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Pirandellog di Diomede
il blog su libri, tendenze letterarie e dintorni


Tag Valerio Evangelisti

Giu
08
2010
Tortuga è il grandioso romanzo storico che apre la trilogia dei Pirati inaugurata da Valerio Evangelisti. L'opera si innesta nel filone dell'emergente NIE (New Italian Epic).
 
La fine dell'epoca della pirateria fa da termine di paragone con la nostra, dominata dal denaro, di cui dio è una semplice scusa collaterale e dalla quale fantasiosamente incubava i germi della crisi del capitalismo.
 
Di straordinaria decadenza e nobiltà la figura del capitano De Grammont al quale fa da contraltare l'ambiguo gesuita Rogerio. Sullo sfondo le lussureggianti atmosfere caraibiche che più che rimandare ai "pirati per bambini" cinematografici, offre uno spaccato nudo, crudo, "anarcoide" della Filibusta.
 
La pirateria del '600 si respira a pieni polmoni e ha l'acre sentore di 400 anni dopo.
 
L'incipitRogério de Campos pensò che la sua ora fosse venuta. Il ponte del Rey de Reyes somigliava al pavimento di un mattatoio. Il sangue scorreva a rivoli o si espandeva a macchie, tra gli alberi abbattuti, i fasci di vele e gli intrichi di sartiame reciso. Alcuni moribondi e mutilati si lamentavano ancora, oppure gridavano invocando Gesù o la Madonna. I pirati si aggiravano tra i corpi, tagliando con freddezza la gola ai superstiti, e gettando i cadaveri in mare, anche quandosi trattava di loro compagni senza speranze di guarigione. Spazzavano via i piedi di cervo, i chiodi a quattro punte lanciati al momento dell'assalto. L'odore di sangue era così penetrante da superare quello della salsedine, e stordiva.
 
B.M.
Mag
26
2010
Antracite è un libro complesso. La tematica dell'industrializzazione americana non è nuova, ma Valerio Evangelisti la mette sotto un altro punto di vista, molto particolare, quello del palero e pistolero Pantera, una sorta di stregone mercenario, prezzolato e individualista. Ma irrimediabilmente "buono" e dalla parte dei più deboli. Nelle sue contraddizioni, forse l'unico personaggio positivo fra quelli creati dall'autore.
 
La trama è articolata, a volte troppo, e rischia di perdersi in alcuni punti se non la si segue passo dopo passo. Il finale è lasciato aperto ma non soddisfa appieno dopo la "lunga cavalcata" che il protagonista compie dall'inizio alla fine, imbattendosi in utopisti, capitalisti o clan di emigrati irlandesi che fanno quadrato per proteggere i propri membri.
 
Uno spaccato in cui nessuno è vinto e nessuno è vincitore, tanto meno Pantera che, sebbene cerchi di dominare gli eventi, è spesso nell'occhio del ciclone. Forse lo scopo di Evangelisti era proprio quella di trasmettere la sensazione di sballottamento e della mancanza di una qualsivoglia linearità, fra l'altro avvisata dallo stesso protagonista.
 
Un libro per chi ama il West, ma quello sporco.
 
B.M.