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Pirandellog di Diomede
il blog su libri, tendenze letterarie e dintorni


Tag Susan Abulhawa

Giu
08
2011
La storia della famiglia palestinese Abulheja, vissuta attreverso  quattro generazioni, dalla bucolica 'Ain Hod, con le sue dolci colline, piene di contorti alberi d'ulivo e cedri ai campi profughi. Una storia dai colori forti, quasi stridenti che raccontano i sessant'anni della guerra israelo-palestinese. Amal, la speranza, figlia di Hassan, snoderà ed adatterà la propria vita tra gli amori, i lutti, l'esilio, la maternità, tenendo le emozioni dentro di se come un guscio, non riuscendo a condividerli neanche con il suo grande amore, sua figlia Sara. "Potrei spiegarlo, ma romperebbe la copertura di vetro sul tuo cuore, e sarebbe irreparabile".

E' La storia di due fratelli, Yussef e David,  che per un incredibile destino combattono sui due fronti opposti. Pagine che trasudano di dolore. Il dolore delle madri che perdono i figli e i mariti. E' la storia di una grande amicizia tra Amal e Huda, un'amicizia che condivide le gioie dell'infanzia, la paura e la creatività. E' l'amore di Dalia per la figlia a cui le insegna come far nascere un bambino, cacciando indietro le emozioni "Qualsiasi cosa senti, tienitela dentro".

Guerra, torture, ma anche la storia di tante vittime capaci di andare avanti per quelle gocce di speranza e amore che si racchiudono nella quotidianità. L'amore di Hassan per la propria famiglia, l'amore per le poesie, che ogni mattina leggeva a sua figlia, instillandone a sua volta la passione.

Concludo con la frase conclusiva del libro "...e l'Amore non mi sarà mai strappato dalle vene".
Bellissimo!