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Quotidiano di Sicilia

Le vostre denunce

Autore:Giuseppe (Pino) Verbari
Email:giuseppeverbari@libero.it 
Categoria:Ambiente
Destinatario:Capitanerie di Porto
Oggetto:Le spiagge libere 

E’ arrivata l’estate e come tutti gli anni si mettono in relazione e a confronto pregi, rimedi e incongruenze a Catanzaro Lido come in tante altre parti d’Italia.

Così, questa volta più che mai, mi sono trovato a constatare che alcuni spazi tra un lido e l’altro sono molto funzionali, mentre, qualche altro spazio, mi ha dato l’impressione di essere un imbuto. Proprio così; entri e trovi il largo mentre, man mano che ti avvicini alla battigia, lo spazio si restringe enormemente. Mi sembra una cosa non del tutto corretta nei confronti di chi ricorre alla “spiaggia libera” che di libero non ha sempre di meno. Forse sarebbe meglio definirla striminzita la spiaggia di tutti?

Mi chiedo se qualcuno, preposto al controllo ed alla verifica degli spazi attribuiti ai lidi, si sia accordo di simili discrasie che danno fastidio all’utenza spicciola e, della quale, io ne faccio parte come la maggior parte di noi. Senza dubbio, sono un bene comune, ma costituiscono un affare privato. e appartengono giuridicamente allo Stato. In genere, la competenza viene delegata ai Comuni e ognuno si regola come crede. Piano paesaggistico regionale e l’assenza di norme e programmi specifici per la tutela delle coste, la fanno da padrone.

C’è perfino chi propone in Parlamento di estendere le concessioni demaniali da 20 anni a 50, stimolando un'ulteriore cementificazione del litorale con la trasformazione di strutture stagionali in impianti fissi. Eppure, una direttiva comunitaria impone la modifica di questi contratti con lo Stato, in base alle regole della concorrenza. Evidentemente, una spiaggia assegnata in concessione a un privato per mezzo secolo non sarà mai più pubblica né tantomeno libera.

Intanto, mi toccherà godere di una spiaggia libera che, sempre di più di anno in anno, lo sarà sempre di meno. Per non parlare dell’arredo di Giovino che lo vede in balia dei soliti vandali. Staccionata asportata quasi fosse un referto e macchine posteggiate sulle aiuole “bucano lo schermo”. Di vigili urbani, nemmeno a parlarne.
L’operatore del pronto intervento era tanto in imbarazzo alla mia domanda se il 112 è stato unificato nel rispetto della direttiva europea tanto da non accorgersi che era caduta la linea.

Volevo esporgli il caso in cui avevo invitato un tizio del Nord, a spostare la macchina posteggiata sull’aiuola e costui non mi aveva degnato nemmeno di uno sguardo, quasi stesse elaborando una risposta che snobbasse la mia richiesta. Io sì che, da ignaro interlocutore, continuavo a prospettargli il caso nell’attivare i VV.UU. che non hanno un numero, anzi a sentir loro, non hanno i numeri, sono sempre in pochi, i soldati, e molti gli ufficiali. Cose da repubblica macedone.
Mi sono sentito un fesso.

Giuseppe (Pino) Verbari
Denuncia inviata il 04 agosto 2015