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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Pulvirenti

Ago
14
2012
Quando si verifica uno stato di grave patologia economica, come nel caso della compagnia fondata e gestita da Antonino Pulvirenti, ci si chiede se non era possibile prevenirla. 
I pannicelli caldi non hanno mai guarito alcuna malattia. Il supposto accordo fra Alitalia e Wind Jet è stato da noi additato come il tipico caso italiano - che voleva ripetere pari pari quello fra vecchia e nuova Alitalia - in cui si rinforza il più forte (Alitalia), si salva il più debole (WJ), sulla testa dei cittadini e dei lavoratori. Dei cittadini, che fra la Sicilia e il Continente non hanno altro mezzo ragionevole per viaggiare; e dei lavoratori, perché sono rimasti in balìa di una compagnia che, tristemente, si è avviata verso il fallimento.
Ci sembra di rivedere le vicende di quella dozzina di altre piccole compagnie aeree che in questo decennio sono fallite. Fra esse, ricordiamo la Air Sicilia di Luigi Crispino, che durò soltanto pochi anni.
Probabilmente una piccola dimensione non consente la vita di una compagnia aerea, tanto che nel mondo vi è una forte concentrazione.
 
L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha emesso una decisione vincolante, nell’ipotesi di fusione per incorporazione o acquisizione di Wind Jet da parte di Alitalia. Il consenso era subordinato alla messa sul mercato di 35 coppie settimanali di slot da assegnare ad altre compagnie per evitare il totale monopolio da parte di Alitalia su diverse tratte. 
Il monopolio si sarebbe comunque realizzato a danno di tutti i viaggiatori da e per la Sicilia. Nonostante ciò, l’Alitalia ha interrotto la trattativa anche perché i delegati di Pulvirenti l’hanno abbandonata. 
Si dice che il gruppo sia solido, come ha scritto Marco Romano (docente del Dipartimento di Economia e imprese dell’Università di Catania) su un quotidiano regionale. Tuttavia, resta inspiegabile, almeno fino a oggi, la brusca interruzione della trattativa stessa. Ci dev’essere qualche ragione che ci sfugge e che sarebbe bene che il patron di Finaria Spa, appunto Pulvirenti, portasse all’opinione pubblica. 
Romano sottolinea che nonostante la solidità del gruppo vi è il rischio di contagio. Proprio per questo Pulvirenti non dovrebbe continuare a restare in silenzio anche per rispetto di quel migliaio di dipendenti oltre i 460 di Wind Jet.
 
Il cerino acceso è in mano all’Enac (Ente nazionale aviazione civile) e al suo presidente Vito Riggio, persona equilibrata e di buon senso. Sembra però che in questa vicenda si sia mosso con lentezza. Infatti, non appena si fosse accorto che Pulvirenti rispondeva con lentezza ai quesiti posti, avrebbe dovuto revocare rapidamente la licenza e, con altrettanta rapidità, mettere sul mercato gli slot. 
Se così avesse operato avrebbe raggiunto tre risultati: il primo, perché vi sarebbe stata una compagnia internazionale che li avrebbe acquisiti (abbiamo interpellato Easy Jet che ce lo ha confermato); il secondo, perché avrebbe evitato la concentrazione in Alitalia di quegli slot, con ciò privilegiando la concorrenza e quindi prezzi più bassi e un miglior servizio; il terzo, consistente nel salvaguardare il lavoro degli ex dipendenti Wind Jet che la compagnia assegnataria degli slot avrebbe certamente assunto per la loro competenza e qualificazione (come invece non avrebbe fatto Alitalia che aveva già dichiarato di respingerne almeno un terzo).
 
Nella galassia di Pulvirenti, in base a quanto scritto nell’articolo con il già citato intervento di Romano, esiste anche l’azienda agricola Biorossa Srl (con dieci dipendenti), che ha come attività la coltivazione di agrumi. Ci sarà stato un errore perché è difficile che con così poche persone si possa avere un valore della produzione di oltre 6 milioni di euro. Qualcosa non quadra.
C’è qualche possibilità che una trattativa nata e condotta male raggiunga un obiettivo? Mai dire mai. Non si sa se vi sia cattiva volontà di Alitalia perché voglia speculare su una compagnia in fallimento per farne un boccone, oppure se il gruppo di cui tale compagnia fa parte non abbia fornito tutti i dati relativi al forte indebitamento. 
Quello che più dispiace è che vi è un altro soggetto a fare le spese dei ritardi della vigilanza: sono i 300 mila passeggeri che hanno comprato, pagandoli, altrettanti biglietti. Le somme sono state incassate dalla compagnia di Pulvirenti: forse fra i 10 e i 20 milioni di euro.
Ora basta. Cittadini, viaggiatori e dipendenti vanno tutelati isolando chi pensa solo ai propri interessi.
 
Mar
16
2010
Abbiamo notizie che una Procura abbia aperto un’inchiesta perché sembra che la vittoria del Catania sull’Inter non sia chiara come appare. Quando si apre un fascicolo bisogna metterci dentro Berlusconi. L’assunto sarebbe che pur di battere il suo rivale Moratti, il Cavaliere avrebbe preso contatti con il patron del Catania, Pulvirenti, per fare in modo che la squadra rossoazzurra si galvanizzasse e desse una sonora batosta ai cugini neroazzurri. E così è stato, non si sa per effetto di quale miracolo.
Non sono un tecnico e non mi azzardo a fare come i sessanta milioni di italiani, che si improvvisano allenatori della Nazionale e della propria squadra. Mi sembra, però, che i carusi catanesi, ivi compresi gli stranieri, si sono dati da fare per onorare il patto Berlusconi-Pulvirenti.
Certo i bookmakers davano il Catania come squadra perdente e quindi la sua condotta ha sorpreso non solo gli spettatori scatenati, ma anche gli stessi telecronisti, come accadde nel 1961.

Una partita di calcio è sempre una partita di calcio e andrebbe collocata nella sua giusta posizione, e cioè quella di un evento sportivo, ma i media moltiplicano l’effetto dell’evento perché attraverso gli spettatori possono amplificare le conseguenze economiche e quindi i diritti televisivi e commerciali: in breve, il forte incremento del business che ruota attorno ai pedatori, come li chiamava il non dimenticato Nicolò Carosio, quello del quasi goal, quando un pallone non entrava in porta.
Una squadra di provincia, come quella del Catania, che ha buone basi imprenditoriali, utilizza bene le non cospicue risorse finanziarie di cui dispone. Merito di un assetto aziendale efficace che coniuga i risultati sportivi con quelli economici.
Come sanno gli affezionati lettori, non è nostra abitudine incensare chicchessia, ma quando nella nostra terra si verifica un fatto positivo, fra tanti negativi, abbiamo il dovere di sottolinearlo.
Si potrebbe aggiungere che anche il Palermo va bene, ed è vero. Ma là il merito si deve ascrivere al friulano Zamparini che ci ha messo soldi e passione, mentre nella città dell’Elefante i soldi e la passione li ha messi un imprenditore catanese.
 
L’entusiasmo e l’interesse che ruotano attorno al calcio catanese vorremmo che si spostasse per tutti gli altri settori della Comunità, a partire dalla stessa Amministrazione civica. Nel forum, pubblicato a pagina sei, il Sindaco Raffaele Stancanelli ci ha illustrato i risultati di una politica fatta di piccoli passi, tutta mirata al risanamento dei buchi di bilancio prodotti dalle amministrazioni dell’ex sindaco Scapagnini.
Non avere fatto fallire il Comune è un grande merito e costituisce una pre-condizione per attuare un processo di sviluppo, purtroppo fermo da molti anni. Il Sindaco si è impegnato a pagare i fornitori fino all’anno 2007 entro i prossimi mesi. Si è impegnato anche a gestire con pugno duro il territorio, chiedendo la collaborazione  dei cittadini, ma colpendo quelli irrimediabilmente indisciplinati.

Sul tavolo del primo cittadino vi sono due grossi problemi: il Piano regolatore generale e la cinquantennale controversia di Corso Martiri della Libertà. La soluzione di questi due problemi comportrebbe l’attivazione di cantieri con migliaia di nuovi occupati. Stancanelli ha anche sul tavolo la questione dei quattro parcheggi scambiatori e dei nove parcheggi da costruire, purtroppo bloccati non per responsabilità della Procura di Catania, ma per tutti gli ingarbugli creati dalle precedenti amministrazioni.
Il procuratore, Vincenzo D’Agata, nel forum pubblicato venerdi 12 marzo, ha fatto un’importante apertura al sindaco: “Eliminate le cause, per eliminare il sequestro. Dividere le responsabilità personali da quelle istituzionali”.
Il sindaco, che ha letto questa dichiarazione, si è detto pronto a fare la sua parte. Ci attendiamo che la situazione si sblocchi definitivamente nei prossimi mesi e, anche in questo caso, vengano attivati migliaia di posti di lavoro.
Ps. Smentisco che Berlusconi abbia pagato Pulvirenti. L’avrete capito, ma anche nelle cose serie ogni tanto ci sta un piccolo scherzo.