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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Tag Tecnologia

Nov
01
2011
Steve Jobs se n’è andato, ma la sua presenza e il suo esempio rimarranno per lungo tempo. Per fortuna, l’umanità sforna talenti a getto continuo: gente normale che vede scenari che altri non vedono e hanno in loro stessi il fuoco sacro per farli diventare realtà.
Vi sono personaggi che realizzano progetti con facilità, anche se difficilissimi e pieni di ostacoli, eppure hanno dentro la voglia di fare che li spinge, li stimola, non fa sentire loro fatica, presi dall’obiettivo che intendono raggiungere a tutti i costi, non facendosi coinvolgere dalle questioni di minore rilievo.
Sergio Marchionne è uno di questi e sta dimostrando l’inverso di quello che voleva dimostrare l’avvocato Gianni Agnelli quando affermava che ciò che sta bene per la Fiat sta bene per l’Italia, identificando la fabbrica torinese con il Paese. Per Marchionne, l’Italia è un Paese come tanti altri ove fare business. Gli importa poco perderne una parte, tanto gli sviluppi clamorosi che sta ottenendo in Usa, Brasile e Cina porteranno le due aziende operative a far guadagnare al gruppo 2,1 miliardi nel 2011.

Jeff Bezos (47 anni) ha fondato Amazon a Seattle, in Usa, con l’idea di trasformare il tablet in una porta d’ingresso ai servizi a pagamento sulla nuvola del web. Da un’idea è nato un business stimato in circa 13 miliardi di dollari raggiunto in appena 17 anni.
Brett Martin (28 anni) ha inventato Sonar, un’app che ha la missione di trovare le connessioni nascoste fra ciascuno di noi e le persone che ci circondano, per abbattere la solitudine.
Jonathan Ive, 44 anni, è il prosecutore dell’attività di Steve Jobs. Intende continuare la filosofia che consenta di dare forma e sostanza alle idee che il fondatore gli ha lasciato.
Andrew Mason ha 30 anni e ha fondato Groupon con lo scopo di condividere lo shopping fra sconosciuti, per ottenere massimi sconti e prezzi molto bassi. Ha 115 milioni di utenti e per sviluppare l’idea ottenne un milione di dollari dall’imprenditore Eric Lefkofsky. In 10 anni ha raggiunto il successo.
Henri Seydoux ha fondato la Parrot, un’azienda francese che vuole interagire e comandare con la voce gli apparecchi elettronici. Gestisce 250 ingegneri a Parigi ed è il futuro dell’interazione uomo-pc-tablet.
 
Jack Dorsey, 35 anni, ha fondalo la SquareUp (e Twitter) a San Francisco, con lo scopo di abolire il denaro contante utilizzando solo lo smartphone per effettuare pagamenti con la carta di credito. Dorsey ha intuito l’effetto sociale del suo strumento, che vuole eliminare totalmente i contanti.
Riccardo Signorelli, 32 anni, ha fondato a Boston la FastCap, con la quale produce una batteria che si può caricare istantaneamente per alimentare le macchine elettriche o ibride. L’uovo di colombo per la diffusione dell’auto a CO2 zero. Signorelli è un ingegnere di Bergamo, laureato al Politecnico di Milano e andato al Massachusetts institute of technology (Mit) di Boston per un dottorato. Ha inventato la rivoluzionaria batteria che funziona in base a un principio fisico e non elettrochimico. Barack Obama gli ha fatto ricevere un finanziamento di 5,3 milioni di dollari cui si sono accodati altri 2 milioni da investitori privati.
Paul Wicks, 30 anni, ha fondato la PatientsLikeMe - un social network medico, una rete di pazienti con malattie croniche - per facilitare le cure grazie al supporto specifico. L’obiettivo è dare ai pazienti stessi il controllo del loro male, facilitando consulti in rete con gli specialisti.

Andy Rubin, 45 anni, ha fondato Google Android a Mountain View, in Usa. Un software che fa funzionare smartphone e tablet e che deve essere gratuito. Ex ingegnere della Apple, è diventato un pericoloso concorrente avendo inventato Android, una piattaforma molto competitiva contro l’Iphone di Apple. Google fattura oltre 24 miliardi di dollari l’anno.
Infine Jack Ma, 46 anni, ha fondato Alibaba a Hangzhou, in Cina, per rendere l’e-commerce made in Cina semplice e accessibile a livello internazionale. Il suo sito è un gigantesco bazar dove si trova ogni cosa pensabile, fabbricata in Cina, a prezzi concorrenziali e spedita in tutto il mondo: 56 milioni di utenti in 240 Paesi, 14 mila dipendenti e il tentativo di comprarsi Yahoo.
Questi giovani personaggi non hanno bisogno di commenti. Sono talenti, come tanti siciliani costretti a espatriare perché non compresi dalle istituzioni.