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Bios kai ethos di Margherita Montalto
il blog sulla bioetica


Tag Festival Di Sanremo

Mar
01
2011

L'uomo ha bisogno della storia di sentirsi appartenente ad un passato. Lo ha dimostrato lo standing ovation fatto a Benigni quella sera al Festival di Sanremo. Per questo si rasenta la beatificazione di Benigni. Se accadesse più spesso che a qualcuno la tv e i mass media dessero la possibilità di ricordare  al popolo italiano di non sentirsi solo.

 

Che si chiami in qualsiasi modo. Era Benigni e a lui fecero dire ciò che voleva e stavolta lo ha detto bene, ma attenti, ricordiamoci che è un personaggio che alza gli ascolti. Non badiamo all'uomo che le ha pronunciate, piuttosto diamo importanza al contenuto.Qualcuno dice che pensare positvo crea aspettative che rischiano di essere disattese. Sbagliato.

 

Essere positivi vuol dire stare comunque con i piedi per terra, ma anzichè considerare solo il male  si deve vedere che oltre il male c'è il bene. Non facciamoci abituare agli eventi negativi. Non lasciamo che  indeboliscano la nostra esistenza con presunzioni di verità basate su negatività. Dobbiamo lottare se ci crediamo contro questa gente che vuole sottometterci al buio.

 

Ribelliamoci a quanti vogliono somministrarci aut aut per aumentare il loro potere. Basta. Viva il Positivo. Un popolo coeso è libero. Un popolo che non ha paura è libero e vincente.

 

Sapete cosa sta passando di voce in voce in questo periodo? E dopo Berlusconi che ne sarà dell'Italia? Chi dobbiamo mettere al suo posto?  Chiunque sarà sempre meglio. Solo che sono state create le condizioni per non farci sperare. Ma il popolo che sa criticare, vedere oltre non si farà sottomettere. La gente sa quelle che vuole, ma da soli non si va avanti in certe rivoluzioni. Non è il massacro che interessa come sta accadendo iun Libia. E' la forza della ragione, la forza della nostra storia che non può e non deve essere smentita.

Feb
02
2010
Il festival di Sanremo è alle porte…e alle porte sono le polemiche. Lo scorso anno la canzone di Povia salì sul banco degli imputati e dall'aria che si respira anche quest'anno si pone la questione del nuovo testo della canzone “forse” dedicata a Eluana Englaro.

Analizziamo un pò a titolo di curiosità il testo di Luca era gay. "…questa è la mia storia solo la mia storia nessuna malattia nessuna guarigione". Chiaro che non è espresso da quanto si legge dal testo, che Povia intendesse che essere gay sia una malattia.
 
La scelta di vita è personale.
 
Il Nuovo Testamento ed esattamente S.Paolo nella lettera ai Romani 1,26-27 si legge: "Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami: le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni verso gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento".
Che facciamo condanniamo le intenzioni di S. Paolo?

Si sa perfettamente che S. Paolo intenda il rapporto sessuale solo se intriso d'Amore. Ma la domanda è: l'omosessuale perché non può innamorarsi?

Da premettere che offendere la dignità della persona è già un atto immorale di per sé.