Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Recessione

Feb
18
2012
Il Pil della Grecia, nel 2011, è andato indietro del 7%, quello dell’Italia è andato avanti di uno striminzito 0,4%, però è comunque cresciuto. La recessione significa abbassare mediamente il livello di vita di tutti i cittadini. Tuttavia, fra essi, si verificano disparità, nel senso che nelle fasce piu deboli il livello si abbassa di più mentre nella middle class si abbassa di meno e, verosimilmente, nella fascia abbiente non si abbassa per niente.
Quindi, la recessione produce un’ulteriore divaricazione tra le fasce alte e quelle basse della popolazione. Questa iniquità dovrebbe essere corretta dal ceto politico governante che però sente le pressioni di potenti categorie e corporazioni e quindi difficilmente sposta i sacrifici dal basso verso l’alto.
Quella che precede è una fotografia nuda e cruda a prova di smentita. Il fenomeno macroeconomico è presente in tutte le nazioni, a cominciare da quelle più floride. Fra esse le Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) cresciute tutte al di sopra del 5%; ma anche Usa (3%), Francia e Germania (2%).

La crisi e la recessione quando arrivano, oltre ad aumentare le disparità nella popolazione, oltre a comportare sacrifici per i più deboli, hanno anche un effetto benefico che è quello di rimodellare il tenore di vita di un’intera popolazione ad un livello più basso ed eliminare gli effetti perversi di chi ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità.
Ma che significa vivere al di sopra delle proprie possibilità? Significa indebitarsi per mantenere un tenore di vita che non ci si può permettere.
Una volta l’indebitamento si pareggiava con la svalutazione della moneta, ma nell’era dell’Euro ciò non è più possibile. Chiusa la finestra della svalutazione si deve necessariamente chiudere quella dell’indebitamento. Ecco perché la recessione è benefica: costringe a riequilibrare i conti di una nazione ed anche quelli di ogni famiglia.
Recessione significa andare indietro. L’Italia ha perso 5 punti di Pil dal 2008 al 2011. Difficilmente ne guadagnerà qualcuno nel 2012 anche se la via della risalita sembra tracciata, a condizione che Monti non si faccia imporre una retromarcia dalle corporazioni sulla via delle liberalizzazioni.
 
La recessione è un richiamo alla realtà, il che significa ritornare a un tenore di vita compatibile con le condizioni economiche del Paese. Il che significa tagliare tutte le spese improduttive e tutte quelle uscite inutili che non si possono più sostenere. In questo senso il Governo ha incaricato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Pietro Giarda, di indicare a tutti i ministeri la revisione della spesa imponendo dei paletti percentuali che vanno fino al 20%. Ora Giarda deve usare una forbice con le lame affilate, diversamente non riuscirà a vincere le resistenze.
Vi è poi la spesa di Regioni ed Enti locali. In questo caso il Governo non ha altra scelta che tagliare i trasferimenti non in modo indiscriminato, ma valutando Regione per Regione e Comune per Comune, in modo da premiare i virtuosi e penalizzare, anche fortemente, i viziosi. Purtroppo questi ultimi si trovano nel Centro e nel Sud dell’Italia.

La capofila delle Regioni viziose è il Lazio con un debito sanitario accumulato negli anni di quasi 15 miliardi. Altro esempio negativo il Comune di Roma con altro macrodebito di circa 10 miliardi. Fra Regione e Capitale d’Italia sommano i debiti per quasi 2 punti di Pil nazionale.
La Campania non è da meno e la nostra Isola non brilla per virtù. Non solo ha debiti accumulati per circa 5 miliardi, ma l’assessore all’Economia non sa come chiudere il preventivo 2012 perché deve tagliare 3,6 miliardi.
Benedetta recessione che obbligherà la Giunta regionale ad effettuare questi tagli pena il dissesto, lo scioglimento dell’Ars ai sensi dell’art. 8 dello Statuto e la nomina da parte del Parlamento nazionale di tre commissari straordinari che farebbero ciò che l’attuale Giunta non sarebbe stata capace di fare.
In ogni caso gli effetti di una revisione della spesa si faranno sentire e saranno positivi perché porteranno tutti coloro che finora hanno introitato indebitamente somme dal settore pubblico a rinunziare ad una parte di esse. Anche in Sicilia vi sono iniquità ma complessivamente la recessione ci farà bene perché farà rinsavire il ceto politico e quello burocratico.