Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Stabilizzazioni

Giu
24
2011
L’Assemblea regionale, nella seduta del 14 giugno, ha approvato una legge dal titolo roboante “Riorganizzazione e potenziamento della rete regionale di residenzialità per i soggetti fragili...”. Dietro questo paravento compare il solito vizietto: assumere o stabilizzare personale senza farlo passare dalle forche caudine dei concorsi pubblici, in modo che esso possa essere chiamato direttamente in conseguenza di raccomandazioni fatte da questo o quel politico, da questo o quel burocrate.
Nessun deputato - tranne pochi (D’Asero (Pdl), Dina (Pid), Beninati (Pdl), Scoma (Pdl), Buzzanca (Pdl)) - si è opposto a questo comportamento dissennato e contrario agli interessi dei siciliani. A pensar male male, si potrebbe dedurre che l’approvazione è stata fatta per dar fumo negli occhi e illudere tante persone, sapendo che il commissario dello Stato, prefetto Carmelo Aronica, avrebbe impugnato il provvedimento come ha fatto per tanti altri precedenti, nei quali erano previste assunzioni o stabilizzazioni fuori dai concorsi pubblici.
Il comportamento di questa maggioranza di centro-sinistra, riguardo all’aumento indiscriminato della spesa corrente, è veramente deplorevole e va sanzionato pubblicamente.

L’assessore all’Economia, Gaetano Armao, nel forum pubblicato nelle pagine interne, ci diceva con tristezza che i flussi di cassa sono altalenanti e asfittici. Ne soffre, per conseguenza, tutto il sistema delle imprese siciliane che forniscono agli enti pubblici beni e servizi. Infatti i loro crediti, in Sicilia, sfiorano i cinque miliardi.
Di fronte a questa situazione, la Regione continua a caricarsi di stipendi inutili mentre dovrebbe pensare con grande determinazione a tagliare la spesa corrente, a cominciare dal costo degli apparati politico-amministrativi, da quello dei contributi a pioggia, utili solo ai clientes, alle partecipate, che nelle intenzioni sono ridotte da trentatré a tredici, ma fondamentalmente lasciano inalterati i costi di gestione, e via enumerando.
Tutto questo accade perché la Regione non ha un Piano aziendale. Questa affermazione è certa perchè poniamo la rituale domanda, quando vengono ai nostri forum, ad assessori e direttori generali che hanno un moto di sorpresa perchè quasi nessuno di loro ha la minima idea di che cosa si tratti.
 
La questione delle assunzioni e delle stabilizzazioni è diventata il cancro della Sicilia perchè si fa finta di non capire che si tratta di una strada sbagliata, anche se comoda, al fine di ottenere i favori di tanti raccomandati e beneficiati che poi diventano galoppini elettorali a favore dei loro danti causa.
Si tratta di una strada sbagliata perché qui, in Sicilia, occorre invece creare lavoro produttivo che si ottiene con due grandi iniziative: la prima, far diventare l’Isola un cantiere a cielo aperto investendo tutti i diciotto miliardi di Fondi Ue statali e regionali; la seconda, attirare investimenti di gruppi nazionali e internazionali in tutti i settori: del turismo, dei servizi avanzati, dell’agricoltura innovativa e dell’energia vegetale, dell’ energia solare.
È ovvio che per attirare gli investimenti e aprire i cantieri occorre una macchina amministrativa perfettamente funzionante sulla base dei valori di merito, di concorrenza e di innovazione. Senza di essi la Pubblica amministrazione è come il trombo che ostruisce la circolazione del sangue nelle arterie.

Lombardo ha inserito nel programma del suo Governo Quater, insediato a ottobre 2010, la trasformazione delle Province in Consorzi di Comuni, in osservanza dell’art. 15 dello Statuto. A quasi un anno, di questo tassativo impegno non c’è traccia. Infatti non risulta un disegno di legge depositato dal Governo in Assemblea regionale. Eppure tale iniziativa comporterebbe un risparmio secco di 500 milioni per la Regione, pur considerando che altri 600 milioni per le manutenzioni di strade e scuole si dovrebbero comunque spendere. Un risparmio conseguente al taglio di nove apparati inutili, incostituzionali e perfetttamente sostituibili dai Consorzi di Comuni che avrebbero le stesse funzioni.
Certo, l’iniziativa sarebbe impopolare perché manderebbe a casa i consiglieri provinciali e gli assessori, mentre resterebbe comunque un presidente e un consiglio direttivo del Consorzio a costo zero per la Regione.
Ci vuole solo buon senso, ma non tutti ce l’hanno.
Set
17
2010
Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha annunciato che è in preparazione un Piano, per stimolare fortemente l’economia e accrescere i posti di lavoro, di ben 100 miliardi di dollari in dieci anni, destinati a spingere le imprese all’innovazione e a creare valore. Lo stesso presidente, nello stesso momento, ha annunciato l’istituzione di un altro Piano per le infrastrutture di ben 50 miliardi di dollari da spendere in cinque anni.
Obama ha imboccato la via keynesiana dell’indebitamento e del taglio della spesa corrente per ottenere risorse da destinare ad attività produttive e a infrastrutture. è esattamente quello che non fanno il Governo Berlusconi e il Governo Lombardo.
Quasi un decennio fa il Cavaliere fece approvare la Legge obiettivo (443/2001) con cui aveva annunciato urbi et orbi 80 opere di interesse nazionale che dovevano essere completate entro pochi anni. Di esse vi sono pallide tracce. Mentre ciò accadeva, la spesa corrente è aumentata senza limiti: una vergogna nazionale.

Il Governo Lombardo, che ha messo al primo punto del suo programma lo sviluppo della Sicilia, in questi primi due anni non ha fatto nulla per tenere fede a quest’impegno. Non c’è un Piano di opere pubbliche regionale, non ci sono i parchi progetto dei 390 Comuni, non è stato contenuto il crollo degli appalti pubblici, con ciò danneggiando fortemente anche l’economia esistente. Non si sono spesi i fondi Ue.
A discolpa del Governo regionale si può dire che aveva trovato una macchina amministrativa disastrata. Ma oltre alla razionalizzazione bisogna procedere ad attivare meccanismi di crescita. La scusa che non vi siano soldi è banale, perché la colpa grave di questo Governo è non avere indotto la sua amministrazione a spendere i soldi europei, che ci sono, e a costringere il Governo centrale a trasferire i fondi che per viltà politica vengono trattenuti da Tremonti.
Il Governo regionale avrebbe dovuto anche redigere un bilancio 2010 con un forte taglio alla spesa corrente e in primis agli inutili stipendi pagati a inutili dipendenti. È del tutto evidente che di colpo non si possono tagliare i viveri a chi vive d’indennità, ma questo non è sviluppo.
 
Il Governo Lombardo ha creato un ulteriore danneggiamento all’econonomia siciliana, oltre a quello già indicato di aver fatto crollare gli appalti: assumere (pardon, stabilizzare) personale di cui non ha bisogno. Non ci sono più risorse finanziarie per la spesa corrente, ed è per questa ragione che la Corte dei Conti, sulla scia di quanto ha fatto il Commissario dello Stato (Michele Lepri Gallerano) deve intervenire con provvedimenti atti a bloccare la conversione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, perché la Regione non può assumersi questi ulteriori oneri. Daremo notizie di possibili iniziative della Corte dei Conti in questa direzione.
È ora di smetterla con questi comportamenti irresponsabili che vogliono accontentare i raccomandati, vessando fortemente tutti gli altri siciliani che non sono stati messi in condizione di entrare nella Pubblica amministrazione, perché non raccomandati.

Certa stampa male informata ha sbandierato, a favore della legittimità della stabilizzazione, la decisione  del Consiglio di Stato n. 04495/2010 con la quale vi sarebbe stato dato via libera. Noi abbiamo letto tale sentenza, la quale non solo non da via libera, ma, citando precedenti proprie sentenze (n. 24/04 e n. 141/99) precisa che una deroga alla  regola del concorso pubblico, di cui all’art 97, comma 3, Costituzione, può essere considerata legittima nei limiti in cui la valorizzazione della pregressa esperienza professionale, acquisita dagli interessati tramite forme contrattuali non a tempo indeterminato, NON si traduca in norme di privilegio in danno degli altri aspiranti...
Dunque, il Consiglio di Stato, con tre sentenze, ha affermato un pari diritto degli aspiranti (cioè coloro che non sono dentro la Pubblica amministrazione) rispetto a quelli che vi sono dentro.
Per quanto precede, invitiamo tutti i siciliani che non si trovano dentro le Pa (regionale e comunali) a fare domanda, come legittimi aspiranti, per essere assunti dalle stesse, sulla base di curricula che devono affrettarsi a inviare alle Pec delle amministrazioni.