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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Apr
21
2012
Bilancio regionale v├Čola gli articoli 3, 81 e 97
Alle ore sei di mercoledì 18 aprile l’Assemblea regionale, con una mini maggioranza di 35 voti ha approvato la Finanziaria e con 40 voti ha approvato il bilancio 2012. Si tratta, come è noto, di un bilancio falso, fuori dalla realtà, che penalizza i siciliani e favorisce ancora una volta i propri dipendenti.
è scandaloso infatti che, nonostante stipendi e accessori superiori di un terzo, come abbiamo più volte pubblicato, a quelli dei dipendenti statali, viene dato spazio alla bulimìa degli stessi aumentando i loro stipendi del 4,5 per cento.
Lo scandalo consiste anche nel fatto che gli aumenti a pioggia non tengono conto del merito e dei risultati del lavoro, cosicché i fannulloni e gli scansafatiche, presenti nella Regione in cospicua quantità, percepiscono i medesimi stipendi di chi, invece, lavora con passione e sacrificio.
Altro scandalo è il mantenimento in vita dell’Aran, l’associazione dei dipendenti regionali, che cambia pelle dividendosi in due strutture, personale delle Autonomie locali e quello della Funzione pubblica: costerà 300 mila euro oltre gli stipendi.

Vi è una beffa inserita nella Finanziaria e riguarda i 22 mila precari dei Comuni. Non era necessaria questa norma se i Comuni avessero voluto assumere direttamente. In ogni caso, gli Enti locali dovranno svolgere regolari concorsi e prendere in toto l’onere dei nuovi assunti, venendo meno il supporto di quattro quinti che prima la Regione erogava a favore dei medesimi precari.
Con calma passeremo in rassegna le norme approvate, dopo che arriverà il responso del Commissario dello Stato, prefetto Carmelo Aronica, il quale sta valutando l’eventuale impugnativa del Disegno di legge approvato, per manifesta violazione della Costituzione. Vedremo se dal vaglio del Commissario resterà in piedi tutta o parte del Ddl e quale parte.
In ogni caso, risalta la grande iniquità della maggioranza-arlecchino, incapace di inserire nella più importante leva regionale elementi che puntino alla crescita e allo sviluppo. Da nessuna parte si vede il cofinanziamento dei fondi europei che così si perderanno.
Si rileva inoltre la permanenza dell’avanzo di amministrazione, che ammonta ad oltre 9 miliardi, pari a un terzo del bilancio stesso.
 
Vi sono poi altre voci che rendono falso il bilancio. Una fra queste riguarda la supposta vendita di immobili che nessuno mai comprerà. La voce è aleatoria e non andava inserita in bilancio. Vi è anche l’ipotesi di dover contrarre nuovi debiti vietati da Euro plus, il Patto di stabilità del 25 marzo 2011 e anche dal Fiscal compact del 2 marzo 2012.
Il Commissario Aronica dovrà valutare l’incostituzionalità della norma approvata, eventualmente, per la violazione anche degli articoli 3, 81 e 97 della Costituzione.
L’articolo 3 prevede che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge. Come può realizzarsi tale uguaglianza, in Sicilia, quando vengono privilegiati i dipendenti pubblici e, invece, bistrattati i disoccupati?
La violazione dell’art. 81 riguarda l’insufficienza delle entrate rispetto alle uscite. Infatti, non per tutte le spese sono indicati i mezzi per farvi fronte.
Vi è poi la possibile violazione dell’art. 97 secondo il quale i pubblici uffici sono organizzati ... in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.

C’è qualcuno che possa affermare onestamente che gli uffici della Regione siano organizzati nel senso sopra indicato?
L’assessore all’Economia, Gaetano Armao, ha previsto tagli per 1,3 miliardi, totalmente insufficienti, quando avrebbe dovuto procedere ad elevare i tagli fino a 3,6 miliardi, come abbiamo più volte indicato nelle pagine di questo foglio.
Comprendiamo le enormi difficoltà a tagliare spese inutili di cui c’era l’abitudine. Ma risulta incomprensibile, lo ribadiamo ancora per la sua stupidità, avere aumentato gli stipendi a gente che non merita neanche i soldi che percepisce attualmente, salvo tanti di essi che lavorano alacremente.
Aspettiamo, dunque, il responso del Commissario dello Stato che, con il solito rigore, agirà nell’interesse della Comunità. Lunedì non è lontano. Basta avere pazienza per capire cosa succederà subito dopo, in base all’azione commissariale.
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