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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Questione Morale

Mar
02
2011
Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, con la sua sensibilità, dovrebbe porsi all’ordine del giorno la questione morale dentro la Regione e dentro gli Enti locali della Sicilia. E, immediatamente dopo, porsi la stessa questione all’interno di tutte le strutture provinciali di ogni genere e tipo .
È noto a tutti che quando i meccanismi della Pubblica amministrazione non ruotano in conformità ai valori morali, entrano in uno stato di disfunzione perchè viene meno il principale fra essi che è quello dell’equità. mancando equità, mancano le condizioni di parità fra tutti i soggetti che operano, interni ed esterni, con la conseguenza di creare distorsioni, penalizzazioni ed altre forme inquinanti che portano la struttura verso il baratro.
La corruzione, si sa, è nata con l’uomo e con esso perirà, perchè dentro ognuno di noi vi è una parte istintiva e animalesca che egoisticamente cerca di prevaricare gli altri. Per fortuna vi è l’altra parte, quella colta e consapevole che argina il malaffare, lo combatte e spesso lo vince.

Cosa dovrebbe fare il presidente della Regione, oggi Lombardo ma domani qualsiasi altro siciliano cui viene conferito questo incarico temporaneo? Dovrebbe emettere un decreto con il quale dispone che dentro i dodici assessorati venga istituito il Nucleo investigativo per gli affari interni, avente il compito di aprire inchieste riservate, per individuare casi di corruzione che sembra vi siano ma vanno provati.
È del tutto evidente che se non si aprono i fascicoli l’amministrazione, e per essa i responsabili (assessori e dirigenti generali), sono ciechi. Ma assessori e dirigenti regionali non possono fare come le tre scimmiette. Hanno il dovere morale e professionale di tenere sotto efficace controllo la propria struttura.
Si capisce molto bene che un’organizzazione pubblica ove vi sia corruzione, più o meno estesa, funziona male perchè favorisce il corruttore a danno dei cittadini. La questione è di primaria importanza. Sulla stessa non abbiamo sentito, e non sentiamo, nessuna voce del ceto politico di maggioranza e di opposizione. Delle due l’una: o esso non ha alcuna sensibilità sulla materia, oppure ha paura di scoprire il vaso di pandora, cioè un verminaio.

Il presidente della Regione, fatto questo primo passo, cioè scopare davanti al proprio uscio, dovrebbe invitare il suo assessore agli Enti locali a emettere un analogo decreto riguardante i 390 Comuni. Invitare il suo assessore alla Salute ad emettere un ulteriore simile decreto riguardante le Aziende sanitarie provinciali e quelle ospedaliere; il suo assessore al Lavoro e alla formazione per la stessa finalità e così via elencando. Non c’è dubbio che il Nucleo dovrebbe essere composto da persone al di sopra di ogni sospetto, che dentro la Pubblica amministrazione vi sono, respingendo le facili ironie di chi dice che le mele sono tutte marce. Non è vero, per la semplice ragione che nella Pa siciliana vi sono tantissime persone per bene e capaci.
Sentiamo una vocina che ironicamente dice: “In Sicilia vi sono ben altri problemi: l’economia, il lavoro, l’ambiente, il dissesto idrogeologico e così via”. Ma come si possono affrontare questi ed altri problemi se la Pa non funziona bene, professionalmente ed eticamente?

La società civile ha demandato all’organizzazione pubblica la produzione dei servizi. La società civile è formata da gente perbene e da delinquenti per cui, anche nella Pubblica amministrazione, vi è gente perbene e vi sono delinquenti. Ma questi ultimi devono essere emarginati ed espulsi da un sistema immunitario interno che produca anticorpi.
Quali sono gli anticorpi della Pubblica amministrazione? Le proteste della gente perbene, che devono trovare accoglimento ed essere trasformate in inchieste per appurare dove si trovino le distorsioni in modo da eliminarle. Se le proteste non trovano eco in chi ha il dovere di gestire la cosa pubblica, anche chi protesta pian piano affievolisce la propria voce, rendendosi conto dell’inutilità di questa o quella segnalazione.
Lo stesso accade per i cittadini che  protestano, ma per la maggior parte dei casi non odono attenzione alla propria voce. Non sappiamo se la questione sollevata da questo foglio verrà presa in tempestiva considerazione, ma nessuno potrà dire che essa non sia stata portata all’attenzione della pubblica opinione.