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Pirandellog di Diomede
il blog su libri, tendenze letterarie e dintorni


Tag New Italian Epic

Giu
29
2010
Luther Blissett è stato lo pseudonimo del collettivo letterario ora noto come Wu Ming, capace di dipingere quel poderoso affresco di Q. Una singola lettera per un libro che è uno dei capofila del New Italian Epic.
 
L'epico racconto di un quarantennio fra i più turbolenti della Storia. Dalla guerra dei contadini fino al maglio della Controriforma, il protagonista dai mille nomi viaggia per la Germania fino a Venezia, collezionando splendide sconfitte e incontrando personaggi del calibro di Thomas Muntzer, Jan di Leida, per finire con i marrani Miquez. A distanza lo scontro con la misteriosa spia del potentissimo Giovanni Pietro Carafa, poi Paolo IV, Zelante custode dell'unica dottrina.
 
C'è chi vi ha visto un riscontro con i movimenti anarcoidi degli anni '70, chi un romanzo storico di eccezionale accuratezza, chi una classica avventura cappa e spada.
 
Personalmente mi ha preso poco a poco forse perché essendo scritto in prima persona, con il protagonista che nelle prime battute non ha ancora grande spessore, è difficile calarsi nell'ambientazione. Ma non appena si entra a far parte della grande Storia, è un crescendo che merita d'essere considerato, senza esagerazioni, uno dei romanzi italiani meglio scritti degli ultimi tempi.
 
B.M.
Giu
08
2010
Tortuga è il grandioso romanzo storico che apre la trilogia dei Pirati inaugurata da Valerio Evangelisti. L'opera si innesta nel filone dell'emergente NIE (New Italian Epic).
 
La fine dell'epoca della pirateria fa da termine di paragone con la nostra, dominata dal denaro, di cui dio è una semplice scusa collaterale e dalla quale fantasiosamente incubava i germi della crisi del capitalismo.
 
Di straordinaria decadenza e nobiltà la figura del capitano De Grammont al quale fa da contraltare l'ambiguo gesuita Rogerio. Sullo sfondo le lussureggianti atmosfere caraibiche che più che rimandare ai "pirati per bambini" cinematografici, offre uno spaccato nudo, crudo, "anarcoide" della Filibusta.
 
La pirateria del '600 si respira a pieni polmoni e ha l'acre sentore di 400 anni dopo.
 
L'incipitRogério de Campos pensò che la sua ora fosse venuta. Il ponte del Rey de Reyes somigliava al pavimento di un mattatoio. Il sangue scorreva a rivoli o si espandeva a macchie, tra gli alberi abbattuti, i fasci di vele e gli intrichi di sartiame reciso. Alcuni moribondi e mutilati si lamentavano ancora, oppure gridavano invocando Gesù o la Madonna. I pirati si aggiravano tra i corpi, tagliando con freddezza la gola ai superstiti, e gettando i cadaveri in mare, anche quandosi trattava di loro compagni senza speranze di guarigione. Spazzavano via i piedi di cervo, i chiodi a quattro punte lanciati al momento dell'assalto. L'odore di sangue era così penetrante da superare quello della salsedine, e stordiva.
 
B.M.