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Quotidiano di Sicilia

 
Bios kai ethos di Margherita Montalto
il blog sulla bioetica


Tag Bioetica Medica

Giu
28
2011
E poi dicono che il paziente è al primo posto. ma come fa una persona che sta male, che comunque si confronta anche con aspetti diversi, nuovi di se stessa cercando di comprendere e sforzarsi di capire cosa sta accadendo a non reagire psicologicamente in modo negativo dinanzi ad uno stato di malessere? Solo i cinici e nemmeno gli animali che contrariamente a quanto si dice soffrono e lo esprimono.

Vedete i numeri sono in matematica, in corsia non possono esistere. E mi rivolgo a chi pensa che con i soldi e il potere politico possa comprare la salute...forse potrà corrompere  qualche essere umano e non  considero persona a questo punto, né l’uno né l’altro. Il potere della casse medica dirigente soprattutto si base spesso su acquisizioni politiche che ahimè confliggono con l’umanità.
Ora voglio concludere dicendo che nessuno è immune eppure tanta arroganza. Che uomini “duri”....il paziente è fifone....
Giu
21
2011
Non è un attacco ma la frase che un medico esprime commentando la reazione di un paziente.
Vi racconterò una storia vera, per cui si capirà quanto sia “bello” predicare bene non per il
benessere del paziente ma per creare immagine.

Prima di iniziare la storia voglio premettere che in genere questi sono i medici che si allargano
le fauci alle conferenze, che danno fiato ai polmoni per sparare tutte le parole più sacre in
nome del Codice deontologico, (e povero Ippocrate), in nome del paziente “prima di tutto”, in
nome del principio di equità-giustizia, in nome del loro onore. In più sono quei medici che alle
spalle dicono dei loro colleghi “è un cretino, non capisce nulla” eppure nelle beate conferenze
i baci e gli abbracci e soprattutto le manifestazione di stima e apprezzamento dell’operato non
si contano.

Un uomo di 43 anni viene ricoverato d’urgenza per calcoli renali, ma rimane in uno stato di
disagio per 24 ore, rimettendo nelle cuffie per i capelli adoperate nelle sale operatorie perché
non gli era possibile potere accedere ai bagni, ovvi motivi.

Bene la situazione si sblocca e viene affidato al reparto di competenza per la cura del suo
caso. Al di là delle condizioni, sicuramente si deve considerare che vi sto raccontando di un
uomo che non ha mai avuto problemi di salute, non ha mai fatto uso di farmaci particolari a
parte forse qualche aspirina, che svolge un’attività in cui il fisico deve essere perfettamente in
ordine ma soprattutto l’equilibrio psicologico. Un uomo il quale si ritrova in un ambiente poco
favorevole tanto da “Ricordati uomo che devi morire”, dove non c’è nulla che alleggerisca,
dove il personale è praticamente numericamente inferiore (con tutte le difficoltà logistiche),
dove la realtà è solo essere considerati ancora nel 2011 solo un numero di una cartella,
eppure “il paziente è fifone” non voglio aggiungere altro.

Vorrei sapere a questo punto le conferenze per chi o cosa sono organizzati. Per i crediti ECM?
Per diffondere la notizia alle telecamere a beneficio del popolo o per farsi inquadrare?
Insomma, finiamola con le ipocrisie…e parlano di difesa della qualità della vita.