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Quotidiano di Sicilia

Le vostre denunce

Autore:Precari ARPA Sicilia
Email:marcogl@libero.it 
Categoria:Lavoro
Destinatario:Commissario dello Stato
Oggetto:Lettera Precari ARPA Sicilia al Commissario dello Stato 

LETTERA APERTA AL COMMISSARIO DELLO STATO dott.
Alberto Di Pace

Gentile Commissario dello Stato per la regione Sicilia,

Chi le scrive sono 112 disoccupati ex lavoratori dell'ARPA, che
grazie ad una sua presumibile svista, si trovano a passare un
triste natale e si accingono ad affrontare un ancor più mesto
inizio d'anno.

Parliamo di svista perché probabilmente la S.V., presa
dall'euforia dei festeggiamenti natalizi o forse scarsamente
documentato, ha riportato nell'impugnativa dell' art. l’articolo 3
del disegno di legge n. 499 dal titolo “Interventi finanziari urgenti
per l’anno 2009 e disposizioni per l’occupazione. Autorizzazione
per l’esercizio provvisorio per l’anno 2010”, alcune
incongruenze che noi, per mero rispetto delle nostre
professionalità, visto che siamo tutto personale qualificato (50
periti chimici, 24 chimici,10 Geologi,18 biologi, 10 tecnici
laureati), teniamo a precisare.

Caro dott. Alberto Di Pace, Lei nella sua disamina puntualizza
che “il principio del pubblico concorso costituisce la regola per
l’accesso all’impiego alle dipendenze delle amministrazioni
pubbliche, da rispettare allo scopo di assicurare la loro
imparzialità ed efficienza”, orbene, concordiamo pienamente,
visto che noi siamo stati selezionati ed assunti nel 2008 con
contratto di collaborazione a progetto a seguito di una
selezione ad evidenza pubblica (proprio come tutti i precari
della regione sicilia periodicamente e ripetutamente rinnovati
nel corso di questi anni con vari articoli di legge che il
commissariato, da lei presieduto, non ha mai impugnato),
nello specifico, le nostre competenze erano e sarebbero
imprescindibili nei vari Dipartimenti Provinciali in quanto, nel
periodo di collaborazione, abbiamo svolto attività ed
implementato metodiche lavorative che prima non venivano
neanche contemplate, mettendo a disposizione dell' agenzia le
nostre esperienze lavorative, considerato che nel bando con la
quale siamo stati selezionati (ribadisco ancora, con il rischio di
essere pedante), veniva specificatamente richiesta un
esperienza professionale di almeno 6 mesi nel campo
specifico di ogni figura professionale.

In seconda istanza non corrisponde a realtà che (cito sempre
la sua impugnativa): “non è emersa peraltro l’esistenza di
alcun motivo di pubblico interesse, se non la personale
aspettativa degli aspiranti, che possa legittimare una deroga al
principio del pubblico concorso aperto a soggetti esterni, non
essendo altresì desumibile dallo scarno tenore della
disposizione alcuna peculiarità nelle funzioni in precedenza
svolte dai destinatari della stessa che possa in astratto
giustificare la prevalenza dell’interesse ad una sua
permanenza presso gli uffici dell’ARPA.”, perché possiamo
tranquillamente documentarle (ma credo che certamente
possa farlo pure lei) quanto carente, se non nullo, sia lo stato
della tutela ambientale in Sicilia (ricordo che A.R.P.A. altro non
è che l'acronimo di Agenzia Regionale Protezione Ambientale),
che la stessa agenzia ha un vuoto in pianta organica di ben
550 unità lavorative (fonti ufficiali) e che paga con risorse della
regione Sicilia (che lei certamente, da “solerte” commissario
dello stato tutela dal 2005) sanzioni salatissime alla comunità
europea per mancati controlli ambientali.

Quanto sopra esposto vine d’altronde dichiarato ufficialmente
dal Direttore Generale dell' ARPA Sicilia ing. Sergio Marino
nell’audizione alle commissioni A.R.S. Lavoro e Bilancio riunite
nella seduta n.112 del 11/11/09 (cito dal verbale): “Si sofferma
(L'ing. MARINO) in particolare, sulla circostanza giuridica che
rende impossibile procedere a nuove assunzioni di personale
e che sarebbero tuttavia necessarie per fronteggiare le
difficoltà derivanti dall'attuale insufficiente copertura della
dotazione organica.” , (continua la citazione): “Relativamente
alla carenza di personale, sottolinea che la richiamata
impossibilità di procedere a nuove assunzioni, determina il
rischio di ulteriori procedure d'infrazione a carico della Regione,
come quella ad esempio riguardante gli impianti di
depurazione o il piano di risanamento della qualità dell'aria,
ciò a causa della risposta inadeguata alla domanda
derivante dalle pressioni ambientali e dall'evoluzione della
normativa vigente di settore. Precisa, infine, che l'utilizzazione
in passato di personale a contratto va opportunamente
distinta in due tipologie: quanto alla prima, a valere sui fondi
POR 2000/2006, e con selezioni pubbliche per titoli ed esami
(ndr:QUESTO PER CONFERMARLE CHE, SIAMO STATI
SELEZIONATI CARO COMMISSARIO!); quanto all'ulteriore
versante, invece, in assenza di procedure ad evidenza
pubblica, con tipologia contrattuale di Co.co.co. e Co.co.pro.”

Tutto il virgolettato è stato dichiarato in una seduta pubblica di
due commissioni parlamentari riunite in seduta comune, come
è arrivato il suo eccellentissimo commissariato alla risoluzione
che: “non è emersa peraltro l’esistenza di alcun motivo di
pubblico interesse, se non la personale aspettativa degli
aspiranti”?

Per cui sinceramente non capiamo che chiarimenti le siano
stati forniti, oppure abbiamo sicuramente un differente concetto
di pubblico interesse, sia in termini di emergenza ambientale
che di sperpero di soldi pubblici.

Le bastano queste come ragioni per rispondere alla sua
impugnativa?

Caro Commissario siamo disponibili, da integerrimi cittadini
della regione sicilia, ad aiutarla ed a fornirle tutte le
documentazioni necessarie.

Al nostro illuminato e saggio Governo della Regione Siciliana,
diciamo che come diceva il grande Totò “c’à nessuno è fesso”,
il non averci inserito inizialmente nell’art. 3 della legge e l’aver
votato favorevolmente un unico emendatamento per i precari
ARPA, ci sembra sia la maniera sottile e Ponziana per
lavarsene le mani e per sentirci dire: “avete visto noi ci abbiamo
provato e quel cattivone del commissario dello Stato che non
vuole”.

Tutto questo non passi come una sterile polemica, ma la
consideri una “precisazione” da parte di alcune persone che
vogliono tutelare pubblicamente la loro dignità (designata,
continuiamo a ripetere, da una selezione pubblica espletata nel
2008) e stabilire, ancora una volta, come la tutela ambientale
spesso viene considerata un aspetto secondario e sacrificata
sull'altare di un presunto rigore economico.

Approfittiamo tutti per augurarle un felicissimo natale ed un
altrettanto ridente anno nuovo, cosa che certamente non potrà
dirsi per noi.

Distinti Saluti

112 cittadini siciliani “molto tutelati” dal Commissario dello
Stato

Denuncia inviata il 26 dicembre 2009