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Quotidiano di Sicilia

Direttore Carlo Alberto Tregua
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mag
12
2012
Viva la politica, abbasso la partitocrazia
Secondo gli ultimi sondaggi, i partiti godono della preferenza degli elettori nella misura del due per cento, gli astenuti e gli indecisi al voto oscillano tra il cinquanta e sessanta per cento, in tutti i programmi radio-televisivi, ove si dibattono i problemi dei cittadini, vi è un unanime coro di proteste contro i privilegi del ceto politico e di quello burocratico, nonché contro l’enorme spesa pubblica fatta lievitare in questi ultimi venti anni.
Il Documento di economia e finanza (Def) prevede per il 2012 una spesa di 725 miliardi, oltre ad interessi sul debito per 84 mld. Di fronte ai complessivi 809 mld di uscite, lo stesso Documento iscrive entrate per 782 mld. A bocce ferme, quest’anno il debito pubblico aumenterà, dunque, di ben 27 miliardi.
La situazione è grave ma non irrimediabile. Perché, da un canto, non è possibile aumentare le imposte e, dall’altro, c’è urgenza di reperire risorse per infrastrutture, opere pubbliche e sostegno alle imprese, esclusivamente per nuovi investimenti.

Ridotta all’osso, la questione riguarda l’assoluta esigenza di tagliare la spesa pubblica ed improduttiva, per aumentare quella produttiva di ricchezza. è perciò necessario tagliare tutti i rami secchi, ovunque essi si trovino, senza guardare in faccia nessuno.
Al riguardo, è stata felice la nomina di Enrico Bondi, il risanatore di Montedison e Parmalat, chiamato mani di forbice, per tagliare appunto la spesa pubblica improduttiva.
Bondi (da non confondersi con l’omonimo mellifluo ex ministro della Cultura), non ha voluto un euro di compenso, neanche a titolo di rimborso spese, in modo da avere le mani libere per operare nell’interesse del Paese. Siamo certi che qualcuno si metterà di traverso sulla sua strada:  verrà travolto o indurrà lo stesso Bondi a rinunziare all’incarico.
Altrettanto felice è stata la scelta del presidente del Consiglio nel nominare Francesco Giavazzi super tecnico nella revisione del mare magnum di agevolazioni alle imprese ed a terzi, col compito di tagliare quelle improduttive e qualificare quelle utili per sostenere i processi della produzione di ricchezza.
 
Terza nomina qualificata, quella di Giuliano Amato (detto Topolino o anche il dottor Sottile), persona di grande spessore culturale e di navigata esperienza, alla quale è stato affidato il compito di rivedere la spinosissima attuazione dell’art. 49 della Costituzione riguardante i partiti e precisamente: statuti standard e democratici per legge, bilanci preordinati, contributi e finanziamenti limitati e defiscalizzati, certificazioni di entrate e uscite, ammontare del contributo pubblico.
Non sappiamo quale dei tre incarichi sia quello più difficile, ma è da credere che sono tutti e tre molto delicati. Anche da essi dipende il futuro di questo Paese.
Però, il futuro di questo Paese dipende soprattutto dalla vera politica, non dall’attività partitocratica che lo ha rovinato. E neanche dall’attività clownesca di Beppe Grillo e neanche dall’attività conservatrice di tanti partiti di destra e di sinistra, i quali vogliono che tutto resti com’è per continuare nella loro azione parassitaria che beve il sangue dei cittadini.

Quando i cittadini protestano contro i privilegi del ceto politico-burocratico (ribadiamo che i dipendenti pubblici non vengono messi in cassa integrazione), si dice che facciano anti-politica. Si tratta di una comoda difesa di una situazione cristallizzata, che ha portato il Paese al fallimento. I tempi delle vacche grasse sono terminati da molto. Non è più possibile continuare in queste condizioni. è urgente una svolta.
Ha fatto bene Mario Monti ad uscire dall’angolo e a dire a chiare note ciò che va fatto, senza più mediare tra le esigenze corporative dei tre gruppi politici che lo sostengono, ma agendo nell’esclusivo interesse superiore dei cittadini.
Monti è stato accusato di timidezza, quando è stato il momento di tagliare la spesa, ma la nomina dei tre personaggi prima elencati ha fatto capire a tutti che il tempo delle chiacchiere, al riguardo, è terminato ed è cominciato quello dei fatti, senza se e senza ma. La verifica entro 60 giorni confermerà o meno questa aspettativa.
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