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Quotidiano di Sicilia

 
Bios kai ethos di Margherita Montalto
il blog sulla bioetica


Tag Aborto Farmacologico

Giu
22
2010
Finalmente si pensa alle donne finora rimaste senza voce su una decisione personalissima. Le donne che si trovano nella difficile condizione di dover interrompere la gravidanza, secondo Lecaldano, devono avere la possibilità di scegliere, come negli altri Paesi europei, tra intervento chirurgico e aborto farmacologico (assunzione della RU486) e devono essere sostenute anche dagli uomini nelle loro battaglie in difesa dell'autonomia, in quanto la libertà delle donne è condizione necessaria per la crescita di tutta la società.
 
Inoltre la RU486 è stata considerata un farmaco essenziale dall'OMS (con la massima raccomandazione per efficacia e sicurezza),  è stata approvata dalle più autorevoli agenzie competenti in tema di farmaci (FDA, EMEA ed AIFA) e  secondo alcune statistiche ha un indice di percezione positiva superiore al metodo chirurgico.
 
Secondo altri pareri la somministrazione della pillola abortiva potrebbe essere limitata dalle regioni, attraverso l'approvazione di linee guida che prevedano un ricovero ospedaliero di tre giorni. Che a causa della la cronica mancanza di posti letto dei nostri ospedali, il vincolo di accettare tre giorni di ricovero renderebbe difficile per le donne abortire farmacologicamente, costringendole all'aborto chirurgico per il quale sono, invece, previste poche ore in day hospital.
 
Secondo i pareri forniti da esperti del settore l'imposizione di tre giorni di ricovero per l'aborto farmacologico non soltanto limiterebbe la libertà di scelta della donna, ma potrebbe essere inappropriata sul piano sanitario e giuridicamente discutibile, in quanto c’è già una legge (194 del '78) che regola le modalità di interruzione di gravidanza
Giu
14
2010
Si discute sulla RU486 con l'intento di chiarire le sue caratteristiche. Una voce che fino a ora è stata dell'area politica e dell'area cattolica, adesso ci si muove per il bene delle donne.
 
Il 22 aprile 2010 la Consulta di Bioetica onlus sezione di Roma e l'Associazione Vita di donna onlus hanno organizzato a Roma l’aperitivo bioetico Salute e l’autonomia delle donne ai tempi della RU486. L'incontro è stato ospitato dalla Casa internazionale delle donne di Roma  ha trovato grande riscontro del pubblico ed è stato un’occasione importante per fare il punto sull'aborto farmacologico in Italia a circa tre settimane dall'inizio della distribuzione della RU486.
 
Nello stesso contesto è stato spiegato che la RU486 è un farmaco che permette di interrompere la gravidanza entro 49 giorni dal suo inizio (sette settimane di gestazione) senza che sia necessario ricorrere ad un intervento chirurgico, e, quindi, con meno rischi per la salute della donna.
 
Da venti anni, in Europa, in quasi tutti i Paesi, fatta eccezione per Irlanda, Polonia e Lituania le donne che decidono di interrompere la gravidanza possono scegliere tra un intervento chirurgico e un aborto farmacologico.
 
E’ un dato certo ormai che in molti Paesi, con riferimento agli aborti eseguiti entro le prime 9 settimane di gravidanza, quello farmacologico sia il metodo preferito: in Inghilterra dal 77,8% delle donne, in Svezia e in Danimarca da più del 60%.
 
A decidere in Italia? Le donne che ne pensano?