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Bios kai ethos di Margherita Montalto
il blog sulla bioetica


Tag Consenso Informato

Gen
18
2011
La donazione realtà meravigliosa, se letta alla luce della solidarietà e sussidiarietà, è costretta ad affrontare una realtà triste soprattutto se si considerano i fatti di malasanità che in questi giorni non ci hanno risparmiato.

La colpa a questo punto non può essere solo dei giornalisti che diffondono cattive od insane informazioni, dipende da chi le perpreta ai danni altrui.

Basta. Non è la stampa. Comunque, ritornando alla questione donazione essa è legata alla libertà di scelta, alla consapevolezza, nessuna forzatura e soprattutto mirata al benessere del paziente, donatore o ricevente che sia. Insomma il consenso informato non è un caso.
Dic
28
2010
Il Consenso informato può essere considerato un metodo di comunicazione medico-paziente d’eccellenza. Mette a contatto il medico con il paziente, rendendo il paziente consapevole delle cure, delle terapie a cui verrà sottoposto. Il dibattito sul consenso informato è relativamente recente e si è innestato con forza nella tradizione medica italiana. Esso mira a superare una concezione di paternalismo medico. Non c’è una normativa ben precisa ma possiamo rintracciarne la natura su documenti e Carte istituzionali e internazionali autorevoli.

Il CNB nel 1992 lo esprime nel documento “Informazione e consenso all’atto medico”; Consenso informato 2003 – 2005 e nel 2008.

Il Codice Deontologico dei medici italiani, all’art. 30 (informazione al cittadino), recita: “Il medico deve fornire al paziente la più idonea informazione sulla diagnosi, sulla prognosi, sulle prospettive e le eventuali alternative diagnostico-terapeutiche e sulle prevedibili conseguenze delle scelte operate”.

Hartmann lo indica come Espressione di autodeterminazione del paziente sulle basi di libertà seguendo la capacità di scegliere, l’assenza di vincoli derivati da impegni con autorità giustificata, assenza di coercizioni.

L’Art. 32 della Costituzione “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.

La Carta di Nizza- art 3 “nell’ambito ella medicina e della biologia devono essere rispettati il consenso libero ed informato secondo le modalità definite dalla legge”-

La Convenzione di Oviedo recepita dall’Italia con la l 28/03/01, n 145, dedica 6 artt. Dal 5 al 10 alle problematiche del consenso informato. Qualsiasi intervento in campo sanitario non può essere effettuato se non dopo che la persona abbia dato il proprio consenso libero ed informato. Informazione dunque adeguata che permette alla persona di rifiutare o accettare il trattamento.
Gli Art 414 cc, 415 La mancata capacità di intendere e di volere, figura dell’amministratore di sostegno.
Nov
06
2009
Il restringimento del campo delle scelteConsenso informato, ovvero la necessaria formula per regolamentare il principio di autodeterminazione del paziente. Riconoscerlo, proprio alla luce dei principi che le fonti di rango costituzionale, legislativo e deontologico dettano al riguardo, consente di considerare il bene della salute come diritto della persona.

Il suo riconoscimento però non autorizza ad alleviare il medico, "a scaricarlo" dalle sue responsabilità penali, ma aiutare il professionista ad incontrare le esigenze del paziente per sostenerlo attraverso un dialogo che è necessario per comprendere lo status della malattia.

Principio di autonomia del paziente che si configura quale vero e proprio diritto della persona e si esplicita nel suo fondamento nei principi espressi nella disposizione di cui all'art. 2 Cost., che ne tutela e promuove i diritti fondamentali, e negli artt. 13 e 32 Cost., i quali stabiliscono, rispettivamente  che "la libertà personale è inviolabile" e che "nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge".
 
E’ veramente rispettato? Quanto è veramente libera la mia volontà?
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