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Quotidiano di Sicilia

 
Bios kai ethos di Margherita Montalto
il blog sulla bioetica


Tag Aborto

Mar
29
2011
Quale morale per l'obiezione di coscienza? Tema bioetico dibattuto in questo ultimo periodo è l¹obiezione di coscienza il cui limite, come ricordato in ³Obiezione di coscienza in sanità², dipende dal fatto che  è affrontato solo nella prospettiva giuridica mentre la coscienza individuale è il sacrario della persona.

Un libro molto interessante che mette il lettore nella condizione di potere analizzare la delicata questione dell¹obiezione di coscienza passando attraverso il confronto con i vari testi delle leggi- l.194/78 sull¹aborto, l 40/04 sulla Procreazione medicalmente assistita (PMA).
 
Un Vademecum in cui gli autori hanno voluto analizzare, punto per punto, le varie voci che fanno riferimento all¹obiezione di coscienza circa le realtà che appartengono non solo al singolo individuo ma coinvolgono la società. Apprezzabile dunque il percorso scelto, le considerazioni, che si rivolgono non solo all¹operatore sanitario, ma anche e soprattutto (deve essere) rivolto al pubblico comune che spesso è disorientato su questi argomenti affinchè possa aprirsi con obiettività rivedendo i punti salienti attraverso i quali deve passare la coscienza individuale di chi opera nel campo sanitario evitando così inutili pregiudizi.
 
Obiezione di coscienza in sanità ­ Vademecun
Maria Luisa Di Pietro, Carlo Casini,  Marina Casini
Casa Ed Cantagalli, 2009 - 208 pagine E 9,50
Gen
18
2010
La questione sull'eutanasia aperta dal "Caso Englaro" e sul quale si è giocato a fare i moralisti per molto tempo, ma sono sicura che nel silenzio del cuore ognuno sa la verità, ha creato una separazione tra laici e cattolici.
 
Non si può distinguere tra una salute cattolica e una salute laica, la salute è unica. Gli eventi che interessano gli ambiti della biomedicina, della biopolitica, e della biosociale devono essere esaminati alla luce delle esigenze della persona di volta in volta.
 
Come un farmaco si prescrive per un tipo di malattia ma il medico deve tenere conto degli effetti collaterali del paziente, così fuor di metafora vale per le decisioni estreme: eutanasia, aborto etc.

La vita si deve rispettare tanto per la sua sacralità che per la sua qualità in nome della dignità dell'uomo. Ma a mio avviso molti sconoscono la Bioetica o non la conoscono bene e non c'è informazione a riguardo: in effetti molti chiedono cosa essa sia. Per comprendere forse sarebbe meglio sapere. Manca una pedagogia di questo tipo è ed importante che si definisca una pedabioetica.
 
La pedagogia attraverso l'educazione crea un modulo tale che le informazioni ricevute dall'utente siano assimilate e sviluppate in formazione. Abbinata alla Bioetica diventa educazione all'etica della vita e quindi pedabioetica.
Dic
01
2009
Ed è toccato anche alla Ru486.  Con la Ru486 l'interruzione di gravidanza diventa più facile rispetto alle procedure previste dall'aborto chirurgico? Per la donna quale delle due soluzioni abortive è più conveniente? Le obiezioni si levano e pongono sul banco degli imputati l'aborto.
 
Ma secondo il principio di autodeterminazione e sulle basi dei principi di giustizia-equità, non maleficenza, nessuno può comprendere appieno le scelte personali, da cosa scaturiscono, perché si scatenano.
 
Solo la persona interessata può stabilire i suoi confini. Allora per quanto tempo ancora dobbiamo polemizzare sulla questione? La solita questione riguarda il parere politico sia appartenente alla Chiesa che al Governo.
 
Ma della persona con problemi quando ce ne occupiamo?
Nov
18
2009
La RU-486Della Ru486 se ne dicono tante, certamente come ogni nuova scoperta. Bisogna entrare nell'abitudine e il gioco è fatto. Si parla di possibilità di morte, di incidenza della mortalità. Ma dell'aborto chirurgico ne vogliamo parlare? Che la donna rischia l'emorragia dovuta al perforamento dell’utero?  Speculazione? Mai speculare sulla salute. Questo è il rispetto della persona, la tutela della sua dignità.
 
Il prof.Giansalvo Sciacchitano, vicepresidente dell'Ordine dei Medici di Catania, dice: "Da prendere in considerazione la sterilizzazione dopo avere analizzato il caso. Fondamentale importanza l'informazione alle donne. Si può aiutare aiuta a ridurre gli aborti".

Le caratteristiche del farmaco sono illustrate dal prof.Giovanni Puglisi, presidente dell'Ordine dei Farmacisti della provincia di Catania: "Il mifepristone è uno steroide sintetico anti-progestinico utilizzato per l'aborto chimico nei primi due mesi di gravidanza. Nel giugno del 2007 l'ente per il controllo sui farmaci (EMEA) approva l'uso del mifepristone e ne ribadisce la sicurezza, autorizzandone l’uso. Nel novembre del 2007 viene trasmessa al Ministero della Salute italiano la documentazione per la procedura di mutuo riconoscimento, che permette la registrazione del farmaco anche in Italia sulla base delle norme comunitarie. La Ru 486 non è ancora ad oggi commercializzata in Italia, non risulta essere presente nel canale di distribuzione delle farmacie, perché per la tipologia di prodotto sarà distribuita solo in ospedale agli appositi reparti di ginecologia, seguendo un preciso e rigoroso protocollo messo a punto dall'Aifa."

Continua poi: "Tra l'altro il CdA dell’Aifa non ha ancora definitivamente deliberato per l'immissione in commercio, in quanto dovranno essere specificate le modalità di impiego del prodotto affinché sia rispettata la legislazione vigente in materia di interruzione volontaria di gravidanza. Non si può parlare nemmeno di costi del prodotto in quanto dato l'uso esclusivo del farmaco in ambito ospedaliero, il suo costo sarà  a carico del SSN".

Pregiudizi?
Nov
09
2009
EclissiRu486 pillola abortiva e legge 194: devono salire sul banco degli imputati? In ambito Bioetico, Bio-giuridico si discute e ancor più si sollevano perplessità negli ambienti cattolici. Per piacere, nessun pregiudizio, nessuna presa di posizione laica o cattolica, semplicemente obiettività: sulla Vita, sulla dignità, non possiamo permetterci il lusso di fare a gara a chi arriva prima.
 
In un Paese libero e democratico ciascuno, finchè non viola le leggi dello Stato, ha la possibilità di scegliere e la nostra Costituzione lo ribadisce. E la legge 194 è una legge dello Stato. Nessuno intende anestetizzare le coscienze, nessuno intende obnubilare le menti con ricatti morali. Si cerca solo di scendere nell'intimo di donne che attraversano un dramma, un problema e dinanzi al quale avvertono il peso dell'isolamento. Parlarne non vuol dire necessariamente schierarsi, ma trovare una soluzione. In ogni caso il bene migliore per tutti, senza ipocrisie.
 
Che cosa è la Ru 486? Non è la pillola del giorno dopo. La pillola del giorno dopo non va confusa con il Mifepristone, nota come RU-486, dalla quale si differenzia per i tempi di assunzione e per i meccanismi di azione. La pillola del giorno dopo è un farmaco utilizzato durante le 72 ore successive al rapporto sessuale al fine di bloccare l'ovulazione o il concepimento.
 
La Ru486, nella sua formula innovativa, è un metodo farmacologico abortivo, alternativo al metodo chirurgico sicuramente più invasivo, che segue i dettami della legislazione in materia di interruzione della gravidanza (L.194/78) e deve essere garantito con il ricovero, di circa tre giorni, presso una struttura sanitaria entro la settima settimana di gestazione. Non è un farmaco do it myself.  194/78? Rivediamola, ma intanto teniamo in considerazione sino a nuovo ordine gli  Art. 4, Art. 6, Art 12.
 
Diritto della donna decidere. L'aborto avviene in casi eccezionali. "Quello di voi che è senza peccato, scagli la prima pietra contro di lei" (v. 7). Così coloro che avevano montato il tribunale, arrogandosi il diritto di sentenziare, dalla condizione di giudici passano a quella di imputati. Gesù non giudica nessuno.