Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

 
Bios kai ethos di Margherita Montalto
il blog sulla bioetica


Tag Caso Englaro

Lug
06
2010
La Convenzione di Oviedo, consiglio d'Europa 1997, per la protezione dei diritti dell'uomo e la dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina (Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina).
 
Uno dei documenti più importanti i cui  capitoli che contengono 38 articoli dedicati alla persona, costituiscono i punti di riferimento a cui giuristi, medici, e anche la chiesa cattolica dovrebbe rifarsi. L'evoluzione scientifica messa a disposizione dell'uomo, della sua qualità della vita è stata spesse volte giudicata da preponderanze politiche e cattoliche con il solo scopo di portare acqua al proprio mulino, non tenendo in considerazione la volontà della persona.
 
Scopi politici che hanno gestito la volontà su questioni di vita o di morte. Se  analizziamo attentamente la frase ricorrente "chi deve decidere?" Su come guidare un malato al suo destino, si comprende che è proprio un volere manipolare la decisione.
 
Decide il medico perché ne sa di più; decide il magistrato perché è la legge; decide il parente perché è il più vicino...ma il paziente chi è? Persona? Oggetto di decisione? La dignità del malato è tenuta in considerazione fino a che punto? Si decide per il bene del paziente? Ma veramente? E in che modo? Se tutto tende a sminuirne il senso?
 
Sul caso Englaro i grandi moralisti, i grandi sapienti hanno detto la loro. Bravi. Bene. Adesso sappiamo come la pensano. Forse loro desidererebbero stare nelle condizioni di un coma lungo una vita, magari sperano di svegliarsi e di sentirsi "vivi"? Quale vita? Quale dignità se offesa? La vita ha senso pieno totale.
 
Si legga il Vangelo...Gesù è sempre stato per la vita e non per la morte, ha guarito storpi, ha ridato la vista ai ciechi, ha resuscitato. Vedere il bicchiere sempre mezzo pieno...senza indugiare nelle falsità.
Gen
18
2010
La questione sull'eutanasia aperta dal "Caso Englaro" e sul quale si è giocato a fare i moralisti per molto tempo, ma sono sicura che nel silenzio del cuore ognuno sa la verità, ha creato una separazione tra laici e cattolici.
 
Non si può distinguere tra una salute cattolica e una salute laica, la salute è unica. Gli eventi che interessano gli ambiti della biomedicina, della biopolitica, e della biosociale devono essere esaminati alla luce delle esigenze della persona di volta in volta.
 
Come un farmaco si prescrive per un tipo di malattia ma il medico deve tenere conto degli effetti collaterali del paziente, così fuor di metafora vale per le decisioni estreme: eutanasia, aborto etc.

La vita si deve rispettare tanto per la sua sacralità che per la sua qualità in nome della dignità dell'uomo. Ma a mio avviso molti sconoscono la Bioetica o non la conoscono bene e non c'è informazione a riguardo: in effetti molti chiedono cosa essa sia. Per comprendere forse sarebbe meglio sapere. Manca una pedagogia di questo tipo è ed importante che si definisca una pedabioetica.
 
La pedagogia attraverso l'educazione crea un modulo tale che le informazioni ricevute dall'utente siano assimilate e sviluppate in formazione. Abbinata alla Bioetica diventa educazione all'etica della vita e quindi pedabioetica.