Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twittergoogle qds rss qds

Quotidiano di Sicilia

Direttore Carlo Alberto Tregua
Lettere al QdS
Autore:Gianmarco Catalano
Email:catagia@hotmail.it 
Oggetto:COSÌ IO IMMAGINO LA RIVOLUZIONE IN SICILIA 

Per una volta, sento di esprimere una voce fuori dal coro. Un pensiero distonico
rispetto all'apparente assuefazione che sembra aver investito, senza troppi punti di
domanda, le migliaia di persone unite nelle manifestazioni di questi giorni in tutta la
Sicilia. Il movimento dei Forconi, gli autotrasportatori, i pescatori, gli agricoltori e i
braccianti, disoccupati, studenti, comitati, associazioni. Tutti  accomunati dalla voglia
di scendere in strada e protestare. Qualcuno parla di "rivoluzione culturale", altri di
"riscatto del popolo siciliano", altri ancora, in perfetto stile leghista, di "lotta per una
Sicilia libera da Roma ladrona". E così via, in un'escalation di imbarbarimento
generale e di profetismo che sembra non lasciare spazio a giudizi e richiederebbe
un'adesione acritica alla mobilitazione, senza remore, nè perplessità. Qualunquismo,
demagogia e tanta confusione. Ma, come dicono i "rivoluzionari" di questi giorni  ,
l'importante è bloccare tutto, fermare la Regione e farsi sentire. Ma per cosa? A quale
fine? Cosa si propone? quali le idee? Cosa si rivendica?
Questi e molti altri sono i dubbi, più che legittimi, nutriti da chi come me rifiuta di
abdicare alle proprie facoltà intellettive per buttarsi nella mischia. E non si tratta di
banale e aprioristica diffidenza. Per gli individui abituati a pensare e riflettere prima di
agire, accettare di prendere parte ad una manifestazione popolare ( e sentirsi parte!),
qualunque essa sia, implica innanzitutto la libertà di scelta in assoluta autonomia e
secondo coscienza. E come scegliere se non dopo averne capito la reale sostanza?
L'informazione sui fatti, la comprensione di essi, rendono il cittadino libero e
consapevole. In democrazia, chi si fa promotore di una presunta battaglia ha il diritto-
dovere di farsi capire, prima ancora di chiamare le persone a raccolta. Deve sapere
da che parte andare, quali strade imboccare, e quanto è disposto ad accogliere le
idee e le proposte dei cittadini che intende coinvolgere. In parole spicciole, occorre
avere bene chiari propositi e finalità delle azioni promosse.
Limitarsi a protestare non basta. E non prospetta nulla di buono. Il disagio che
coinvolge i siciliani, il sud - i più vessati dalla crisi economica e dalle scelte
irresponsabili dei governi - è chiaro a tutti e rischia di degenerare in qualcosa di più
grave e serio. Una protesta "senza testa", seppur mossa da innegabili ragioni, può
sfociare in violenta ribellione e caos. Può liberare la strada a frange estremistiche
pronte alla strumentalizzazione e a far danno. E questo sarebbe il definitivo fallimento
di una lotta per il bene comune. Un film vecchio e già visto.
Per questo, occorre prima di tutto stabilire la rotta da seguire. Mettere nero su bianco
una linea programmatica su cui convenire. Se è vero che questa battaglia non é solo
di alcune categorie, ma è di tutta la parte sana di questa Sicilia, l'apporto "intellettuale"
dei cittadini non può e non deve mancare. Immagino uno straordinario laboratorio
Culturale e Politico a cielo aperto.
Una  gigantesca "agorà partecipata" articolata in varie assemblee-distretti, da Trapani
a Siracusa, che lavori attivamente nella redazione di una "Costituzione dei cittadini", di
un documento popolare di rivendicazione che contenga delle proposte concrete e
innovative sulle tematiche più rilevanti: ambiente, cultura, lavoro, servizi, tassazione.
Sarebbe il primo storico atto normativo frutto di un vero e proprio cantiere di
democrazia diretta, pura emanazione del popolo, da presentare ai governi nazionale e
regionale che sarebbero chiamati a discuterne nelle sedi istituzionali. Le idee, prima
dei forconi e dei numeri, sono la vera forza d'urto.
Così io immagino la Rivoluzione.
lettera inviata il 18 gennaio 2012

RSS© 2001 Ediservice S.r.l. - P.I. 01153210875 - Tutti i diritti riservati / Coordinamento e aggiornamento Blu Media / Realizzazione Francesco Grasso / Grafica Neri & Dodè / Hosting Impronte digitali