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Bios kai ethos di Margherita Montalto
il blog sulla bioetica


Tag Legge 194

Mag
06
2010
 L'obiezione di coscienza consiste nel rifiuto di assolvere a un obbligo di legge gli effetti del cui espletamento si ritengano contrari alle proprie convinzioni ideologiche, morali o religiose.
 
Analizziamo due leggi che nei rispettivi articoli fanno riferimento all'obiezione di coscienza: L. 22 maggio 1978, n. 194 
”Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza” e la L 40/04 "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”. L’art. 9 della 194 si pronuncia così: "Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure … ed agli interventi per l'interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione…"
 
L'art.16 della l.40 recita: "Il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure per l’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita…"
 
Dal ‘78 al ’04 sono trascorsi 26 anni ma il legislatore, riferendosi all’obiezione di coscienza indicata all’art.9 della l.194 e all’art.16 della l.40, forse per velocizzare i tempi, forse perché non si è accorto che sarebbe stato il caso dovere tenere conto del fatto che con L.26 febbraio ‘99, n.42 
”Disposizioni in materia di professioni sanitarie" all’art.1. La denominazione “professione sanitaria ausiliaria” è sostituita dalla denominazione “professione sanitaria".
Nov
09
2009
EclissiRu486 pillola abortiva e legge 194: devono salire sul banco degli imputati? In ambito Bioetico, Bio-giuridico si discute e ancor più si sollevano perplessità negli ambienti cattolici. Per piacere, nessun pregiudizio, nessuna presa di posizione laica o cattolica, semplicemente obiettività: sulla Vita, sulla dignità, non possiamo permetterci il lusso di fare a gara a chi arriva prima.
 
In un Paese libero e democratico ciascuno, finchè non viola le leggi dello Stato, ha la possibilità di scegliere e la nostra Costituzione lo ribadisce. E la legge 194 è una legge dello Stato. Nessuno intende anestetizzare le coscienze, nessuno intende obnubilare le menti con ricatti morali. Si cerca solo di scendere nell'intimo di donne che attraversano un dramma, un problema e dinanzi al quale avvertono il peso dell'isolamento. Parlarne non vuol dire necessariamente schierarsi, ma trovare una soluzione. In ogni caso il bene migliore per tutti, senza ipocrisie.
 
Che cosa è la Ru 486? Non è la pillola del giorno dopo. La pillola del giorno dopo non va confusa con il Mifepristone, nota come RU-486, dalla quale si differenzia per i tempi di assunzione e per i meccanismi di azione. La pillola del giorno dopo è un farmaco utilizzato durante le 72 ore successive al rapporto sessuale al fine di bloccare l'ovulazione o il concepimento.
 
La Ru486, nella sua formula innovativa, è un metodo farmacologico abortivo, alternativo al metodo chirurgico sicuramente più invasivo, che segue i dettami della legislazione in materia di interruzione della gravidanza (L.194/78) e deve essere garantito con il ricovero, di circa tre giorni, presso una struttura sanitaria entro la settima settimana di gestazione. Non è un farmaco do it myself.  194/78? Rivediamola, ma intanto teniamo in considerazione sino a nuovo ordine gli  Art. 4, Art. 6, Art 12.
 
Diritto della donna decidere. L'aborto avviene in casi eccezionali. "Quello di voi che è senza peccato, scagli la prima pietra contro di lei" (v. 7). Così coloro che avevano montato il tribunale, arrogandosi il diritto di sentenziare, dalla condizione di giudici passano a quella di imputati. Gesù non giudica nessuno.
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