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Le vostre denunce

Autore:Alfonso Furia
Email:furiaalfonso@libero.it 
Categoria:Pubblica amministrazione
Destinatario:Organi di Stampa
Oggetto:"Dietro le difficoltà degli Ipab"  

Alcuni decenni fa si concludeva l’operato della 1° Repubblica con lo
scandalo “mani pulite” partite dall’IPAB Opera Pia Albergo Trivulzio, quella
delle IPAB è una storia lunga e complessa, non sempre trasparente, che
inizia con la loro istituzione nel 1890; attualmente molte IPAB della Sicilia,
nonostante lÂ’emanazione del Decreto Legislativo 4 maggio 2001 n. 207
(G.U. 1 giugno 2001, n. 126) versano in condizioni di gravi difficoltà
finanziarie e producono situazioni debitorie che stanno lentamente, nel
voluto silenzio, creando un “ MILIONARIO DANNO ALL’ERARIO”.
In Sicilia, infatti, sono tante le Istituzioni Pubbliche di Assistenza e
Beneficenza in situazione di fallimento di fatto, nel senso che lo stesso
non viene ufficialmente fatto emergere oppure è ignorato dai Comuni e
dalla Regione anche quando è stata esperita tutta la procedura per
lÂ’estinzione dellÂ’Ente ed il passaggio del personale e dellÂ’ingente
patrimonio ai Comuni, così come previsto anche dalla legge regionale n.
22/86, art. 38.
Sorge il sospetto che la mancanza di volontà politica nella risoluzione dei
problemi che derivano dalle difficoltà finanziarie degli Enti e l’indifferenza
con la quale vengono accolte dagli Enti Locali le richieste di aiuto dei
dipendenti sempre più spesso non retribuiti serva per consentire alla
Regione Siciliana di nominare in continuazione incompetenti Commissari
regionali e per consentire ai Comuni di nominare inutili Consigli di
Amministrazione senza che nessuno di tali soggetti riesca mai a
risolvere o voglia risolvere realmente i problemi che presentano gli Enti
dei quali dovrebbero occuparsi, preoccupandosi solamente, durante i
loro mandati, di fare lavorare temporaneamente (in Enti già in dissesto)
qualche operatore, qualche imprenditore o qualche fornitore “amico o
raccomandato”.
Nella nostra Regione esistono IPAB la cui attività assistenziale è cessata
da diversi anni che continuano a produrre debiti per stipendi ed oneri
contributivi per dipendenti mortificati e avviliti nella loro professionalità
perchè non hanno più attività da svolgere durante l’orario di servizio e
che si recano ogni giorno in ufficio pur NON percependo lo stipendio e
relativi contributi da più di TRE ANNI.
Emblematiche e gravissime sono in tal senso le situazioni debitorie
milionarie di alcune IPAB quali la “Canonico Pagano” di San Cataldo
(Caltanissetta) e quelle di Caltagirone e Ravanusa.
La maggior parte delle II.PP.AA.BB. che ancora funzionano portano
avanti una attività assistenziale ormai diventata minima ed insufficiente a
coprire i costi di gestione, continuando nel silenzio ad accumulare debiti,
a pagare quello che possono e quando possono ai loro dipendenti,
omettendo spesso di versare i contributi nella convinzione che tanto,
prima o poi, qualcuno salderà i debiti perchè sono debiti di Enti Pubblici o
perché, per rimanere aperte e riuscire a pagare i fornitori, decidono di
sacrificare i contributi.
I dipendenti di ruolo delle centinaia di IPAB esistenti, che sono stati
assunti previo superamento di concorso pubblico, che vengono lasciati
senza stipendio anche per diversi anni, che devono assistere frustrati al
grande fermento creatosi sull’isola per la stabilizzazione dei “precari”
quando i loro posti di lavoro, regolarmente conquistati, potrebbero
essere a rischio , hanno iniziato a chiedere quanto loro dovuto e questo
comporterà l’apertura di procedimenti civili, contabili ed anche penali ed i
debiti degli Enti aumenteranno.
Gli organi giudiziari e contabili quanto tempo impiegheranno per
individuare, ammesso che sia possibile, i responsabili delle gestioni
scellerate e degli sprechi? E chi pagherà ? I Direttori delle IPAB, i
Presidenti ed i componenti dei CDA, i Commissari Regionali, oppure i
Sindaci ed i vari Onorevoli di zona, tutti colpevoli in egual misura di avere
portato al fallimento questi Enti con gestioni vergognosamente clientelari?
Di sicuro chi paga in questo momento sono solo i dipendenti che non
prendono lo stipendio, che non sanno se prenderanno la pensione date
le irregolarità ed i mancati versamenti dei contributi, che vedono le loro
case di abitazione pignorate per i debiti contratti al fine di mantenere le
famiglie e che continuano ad andare in ufficio anche se in ufficio luce,
acqua e gas sono staccati perché l’Ente non ha pagato neanche le
utenze e durante i mesi invernali occorre prendersi un “permesso
personale breve” per andare a riscaldarsi un po’ dentro la propria
macchina posteggiata allÂ’ingresso.
Chi scrive è uno di loro e sta scrivendo queste amare riflessioni perché
spera che finiscano il silenzio e lÂ’indifferenza, che si decida una volta
per tutte se salvare o meno questi Enti, che lo Stato attenzioni anche
questa triste storia siciliana e costringa la Regione a trovare la soluzione
al problema, la Regione ripari alle sue omissioni ed ai suoi ritardi, i politici
la smettano di fare sciacallaggio soprattutto sulle IPAB morenti, gli organi
investigativi e giudiziari, laddove interessati, svolgano in tempi brevi le
loro indagini e la Corte dei Conti faccia le dovute contestazioni per
fermare lÂ’accumulo di debiti.
Denuncia inviata il 31 agosto 2012