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Quotidiano di Sicilia

Lettere al QdS
Autore:Fabrizio Vinci
Email:vinci@usa.com 
Oggetto:Migranti: l'esigenza di un dialogo razionale con l'Ue 

Il nostro Paese appare isolato in ambito europeo sulla questione dei
migranti. Davanti alla riluttanza dell'Ue, Silvio Berlusconi accarezza
l'ipotesi di abbandonare l'Unione. Probabilmente si tratta di una
provocazione, che tuttavia ottiene come unico risultato quello di inasprire
i rapporti con gli altri Stati membri. Mentre il Presidente Napolitano invita
alla prudenza, il ministro degli interni Maroni, in perfetta sintonia con il
Cavaliere, rilancia l'ipotesi di uscire dall'Ue come forma di ultimatum. Non
credo proprio che i nostri ricatti di borgata impensieriscano l'Unione;
sarebbe invece opportuno individuare provvedimenti efficaci e
ammissibili nel contesto europeo, in grado di fronteggiare l'emergenza.

Come è giusto rilevare una manifesta incapacità del nostro esecutivo a
relazionarsi con le altre nazioni dell’Ue, è altrettanto evidente che alcuni
Stati europei hanno mostrato un certo ostruzionismo nei confronti dei
migranti. La Francia, ovvero il paese della libertà, della fratellanza e
dell’uguaglianza, ha intenzione di creare una sorta di muro al confine con
l’Italia, attraverso l’uso di forze dell’ordine in tenuta antisommossa.
Sempre a proposito di libertà, in Francia scatta il divieto di indossare il
burqa in luoghi pubblici.

Certamente il nostro governo non ha le carte in regola per dare lezioni di
accoglienza ad altri paesi dell’Unione, infatti la presenza della Lega
nell’esecutivo, con i suoi continui rilanci razziali, non ci pone nella
condizione di indignarci davanti all’intolleranza di altre Nazioni. Una mano
tesa, arriva comunque dal presidente della Commissione europea Manuel
Barroso, che ha sottolineato l’esigenza di una politica comune davanti
all’emergenza migranti, auspicando che si giunga presto a soluzioni
condivisibili da più parti. Sarebbe quindi opportuno che il governo italiano
smetta immediatamente con i rilanci populisti, e si dedichi allo studio di
soluzioni praticabili e al dialogo razionale con gli altri Stati membri
dell’Unione Europea.
lettera inviata il 12 aprile 2011