fas.
Jordi Pujol è riuscito a trasformare la Catalogna dalla più povera alla più ricca regione di Spagna in soli 35 anni, quadruplicando il Pil. I 54 Governi regionali e gli ultimi tre post-riforma non sono riusciti a far aumentare il Pil neanche di un punto in 63 anni (1947-2010). Una fotografia che dovrebbe costituire la gogna per tutti i 57 presidenti della Regione e le maggioranze che li hanno sostenuti. Una gogna per i 90 deputati che costano, come potrete leggere nell’inchiesta pubblicata oggi, ben 28 milioni di euro l’anno contro i 17,4 dei consiglieri della Lombardia.

Solo se Lombardo metterà in atto un piano di sviluppo fondato sulle opere pubbliche, prima fra le quali la sistemazione idrogeologica del territorio; solo se Lombardo punterà sui sostegni alle imprese, esclusivamente mediante il credito d’imposta; solo se Lombardo riuscirà a scambiare parte delle azioni possedute dalla Regione di Unicredit con il controllo di Irfis, da trasformare in banca regionale con l’intervento di un grande manager internazionale; solo se Lombardo si ricorderà che i siciliani sono tutti uguali, non privilegiando più i precari a danno degli aspiranti; solo se Lombardo taglierà il bilancio 2011 di quattro miliardi di euro di spesa corrente per destinarli agli investimenti; solo se Lombardo metterà sotto pressione la macchina regionale perchè spenda immediatamente tutti i fondi europei e statali, cofinanziati dalla Regione; solo se Lombardo farà tutto questo e altre azioni più volte indicate su queste pagine, potrà ragionevolmente impegnarsi con i siciliani per far aumentare il Pil nella sua legislatura, (fino al 2013) dal 5,6 al 7,6 per cento, cioè 20 miliardi in più con la creazione contestuale di oltre 100 mila posti di lavoro.
Sviluppo e lavoro devono essere le stelle polari di Lombardo.
Giu
25
2010
Quando, verso la fine degli anni Novanta, parlavo con Raffaele Lombardo sulla necessità che in Sicilia si costituisse un partito autonomista, gli ricordavo la brillante storia della Catalogna e del suo fondatore Jordi Pujol che, dal 1976, ha condotto quella regione dall’essere la più povera della Spagna a diventare la più ricca del Paese iberico. Lombardo ascoltò e non disse niente. Ma poi, qualche anno dopo, mise mano al Partito autonomista che, nel volgere di qualche anno, ha raccolto consensi per circa il 16% (elezioni europee del 2009).
In questi anni si è svegliato anche Gianfranco Micciché il quale ha di fatto staccato un pezzo del Pdl in Sicilia, all’incirca il 50%, per costituire  un embrione di Partito autonomista. Per ultimo, il capogruppo del Pd all’Ars, Antonello Cracolici, insieme a Giuseppe Lumia, componente della Commissione parlamentare antimafia, sta progettando di statuire il Pd autonomo della Sicilia.
C’è un movimento generale che sta cercando di cogliere lo stato di grave insoddisfazione della popolazione siciliana.

Micciché, di fatto, si sta muovendo sotto la copertura non ufficiale di Berlusconi, il quale ha interesse che nella sua coalizione vi siano tante anime che agiscano autonomamente, pur facendo riferimento a lui medesimo.
è interesse del Cavaliere che, a fronte del primo partito autonomista d’Italia, la Lega nord, ve ne sia anche uno in Sicilia e forse anche in qualche altra regione. Quando si apre un mercato gli altri soggetti, se vogliono restare competitivi, devono adeguarsi. Ecco spiegata l’iniziativa di Cracolici e compagni. è un bene o un male che vi siano questi movimenti che puntano verso una sorta di cambiamento della stagnazione della politica regionale?
A nostro avviso si tratta di iniziative positive. Lo dimostra il fatto che in 40 anni, dal 1970 al 2010, il Pil della Sicilia sia rimasto a quel misero 5,6% del Pil nazionale. Il che significa che in termini reali nel 2010 la Sicilia non produce circa 47 mld di ricchezza.
 
Autonomia dal centro non significa portare nella Regione gli stessi difetti dei Ministeri, ma ribaltare il modo di amministrare, tagliando sprechi, privilegi, rendite di posizione e soprattutto mettendo il bavaglio alle corporazioni che distruggono ricchezza e assorbono in modo parassitario attività che dovrebbero essere utilizzate in  maniera ben diversa nell’interesse di tutti i siciliani.
Abbiamo più volte pubblicato con le nostre inchieste, le differenze abissali delle spese per branca amministrativa tra la Sicilia e la Lombardia. Il dato macroscopico è che la Sicilia ha un organico di 15.600 dipendenti a tempo indeterminato e oltre 6.000 a tempo determinato contro i 3.417 della Regione Lombardia. La Sicilia è riuscita a collezionare circa 2.065 dirigenti contro i 226 della Lombardia.
In Sicilia l’Ars costa 170 milioni contro i 72 del Consiglio regionale della Lombardia. Un deputato regionale percepisce circa 26 mila euro al mese lordi, un consigliere regionale della Lombardia ne percepisce 18.000.

Occorre quindi fare buona amministrazione, questo vuol dire fare autonomia. Altrimenti si fa un’operazione di solo maquillage, di illusionismo. Che è un ulteriore becero modo per prendere in giro i siciliani, i quali, invece, hanno bisogno di una classe dirigente meticolosa che impronti la propria azione ai valori etici.
Infatti non vi può essere politica senza etica, non vi può essere politica senza lavoro, non vi può essere un’azione correttiva che imbocchi la strada dello sviluppo, se non si tengono presenti i tre valori principali delle istituzioni: equità, merito e responsabilità. Questi valori non sono di proprietà di alcuna parte politica, nè Destra, nè Centro, nè Sinistra, ma solo di chi ha buon senso e agisce nell’interesse generale. L’interesse generale è che il bilancio della Regione, approvato il 30 di aprile con entrate e uscite in pareggio fittizio di circa 28 mld, è un bilancio ingessato, perchè quasi tutto destinato alle spese correnti. Con questo strumento non si va da nessuna parte.
Apr
09
2010
Gli uomini della Lega dilagano in tutte le trasmissioni radio-televisive. Da quello che dicono traspare una modestia culturale, ma, al contempo, una grande praticità e concretezza, derivata dalla frequentazione continua di quello che tutti chiamano territorio. Questa è diventata una parola magica che comprende tutto ed il suo contrario.
Il territorio è fatto da cittadini e dai loro bisogni. Nel territorio vi sono iniquità ed ingiustizie. Al territorio si forniscono risorse e da esso si prelevano. Nel territorio si costruiscono infrastrutture oppure non se ne costruiscono, e così via enumerando.
Il circolo è lungo, ma si può riassumere in una sintesi: nel territorio si fa buona politica o cattiva politica. La buona politica è fondata su progetti di interesse generale in contrasto con gli interessi delle corporazioni. La cattiva politica, per converso, è fondata sul soddisfacimento dei clientes e della bulimia di categorie che si arricchiscono sistematicamente a spese della Cosa pubblica.

La Lega, dunque, è la vincitrice delle ultime elezioni, con la prospettiva di allargare la sua azione sul resto del territorio fino al centro e perfino in Campania. Se, paradossalmente, essa occupasse lo spazio fino a Lampedusa (come ha fatto facendo eleggere Angela Maraventano, senatrice di quell’Isola) perderebbe l’essenza di partito autonomista del Nord, qual è. Proprio perché autonomista, la Lega ha successo e la gente dà il proprio suffragio sempre più copioso. Ma anche per altre due ragioni: la prima, perché ha un capo riconosciuto e la cui parola è seguita senza discussioni; la seconda, perché vengono inviate a presiedere Province, Comuni ed Enti persone concrete che amministrano bene. Poi non si può escludere il clientelismo e il soddisfacimento di interessi privati. Ma essi vengono in subordine rispetto all’interesse generale.
Questo è un altro elemento di successo: l’operare tenendo presente innanzitutto l’interesse dei cittadini. Essi sono stufi dei partiti tradizionali e dei loro rappresentanti, politosauri sopravvissuti che dicono le stesse cose da quaranta anni allo stesso modo. Ex democristiani, ex socialisti, ex comunisti che pretendono di fare la politica come l’hanno sempre fatta.
 
Il Sud è in balia di nessuno. Nel Partito democratico le fazioni e le correnti sono innumerevoli e si autodistruggono. Ma anche nel PdL il gravissimo errore del ministro Raffaele Fitto, di non allearsi con la Poli Bortone, ha prodotto il risultato di perdere la Puglia.
Questo modo deleterio di fare politica basata sugli interessi personali non ha consentito al Sud di fare blocco come la Lega Nord e di puntare i piedi per ottenere dal Governo centrale le risorse finanziarie necessarie a recuperare il divario.
Ma, d’altra parte, la classe politica ha continuato a gestire la Cosa pubblica come Cosa propria, senza con ciò ottenere quei progressi indispensabili ad incrementare l’occupazione, il tasso di infrastrutture, a far crescere il Pil e in definitiva a sviluppare il territorio. Una classe politica vecchia non di età, ma di mentalità che non è capace di innovarsi immettendo non solo trentenni o quarantenni, ma anche settantenni che hanno la mente pulita, che sanno organizzare e che seguono i valori morali.

Urge quindi la costituzione del Partito del Sud, nelle otto regioni, per diffondere il collante degli interessi del Mezzogiorno, in modo da contribuire allo sviluppo del Paese. Perché il Partito del Sud decolli occorre che i propri dirigenti ripassino la storia, le tradizioni, la letteratura, la filosofia e l’arte del proprio territorio. Occorre che trasferiscano, attraverso apposite scuole di politica, la cultura di amministrare ai quadri intermedi che sono proprio quelli che agiscono sul territorio. Tali quadri vanno tenuti informati giorno per giorno, non solo mediante i Portali efficientemente costruiti e su cui vanno le informazioni, gli indirizzi, le guide, ma e soprattutto, attraverso il Quotidiano del Sud.
Tale giornale avrebbe il compito di raggiungere tutti i quadri, informarli e dare loro regole, procedure per i comportamenti, basati sui valori. Senza queste modalità e questo strumento il Partito del Sud nasce morto. Invece ve ne è un bisogno urgente. Come è urgente selezionare i talenti di qualunque età per realizzare il progetto organizzativo dell’Autonomia.